• User Attivo

    Le PBN in chiaro sono vere PBN? E soprattutto, non rischi una batosta?

    Ciao a tutti, spiego subito il titolo sibillino (scusate, me ne rendo conto).

    Prendiamo due siti:

    • mansarda .it
    • birreipa .it

    Entrambi i siti sono parte di progetti più grandi. Nel primo caso, si tratta di un portale di Velux. Nel secondo, una PBN in chiaro di Birre da Manicomio.

    Avere i riferimenti al brand "padre" in chiaro sul sito non fa rischiare che Google scambi questi due siti per una sorta di PBN in chiaro, e quindi vada a penalizzare sia il sito padre che il sito "figlio"?

    Sul secondo, ricordo la presentazione del progetto da parte di Massimo allo scorso Linkami Web Summit, che disse che se il contenuto era buono, non c'era nulla da temere. Vi rispecchiate in questa cosa?

    Il dubbio mi nasce perché, oltre al discorso dei richiami al brand padre nei loghi ed, ovviamente, nei link, per mansarda .it ad esempio noto anche la stessa partita IVA.
    Non sono tutte footprint che sarebbero da nascondere?

    Sono io che sono complottaro e dovrei iscrivermi a QAnon?
    Grazie a chi vorrà rispondere! 🙂

    P.S. se Massimo fosse qui e volesse rispondere per le birre, sarebbe splendido! 🙂 Magari qualcuno conosce il tag?


    giannip 1 Risposta
  • Super User

    Le PBN sono uno strumento:

    1. sopravvalutato: tante pippe sulla footprint TECNICA quando poi il problema è che la campagna di link building stessa ha una sua footprint. E Google è capacissimo di sgamarla in via algoritmica. Ci si dimentica spesso che Google scansiona e conosce l'intera internet. Sarà poi così difficile da riconoscere che un network di siti, sempre gli stessi siti non collegati tra di loro finiscono a linkare tutti assieme altri siti sempre nello stesso modo o con gli stessi tempi? Io che un po' di grafi di link li ho fatti vi dico: si capisce SUBITO. Ma tipo subitissimo, a colpo d'occhio. Anche senza guardare agli anchor text, è sufficiente guardare le relazioni tra i vertici. E se lo capisco io che sono un pirla con limitate conoscenze tecniche... figuriamoci gli ingegneri di Google con squadre di gente preparata e potenza di calcolo a sfare.

    2. sottovalutato: proprio perché Google è capacissimo di sgamare le attività di link building a prescindere dal sito che le ospita... si mette a rischio il sito del cliente sottovalutando il problema e credendo di essere al sicuro.

    Poi finisci a rimbalzare su è giù per Google ad ogni aggiornamento e ti domandi perché.

    Roba come questa, per capirci:
    photo_2021-02-11_16-15-59.jpg

    Paradossalmente potrebbe essere più utile fare le cose completamente alla luce del sole, facendo un progetto editoriale pulito pulito e creando del valore aggiunto VERO.


    aledandrea 1 Risposta
  • User Attivo

    @kal ha detto in Le PBN in chiaro sono vere PBN? E soprattutto, non rischi una batosta?:

    Io che un po' di grafi di link li ho fatti vi dico: si capisce SUBITO. Ma tipo subitissimo, a colpo d'occhio. Anche senza guardare agli anchor text, è sufficiente guardare le relazioni tra i vertici. E se lo capisco io che sono un pirla con limitate conoscenze tecniche... figuriamoci gli ingegneri di Google con squadre di gente preparata e potenza di calcolo a sfare.

    Ciao Martino, infatti mi ricordo i grafi con Gephi, ci ho passato del tempo anche io! 🙂 Che si capisca non ho molti dubbi, e infatti con il nuovo link graph di Majestic certe cose le vedi bene.
    E fino a qui ok.

    Il dubbio mio era, però: visto che si vede così bene, ha senso essere chiarissimi subito, e quindi è una vera e propria pippa mia il discorso footprint? Cioè: facciamo anche reti di siti che tanto, fino a che le curiamo, chi se ne frega delle footprint?

    Paradossalmente potrebbe essere più utile fare le cose completamente alla luce del sole, facendo un progetto editoriale pulito pulito e creando del valore aggiunto VERO.

    E anche qui non ci piove, ma andiamo avanti con il ragionamento: teoricamente, in base a quanto disse G, dovresti poter occupare massimo due posti in SERP (con tutte le attenuanti del caso).
    Bene, e se io ne volessi occupare due?
    Tecnicamente, dovrei creare un secondo sito, che però risulterà inevitabilmente collegato al primo da qualcosa, se lo faccio come azienda.
    La cosa che non mi spiego è: perché non mi si incazza il macchinone se lo faccio?
    È vero che sto dando valore (e mansarda .it per me è un sito fighissimo eh), ma le footprint tecniche sono evidenti. Perché funziona?

    sottovalutato: proprio perché Google è capacissimo di sgamare le attività di link building a prescindere dal sito che le ospita... si mette a rischio il sito del cliente sottovalutando il problema e credendo di essere al sicuro.

    Ok, ma quindi come te la popoli una SERP con più risultati, senza lasciare footprint?


    kal 1 Risposta
  • Super User

    @aledandrea ha detto in Le PBN in chiaro sono vere PBN? E soprattutto, non rischi una batosta?:

    l dubbio mio era, però: visto che si vede così bene, ha senso essere chiarissimi subito, e quindi è una vera e propria pippa mia il discorso footprint? Cioè: facciamo anche reti di siti che tanto, fino a che le curiamo, chi se ne frega delle footprint?

    Yep.

    Un po' mi spiace per i colleghi che puntano tanto sul link building, ma è così.

    Io ormai da anni non faccio link building e faccio SEO senza alcun problema.

    Anzi ogni tanto mi tocca pure ripulire le malefatte altrui (vedi grafico di cui sopra).

    @aledandrea ha detto in Le PBN in chiaro sono vere PBN? E soprattutto, non rischi una batosta?:

    È vero che sto dando valore (e mansarda .it per me è un sito fighissimo eh), ma le footprint tecniche sono evidenti. Perché funziona?

    Perché sta dando valore :d:

    E' utile all'utente, copre molto bene un'intera classe di intenti di ricerca. Poco male che sia sponsorizzato, il sito è U.T.I.L.E.

    @aledandrea ha detto in Le PBN in chiaro sono vere PBN? E soprattutto, non rischi una batosta?:

    Ok, ma quindi come te la popoli una SERP con più risultati, senza lasciare footprint?

    Fai partire un progetto editoriale che abbia un valore!

    Mi rendo conto che suonano come delle banalità eh. Eppure...

    E bada bene: "creare valore" è proprio alla base del concetto di "link earning". Se una cosa è valida... I LINK LI RICEVE DA SOLA. Quelli spontanei e buoni, quelli che piacciono a Google.


    aledandrea 1 Risposta
  • User Attivo

    @kal ha detto in Le PBN in chiaro sono vere PBN? E soprattutto, non rischi una batosta?:

    Mi rendo conto che suonano come delle banalità eh. Eppure...

    Non è minimamente una banalità, anzi. Io sono d'accordissimo con te che l'utilità sia la chiave di volta.
    Se le cose le fai male, prima o poi sparisci. Più poi che prima, ma succede.
    E, sinceramente, la qualità e l'avere risorse linkabili non solo ti fa guadagnare dei link a volte, ma te li fa anche costruire bene e con tutta la tranquillità del caso. Anche non a pagamento. Anzi, a questo punto anche con le PBN =D .
    Però andiamo OT.

    Tornando al punto: quello che mi lascia sempre il dubbio è: nel caso sia evidente la correlazione tra due progetti, se sono utili, non dovrebbe succedere nulla per te?
    È forse un retaggio di un Google "passato" (tipo Scrooge) che, in questo caso, è superato?


    kal 1 Risposta
  • Super User

    @aledandrea ha detto in Le PBN in chiaro sono vere PBN? E soprattutto, non rischi una batosta?:

    nel caso sia evidente la correlazione tra due progetti, se sono utili, non dovrebbe succedere nulla per te?

    Secondo me non succede nulla. Nel peggiore dei casi Google ignora il linketto tattico. Ma se è utile e contestuale io mi aspetto che comunque passi Pagerank.

    Il punto da tenere ben presente per me è: il lettore cliccherebbe mai quel link?

    Se la risposta è sì, allora puoi aspettarti che passi Pagerank.

    Se la risposta è no, allora è meglio che non lo metti proprio, o lo metti col nofollow.

    Diciamo che il confine da non valicare mai è quello che separa il contenuto da editoriale a publiredazionale.

    Se ASSOMIGLIA a un publiredazionale, oppure se il contenuto presenta link incliccabili allora sicuramente non sei a rischio zero.

    Aggiungo: il fatto che un utente clicchi o meno sui link... lo puoi monitorare. Io lo farei. E leverei direttamente tutti i link che rimangono lettera morta.

    È forse un retaggio di un Google "passato" (tipo Scrooge) che, in questo caso, è superato?

    Secondo me non lo è mai stato. Sono da sempre state pippe mentali SEO fatte dai SEO scottati dal Penguin, ma che non hanno capito come funziona e come ragionano gli algoritmi di classificazione basati su machine learning.

    E prova ne è il fatto che in questo periodo recente dove Google ha INCREMENTATO gli aggiornamenti dei loro classificatori... nessuno ci sta a capire una mazza ed ogni aggiornamento si sprecano le parole sul nulla.

    Il punto è: se stai creando valore per gli utenti e crei un contenuto editoriale che è utile per loro e linka a contenuto commerciale che è comunque contestuale e utile... allora nulla di male potrà mai succedere.

    Perché gli utenti possono avere ANCHE un intento transazionale latente... e se tu lo servi nel momento giusto allora è tutto ok.

    Tra l'altro quei link là possono anche portarti direttamente conversioni... e in quel caso CHISSENE STRAFREGA di Google 🤣

    Se ti metti a fare schemi e alchimie... allora finisci a rischio. Su una scala di grigi naturalmente... ma cionondimeno a rischio.


  • Moderatore

    Ciao
    qui puoi trovare un Webinar di Massimo dove spiega tutto https://it.semrush.com/webinars/far-decollare-un-e-commerce-con-la-seo-caso-studio/.

    Non entro nel tecnico per rispetto dell'ottimo lavoro fatto da Massimo e per la sua onesta nel condividere tali info nei vari Webinar, ho anche avuto il piacere di parlargli in merito. "Non entro nel tecnico" visto che ho studiato e analizzato nel dettaglio i vari siti.

    Ho studiato e tenuto monitorato il suo lavoro e ad oggi, dopo diversi anni, quei mini siti si sono ben posizionati. Che dire quindi, ottimo lavoro.

    P.s.
    "mansarda" non lo conoscevo, appena ho un secondo lo analizzo.


  • Moderatore

    Io sposterei il focus, non tanto sulle PBN ma sulla qualità stessa dei portali ospitanti (se sono veri portali autorevoli ed interessanti, o semplici contenitori di redazionali) e sulla qualità dei contenuti (redazionali con uno schema tipico, con anchor text studiato e link che non clicca nessuno).
    Se si deve fare link building/citazioni si deve studiare un piano editoriale efficace e convincente.


  • Admin

    Secondo me tutte pippe mentali. Se io ho vari siti facenti capo allo stesso gruppo e ognuno con una sua identità e attività lecita non vedo perché non dovrei linkarli.

    Tanto per fare un esempio il gruppo Monrif con Resto del Carlino, Quotidiano, La Nazione etc perché dovrebbe nascondersi e non linkarsi?
    E così n-mila esempi. Quello che predica Google deve essere l'ultimo dei problemi per un gruppo onesto che gestisce aziende e progetti veri.