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    La DAD non funziona più? La Ministra, purtroppo, non lo sa: NON HA MAI FUNZIONATO

    Su tutti i giornali, in prima pagina, appare la frase della Ministra Azzolina che recita La DAD non funziona più.

    Abbiamo però il dovere di dire che la DAD non ha mai funzionato.

    Se possiamo scovare dei casi isolati di buon funzionamento, dal mio punto di vista, è perché abbiamo avuto scuole o docenti illuminati. Sono casi singoli.

    Ma la DAD non ha funzionato per il classico, semplice, irritante motivo che oramai il COVID ha evidenziato: la mancanza di competenza digitale in chi ricopre incarichi istituzionali.

    BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI DIRLO

    Se non si individua subito l'origine del problema, il problema non si risolve.

    Se i giornali continuano a girarci intorno, il problema non si risolve.

    Il COVID ha solo evidenziato il fatto che come Paese non eravamo pronti alla DAD. E non solo, non ci siamo nemmeno preparati. Le iniziative portate avanti sono sempre state molto superficiali, non perché qualcuno dietro ha un piano, ma perché mancando di competenza non si vede il limite tra le cose utili e le cose non utili. Tra le cose profonde e le cose superficiali.

    Molte iniziative realizzate hanno solo raggiunto una buona visibilità, ma è finità lì. Poco incisive.

    NON È UNA QUESTIONE SOLO DI TECNOLOGIA

    Un punto importante sono i docenti e le docenti. La tecnologia viene dopo.

    Molti docenti, purtroppo, non sono preparati. E io non ho la conoscenza giusta per dire quale sia il motivo, ma posso dire che ne ho visti molti in difficoltà. Forse i motivi sono tanti e troppi. Ma su questo andrebbe fatto un progetto apposito perché la DAD è complessa. La DAD riguarda anche il linguaggio, la comunicazione e tante altre cose.

    È per questo, per esempio, che tra le tante iniziative abbiamo realizzato con il Web Marketing Festival Internet e digitale per gli insegnanti, creando un catalogo video.

    Ovvio che è una piccola cosa, ma è un esempio. È un piccolo tasselo di un puzzle più complesso che si potrebbe andare a creare.

    Tante altre realtà hanno cercato di aiutare, hanno fatto belle cose.

    Ma, purtroppo, non si fa rete. E la rete non si può fare a caso quando ci sono in mezzo queste cose: deve partire dalle istituzioni.

    Mi auguro davvero un futuro migliore di questo, con qualcuno che capisca che la DAD non ha mai funzionato e che abbia e competenze per dare una grande svolta.

    Voi cosa ne pensate? Quali iniziative avreste fatto? Quali avete visto funzionare?


    R S U 3 Risposte
  • Super User

    Credo ci siano molte similitudini fra la didattica a distanza e l'home working. Come quest'ultimo è un modo diverso di lavorare. Non si dovrebbe cercare di replicare l'esperienza di persona, ma sfruttare i vantaggi del nuovo media. Vorrei non essere polemico, ma una scuola che ancora parla di libri cartacei mi sembra agli antipodi di quella che dovrebbe essere.


  • User Newbie

    @giorgiotave Premesso che ho 3 figli e lavoro da casa, quindi ho visto molto da vicino, in tutto il 2020, le dinamiche della DAD e l'effetto sugli studenti, bisogna purtroppo aggiungere che molti insegnanti (senza parlare di percentuali) hanno "difficoltà" ad insegnare e la DAD ha amplificato notevolmente queste loro lacune. Certamente bisogna considerare anche le condizioni logistiche difficili in cui si sono trovati diversi insegnanti nel dover condurre le lezioni da casa propria.


  • User Newbie

    @giorgiotave ho due figli uno alle elementari (ultimo anno) e una a scuola infanzia (ultimo anno anche lei). Un nipote a scuola media e una a scuola superiore. Mio figlio è stato fortunato ed è riuscito a seguire la DAD in maniera decente (a me però sono venuti i capelli bianchi!) ma per tutti gli altri è stato un completo insuccesso.
    Non solo manca la formazione a maestre e docenti ma (ammettiamolo) senza un controllo del loro operato e un minimo "standard" di risultati da raggiungere, ci sono e ci sono stati anche tanti docenti che si sono messi comodi e hanno fatto il minimo indispensabile (=la presenza in video).
    Questo senza distinzione territoriale, da nord a sud, e lo dico avendo tantissimi amici/che docenti che ne hanno raccontate di tutti i colori davvero.
    Il metodo didattico utilizzato in classe non può essere lo stesso usato in DAD. Mettiamoci anche che a scuola nonostante la presenza delle LIM, le lezioni siano abbastanza vecchio stile e si usi poco anche la suddetta LIM. Raramente si usano gli approfondimenti digitali dei libri stessi. Io non sono per il solo utilizzo del digitale a scuola, ma ci vuole una nuova giusta misura tra metodi e mezzi didattici.
    Pretendere che i docenti imparino, senza nessuna adeguata guida, a elaborare lezioni interessanti e in grado di attirare e attivare l'attenzione degli alunni in DAD, è stato da folli.
    Come gettarli in piena arena con un drappo rosso in mano.
    Aggiungiamo poi le dinamiche dello studio in casa. Fare scuola in un ambiente che non viene neanche lontanamente percepito come aula virtuale, è una vera "invasione di campo". Non tutti hanno adeguato spazio in casa e l'attenzione ovviamente ne risente.
    La DAD non funziona perché la propria casa non è la scuola e non può/deve diventarlo per periodi così lunghi come quello che stiamo affrontando.


    merlinox 1 Risposta
  • Moderatore

    Quando ho fatto l'integrazione da diploma di laura a laurea (mi pare fosse 2001...) dalle succursali si faceva DAD con Padova.
    È stata un'esperienza davvero pessima, e considera che la facevamo in aula (a Rovigo) e con il prof a Padova e un tutor in loco.

    Pensati se la si fa a casa....


  • User Attivo

    I punti su cui discutere sono molteplici.
    Anche se il primo punto parrebbe essere quello dell'impegno da parte di alcuni insegnanti (così raggruppo maestre elementari, professori e docenti), bisogna pensare che abbiamo una lacuna "tecnologica" (mi è capitato di assistere a lezioni in cui il segnale audio arrivava frammentato e comunque l'insegnante teneva attiva la webcam per inquadrare il suo volto che non serviva ed occupava la scarsa banda in upload).

    Il problema più grande, a mio parere, è che non è facile "comunicare in remoto". La soglia di attenzione verso un monitor è nettamente più bassa che nella realtà (e per un ragazzo di 14 anni è già bassa).

    Ovvio, sarebbe utile un corso di comunicazione per tutti gli insegnanti.

    Il problema è che fanno a volte a star dietro agli aggiornamenti di programma di educazione.. dubito che riusciamo a metterci dentro anche un corso di comunicazione che permetta loro di mantenere l'attenzione degli studenti in DAD!

    Sarebbe figo.. ma secondo me un po' utopistico.

    p.s. @merlinox quando tu facevi il diploma di laurea i dinosauri si erano appena estinti.. lo so perché io c'ero prima 🙂


  • User Attivo

    Penso molti punti siano già stati detti, anche se forse sarebbe conveniente dividerli per età. Cioè da un ragazzo di 17 anni mi aspetto una responsabilità diversa rispetto ad uno di 12.

    Comunque se devo dare i miei input:

    1. Connessioni online scarse in diverse parti d'Italia, non accessibili a tutti anche a livello economico. Qui c'è poco da fare se non a livello politico, ma doveva essere fatto ben prima.

    2. Scarsa digitalizzazione degli insegnanti, spesso abituati a vedere nella tecnologia un nemico piuttosto che un alleato. Non so se sono cambiate alcune cose negli ultimi anni, ma solitamente l'insegnante medio l'ho sempre visto molto impreparato e infastidito da qualunque device elettronico girasse in aula.

    3. Sarà una provocazione però, livello medio basso dell'insegnamento. Non si offendano gli insegnanti, ne ho avuti molti anche bravi. Penso però che la DAD ha mostrato meglio il livello dell'educazione in Italia, perché a scuola, lo studente va e non sai cosa fa, a casa puoi monitorarlo. Perché io ricordo classi in cui si giocava a carte / tris / cruciverba durante lezione, altre in cui si dormiva senza problemi e altre ancora in cui il professore di turno non sapeva fare altro che ripetere le slide o gli appunti che aveva.


  • User

    @giorgiotave la difficoltà più grande è essere in grado di comunicare a distanza, di mantenere l'attenzione, di sentire da soli quando il ritmo del nostro parlato è terribilmente noioso


  • User Newbie

    Giorni fa sono stato attratto da una inserzione online ed ho trovato quella che potrebbe essere una piattaforma per insegnanti volenterosi, si chiama nearpod.com Non l'ho studiata ma così dando uno sguardo veloce sembra essere sviluppata proprio per rendere le lezioni interattive.


  • User Attivo

    Il problema fondamentale, che differenzia la DAD dalla comunicazione in classe, è come comunichi perché più complesso mantenere l'attenzione (vedi quanto a detto anche @giorgiotave )

    Il resto sono problemi che esistono anche "offline"

    Quello che ripeto è che, a parte i problemi tecnici, gli insegnanti non hanno una cultura a riguardo e che, purtroppo non è comunque semplice da apprendere e coltivare.

    Caro @giogiotave quanto ci hai messo a capire come comunicare con gli utenti su YouTube?


    luqweb 1 Risposta
  • Moderatore

    Io ormai non ho più speranze per il nostro paese.


  • User Attivo

    @mirkomassarutto ha detto in La DAD non funziona più? La Ministra, purtroppo, non lo sa: NON HA MAI FUNZIONATO:

    Quello che ripeto è che, a parte i problemi tecnici, gli insegnanti non hanno una cultura a riguardo e che, purtroppo non è comunque semplice da apprendere e coltivare.

    Quello che però ho notato io nella mia limitata esperienza è che, prima ancora della cultura, manca la volontà. Perché se non vuoi "ascoltare" diventa anche difficile farsi una cultura.

    Cioè ho spesso visto gli insegnanti considerare la tecnologia come un nemico piuttosto che un alleato, da utilizzare solo in casi di estrema necessità, raramente come supporto o complemento della lezione (almeno nelle scuole dell'obbligo). Può essere che nel corso degli ultimi anni qualcosa sia cambiato, ma vedendo sempre gli stessi professori girare ne dubito 😀