Ciao @massy capisco i tuoi dubbi, ma penso che bisogni andare oltre.

Non è necesssario vedere sempre una fase di cambiamento, come un passaggio solo negativo. Dal cambiamento possono nascere tante cose positive.

Nessuno però ha parlato di combattere e di combattere da soli. Dietro quelli che tu chiami eroi spesso c'erano masse immense.

Ti contraddici parlando della mafia, perché se, come detto in conclusione, tu continuerai a comportarti secondo la tua etica ed io farò lo stesso, significa che magari tanti altri lo faranno e in spazi come questi ci si potrà unire e moltiplicare i numeri, quindi il potere d'azione sarà potenzialmente enorme.

Aggiungo che se tu dici che un singolo non può cambiare, come potrebbe allora un singolo burocrate immerso nelle strutture di potere della politica regolamentare le grandi aziende? Non è di nuovo una contraddizione?

Certo dipende se tua etica sarà di non acettare paassivamente quello che viene imposto, sperando nell'ente supremo che verrà a risanare il mondo, ma accetterai di avere una responsabilità e un potere in questo cambiamento, opponendosi creativamente (non per forza lottando) alle dinamiche imposte.

Da un lato c'è già un meccanismo politico in atto contro i colossi del web:
https://www.ilsole24ore.com/art/la-francia-multa-google-e-amazon-violazione-regole-cookies-ADZv8S7

Ma c'è anche una tendenza naturale dei giovani, proprio quelli che credevamo più succubi di internet:

https://www.futuroprossimo.it/2020/12/perche-facebook-e-morto-ma-ancora-non-lo-sa/

Quindi non ci resta che provare che il cambiamento si può produrre e ti consiglio questo libro:

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_cigno_nero_(saggio)

L'autore, abbastanza credibile, visto il successo delle sue opere, afferma che un 5/10 % di persone che fanno scelte in modo intransigente, se ben distribuite, quindi non concentrate in solo una nazione, ad esempio, possono produrre un cambiamento enorme a livello di economia e marketing delle aziende.
Infatti la loro intransigenza convincerà per vari motivi non solo chi le frequenta ad adattarsi per semplicità, ma anche le aziende per convenienza.

Chiudo dicendo che Giorgio Tave ha spostato la discussione in "Società ed impegno" , ma forse ha sottovalutato il risvolto economico di questo dibattito.

A mio paarere, chi seguirà nel portare avanti un lavoro pro Big Company secondo i canoni tradizionali del marketing, fallirà, non solo rischiando di perdere il lavoro, ma anche dovendo giustificare il perché ha fatto spendere un sacco di soldi all'azienda in questo momento di crisi, quando, con un po' meno miopia, avrebbe potuto vireare vedendo che era inutile, visto che un probabile crollo economico renderà superflua qualsiasi strategia basata sugli stupidi e invasivi parametri del web marketing attuale.

Magari non succederà domani, ma, visto quello che è successo all'improvviso con il lockdown, io non mi aspetterei nulla di così prevedibile e standard nel medio termine.