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    Ghetti di Opinione: è questo il Futuro di Internet?

    Mi ha fatto un po' pensare l'articolo di Riccardo Luna oggi: Discord, il futuro di Internet (senza nazisti).

    Certo, qui su Connect.gt lo facciamo da sempre, bannare la gente non per il suo pensiero ma per il modo con il quale si esprime. E si è creato un ambiente che in questi 16 anni ha fatto qualcosa di importante in Italia.

    Peccato che non lo racconti nessuno. Anche perché è un modo di trattare Internet un po' diverso.

    Quante belle storie che abbiamo in Italia che nessuno racconta.

    E allora vorrei dire che quello che cita Riccardo non è proprio il futuro di Internet perché, se mi è concesso, dall'altra parte c'è https://parler.com che sta esplodendo.

    parler.png

    Il box in Italiano su Google recita:
    "Tradotto dall'inglese-Parler è un servizio di microblogging e social networking con sede negli Stati Uniti lanciato nell'agosto 2018. Parler ha una base di utenti significativa di sostenitori di Trump, conservatori e nazionalisti sauditi. Wikipedia (inglese)"

    Quindi è il social "di Trump". Ho messo "di Trump" perché sta avvenendo. Da quando i Social stanno intervendo sul suo profilo e su quello di altri...molti stanno iniziando a scrivere Follow me on parler. Questa pratica sta esplodendo come c'è scritto Bloomerang Follow Me on Parler’ Is New Mantra for Users Aggrieved by Facebook

    Il futuro di Internet io me lo immagino con le persone che riescono a esprimere le loro idee senza offendere l'altro, non senza una parte delle persone.

    Perché altrimenti vedremo ambienti che saranno ghetti di opinione!

    Mi piacerebbe sapere come state vivendo voi questo momento storico.

    :ciauz:


    glanzi A domenico.pacifico 3 Risposte
  • Moderatore

    @giorgiotave ha detto in Ghetti di Opinione: è questo il Futuro di Internet?:

    Il futuro di Internet io me lo immagino con le persone che riescono a esprimere le loro idee senza offendere l'altro, non senza una parte delle persone.

    Sarò forse un po naïve, ma io cerco sempre di seguire (anche fuori da internet) ciò che disse Sir Baden-Powell nella sua ultima lettera agli esploratori (scout):
    "Cercate di lasciare questo mondo un po' migliore di come l'avete trovato"

    Sotto questo punto di vista, arrabbiarsi e fare arrabbiare non migliora niente, quindi cerco di evitare. Nel mio piccolo ho questo approccio, e spero che il mio esempio possa aiutare chi si relaziona con me (soprattutto chi non la pensa come me) a capire che c'è un modo pacifico, moderato e molto più efficiente di confrontarsi con gli altri.

    Il mio "internet migliore" si basa su questo. Purtroppo credo che sia un'utopia, esisteranno sempre dei ghetti in cui qualcuno si isola o viene isolato. Sia online che offline.


  • User Attivo

    Un bel problema ma è anche naturale.

    "Buttare fuori" un gruppo da un posto non cancella quel gruppo, che cercherà altri posti dove aggregarsi.

    Il fatto che si creino dei ghetti dove anche opinioni moderate rischiano di estremizzarsi sempre di più, dove il confronto civile non esiste, è il canto del cigno di una cultura sociale che pensa di poter risolvere tutti i problemi urlando contro le cose senza capirle, giuste o sbagliate che siano quelle cose.

    Come corollario in ambito Marketing si sta sbandierando da po' il fatto che le aziende devono prendere posizione politica. Che se non lo fanno sono delle vigliacche quasi. Nel breve termine sembra una cosa fantastica, gli utenti polarizzati corrono a frotte (si dice almeno) ma nel lungo termine?

    Come sarà il mondo delle aziende, che ha sempre avuto bisogno di più stabilità possibile, mischiato al mondo della politica e delle "fedi", che è praticamente quanto di meno stabile ci sia?

    Chi vivrà, vedrà.


  • User Newbie

    @giorgiotave Ciao!

    Personalmente penso che dipenda da noi.

    Possiamo usare Discord, Signal, Telegram, ma se per pigrizia continuiamo ad usare Whastapp, Facebook, ecc.... perché ce l'hanno anche gli altri e per la pigrizia di non prenderci le nostre responsabilità, allora non capiremo mai l'importanza di fare un primo passo e fare valere i nostri diritti, ma soprattutto "cambiare"!

    È utpoico, per come la vedo io, pensare che gli Stati, che hanno gli stessi difetti delle aziende nella politica, cioè seguono lobby ed interessi privati o di grandi gruppi economici, ci salvino, perché noi non possiamo rinunciare a Whatsapp.

    Oppure che le aziende mantengano le promesse o addirittura rinincino al profitto se la legge non le costringe a smettere di usare i nostri dati creando enormi database di profili di comportamento degli utenti.

    Più che concentrarci sul rischio che vengano fuori ghetti o fazioni o altro di peggio, o sperare che i social vengano "ripuliti", perché non aiutiaamo a sradicare il meccanismo alla base?

    Facciamo pubblicità a Social neutri, non commerciali e sicuri e iniziamo ad usarli anche noi.

    Perché perdere tempo ed energie a criticare quello che non va, quando possiamo usare le stesse per favorire un cambio di comportamento?

    Alcuni comportaamenti "esasperaati" ci saranno sempre, ma se i Social non li incentivano a fini commerciali, sono sicuro che si sgonfieranno da soli.

    Riplulire la comunicazione tra le persone dal marketing, anche indiretto e subdolo. Questo secondo me dovremmo fare.

    Chi vuole essere un cliente, lo farà tramite email, account business delle aziende, e iscrivendosi a tutti i canali fatti apposta, ma senza venire spiato e monitorato h24.

    Secondo me solo così può funzionare. E, come hai dimostrato tu, facendo informazione, la consapevolezza si diffonde a macchia d'olio, anche se ci vuole un po' di tempo.
    Tutto sta accelerando....è ora di cambiare, no? 🙂


  • User

    @giorgiotave E tutta una questione di PASSIONE e RISPETTO.

    Spesso mi chiedo: perché su internet ci sono persone sgradevoli, persone che hanno come hobby non quello di dar vita ad una discussione costruttiva ma… distruttiva - senza alcun scopo se non quello di attirare a se loro simili per colpire in gruppo tanto per divertimento?

    Mi rispondo che… essenzialmente sono persone infelici, prive di passioni, interessi personali. Delusi della propria vita. Invidiosi del prossimo. Vorrebbero spaccare il mondo ma non ce la fanno e allora attaccano, attaccano il prossimo per rubargli illusoriamente un pezzettino di felicità, felicità che pensano passi a loro se il mal capitato reagisce. Come? Non gli importa, l’importante è che reagisca.

    Ma il dramma qual è? Che in tutto questo internet non centra nulla. E’ tutta una questione di natura umana: siamo fatti così. Semmai internet ha fatto emergere in forza ciò che nella società è sempre esistito e sempre esisterà.

    La persona sgradevole è sgradevole perché è ignorante, ovvero non padroneggia l’argomento che in realtà vorrebbe padroneggiare. Detta semplice… non conosce la materia, il tema.

    Le persone sgradevoli, quelle che sporcano le conversazioni esistono sin dai tempi dei nostri antenati.

    Non ne faccio una questione di ghetti di opinione, ne faccio una questione di oasi felici dove discutere liberamente con coscienza e competenza, dove competenza significa soprattutto essere in grado di mantenere una discussione civile.

    Internet è lo specchio della società, anche quella degli antenati. Non puoi andar contro la natura umana, puoi però scegliere ciò che vuoi essere.

    Vince chi ha la serenità dentro di se e, credetemi, un disturbatore non è mai sereno. Come non è mai sereno chi a ruota libera e senza freno gli risponde.

    Il futuro di Internet è lo stesso futuro della società: ci sono oasi felici ed oasi infelici. E sarà sempre così. Sta a noi decidere a quale oasi partecipare e, soprattutto, sta a noi saper individuare le VERE oasi felici. Sì, perché un’oasi felice è fatta al 50% da chi l'ha costruita e al 50% da chi la frequenta.

    Questo forum è una VERA oasi felice, come quest’altra realtà a cui partecipo che esiste dal 2003 https://www.z3mendi.it/forum/index.php

    Le oasi felici vanno protette e riconosciute: quelle vere non sono ghetti, sono piazze senza confini.