• User Attivo

    Giorgio, che Google faccia queste cose, si sussurra da anni...
    Che metta in relazione le ricerche/i click/gli adwords/i temi/i link/ per stabilire la sua rete semantica personale... è cosa sospetta da un po'

    Ha fatto quattro conti e senza sapere perché gli è parso, giustamente, di capire che GT e GiorgioT sono la stessa cosa.

    Che poi, scusa, è vero, no? Ormai tutti ti chiamiamo così! Io persino sul mio cellulare ho registrato GT 🙂


  • Super User

    @Giorgiotave said:

    Sono undicesimo non primo...parlo del blog 🙂
    Sorry, non avevo notato che quella nello screen-shot era la seconda SERP. 🙂

    In effetti un #1 per "GT" sarebbe stato ancora più eclatante.

    Anche se secondo me per il tuo compleanno te lo meriteresti, Mr. GT. 😉


  • User Attivo

    @fradefra said:

    Giorgio, che Google faccia queste cose, si sussurra da anni...
    Che metta in relazione le ricerche/i click/gli adwords/i temi/i link/ per stabilire la sua rete semantica personale... è cosa sospetta da un po'

    Ha fatto quattro conti e senza sapere perché gli è parso, giustamente, di capire che GT e GiorgioT sono la stessa cosa.

    Che poi, scusa, è vero, no? Ormai tutti ti chiamiamo così! Io persino sul mio cellulare ho registrato GT 🙂

    Quindi forse è il meccanismo che sta alla base dello stemming?


  • Super User

    @"eLLeGi" said:

    Quindi forse è il meccanismo che sta alla base dello stemming?
    Non credo.
    Penso sia un meccanismo degli algoritmi di visualizzazione delle serp.

    Cordialmente,
    Stuart


  • User Attivo

    @Stuart said:

    Non credo.
    Penso sia un meccanismo degli algoritmi di visualizzazione delle serp.

    Cordialmente,
    Stuart

    Quoto. L'algoritmo di visualizzazione è una cosa, lo stemming e i sinonimi effettivamente considerati un'altra.
    Tra l'altro la visualizzazione dei "sinonimi" non ha un comportamento costante nel tempo... cambia di continuo.Un po' come succede per l'operatore link: e ora anche site:

    imho è un messaggio mafioso :), tipo: ne sappiamo a pacchi, attenti a voi.

    😛


  • Super User

    @fradefra said:

    Ha fatto quattro conti e senza sapere perché gli è parso, giustamente, di capire che GT e GiorgioT sono la stessa cosa.
    ** Sembra** facile. 🙂

    In realtà, una ricerca come "gt" rappresenta una vera e propria sfida per un motore di ricerca: infatti, "gt" può stare per "Giorgio Taverniti" come "Gran Turismo" come "Guatemala"... Per non parlare dei centinaia di milioni di documenti che soddisfano la query letteralmente. Ciò nonostante, l'utente che cerca "gt" su Google, si aspetta di ricevere risultati precisi. 😄

    Per fornire risultati che siano rilevanti e precisi, il motore di ricerca è costretto a formulare delle ipotesi più o meno plausibili a proposito del bisogno informativo implicito nella query:

    Che cosa sta cercando l'utente che cerca "gt"?

    Un'ipotesi abbastanza plausibile, data la brevità della query, è appunto quella che "gt" possa essere un acronimo.

    Dal punto di vista semiotico, un acronimo è un significante che "sta per" un altro significante.

    Se la "scommessa" che il motore di ricerca fa sulla query dell'utente è corretta, per arrivare a comprendere il significato della query "gt" Google deve perciò, per prima cosa, sviluppare il significante trasformandolo in un nuovo significante: ad esempio, da "gt" ricavare "giorgio taverniti".

    Per operare questa trasformazione, Google si basa su un insieme molto vasto di dati, tra cui la storia delle ricerche per la stessa query (o per query simili), le co-occorrenze dell'acronimo e dei suoi possibili significanti nel corpus dei documenti che soddisfano la query, e sui termini presenti nei documenti linkati con quell'acronimo nell'anchor text. Tutto questo, naturalmente, in pochi centesimi di secondo.

    Il risultato è che a noi, oggi, vedere il blog di Giorgiotave in seconda pagina su Google per la query "gt", e "Giorgio Taverniti" grassettato nel titolo e nello snippet, non fa neanche un grosso effetto; anzi, ci appare quasi scontato: del resto, "Ormai tutti ti chiamiamo così! Io persino sul mio cellulare ho registrato GT", dice fradefra.

    Fradefra, hai provato a "gt" su Yahoo! o Live Search? 🙂


  • Super User

    @"Everfluxx" said:

    Per operare questa trasformazione, Google si basa su un insieme molto vasto di dati, tra cui la storia delle ricerche per la stessa query (o per query simili), le co-occorrenze dell'acronimo e dei suoi possibili significanti nel corpus dei documenti che soddisfano la query, e sui termini presenti nei documenti linkati con quell'acronimo nell'anchor text. Tutto questo, naturalmente, in pochi centesimi di secondo. Assolutamente d'accordo.
    Che poi, se ci pensi, è lo stesso principio che regola l'ordinamento dei risultati a seguito di ricerche di chiavi appartenenti a più cluster (i.e. jaguar, apple, polo, sun...).

    E qui però giungiamo all'amletico dubbio. Lo stesso che ispirò un furioso thread domenicale di qualche mese fa http://www.giorgiotave.it/forum/posizionamento-nei-motori-di-ricerca/9854-ses-su-google-interpretazione-dellacronimo.html a cui partecipò il compianto ArkaneFactors (che tu non puoi ricordarti perchè sei un newbie :D).
    Ossia: il BOLD che l'utente visualizza sui termini Giorgio e **Taverniti **deriva dall'espansione diretta, da parte del motore, della chiave **GT **oppure attiene ad un discorso di usabilità della serp: ordinati i risultati per "GT" (secondo i principi sopra esposti) vengono boldati i termini che hanno come iniziale le lettere della query (in sequenza)?

    Cordialmente,
    Stuart


  • Super User

    @Stuart said:

    E qui però giungiamo all'amletico dubbio. Lo stesso che ispirò un furioso thread domenicale di qualche mese fa http://www.giorgiotave.it/forum/posizionamento-nei-motori-di-ricerca/9854-ses-su-google-interpretazione-dellacronimo.html a cui partecipò il compianto ArkaneFactors (che tu non puoi ricordarti perchè sei un newbie :D). <nostalgic-mode>Non ci sono più i thread domenicali di una volta... Forse perché non c'è più ArkaneFactors. :D</nostalgic-mode>

    Ossia: il BOLD che l'utente visualizza sui termini Giorgio e **Taverniti **deriva dall'espansione diretta, da parte del motore, della chiave **GT **oppure attiene ad un discorso di usabilità della serp: ordinati i risultati per "GT" (secondo i principi sopra esposti) vengono boldati i termini che hanno come iniziale le lettere della query (in sequenza)? All'epoca del thread domenicale avrei convenuto che, probabilmente, anche in questo caso l'evidenziazione in grassetto attiene all'algoritmo di visualizzazione ed è perciò indipendente da ciò che accade in fase di ranking. Oggi, a costo di andare contro ogni evidenza sperimentale, attirandomi parole di scherno da LowLevel :D, dico la prima.

    Si cresce, e crescendo s'impara a fidarsi di più del proprio intuito. Mi sto lentamente trasformando in un fradefraiano-agoaghiano. 😄


  • Super User

    @Stuart said:

    il compianto ArkaneFactors
    Spero tu non t'offenda se "tocco ferro".

    Saluti dall'Oltre,
    AF


  • Super User

    @"Everfluxx" said:

    Oggi, a costo di andare contro ogni evidenza sperimentale, attirandomi parole di scherno da Lowlevel :D, dico la prima. Non credo proprio che ti ischerzerebbe, anzi 😉

    Preso come dato di fatto che l'ordinamento dei risultati per GT avvenga secondo la scaletta da te sopra riportata, all'atto pratico (ma proprio pratico) cambia assai poco sapere se Google assume "GT" come acronimo e lo espande o semplicemente bolda i termini vicini in sede di visualizzazione della snippet.

    Personalmente (anche guardando la serp di GT su google.com) propendo per la seconda ipotesi, ma ti farà piacere sapere che ultimamente, nei casi di dubbio 50/50 sbaglio sempre 😉

    Cordialmente,
    Stuart


  • Super User

    Adoperare tante risorse per capire quali siano a quali non siano acronimi, tra centinaia di miliardi di sigle in giro per il web, solo per boldare un title sarebbe una cosa sciocca imho.

    Dunque propendo a credere che non sia solo una questione di estetica.

    Riporto una discussione di qualche tempo fa in cui lo stesso low parlava seppur alla larga di espansione della query, riferndosi agli acronimi.


  • User Attivo

    Ciao Ragazzi, scusate se vi dico una cosa scontata per voi, ma per me non lo è, perchè vedendo il risultato di giorgiotave con la keyword "gt", non avete pensato come prima e più logica cosa, il fatto che un casino di link hanno nel testo gt?

    Non è una delle cose che sta(stava) alla base del seo?

    Spero di essermi spiegato.

    Ciao:)


  • User Attivo

    ahhhhhh....ok
    riflettavate più che altro sul fatto che gt viene identificato come giorgiotave....

    ok ok

    Beh riguardo a questo.... penso che la logica sia semplice, ma penso che i fattori tecnici siano solo da ricercare e analizzare con qualche test.

    Ma abbiamo altri casi in cui questo accade?


  • User Attivo

    Everfluxx, io non ho detto che è facile 🙂
    Io dico Google mette assieme conoscenza sulle relazione e lo fa da sempre. Che ci riesca sempre, questo è un altro discorso, ma lui tenta. A volte gli riesce, a volte no e come dice Pieropan, non sempre la cosa è continua proprio perché per lui sono sperimentazioni e continue tarature.
    Che abbia difficoltà, è ovvio, ma è sbagliato, invece, pensare che Google si limiti ad avere un glossario basato su relazioni statiche inserite manualmente.
    Il database più importante di Google, sono le ricerche, non i siti che ha.

    Che poi sia fatto in termini di conoscenza a monte o di presentazione a valle, per me non ha alcuna importanza. Io sono un utente, guardo quello che lui mi mostra, non mi interessa sapere come ci arriva. Mi interessa sapere che a certe cose sta lavorando.

    I tecnici siete voi. A voi lo spiegare, se ne avete voglia, come lui faccia certe cose. Ma il non riuscire a spiegare come faccia, non deve far pensare che lo faccia 🙂

    Se per GT lui propone o evidenzia o somma o sottrae Giorgio Tave, è evidente che qualcosa sta facendo, proprio perché non ci sarebbe una relazione fissa data dal buon senso o tecnica. Quindi c'è qualcosa di diverso.

    Il punto è che a me, di cosa si tratti, non interessa. Sono meccanismi tecnici suoi che potrebbe cambiare in qualunque momento. A me interessa capire, invece, che lui sta lavorando in questo senso. Lui faccia il suo lavoro, io faccio il mio ed il mio non è entrare nei suoi algoritmi.

    In questo, secondo me, consiste il passaggio dal SEO 1.0 al SEO 2.0.
    Non dobbiamo capire come, ma capire cosa fa e, soprattutto, cosa farà (con molta difficoltà).

    Qualcuno potrà dirmi che capire la natura degli algoritmi è fondamentale, per un SEO, ma io non sono d'accordo, nel modo più assoluto. E non ditemi che parlo così perché non sono un tecnico 😄 Storia filosofica lunga, difficile da spiegare in un post. Ne parleremo a voce, se ne avete voglia, al GT.


  • User Attivo

    @Stuart said:

    Assolutamente d'accordo.
    ....a cui partecipò il compianto ArkaneFactors (che tu non puoi ricordarti perchè sei un newbie :D)....

    perché compianto?


  • User

    O forse più semplicemente, un fattore di MAIUSCOLE?

    GT nel sito e' scritto da tutte le parti in maiuscolo, forse Google, inizia ad associare, gli acronimi.

    O succede anche con i gt in minuscolo?


  • Super User

    @claudioweb said:

    Adoperare tante risorse per capire quali siano a quali non siano acronimi, tra centinaia di miliardi di sigle in giro per il web, solo per boldare un title sarebbe una cosa sciocca imho.

    Dunque propendo a credere che non sia solo una questione di estetica. Ottima argomentazione.

    Riporto una discussione di qualche tempo fa in cui lo stesso low parlava seppur alla larga di espansione della query, riferndosi agli acronimi. ...Dalla quale cito:

    @LowLevel said:

    Molti algoritmi per l'individuazione di espressioni correlate si basano sulla co-occorrenza dei termini.

    Questo significa che trovare le parole che compongono un acronimo può non essere sufficiente a legare tra loro (in fase di indicizzazione ed espansione delle query) l'acronimo con il suo significato, perché il motore potrebbe ritenere anche necessario trovare l'acronimo ed il suo significato co-citati in pagine web o nei testi dei link. Questo è esattamente ciò che ho ipotizzato che Google faccia. In effetti si tratta di un task computazionalmente esoso. Ipotesi: magari non lo farà at query time. O, magari, lo fa at query time, ma su un subset dell'indice.

    @LowLevel said:

    Io ho sempre pensato che Google usasse anche un algoritmo per garantire la varietà dei risultati ed in particolare la presenza nelle prime pagine di siginificati diversi della stessa keyword. Anch'io sono del parere che, per query molto generiche, gli algoritmi di selezione utilizzati siano più d'uno. Probabilmente i risultati più rilevanti (o quelli più cliccati in passato per la stessa query...) di questa selezione e ordinamento vengono poi "mescolati insieme" per dare all'utente una SERP che contenga vari tipi di risposte possibili, in base alle "ipotesi" più plausibili che il motore è in grado di formulare riguardo ai bisogni informativi impliciti nella query. E' evidente che i risultati su questo tipo di SERP provengono da N set di risultati diversi. A volte questa suddivisione è perfino esplicita, vedi le SERP a layout tripartito.

    My two pence.


  • Super User

    @fradefra said:

    Il database più importante di Google, sono le ricerche, non i siti che ha. Sono assolutamente d'accordo: è sicuramente il più importante (perché conoscere in anticipo la domanda che ti verrà fatta ti permette di prepararti in anticipo una risposta plausibile), il più valuable (qualsiasi motore di ricerca oggi può arrivare a indicizzare miliardi di pagine web; non tutti però hanno la possibilità di loggare, e analizzare, centinaia di milioni di query [e click] al giorno, più una valanga di altri dati sugli user behaviour), e il più vasto (Google è il motore di ricerca più utilizzato al mondo dal 2002: fate 2 conti...).


  • Super User

    [LEFT]@fradefra said:

    In questo, secondo me, consiste il passaggio dal SEO 1.0 al SEO 2.0.
    Non dobbiamo capire come, ma capire cosa fa e, soprattutto, cosa farà (con molta difficoltà).
    Belin, anche se vi sembrerà strano sono assai daccordo con quanto dice Fradefra, ed in special modo con questa affermazione.
    [/LEFT]


  • Super User

    Beh, già capire "cosa il motore fa [o non fa]", e cosa farà in futuro, è una bella impresa IMHO. 😄

    Non me ne vogliano gli esperti del forum, ma capire "come", esattamente, un motore di ricerca fa ciò che fa credo sia al di fuori della portata di chiunque non abbia accesso diretto al codice sorgente del motore di ricerca stesso.

    Possiamo fare tutti i test che vogliamo, usare le API, ecc. ecc. ecc.
    Google rimarrà sempre una "scatola nera" per i SEO.

    Il reverse engineering di Google è un'utopia.