• Super User

    Negli Stati Uniti 10 stati hanno denunciato Google: monopolio pubblicitario anche grazie a Facebook

    Wow, nuovo giorno e nuova bomba.

    Anche questa bella grossa.

    Segnalo da Il Post.

    Negli Stati Uniti dieci stati hanno denunciato Google perché avrebbe gestito un monopolio della pubblicità in accordo con Facebook
    Mercoledì dieci stati statunitensi hanno denunciato Google accusando la società di gestire un monopolio illegale per il controllo della pubblicità e di essersi accordata con Facebook per tagliare fuori i rivali dal mercato.
    https://www.ilpost.it/2020/12/17/dieci-stati-statunitensi-denuncia-google-accordo-facebook-monopolio-pubblicita/

    Qua il testo della denuncia: https://www.courtlistener.com/recap/gov.uscourts.txed.202878/gov.uscourts.txed.202878.1.0.pdf

    C'è tantissima roba dentro.

    In questo thread Twitter alcuni stralci in alcuni punti fortemente redatti che hanno decisamente dell'inquietante:

    https://twitter.com/adrjeffries/status/1339316185599537152

    E altri qui:

    https://twitter.com/adrjeffries/status/1339325639200010244

    Non è semplicissimo leggere tra le pieghe dei documenti, tra una striscia nera e l'altra, ma l'impressione è che stia montando una cosa grossa.


  • Community Manager

    Porca misera, è una bomba questa.


    kal 1 Risposta
  • Super User

    @giorgiotave tira un'aria decisamente frizzantina.


  • Community Manager

    Eh.

    C'è anche una grande accusa precisa ad AMP come sistema per imporre il sistema pubblicitario di Google e che chiude all'innovazione. C'è una critica fortissima ad AMP in molti sensi.

    Ma ovviamente è inteso come uno delle azioni che hanno intrapreso per bloccare la concorrenza.

    Questa storia che c'è una partita di calcio e tu hai il campo, il pallone, i giocatori e l'arbitro prima o poi finirà 🙂

    Purtroppo la frase è che non abbiamo alternative. Ma grazie al cavolo, se uccidi la concorrenza è ovvio che non hai alternative.


  • Super User

    Su Twitter stanno vivisezionando l'atto di accusa...

    E c'è questo che in particolar modo mi ha colpito, perché è ESATTAMENTE il punto della questione, come discutevamo anche nella discussione su GA4:

    https://twitter.com/jason_kint/status/1339354199012814849

    In una parola: DoubleClick.

    Hanno centrato in pieno il punto, non la vedo bene per Google.

    Il Re è nudo.

    EDIT: ecco un altro dettaglio anche più preciso: https://twitter.com/jason_kint/status/1339367785286283264?s=19


  • Community Manager

    Ieri me lo sono letto tutto, qualcuno che mastica bene questi temi gli ha scoperchiato tutto.

    Secondo me qualche concorrente ha passato parecchie infomazioni tecniche.

    Se riesco ci faccio un approfondimento video, se riesco, perché la faccenda è delicata da ricostruire.

    Splitto la discussione Martino?


    luca kal 2 Risposte
  • User Attivo

    @giorgiotave ha detto

    Secondo me qualche concorrente ha passato parecchie infomazioni tecniche.

    Il problema è proprio questo

    non so se avete visto l'interrogazione dei senatori USA a Zuckerberg di FB, erano domande banali, che facevano trasparire come queste persone non avessero compreso l'essenza del social e del suo funzionamento.
    E qui siamo in USA, che reputiamo, a livello di comprensione della tecnologia, più avanti di tutti, quindi anche dell'Europa.

    I big player giocano su questo fatto, intanto crescono, crescono e crescono facendo abuso di posizione dominante, quando poi i legislatori finalmente se ne accorgono e cominciano a capire qualcosa, sono passati MOLTI anni, e la concorrenza non c'è più.
    Loro pagano la loro multa, ma nel frattempo intorno a loro non c'è nessuno. Quindi può essere conveniente per loro.

    Legiferare nel campo dell'innovazione è comunque difficile.

    Come fai a bilanciare l'innovazione, anche radicale, che per natura è incerta con la concorrenza, con la salvaguardia della diversità?

    Alcune cose, oggetto di discussione andavano bloccare prima di nascere, ma chi ha la sfera di cristallo per dire che poi sarà (quasi) monopolio?


  • Super User

    @giorgiotave ha detto

    Ieri me lo sono letto tutto, qualcuno che mastica bene questi temi gli ha scoperchiato tutto.
    Secondo me qualche concorrente ha passato parecchie infomazioni tecniche.

    Sicuro. E sappiamo anche chi, ci sono i nomi nero su bianco.

    Con l'aggiunta di Apple che su questo è apertamente messa giù da battaglia da tempo.

    Vedi ad esempio la questione dell'ID all'interno delle applicazioni in iOS che ha portato Facebook ha fare sta piazzata onestamente imbarazzante.

    Se riesco ci faccio un approfondimento video, se riesco, perché la faccenda è delicata da ricostruire.
    Splitto la discussione Martino?

    Io terrei questa, perché ci saranno sicuramente in futuro evoluzioni e altre notizie, direttamente collegate e non... che riguardano Google, ma non solo Google (vedi gli articoli che ho appena citato).

    Sarebbe bello costruirci un discorso sopra senza perdersi in mille rivoli.

    @luca ha detto

    Il problema è proprio questo
    non so se avete visto l'interrogazione dei senatori USA a Zuckerberg di FB, erano domande banali, che facevano trasparire come queste persone non avessero compreso l'essenza del social e del suo funzionamento.
    E qui siamo in USA, che reputiamo, a livello di comprensione della tecnologia, più avanti di tutti, quindi anche dell'Europa.

    Questo è un mito bello e buono. In USA sono delle gran capre, il legislatore EU è da mò che è diventato "tech savy".

    E infatti le bordate più grosse dal punto di vista legale con conseguenze pratiche ed immediate sulla tecnologia (ad esempio l'annullamento del safe harbor sui dati EU in USA in conseguenza della GDPR) sono arrivate tutte dall'EU, gli USA vanno chiaramente a rimorchio da anni.


    giorgiotave 1 Risposta
  • Community Manager

    @kal ha detto

    Sarebbe bello costruirci un discorso sopra senza perdersi in mille rivoli.

    Scusa Martino, l'ho dovuta proprio dividere. Stanno arrivando troppe news su entrambi i fronti e questa vicenda degli Stati Uniti ha risvolti diversi dall'altra, rischiamo di mettere tutto in un calderone e poi chi legge non capisce niente. Ci ho riflettuto molto, ma il Digital Markets Act va approfondito in modo diverso e avrà risvolti per tanto tempo.

    C'è una nota di Google sul Sole 24 ore

    Facebook per ora non ha commentato la notizia mentre Google ha contestato l’accusa. «“Le affermazioni del Procuratore Generale Paxton sulle tecnologie pubblicitarie sono infondate, nonostante ciò lo stesso Procuratore ha proceduto con le accuse, ignorando i fatti. Abbiamo investito in servizi di ad tech all'avanguardia che aiutano le aziende e creano benefici per i consumatori. I prezzi degli annunci digitali sono diminuiti nell'ultimo decennio e, con loro, anche le tariffe ad tech stanno calando. Le tariffe ad tech di Google sono inferiori alla media nel settore. Questi sono i tratti distintivi di un settore altamente competitivo. Ci difenderemo con determinazione in tribunale dalle accuse infondate mosse dal Procuratore Generale».

    Il riferimento è nello specifico al meccanismo che in modo automatico indirizza gli spot pubblicitari sugli spazi degli editori online fissando con un meccanismo d’asta il prezzo. È progettato per aumentare il denaro che i giornali online per esempio possono ottenere per il proprio spazio pubblicitario. Più offerte arrivano e più le tariffe aumentano. «Se il mercato libero fosse una partita di baseball - ha dichiarato Paxton alle emittenti Usa - Google si posizionerebbe come lanciatore, battitore e arbitro».

    Secondo me Google è forte di alcuni errori e imprecisioni del documento, ma per come la vedo io siamo ai dettagli.

    Negli Stati Uniti stanno attaccando il monopolio da più fronti e prima o poi qualcosa faranno cadere.


    kal 1 Risposta
  • Super User

    @giorgiotave no ma prego, fai come se fosse tuo il forum 😁

    Alla fine hai fatto bene, è una vicenda che è bella che deflagrata tutta da sola.

    Per me Google ne esce malissimo a sto giro, hanno colpito con precisione chirurgica esattamente al cuore del problema, ovvero il fatto che Google è intermediario tecnico ed economico di una grossissima fetta del mercato dell'advertising, sia lato inserzionisti che lato editori.

    Ed ora si ritrova contro:

    1. la Legge
    2. tutta la stampa (che non aspettavano altro)
    3. i concorrenti più piccoli, Apple in testa (che han fatto lobbismo spintissimo)

    E se Atene piange... Sparta non ride.

    Facebook è il prossimo in lista.


    juanin 1 Risposta
  • Admin

    Era proprio ora che scoppiasse la bomba.

    Sembrerà retorica, ma non è un caso che nella missione di Google non ci sia più "Don't Be Evil".

    Google si è sempre mosso dietro "innovazione tecnologica" come arma di propaganda e solitamente ci si è mosso sfruttando la sua posizione e non la necessaria validità o superiorità tecnologica. E' sicuramente il più veloce a lanciare bombe e il più bravo a truccarle e renderle tanto belle e sulla carta migliori di altri, ma poi la realtà è ben diversa da quello che ci fanno percepire dalla loro comunicazione propagandistica.

    Se devo trovare qualche altra "Company" che sa fare lo stesso questa è "Cloudflare". Queste due aziende hanno la grande capacità di far sembrare cose mediocri e anche mal funzionanti come "ORO CHE COLA".

    Se andiamo a vedere il prodotto pubblicitario di Google DFP, poi GAM e poi chissà quante volte cambierà nome possiamo scoprire quanto sia limitato, ma soprattutto quanto sia lo strumento "RE" per la distruzione dei competitor (oltre all'ultimo canale adeguato alla TCF2).

    Magari tutti conoscete il famoso "Target Price" e i "Floor Price". Oppure il loro strumento di "AB Test" di questi Price Tuning. Quello è un classico esempio di come tramite una tecnologia interessante tagliano in realtà fuori tutta la fetta di domanda degli altri network. Questi strumenti dicono di fare delle cose, ma poi sono strumenti che servono a loro per avvantaggiare loro stessi come network.

    Infatti tutte queste policy di BID spesso agiscono solo sull'inventory diretta, mentre su quelle esterne fungono da tagliole.

    Altro esempio vissuto sulla pelle come questi sopra, provate a mettere un network esterno in passback sullo stack di Google e vedrete come si erode il CPM. Da capire come mai, ma ho visto casi di CPM passati dal range 0,50/1 euro a 0.01.

    Il problema di queste cose è che quando fai grandi volumi è difficile capire dove si rompono i pezzi, dove c'è un problema reale o dove c'è un problema di ledere.

    Anche la loro tecnologia che dovrebbe migliorare l'header bidding tutta made in AMP. Incredibile no visto che il progetto header bidding è completamente open source. Perché non contribuiscono a cose già esistenti piuttosto che fare delle attività parallele e breaking? Perché lavorare a un HTML parallelo quando si può migliorare lo standard attuale?

    Tanti misteri a cui la risposta è probabilmente una sola e a cui le questioni di cui sopra stanno cercando di darla.


    juanin 1 Risposta
  • Admin

    Dimenticavo. Vogliamo anche parlare della nuova funzionalità di Chrome che blocca gli annunci troppo pesanti?

    Io nelle ultime settimane ho notato che di fatto blocca solamente annunci non del network di Google. Sarà un caso? Mah. Premetto che ho un i9 con 32 giga di RAM. La funzionalità dovrebbe basarsi sulle risorse a disposizione. O c'è un bug o qui la questione puzza di bruciato.


    G 1 Risposta
  • Super User

    Qualche notizia in più sull'accordo che Google e Facebook avrebbero fatto sotto banco in questo articolo del Wall Street Journal:

    https://www.wsj.com/articles/inside-the-google-facebook-ad-deal-at-the-heart-of-a-price-fixing-lawsuit-11609254758?redirect=amp#click=https://t.co/3LLzPo4gy4

    In estrema sintesi: Google avrebbe fornito a Facebook condizioni privilegiate nelle aste del programmatic advertising.

    Qua un commento su Twitter:

    https://twitter.com/jason_kint/status/1344037803907231744?s=09


  • Super User

    @juanin

    Non usare quella funzione, installa noscript e finalmente navighi bene, è tutto bloccato di default, poi sei tu ad autorizzare singolarmente i domini che possono caricarsi.

    Mi ha cambiato la vita noscript, il miglior progetto di internet per navigare in sicurezza, ti protegge da tutti i virus anche perche blocca tutto, tu decidi cosa sbloccare per ogni sito.

    Mi sono creato una piccola lista dei pochi domini autorizzati, il resto è tutto bloccato anche cose nascoste nelle pagine

    Saluti


    juanin 1 Risposta
  • Admin

    @guadagnaeuro non uso quella funzione. Chrome forzatamente ha introdotto la funzionalità. Cosa c'entra noscript.

    Io non voglio bloccare nulla.