Max0005 tu e gli altri mi date parecchi spunti interessanti.
@max0005 said:
@fabysnet:
Alla fine credo che non cambi se uno creda in un Dio "cattolico", "Buddista", "Ebreo" o qualsiasi altra religione, ma cosa dimostra con gli atti. "Meglio un'ateo che aiuta i bambini malati in Africa che uno suicida che uccide 20 persone nel nome del suo dio."
Per molte religioni attuali, ma non tutte la guerra santa è deprecabile, ma non c'è dubbio che è meglio un ateo che fa del bene, (questo dovrebbe essere il concetto di volontà di Dio), che un credente (fariseo) che fa del male!
@max0005 said:
@marlomb:
Non sono pienamente d'accordo con te. Mentre la religione ha dato molto velocemente una risposta (seppure non molto esauriente) alla prima domanda, non ha mai risposto alla seconda, ne si è mai impegnata molto per farlo evadendo sempre con risposte tipo "La volontà di Dio non è per noi da comprendere." Ultimamente mi sembra che la questione "scienza vs religione" si possa descrivere come "La scienza si sforza di accendere la luce laddove la religione esita a mantenerla spenta."
Per quello che ho letto nel Vangelo, (il Nuovo Testamento è certamente più attualizzato del Vecchio Testamento), la volontà di Dio è spiegata in due comandamenti: amerai il tuo Dio al di sopra di ogni cosa, ama il tuo prossimo come te stesso, un progetto comprensibile ed attuabile volendo, il fine ultimo come ti dicevo è indicato nella ricongiunzione a Dio per l'eternità come figli di Dio (dimenticavo secondo me cattolico).
La scienza per me non si interessa della religione , ma progredisce nella conoscenza guidata dai bisogni umani.;)
La religione invece ha un altro passo, cammina ad una velocità molto inferiore alla scienza, per esempio solo 50 anni fa abortire non era materia d'interesse della chiesa cattolica, 30 anni fa la medesima ha detto che se lo si faceva entro 3 mesi in taluni casi era ammissibile, adesso già dal concepimento si parla di essere umano e come tale insopprimibile.
@max0005 said:
@Zeitgeist_gt:
Un detto dice "L'unico modo per vivere in eterno è scrivere, e sperare che i propri scritti vengano letti il più a lungo possibile." Alla fine è vero, noi veniamo ricordati solo per quello che abbiamo fatto nella vita... ma solo perchè nessuno sa quello che succede dopo! Quindi bisogna dare il meglio di se mentre siamo ancora in vita
Il problema dell'eternità assilla credenti e non credenti, la maggior parte di noi lo risolve tramite i figli, altri dotati di più ingegno riescono a realizzare opere più o meno durature.
Fin dall'antichità, basta citare i vari eroi dell'Iliade che preferivano la morte in battaglia ad una morte naturale od in tempi più recenti dall'Illuminismo in poi è sempre stata preferibile una morte per giusta causa, che si ricordi, rispetto alla tediosa normalità.
Ma oggi qualcuno ci pensa ancora, è vero esiste molta gente che anela al successo nel Grande Fratello o nel Capitalismo Economico, ecc., ma queste non sono opere durature sono fenomeni al più generazionali ad uso e consumo nell'arco della vita di una persona.
Mi chiedo ci sono persone che pensano a qualcosa oltre la propria vita e quindi riescono a concepire il fine della sofferenza e della morte? Ad immaginare la propria presenza nel futuro?
@max0005 said:
Seconda la scienza... la sorte in entrambi i casi. La sorte per averci fatto nascere qui e la sorte per aver fatto nascere gli abitanti del Burundi nel Burundi. Ma visto che la sorte è solo un concetto matematico astratto, nessuno. Le cose sono adnate così ma non è colpa di nessuno.
Sicuramente un qualsiasi uomo che non abbia modo di soddisfare i bisogni primari (mangiare, bere, ...) sarà preoccupato, ma dire che non c'è nessuna colpa di altri uomini e scaricarlo sulla sorte, scusatemi ma mi sembra qualunquismo:
gli studi di molti antropologi hanno dimostrato che culture differenti in luoghi e tempi diversi hanno creato sistemi ecologici in cui i bisogni primari erano sempre contemplati (un boscimano aveva tutte le capacità per sopravvivere e godersi la sua vita tecnologicamente arretrata, non c'è dubbio che il progresso guidato dagl'interessi degli australiani colonizzatori gli ha creato nuovi bisogni e nuova povertà)
quando i bisogni primari non vengono soddisfatti dipende da due motivi:
l'uomo potente che si appropria delle risorse altrui (pensate che per molte culture precedenti i greci antichi non esisteva il concetto di proprietà privata)
un disastro naturale (che oggi stiamo sperimentando è spesso causato dall'uomo).
Naturalmente intanto godiamoci la vita, oggi c'è il Sole.