• Super User

    Intanto ringrazio Leonardo per la bellissima opportunità e ringrazio tutti coloro che hanno organizzato l'evento Giorgio in primis e tutti gli altri che hanno fatto promozione.

    Ecco la domanda di un utente che non ha potuto partecipare, Hotshot:

    Nel libro descrivi la forma del target in questo modo:
    1 studente: cerchio
    2 manager: triangolo
    3 casalinga: quadrato

    Quanto questa descrizione della forma cambia la struttura e il layout grafico di un sito web, e quali sono i punti di partenza che correlano la forma del target con il disegno del sito?
    Riesci a farci qualche esempio specifico?


  • User

    @SpiderPanoz said:

    passare dalla relazione alla collaborazione.
    bellissimo concetto. hai qualche sito di società di consulenza da portare ad esempio?

    beh, su questo tema è stato scritto parecchio qualche anno fa...
    soprattutto da parte della scuola della Northwestern university..


  • Super User

    @koalasereno said:

    beh, su questo tema è stato scritto parecchio qualche anno fa...
    soprattutto da parte della scuola della Northwestern university..

    lo so, ma cercavo qualche esempio interessante..


  • User

    @koalasereno said:

    beh, su questo tema è stato scritto parecchio qualche anno fa...
    soprattutto da parte della scuola della Northwestern university..

    siti come innocentive, un progetto di community sponsorizzato dalla eli lilly rappresenta un ottimo esempio.. ma anche altre iniziative che rappresentano il cosidetto collaborative marketing..; ]


  • User

    @koalasereno said:

    beh, su questo tema è stato scritto parecchio qualche anno fa...
    soprattutto da parte della scuola della Northwestern university..

    siti di società di consulenza in questo momento non mi sovvengono..


  • Super User

    @koalasereno said:

    siti di società di consulenza in questo momento non mi sovvengono..

    anche perchè temo che se qualcosa è stato fatto... sarà in qualche area riservata... 😄


  • User

    @Catone said:

    Intanto ringrazio Leonardo per la bellissima opportunità e ringrazio tutti coloro che hanno organizzato l'evento Giorgio in primis e tutti gli altri che hanno fatto promozione.

    Ecco la domanda di un utente che non ha potuto partecipare, Hotshot:

    Nel libro descrivi la forma del target in questo modo:
    1 studente: cerchio
    2 manager: triangolo
    3 casalinga: quadrato

    Quanto questa descrizione della forma cambia la struttura e il layout grafico di un sito web, e quali sono i punti di partenza che correlano la forma del target con il disegno del sito?
    Riesci a farci qualche esempio specifico?

    Beh, se ti ricordi nel libro adotto questa metafora delle figure geometriche per far capire come il sito web si possa e debba adattare in tutti i suoi aspetti, dal design, all'offerta, allo stile e linguaggio, alla segmentazione online.. in termini tecnici signifca cercare di modellare il sito in modo che prenda la forma del visitatore.. mediante la profilazione e la personalizzazione; tanto più il sito riesce ad essere unico per ciascun visitatore, tanto più sarà migliore la visitor o la customer experience..


  • User

    @SpiderPanoz said:

    anche perchè temo che se qualcosa è stato fatto... sarà in qualche area riservata... 😄

    hai ragionr, penso proprio che sia così; Ernst & Young qualche anno fa lancò un servizio del genere..


  • User

    Anche io come deborahdc chiedo in merito ai fattori criticidi successo...

    In particolare se è possibile individuare delle caratteristiche comuni ai siti/progetti web ben riusciti...

    :71: Barbara


  • Super User

    Ne ho letti di libri sul marketing e praticamente nessuno tratta un argomento a me molto caro: strategie di business per una microazienda, dove il comparto di marketing è, magari, gestito da una sola persona, che fa un po? di tutto e il budget è molto ridotto.

    Ecco, non ti chiedo la formula magica, ?fare business con 100 euro? :), ma soltanto quale siano le attività di web marketing (anche off line) che devono essere assolutamente messe in pratica in questa fattispecie.


  • User

    @deborahdc said:

    eccomi qua. Buonasera a tutti.
    Riprendo il testo di Giorgio:
    Quali sono i fattori critici di successo per un progetto internet?

    Sono molti in realtà, dalla identificazione iniziale degli obiettivi del sito (marketing, business, branding, customer service, community..?) alla capacità di segmentare e definire opportunamente il ns target online, alla capacità di pianificare i ritorni sugli investimenti in base alle metiche di business ed ai KPi predefiniti in fase di impostazione iniziale; una volta definito tutto questo, il design, la promozione, la costruzione del sito, l'interazione con gli utenti e l'analisi dei risultati vengono di conseguenza 🙂


  • Super User

    @koalasereno said:

    hai ragionr, penso proprio che sia così; Ernst & Young qualche anno fa lancò un servizio del genere..

    qualche tempo fa ho fatto un sondaggio on line tra i miei clienti e mi ha molto stupito la voglia che hanno di collaborare di confrontarsi, di dare pareri su come sviluppare il mio studio, su quali alleanze stringere con altri professionisti....

    pensavo di creare un'area all'interno del mio sito per discutere con:

    • alcuni clienti
    • amici docenti universitari
    • amici professionisti (commercialisti, avvocati, consulenti)
      su come sviluppare nuovi servizi e su come migliorare gli attuali...

  • Super User

    Ciao e benvenuto,

    in merito alla "profilazione" del sito web per tipologia di utente mi chiedo se potresti postare qualche esempio di siti organizzati in "sentieri diversi" a seconda dell'utente, manager, casalinga ecc.

    Paolo


  • User

    @deborahdc said:

    eccomi qua. Buonasera a tutti.
    Riprendo il testo di Giorgio:
    Quali sono i fattori critici di successo per un progetto internet?

    ciao barbara e benvenuta, il tema è interessante.. come si fa a capire se un progetto è ben riuscito se prima non si sono definiti chiaramente gli obiettivi? Se non sai dove vuoi andare, ogni strada è buona.. dice il gatto cesiro nel paese delle meravilgie.. in una logica di business proviamo allora a ricondurre un sito web ad un progetto aziendale che si rispetti; per questo associamo un budget, una pianificazione temporale, del budget, degli obiettivi SMART (specifici, misurabili, ottenibili, realistici, temporalmente definiti)..per l'online una scuola di pensiero definisce 4 grandi categorie: 1. siti di e-commerce 2. siti di lead generation 3. siti di media/content 4. siti di customer service online.
    A ciascuno di essi possiamo associare un set di obiettivi e di indicatori chiave di prestazione, i famigerati KPI, ..e in base a questi dovremo monitorare costantemente l'evoluzione del progetto..


  • Super User

    Ciao Leonardo, grazie per quest'opportunità.

    La domanda può sembrare articolata, ma non pretendo una risposta altrettanto complessa.

    Ho un prodotto "XYZ", il cui mercato è affollato ai limiti del saturo.
    Questo prodotto vanta una qualità superiore a prodotti eguali offerti dalla concorrenza, ed essendone il creatore posso deciderne 1) il prezzo di lancio e 2) strategie di comunicazione/promozione online.

    Se, ovviamente, il mio obiettivo è affermare e far emergere il mio prodotto nel suo mercato, secondo te cosa sarà meglio fare in visione della creazione di un sito ad-hoc?

    Ti ringrazio 🙂
    Stuart


  • User

    @SpiderPanoz said:

    qualche tempo fa ho fatto un sondaggio on line tra i miei clienti e mi ha molto stupito la voglia che hanno di collaborare di confrontarsi, di dare pareri su come sviluppare il mio studio, su quali alleanze stringere con altri professionisti....

    pensavo di creare un'area all'interno del mio sito per discutere con:

    • alcuni clienti
    • amici docenti universitari
    • amici professionisti (commercialisti, avvocati, consulenti)
      su come sviluppare nuovi servizi e su come migliorare gli attuali...

    mi sembra un'idea molto interessante, anche se per farla decollare su grande scala richiede tempo, passione, energie ... un po' come tutte le cose 🙂


  • Community Manager

    Ciao Leonardo,

    il web, come la vita, cambia.

    solo che il web cambia davvero in modo velocissimo e gli utenti creano sempre nuovi canali molto frequentati.

    Uno dei tanti eventi storici è stata la voglia di condivisione e di mettersi in gioco personalmente, parliamo di Blog, di YouTube, dei Social Network, dei Social Bookmark; ma anche di Tag, Technorati, Tag Cloud, Trackback, Flickr e via dicendo.

    Quindi possiamo dire che presto ci saranno in molte aziende (penso che alcune le abbiano già) delle figure specializzate nella promozione attraverso questi canali.

    Se dovessi fare un progetto abbastanza ampio dove è possibile agire a più livelli (insomma, larga scala, puoi fare di tutto, dalla Community, al Blog), in percentuale quanto investiresti su questo che molti chiamano Web 2.0?

    So che la risposta varia da settore a settore, però mi piacerebbe sapere il tuo pensiero su questo punto, magari se hai esempi, esperienze o altro 🙂

    :ciauz:


  • Super User

    @koalasereno said:

    mi sembra un'idea molto interessante, anche se per farla decollare su grande scala richiede tempo, passione, energie ... un po' come tutte le cose 🙂

    un passo alla volta.... conto che siano poi gli utenti a dare il ritmo.. 😄


  • User

    :quote: @Stuart said:

    Ciao Leonardo, grazie per quest'opportunità.

    La domanda può sembrare articolata, ma non pretendo una risposta altrettanto complessa.

    Ho un prodotto "XYZ", il cui mercato è affollato ai limiti del saturo.
    Questo prodotto vanta una qualità superiore a prodotti eguali offerti dalla concorrenza, ed essendone il creatore posso deciderne 1) il prezzo di lancio e 2) strategie di comunicazione/promozione online.

    Se, ovviamente, il mio obiettivo è affermare e far emergere il mio prodotto nel suo mercato, secondo te cosa sarà meglio fare in visione della creazione di un sito ad-hoc?

    Ti ringrazio 🙂
    Stuart

    beh, se il tuo prodotto è superiore anche se all'interno di un mercato saturo bisogna che la tua proposta di valore online faccia emergere questo valore differenziante e che in tal modo ti permetta di sostenere un prezzo superiore per gli altri.. come fare per dimostrare tale superiorità..? dipende dal prodotto, certamente farlo provare a qualche e-influencer e contare poi su opinioni e passa parola potrebbe essere una modalità da prendere in considerazione 🙂


  • User

    @Giorgiotave said:

    Ciao Leonardo,

    il web, come la vita, cambia.

    solo che il web cambia davvero in modo velocissimo e gli utenti creano sempre nuovi canali molto frequentati.

    Uno dei tanti eventi storici è stata la voglia di condivisione e di mettersi in gioco personalmente, parliamo di Blog, di YouTube, dei Social Network, dei Social Bookmark; ma anche di Tag, Technorati, Tag Cloud, Trackback, Flickr e via dicendo.

    Quindi possiamo dire che presto ci saranno in molte aziende (penso che alcune le abbiano già) delle figure specializzate nella promozione attraverso questi canali.

    Se dovessi fare un progetto abbastanza ampio dove è possibile agire a più livelli (insomma, larga scala, puoi fare di tutto, dalla Community, al Blog), in percentuale quanto investiresti su questo che molti chiamano Web 2.0?

    So che la risposta varia da settore a settore, però mi piacerebbe sapere il tuo pensiero su questo punto, magari se hai esempi, esperienze o altro 🙂

    :ciauz:

    bellissima domanda giorgio, tanto bella quanto complessa; in effetti possiamo pensare a come il "social", i contenuti dal basso e le community, in tutte le sue forme, possono influenzare e motivare e coinvolgere e sostenere un'idea o un prodotto o una marca.. oggi come oggi, la mia esperienza mi dice che se il prodotto soddisfa un bisogno di tipo emozionale sicuramente questa percentuale aumenta, se il prodotto è B2B potrebbe essere presto..