• Community Manager

    Page Experience di Google: sarà una botta di visibilità!

    Qui Google ha fatto un update: Timing for bringing page experience to Google Search

    Vale la pena di ricordare che non sono solo i Web Core Vitals

    Search_Page_Experience_Graphic.jpg

    Ci sono due cose che cambiano (e che mi ha segnalato @marco-quadrella):

    1. The change for non-AMP content to become eligible to appear in the mobile Top Stories feature in Search will also roll out in May 2021. Any page that meets the Google News content policies will be eligible and we will prioritize pages with great page experience, whether implemented using AMP or any other web technology, as we rank the results.

    Diventa quindi un fattore di VISIBILITÀ. Se non lo hai non puoi entrare in determinate parti.

    1. In addition to the timing updates described above, we plan to test a visual indicator that highlights pages in search results that have great page experience.

    Ci sarà "un applauso in SERP" da parte di Google, perché dirà quelli che sono i migliori.

    C'è una grande spinta ad AMP in tutto quello che dicono.

    Taggo @AntonellaP7 chiedeva cosa fare per prepararsi al Mobile First Indexing e avevo fornito i due video in quella discussione. Ma riguarda anche questo.


    A 1 Risposta
  • Admin

    Questo lo avevano già dichiarato la prima volta in realtà.

    Il tema riguardo a speed/amp/top stories è di lungo corso e la guerra su Twitter contro l'ampizzazione del web con carotina è bella lunga.

    Era tutto partito da qua http://ampletter.org/ e ci sono firme importanti come quelle di Steve Souders e Ethan Marcotte.


    giorgiotave 1 Risposta
  • Community Manager

    @juanin this finirà su FastForward se riesco, next settimana 🙂

    Grazie!


    juanin 1 Risposta
  • User Attivo

    Sì concordo con @juanin, non è nulla di realmente nuovo. In pratica chi ha buoni punteggi di Page Experience in pratica verrà trattato come fino ad oggi han trattato AMP.

    Di fatto è una resa di Google sullo standard AMP, evidentemente si sono accorti che:

    1. vanno in conflitto con gli editori
    2. si chiudono le porte a potenziali contenuti non editoriali e potenzialmente anche transazionali, dove c'è più ciccia (e AMP per gli ecommerce, per quanto tecnicamente fattibile, non ha mai decollato davvero per ovvi motivi)

  • Admin

    Diciamo che la diatriba è stata lunga e i Googler+AMPers hanno sempre sostenuto e provato a giustificare il vantaggio su AMP parlando di impossibilità di misurare realmente le performance di un sito non-AMP (cosa ovviamente falsa) e infatti dopo pochi mesi è nato il Chrome UX Report ad avvalorare la tesi che la velocità di AMP era data per assunta e non realmente misurata.

    Con il tempo il Chrome UX Report si è dimostrato una manna dal cielo per l'open web e ora siamo giunti a questa fantastica cosa che stanno procrastinando e usando come ulteriore PR di spinta della tecnologia AMP come facilitatore per migliorare le performance con uno schiocco di dita...ma sappiamo tutti che non è così anzi.

    Più livelli e strati aggiungi al tuo stack tecnologico e più problemi rischi di creare sotto tutti i punti di business: manutenibilità, controllo, misurazione, tempo, etc etc etc...


    kal domenico.pacifico 2 Risposte
  • User Attivo

    @juanin ha detto in Page Experience di Google: sarà una botta di visibilità!:

    Più livelli e strati aggiungi al tuo stack tecnologico e più problemi rischi di creare sotto tutti i punti di business: manutenibilità, controllo, misurazione, tempo, etc etc etc...

    AMEN.


  • User

    @juanin

    Quando fai una ricerca su google (ricerca fatta per trovare effettivamente qualcosa, non per fare esperimenti) in che percentuale trovi quello che cerchi - parlando solo di contenuti di alta qualità che rispondo a pieno alla tua ricerca) nelle prime 3 pagine? Questa percentuale ti cambia a seconda del contenuto che cerchi?

    Personalmente - nelle mie ricerche - faccio fatica a trovare nelle prime 3 pagine il contenuto che mi soddisfa. Devo sempre spulciare per bene la ricerca. E questo è un problema, soprattutto quando faccio ricerche "popolari" e non di "nicchia".


    juanin 1 Risposta
  • Admin

    @domenico-pacifico a che proposito tale domanda riguardo alla discussione in questione?


    domenico.pacifico 1 Risposta
  • User

    @juanin Se ho ben capito - correggimi se sbaglio - Google da sempre (ma sopratutto oggi) studia metodi per raffinare le ricerche: se un sito/contenuto hanno determinate caratteristiche questo viene premiato con la visibilità.

    La mia domanda è legato a ciò: nonostante tutte queste pratiche - personalmente - non trovo spesso soddisfacenti i primi risultati che mi vengono proposti. Sopratutto quando si tratta di ricerche popolari: è facile vincere quando hai budget e sei grande e questo, per me, non è sinonimo di qualità.

    Ecco, mi piacerebbe sapere se capita solo a me o anche ad altri e... se mai usciremo da questa spirale.


    juanin 1 Risposta
  • Admin

    @domenico-pacifico riguardo alla questione dei BOX Aggiuntivi vari per cui non si applicano le regole dell'organico classico e dunque di rilevanza io sono molto critico perché di fatto Google pone l'accento su aspetti tecnologici e non di reale rilevanza.

    Questo di fatto porta realmente a dare enfasi alla tecnologia piuttosto che al contenuto.

    Sulle SERP diciamo classiche questo fenomeno è meno impattante perché per fortuna il contenuto è ancora in un certo senso a maggior peso, ma ad esempio nei caroselli vari tipo TOP Stories, Notizie locale, etc etc spesso e volentieri non è la rilevanza a farla da padrona.

    Questo causa a mio avviso il problema che in parte descrivi tu al netto del chi è più o meno grande.

    • Quando la tecnologia manda a benedire la rilevanza.
    • Quando il fatto che sia un sito famoso per un verticale manda a benedire la rilevanza.

    Beh. Allora Google hai un problema e non stai facendo il tuo lavoro.

    Questi per ora sono i segmenti dove secondo me Google va a causare il problema che descrivi perché bypassa tutto per utilizzare posizioni di rilievo per i suoi (+ o -) tornaconti. E questo permette loro anche di giustificare il fatto che quelle posizioni seguono logiche diverse e dunque i suoi algo vengono elevati da ogni colpa.

    In generale però penso che a parte casi specifici il motore faccia un buon lavoro sui grandi numeri.

    Poi che non vengano soddisfatti tutti gli utenti credo sia normale. A volte il risultato migliore per la maggior parte dei casi non è necessariamente il migliore in assoluto. L'esempio che faccio spesso è quello tra Mozilla MDN e W3Schools. Il primo è in assoluto migliore per completezza e tante altre cose. Il secondo è più digeribile per l'audience che fa maggiormente quelle ricerche.


    domenico.pacifico 1 Risposta
  • User

    @juanin Grazie mille per la risposta completa ed esaustiva. E' anche l'esatto mio pensiero.

    Ho l'impressione che nel corso degli anni la tecnologia ha preso sempre di più il sopravvento sulla qualità del contenuto. Tralasciando gli aspetti monopolistici, di interesse e cose simili, credo sia anche dovuto al fatto che gestire la tecnologia è estremamente più semplice che gestire la qualità effettiva del contenuto.

    Questa situazione mi ricorda quando dovevo cercare una ditta su PAGINE GIALLE cartaceo di una volta: per forza di cose l'occhio ti cadeva sul BOX pubblicitario più grande quando magari, l'artigiano che faceva il lavoro veramente a regola d'arte, aveva a disposizione solo una riga tra mille e.. con nome e telefono, stop.

    Ecco, la sfida di oggi di Google secondo me è proprio questa: se il lavoro dell'artigiano è il più a regola d'arte, quest'informazione deve essere trasmessa all'utente a prescindere dalla tecnologia e senza tecnologia. Nell'esempio: come posso accorgermi dell'artigiano invece che del box?

    E' questa informazione che ancora oggi in qualche modo manca, in qualche modo non è percepita o è percepita non quanto dovrebbe esserlo. Ed è così, forse, perché in gran parte non si è ancora in grado di fare questa lettura.

    Dal mio punto di vista la tecnologia non ha nulla a che fare con la qualità di un contenuto. Possono certamente coesistere, ma le vedo sempre due entità separate anche quando coesistono.

    In un mondo dove spesso la qualità viene messa da parte a favore dell'affare - e in generale del prezzo più basso - trovo difficile che possa avvenire un cambiamento importante in merito. Anche perché il cambiamento importante - almeno dal mio punto di vista - può arrivare solo da chi esegue le ricerche e non da chi ha il monopolio.

    E' anche vero però che a domanda Google risponde: e se quello che cerchi è TOP in mille posti non può di certo proporteli tutti e mille in un sol colpo d'occhio. E qui tocco un altro punto secondo me molto importante: non basta la tecnologia, non basta la qualità di un contenuto, ci vogliono anche le capacità di saper cercare a regola d'arte. In merito gli algoritmi dovrebbero tenere enormemente conto dei comportamenti di quegli utenti che leggono, cliccano, e permangono su link che si trovano a... pagina 50 🙂

    Solo chi sa cercare a regola d'arte VINCE. Più persone cercano a regola d'arte più si "costringono" gli algoritmi a favorire la qualità. E perché no, forse sarebbe utile mettere a tempo - a prescindere dalla tecnologia - le prime posizioni: una sorta di TURNOVER DEMOCRATICO.


    juanin 1 Risposta
  • Admin

    @domenico-pacifico guarda secondo me la tecnologia può assolutamente contribuire a rendere un contenuto più di qualità di un altro. E questo è vero in tanti casi.

    Faccio qualche esempio che va ovviamente mescolato con il contenuto e la progettazione dello stesso:

    • data viz fatta a dovere
    • esperienze immersive
    • strumenti di ricerca che funzionano meglio di altri
    • accorgimenti di microinteraction quasi impercettibili, ma che fanno differenza sul day by day usage
    • usabilità dei form e feedback validazione superiore
    • velocità di una pagina certo. Importantissima. Se un sito è lento diventa a volte inutilizzabile.
    • il fatto che la ux sia ottimizzata per il device che viene usato
      etc etc.... e questa è tutta roba che compete come diciamo sì al contenuti, sì alla progettazione, ma anche allo stack tecnologico.

    La tecnologia invece diventa un "unfair advantage" quando la rendi abilitante e obbligatoria quando potresti ottenere lo stesso risultato anche con altre tecnologie.

    Il problema secondo me qui è principalmente questo.

    Sono invece molto d'accordo sul fatto che "bisogna saper cercare", ma è anche vero che Google utilizza già gli intenti, dove clicchi, come fai query refinement, bla bla bla e lo fa da anni. Poi riuscire appieno a comprendere è ovviamente una impresa molto difficile, ma Google riesce a far scalare abbastanza bene l'oggettivizzazione di parametri che sono prettamente soggettivi il più delle volte.

    Ricordiamoci anche che ci sono aspetti di personalizzazione che entrano e entreranno sempre di più in gioco quindi in parte l'obiettivo del motore è già quello di soddisfare quanta più domanda possibile nel modo migliore possibile.

    Anche Google Ads in fin dei conti sebbene sia pubblicità si basa comunque su parametri che cercano di dare una valenza al contenuto e non meramente chi più paga più vince.

    Quindi io sono critico sì su quelle scelte che mettono tecnologie piuttosto che altre e fanno calpestare i piedi alla rilevanza, ma in generale la tecnologia svolge un ruolo fondamentale per definire un ottimo prodotto alla pari della ux e del contenuto. Il web marketing è in generale un settore dove conoscere la tecnologia e proporre ottima tecnologia è fondamentale.

    Sulla selezione del miglior risultato invece non è semplice. A volte non c'è un migliore in assoluto perché il migliore o meno può dipendere anche da questioni prettamente personali.


    domenico.pacifico 1 Risposta
  • User Newbie

    @giorgiotave grazie mille, ho visto anche il video commentato su YouTube. Se il blog è già in AMP ci sono altre ottimizzazioni da fare?


  • User

    @juanin Anche se ti può sembrare strano - per quello che ho detto in precedenza - concordo sul discorso che hai fatto sulla tecnologia.

    Probabilmente sono di vecchio stampo: per me un buon articolo è un buon articolo scritto anche su un post-it.

    E' chiaro che tutto l'elenco che hai fatto e ancora di più aiuta notevolmente il contenuto: è solo che le pratiche descritte nell'elenco - e questo probabilmente è un mio limite - non le riesco ad inquadrare nella cerchia della "qualità del contenuto" ma piuttosto in un contorno.

    Posso avere una UX sbalorditiva, una velocità alla superman, posso rispettare tutte le direttive internazionali e mixare tutto alla perfezione con il contenuto ma... se un articolo è un flop, è un flop a prescindere da tutto il contesto tecnologico. E ciò non avviene al contrario. Se un articolo è ben fatto - io - me lo leggo anche a 56K e con una grafica del medio evo.

    Quello che sto notando in generale - mia opinione - è che tutto è troppo concentrato ad inseguire la qualità che tu hai ben descritto. Per ovvie ragioni. E quando leggo un contenuto e mi accorgo di questa pratica mi da fastidio: faccio fatica a trovare la naturalezza di un contenuto, quella naturalezza che era presente prima dell'era di internet.

    Sembra che oggi il primo pensiero di chi lavora nel mondo del web - discorso molto generale - sia quello di "comparire in prima pagina" e non quello di fare un buon contenuto. E se questo è vero, è perché è il sistema che si è creato che ha spinto a fare ciò.

    Certamente è vero che "migliore" è personale. Ma è altrettanto vero che nelle prime pagine si trovano spesso castronerie. Per migliore intendo un'area ben ampia, non una linea, e quasi sempre per entrare in quell'aerea devo viaggiare su diverse pagine.

    Capisco anche tutte le personalizzazioni che sono in campo e che presto entreranno in campo e sempre più sofisticate ma... sempre tante pagine devo navigare per trovare il contenuto che mi accontenta.

    D'altronde inghippo principale che vedo è questo: se una parola è in 10 milioni di contenuti, come si può solo pensare che il miglior contenuto si trova nelle prime pagine? Nessuna tecnologia sarà in grado di risolvere questo problema - altra mia visione e mio limite. Diciamo che per questioni di comodità e di tempo a vincere sono sempre quasi i primi risultati: ma non ne faccio una vittoria per questioni di qualità.

    p.s. ti parlo da puro navigatore/lettore. Il mio mestiere è tutt'altro che il tuo. Però queste sono le sensazioni che ho a pelle.


  • Admin

    @giorgiotave @kal a proposito della situazione questo post include dichiarazioni abbastanza eloquenti

    An engineer at a major news publication who asked not to be named because the publisher had not authorized an interview said Google’s size is what led publishers to use AMP.

    oppure

    Matt Dorville, SEO manager for BuzzFeed, said he’s “skeptical” about using AMP once Google stops requiring it for the top stories carousel. He plans to do extensive testing to ensure abandoning the format doesn’t kill the site’s traffic and will monitor the choices of other major players who use AMP, like Axios and The Guardian.

    e poi

    “You never really want to be the first person out the gate making these changes,” he said.

    Mi sembra abbastanza evidente che AMP sia stata sin dall'inizio una imposizione.

    @domenico-pacifico invece riguardo al tuo discorso ho aperto una nuova discussione qui; sarebbe carino avere degli esempi concreti.


    kal 1 Risposta
  • User Attivo

    @juanin ha detto in Page Experience di Google: sarà una botta di visibilità!:

    Mi sembra abbastanza evidente che AMP sia stata sin dall'inizio una imposizione.

    Un'abuso di posizione dominante, chiaro e semplice. Non è sorprendente che sia sotto l'occhio dell'antitrust.