• Super User

    Più tardi dò una più approfondita risposta (o semplice commento, visto che sono qui per imparare, come tutti 😉 ) a quanti sono intervenuti finora.

    Intervengo rapidamente solo sulla questione "velocità" dello scrolling.
    Per coloro che la preferirebbero più lenta e coloro che la preferirebbero più veloce, è sufficiente modificare il parametro "duration", che è settato a 800 di default.

    Per modificare questo parametro bisogna aprire il file m4m.set.js, incluso nella cartella classes, con un editor di testo.

    Cercate questa riga di codice:

    this.scroll = new fx.Scroll({duration: **800**, onComplete: function(){this.end();}.bind(this)});
    

    e modificate il numero 800 in un numero più alto per avere uno scrolling più lento (se mettete 3000, ad esempio, mentre la pagina scorre avete tutto il tempo di farvi un caffè e prenotare un volo per Balhi), oppure più basso per avere uno scrolling più veloce (ho provato 200, ma l'effetto è invero pessimo)

    Salvate il file e tornate alle Vs precedenti attività 🙂

    A più tardi,
    Stuart


  • Super User

    Ciao Stuart,

    premesso che la pagina (o minisito?) mi piace molto e premesso pure che non sono un grande esperto di landing (:) ) c'è una cosa del tuo ragionamento di base che vorrei approfondire e discutere... (e che mi sembra sia il senso di alcuni suggerimenti qui sopra)

    Una landing monopagina "funziona" perchè è monopagina ?

    Oppure le landing monopagina funzionano perchè hanno comunque tutte tipicamente determinate caratteristiche di comunicazione?

    Cioè è il fatto in se di essere monopagina che le fa convertire bene oppure sono tutti quegli elementi tipici di quel tipo di comunicazione ("alla madri" per intendersi 😉 ) che funziona?

    e mi riferisco ad esempio a :

    1. Finestre pop-up intelligenti (a tempo, a condizione, etc.)

    2. Pop-Under a condizione (se aprite il modulo d'ordine e uscite dalla pagina senza averlo copilato le vedete)

    3. Incentivi per far compiere un'azione predefinita all'utente (non ha acquistato? gli propongo una cosa gratuita se mi dice il perchè...)

    4. L'utilizzo di diversi autoresponder smart in funzione delle esigenze dell'utente

    5. L'utilizzo di diverse tipologie di messaggio (testuale, video, acustico, etc..)

    6. Testimonial e testimonianze verificabili (viene citato nome, cognome e azienda del testimonial... e per i più scettici anche in video)

    7. Offerta promozionale a tempo o a esaurimento posti (mettere fretta di agire all'utente è cosa buona è giusto 🙂 )

    8. La certificazione, oltre ad essere un forte incentivo per partecipare al corso, si tramuta in un potente strumento di marketing nel momento in cui i partecipanti inseriscono il logo+link all'interno dei propri siti

    9. quel "crescendo" di informazioni inframezzati dall'azione da compiere (il tuo acquista appare una volta sola...)

    10. i messaggi e le frasi degli utenti che hanno provato il prodotto...

    ecc ecc

    (la lista non è tutta mia, io me l'ero messa nei miei preferiti... l'autore di gran parte dei suggerimenti è dechigno e viene da questa vecchia discussione)

    Che ne pensi?

    Tra le altre cose ti segnalo (scusa il post-crossing ma mi pare pertinente 🙂 ) questo nuovo strumento offerto da Google per la valutazione delle landing (ammesso che farai campagne adwords)

    :ciauz:
    Nicola


  • Super User

    Lo so sono di parte, ma ho trovato la pagina favolosa fin dall'inizio.

    Non sono markettaro come voi ma vi dico ugualmente cosa penso:

    1. La velocità con cui si viene portati da una sezione ad un'altra è secondo me perfetta in questo caso, infatti il tipo di utente che ci interessa non va tranquillizato, ma esaltato e secondo me questo movimento porta una sensazione di "euforia"..non vorrei essere blasfemo..come sapete non capisco nulla di marketing, ma la mia idea è che questo movimento sia perfetto per la vendita di prodotti tecnologici.

    2. la grafica con le fiamme è favolosa, adatta al tipo di prodotto promosso.

    3. invece forse ha ragione obeah man per quanto riguarda i click alle immagini "sick" e "x+". Non è detto che qualcuno vada a cliccare lì, ma se lo fa si aspetta di essere trasportato verso qualcosa. E chi non clicca non subirà nessun danno dalla presenza di un link in quelle immagini


  • User Attivo

    @marco.manuzio said:

    ad esempio, usando schemi come l'AIDA (Attenzione, Interesse, Desiderio, Acquisto) o il PAS (Problem, Agitation, Solution).

    In realtà non sempre vi è la classica sequenza dal livello cognitivo a quello conativo passando per l'affettivo 😉
    In questo vecchio post "Effetti di breve e lungo periodo" di un altro forum se ne parla più approfonditamente. Da notare che il concetto di landing page non esisteva(?) o comunque non era sicuramente conosciuto/diffuso in Italia, eppure ne era prevista l'esistenza teorica.

    In questo caso Stuart punta senza dubbio ad ottenere una determinata azione da parte del visitatore, ma lo fa dando anche una valenza, di secondo grado, non solo al contenuto ma, prima di esso, alle emozioni.

    Qualche nota.
    Lo sfondo mi sa da tema frontpage del '99! Perché non mettere qualcosa, anche molto leggero o appena percepito, che dirigga l'attenzione verso il centro? 😉

    Mi piace molto l'impostazione, io sono un utente che vuole più info possibile e questa è la mia landing meno ideale.
    Ma io non sono americano e sono molto esigente. 😉

    Si può scommetere sul fatto che una landing senza i link interni convertirebbe di più, tuttavia bisognerebbe fare dei test con due pagine uguali all'interno e aventi pari opportunità di visibilità ed accesso esterno.

    C'è da sottolineare una cosa molto importante.
    Pur se in un esperimento del genere una pagina converte più di un'altra, non vuol assolutamente dire che sia in assoluto la migliore.
    Più semplicemente le due pagine potrebbero funzionare per tipologie di utenti diversi.
    Una landing si può definire migliore di un'altra nel momento in cui, mutatis mutandis, sottoposte a due gruppi di utenti (di cui uno di controllo) con le medesime caratteristiche significamente importanti per i nostri scopi, ed a parità di tutte le altre variabili possibili, una effettivamente riesce a convertire più di un'altra.
    Ma anche in quel caso si potrebbero continuamente fare obiezioni, tra le altre cose, sugli studi preliminari, sulla scelta e sul controllo delle variabili. 🙂


  • Community Manager

    Stuart me l'ha fatta vedere in anteprima e come ha detto ne ho fatto menzione 🙂

    Complimenti per il topic Stuart, addirittura lo script con le spiegazioni 🙂

    La landing page mono-pagina può anche andar bene, dipende dai prodotti/servizi. Ad esempio per il Convegno GT va male 😄 Un sito (che faremo dopo il convegno) è molto meglio.

    Per presentare quel tuo prodotto va bene 🙂

    Ma ci sono tanti elementi e liste come dice Nbriani e tante cose da valutare. Nel tuo singolo caso, io userei proprio quella.

    L'effetto che da quel javascript è bello, molto. Lo adoro 🙂

    Come ti ho già detto immagino già un sito ORIZZONTALE con quell'effetto.

    Mi sembra che sia fatta bene, però terrei in considerazione queste cose (spero di aver visto bene):

    • manca la possibilità di lasciare la mail con un piccolo modulo nella pagina (secondo me meglio il form della tua email che devo premere su outlook per inviarti una email)

    • mi perdo se una volta arrivato all'ancora non ho di nuovo il menu a vista d'occhio (sono stato teletrasportato, ho paura solo a fare su è giù con il mouse che non so se funziona tutto come prima :D)

    • Tell a Friend

    Io comunque, lo darei gratis a qualche SEO d'oltreoceano per prova 😄

    Magari ti becchi qualche link con PR 7-8 :lol:

    :ciauz:


  • Super User

    @Giorgiotave said:

    Come ti ho già detto immagino già un sito ORIZZONTALE con quell'effetto.

    Io ne ho visto uno che prima si muove orizzontalmente per 1 secondo poi scende giù di colpo e becca la sezione..pauroso..una pagina unica con div sparsi ogni dove 😄


  • Super User

    A mio avviso è molto bella esteticamente, dà un tocco originale e di professionalità...

    Ma ai fini dei risultati non sono sicuro che porti benefici, in quanto potrebbe distrarre l'utente dal motivo principale che lo ha spinto a visitare la landing...

    In ogni caso bisogna testare, e magari applicare uno alla volta i punti che nbriani ha suggerito (in modo tale da calcolare ogni singola operazione che "ritorno" ha portato. 😉


  • User Attivo

    "Sembra" che i siti a singola pagina "One Page Sites" stiano diventando una tendenza, quindi anche il "navigatore" si abituerà ad usarli...
    Quello proposto da Stuart mi sembra ottimo (e funzionante) per il target cui si indirizza...

    Naturalmente, credo bisogna sempre valutare la tipologia di utenti e la quantità di contenuti presenti?

    In questa pagina del blog di html.it ci sono dei link di approfondimento:
    xhttp://blog.html.it/archivi/2006/04/27/siti-a-pagina-singola.php

    P.S.
    Questo sito (a singola pagina) usa una tecnica simile:
    xhttp://www.dacreate.co.uk


  • User Newbie

    E' un po' di anni che studio le webletter americane, cioe' come dite voi i siti monopagina.

    Secondo me, e' piu' corretto chiamarle webletter (almeno nelle versioni americane) perche' si tratta di trasposizioni sul web dello stile usato nelle lettere di direct marketing, in cui gli americani sono maestri mentre in Italia sappiamo appena cosa siano (continuo a vedere mailing contenenti "informarLa" et similia).

    Al di la' del nome, voglio sottolineare questo punto. Sono strumenti testati e verificati da migliaia di marketer ed evidentemente funzionano.

    Ci possono essere variazioni (lo stile e l'art direction di Marlon Sanders e' diverso da quello di Corey Rudl o di Yanik Silver), ma l'ossatura e' una grande lettera di direct marketing unita a qualche sporco trucco reso possibile da internet.

    E considerando lo sviluppo dell'internet marketing negli USA, se altri tipi di monopagina/landing site funzionassero meglio, credo che sarebbero stati usati. Ma cosi' non e'.

    Praticamente tutte le webletter americane sono su fondo bianco con caratteri neri (eventualmente rosso o blu nelle headline) piu' eventuali effetti evidenziatore in giallo. E anche lo stile di scrittura e' quello di una grande lettera di direct marketing. Nell'ultimo anno si sono aggiunti elementi multimedia (audio, testo), ma non cambiano la struttura dello strumento.

    Non credo che il prospect italiano reagisca diversamente, rispetto a quello americano, a una webletter. Ormai direi che il livello medio dell'utente internet e' abbastanza unificato nei paesi piu' avanzati (eventualmente la penetrazione cambia).

    Anzi, credo che - poiche' siamo meno abituati a ricevere direct marketing di qualita' nella nostra posta - il prospect italiano potrebbe addirittura rispondere meglio di quello americano a webletter scritte secondo le regole del buon direct marketing.

    La mia esperienza e' di due webletter "american style" che convertono il 300% rispetto alla pagina web standard che vende lo stesso prodotto. E' un prodotto particolare, unico nel suo genere e anche piuttosto costoso (1200 euro), quindi la lettera e' lunga e articolata, come appunto una lettera di direct marketing e come le lunghe webletter dei maestri americani.

    Gli ammerica' hanno tanti difetti, ma nel marketing e' meglio guardare cosa fanno e copiare, secondo me. Perche' li' gira tanto grano e tutto viene fatto con test e orientamento al profitto. E su internet marketing e direct marketing sono sempre una spanna avanti a tutti.

    Emmedi


  • User Attivo

    @emmedi said:

    Non credo che il prospect italiano reagisca diversamente, rispetto a quello americano, a una webletter. Ormai direi che il livello medio dell'utente internet e' abbastanza unificato nei paesi piu' avanzati (eventualmente la penetrazione cambia).

    Anzi, credo che - poiche' siamo meno abituati a ricevere direct marketing di qualita' nella nostra posta - il prospect italiano potrebbe addirittura rispondere meglio di quello americano a webletter scritte secondo le regole del buon direct marketing.

    La mia esperienza e' di due webletter "american style" che convertono il 300% rispetto alla pagina web standard che vende lo stesso prodotto. E' un prodotto particolare, unico nel suo genere e anche piuttosto costoso (1200 euro), quindi la lettera e' lunga e articolata, come appunto una lettera di direct marketing e come le lunghe webletter dei maestri americani.

    Emmedi

    Ciao Emmedi, e benvenuto nel forum WebMarketing di GT 🙂
    Grazie per il tuo contributo alla discussione, è molto interessante soprattutto data la tua esperienza.
    Se ho capito bene, la pagina di Stuart per avere una maggiore penetrazione, secondo te, dovrebbe standardizzarsi sia a livello di grafica (nero su bianco con parti evidenziate gialle) sia a livello di stile (e quindi senza i link interni)?

    Un'osservazione. Proprio perché il direct marketing che riceviamo è più articolato evidenzia che l'italiano vuole qualcosa di più complesso. L'italiano è più esigente, più diffidente, e ci pensa un pò di più prima di cliccare. Del resto, diverso è lo sviluppo del mercato online in Italia e negli Usa.

    Comunque la pagina di Stuart è destinata al mercato Usa... per cui concentriamoci su quello 🙂


  • Super User

    Ciao emmedi e benvenuto sul forum...

    mi piacerebbe vedere le landing di cui parli... magari se posti qualche esempio puo' essere d'aiuto alla discussione... ricordavo pero' di aver visto qualcosa del genere anche da noi, ho fatto qualche ricerca ("guadagnare su internet") e ho trovato questa:

    xhttp://www.vacanzeviaggi.net/lavorogoo.php?imk=GOOGLE-Tlv

    Intendi proprio qualcosa del genere?

    grazie,
    :ciauz:
    Nicola




  • User Attivo

    @nbriani said:

    Ciao emmedi e benvenuto sul forum...

    mi piacerebbe vedere le landing di cui parli...
    magari se posti qualche esempio puo' essere d'aiuto alla discussione...

    Eccoti qualche esempio, anche se non sono io l'interpellato 😉

    http://www.copywritingcrew.com/

    http://www.overnight-copy.com/

    Per la verità gli americani non hanno fatto altro che mettere su web le classiche sales letter che inviavano i direct marketer a casa.

    E' un modello già collaudato (vedi i vari Abraham, Dan Kennedy, etc..) che sul web ha iniziato ad avere maggiori strumenti rispetto alle vecchie lettere (vedi tracking et similia).

    Ci sono addirittura delle vere e proprie bibbie del copywriting che hanno almeno 80 anni e che, vi stupirete, sono ancora adesso più che attuali.

    E prima che mi si chieda i titoli... a tempo debito saranno pubblicati, ma non ora 😉

    ricordavo pero' di aver visto qualcosa del genere anche da noi, ho fatto qualche ricerca ("guadagnare su internet") e ho trovato questa:

    xhttp://www.vacanzeviaggi.net/lavorogoo.php?imk=GOOGLE-Tlv

    Intendi proprio qualcosa del genere?

    😉

    La voce in sottofondo mi sembra familare 🙂


  • Super User

    Ok, eccomi di ritorno.

    Innanzitutto grazie a tutti coloro che hanno dato il loro contributo alla discussione

    **
    Sull'efficacia della landing "ibrida"**

    Ho presentato, e dettagliato, un possibile strumento per migliorare/modificare una classica landing monopagina. La landing da me presentata, lo ribadisco, era solo una dimostrazione di "come" esteticamente funziona lo scrolling interno una volta aggiunto alla pagina web.

    Starà poi alla creatività del grafico o del marketeer testare e modificare i link interni all'interno dei suoi lavori. Pensandoci solo 5 minuti mi sono venuti in mente almeno 10 utilizzi completamente diversi da quello mostrato.

    Pochi hanno notato che in effetti la pagina è perfettamente visualizzabile anche scrollando manualmente la pagina come si fa di solito.
    E nulla toglie che i link interni possano non essere così presenti e invasivi (visivamente) come nell'esempio riportato. Il tutto può anche solo limitarsi ad un semplice link che quando cliccato porta l'utente direttamente all'area di interesse: il box di richiesta info, i bottoni "order now" ecc ecc...

    Ho visitato spesso landing in cui la mole di informazioni che mi veniva fornita era tale che, quando finalmente propenso all'acquisto, mi chiedevo "Si, ok, ma dove si compra??" e mi avrebbe sicuramente fatto comodo un link interno.

    Una navigazione interna può anche facilitare la fruizione dei contenuti da parte di coloro che sono immuni a determinati elementi da cui molte landing sembrano non poter prescindere. I testimonial, ad esempio che personalmente salto sempre a piè pari, nella consapevolezza che o sono fake o sono prezzolati. Un link interno "Vai alla sezione successiva" mi eviterebbe di dover scrollare manualmente e leggere di James a cui l'ebook ha cambiato la vita, oppure Nakata a cui lo script *ha fatto guadagnare milioni di dollari in una settimana *ecc ecc...

    Quindi *non *necessariamente una suddivisione in blocchi (marco.manuzio), ma un add-on che può valorizzare e indirizzare l'utente verso precisi contenuti senza snaturare la struttura classica della pseudo sale letter.

    Ma i casi sono molteplici. E non posso elencarli tutti

    Sono perfettamente conscio che statisticamente la "monopagina" converte di più. **E infatti lo strumento presentato è volto più ad avvicinare il minisito alla monopagina **piuttosto che la monopagina al minisito.

    Ma sul fatto che la landing monopagina rispetto al (mini)sito, converta di più "a prescindere", no. Dipende da cosa si vende, da quale azione deve compiere l'utente.
    Esempio: sinceramente non riesco ad immaginare **Photoshop **o Flash o Office XP venduti tramite landing.
    Eppure nei rispettivi siti il lavoro di comunicazione fatto per vendere questi software è a dir poco smaccato.
    Certo, nel 2006 Flash si vende da solo, ma ai tempi di Flash 4 (99/00) ricordo che Macromedia a questo applicativo dedicò all'incirca la metà del suo portale (quindi altro che "minisito"....)

    Quanto al concetto stesso di "maggiore conversione", non sono d'accordo sull'accezione prettamente numerica/percentuale con cui viene solitamente interpretato questo parametro. Se il fine ultimo è vendere 1000 (=a chiunque e il più possibile) ok, se invece il fine è vendere sicuramente meno, ma a una clientela che potrò fidelizzare, con cui potrò collaborare, che SICURAMENTE acquisterà eventuali upgrade, allora *nel calcolo della mia "conversione" inserisco anche la qualità del cliente.

    *Anche perchè, non so quanti di voi abbiano mai venduto software proprietari sul web, un cliente di un certo tipo "rende" nel medio/lungo periodo molto di più che 10 clienti acquisiti con una sale letter classica (quella in cui gli si promette il mondo e ancora qualcosa di più).

    E per ottenere questo limiterò di molto i messaggi prettamente commerciali e mi limiterò a presentare il prodotto per quello che è, anche a costo di "tirarmela"
    Un po' come quando ci piace una donna e di punto in bianco smettiamo di considerarla. Per testare il suo livello di interesse indipendentemente da tutto ciò che possiamo o potremmo fare per convincerla ad acquistare il prodotto.

    Concetto che spiegherò molto meglio ora, con un esempio pratico (vedi sotto)

    **

    Sulla landing specifica

    **Un semplice "demo" di funzionamento delle classi js è diventato un caso di studio. E pensare che sono molto meno esibizionista di quanto il mio desnudo avatar potrebbe far pensare.
    Ma ormai siamo in ballo e balliamo. Chi ha le palle di mettersi in gioco deve anche avere le spalle larghe per sostenere le critiche no? 🙂

    L'altra sera è stata effettuata la prima vendita dal sito.
    Il cliente ha seguito questo percorso:

    Desiderio [markov chain php script]
    Ricerca sui motori [Google]
    **Directory **[scriptsearch.com]
    Landing page [x.googlerank.com]
    Acquisto

    ** Ed è esattamente il processo di acquisto che desidero perseguire con il sito / landing.** Non mi interessa null'altro. Chi arriva/arriverà sul sito sarà un webmaster che sa cosa cerca (perchè lo ha trovato su un motore di ricerca o su una directory specifica). Il mio compito è quello di "stupirlo con effetti speciali", di presentargli il prodotto. La diversità di impostazione della landing, rispetto a tutto ciò che Voi o il potenziale acquirente, il possibile effetto disorientamento, le fiamme, il payoff "Sick of being a good guy?" le immagini cupe, la grafica dark ecc ecc... hanno come fine l'escludere il tipo di clientela che NON VOGLIO.

    Inoltre i software, se vuoi poterli promuovere attraverso determinati canali (ad esempio hotscripts.com, che dal punto di vista traffico qualificato vale quanto i risultati organici di Google + AdWords messi insieme, esclude, per i listing gratuiti, le landing page, a favore di una struttura a minisito, con intro, demo, contatti...).

    Chiaramente devo fornire l'esempio opposto, ossia un software analogo venduto con una landing tradizionale.
    Eccolo qui: http://www.trafficboosterpro.com/

    Questo è un prodotto più o meno paragonabile a X e X+ .. anche se vale infinitamente meno (lo so bene, essendo un fork non autorizzato di Genesis).

    I webmarketeer diranno che grazie a quella landing, il tipo in questo momento sta girando in Porsche per i vicoli sterrati della Grecia (fa finta di essere yankee in realtà è un greco). Ve lo confermo. Quella landing converte da Dio.

    Ma chi se ne frega? 🙂

    Il fine della mia landing è vendere un prodotto *entry level *a webmaster o seo che fra 3 mesi compreranno uno spam engine da $ 2000, non privati sfigati che pensano che con le doorway faranno i soldi a palate senza lavorare.

    Per farla breve, chi giungerà alla mia landing sarà un webmaster che ha cercato "markov chain script", "gateway page", "automatic page generator", e NON "be rich in a week", "make money in an easy way", "big dollars for free".

    Detto esplicitamente, se un cliente fosse venuto con uno script e mi avesse detto: "Aiutami a venderne 1000 copie in 3 mesi" avrei adottato uno stile molto diretto e aggressivo: "Want to earn big bucks while sleeping?" e via discorrendo.

    Ma non è quello il mio target, lo aborro, lo respingo.

    Cordialmente,
    Stuart


  • Super User

    non so quanto valga il mio parere da profano, ma davvero bella!!!


  • User Attivo

    complimenti molto bella.
    anche se una volta cliccato il link mi da un senso di smarrimento, forse dovuto al fatto che la pagina si ferma di botto e gli occhi continuano ad andare 😄


  • Super User

    @Stuart said:

    Ma chi se ne frega? 🙂

    Il fine della mia landing è vendere un prodotto *entry level *a webmaster o seo che fra 3 mesi compreranno uno spam engine da $ 2000, non privati sfigati che pensano che con le doorway faranno i soldi a palate senza lavorare.

    Per farla breve, chi giungerà alla mia landing sarà un webmaster che ha cercato "markov chain script", "gateway page", "automatic page generator", e NON "be rich in a week", "make money in an easy way", "big dollars for free".

    Detto esplicitamente, se un cliente fosse venuto con uno script e mi avesse detto: "Aiutami a venderne 1000 copie in 3 mesi" avrei adottato uno stile molto diretto e aggressivo: "Want to earn big bucks while sleeping?" e via discorrendo.

    Ma non è quello il mio target, lo aborro, lo respingo.

    Avendo imparato a conoscerti ne ero certo! 🙂

    A me interessava pero' capire il discorso che si stava allargando su questo thred alle landing monopagina in senso generale.. capire cioè' cosa e perchè fa di una monopagina una landing a maggiore conversione..

    Meno male e qui mi tranquillizzi, l'attenzione al target di riferimento resta quindi IL VALORE principale...

    :ciauz:
    Nicola


  • User Attivo

    @Stuart said:

    Ho visitato spesso landing in cui la mole di informazioni che mi veniva fornita era tale che, quando finalmente propenso all'acquisto, mi chiedevo "Si, ok, ma dove si compra??" e mi avrebbe sicuramente fatto comodo un link interno.
    Naturalmente anche questo rientra in un'ottica ben precisa 😉

    Sommergere e stordire l'utente con molte informazioni ripetitive e quindi già assimilate porta ad un calo dell'attenzione con conseguente scrolling compulsivo fino al link dell'acquisto.
    In questo modo l'utente non ha più modo di ragionare coscientemente sul "se comprare" ma concentra la sua attenzione esclusivamente sul portare a termine un task già iniziato, per poi eventualmente pentirsi quando ormai è troppo tardi e il tasto di conferma dell'acquisto è già stato cliccato :rollo:


  • Super User

    @nbriani said:

    Avendo imparato a conoscerti ne ero certo! 🙂

    A me interessava pero' capire il discorso che si stava allargando su questo thred alle landing monopagina in senso generale.. capire cioè' cosa e perchè fa di una monopagina una landing a maggiore conversione..

    Meno male e qui mi tranquillizzi, l'attenzione al target di riferimento resta quindi IL VALORE principale...

    :ciauz:
    Nicola

    già..
    ogni landing funziona se usa il linguaggio e la tecnica giusta per il suo target e per il suo obiettivo.
    le fiamme (belle), gli effetti speciali, le frasi cool, le keywords, il tempo dello scrolling ...della landing di stuart sono giusti per il suo obiettivo/target.

    la monopagina va bene per altri.

    oltre alle interessanti osservazioni di fuffissima credo che una delle motivazioni del successo di una paginona lunga e piena di info (solo fra certi utenti, è inteso... anche se il sondaggio lanciato da piernicola sembrerebbe confermare il suo gradimento anche fra noi "tecnofili" )
    è che banalmente si ha la "situazione" più sotto controllo...

    io posso scorrere in su e in giù con il mouse e anche se non leggo le paginate di info (inutili) so che ci sono e che se mi servono, le posso leggere... è come dire rassicurante. convincente.. non ho la sensazione di perdermi. (uno dei problemi più grossi nella navigazione di un sito)
    ovviamente come detto sopra, vale per certi utenti.
    o forse no? 😉

    che bella discussione
    grazie a tutti per gli interventi. splendida!


  • Super User

    @Fuffissima said:

    <CUT>...l'utente non ha più modo di ragionare coscientemente sul "se comprare" ma concentra la sua attenzione esclusivamente sul portare a termine un task già iniziato<CUT>
    Fosse così facile... 😉
    Ma non posso che essere d'accordo con te (potrei mai contraddirti sul tuo campo da gioco? 😉 ) sull'effetto ipnotico ricercato -ed ottenuto- dalla landing tradizionale. Che è poi tra i motivi principali del suo successo.

    Segnalo questo PDF, che alcuni frequentatori di questa parte del Forum conosceranno a memoria, altri no.
    http://www.internet-marketing.it/news/landingpage.pdf

    Giusto per fare il punto della situazione.

    E ora vado a fare due salti in disco... goodnight! 😄

    Cordialmente,
    Stuart


  • User Attivo

    @Fuffissima said:

    In questo modo l'utente non ha più modo di ragionare coscientemente sul "se comprare" ma concentra la sua attenzione esclusivamente sul portare a termine un task già iniziato, per poi eventualmente pentirsi quando ormai è troppo tardi e il tasto di conferma dell'acquisto è già stato cliccato :rollo:

    Ottima interpretazione.

    Ci tengo comunque a precisare, a fini di sviluppo del proprio business, che puntare ad una strategia del genere è in molti casi controproducente.

    Personalmente (ed in questo io e Stuart siamo d'accordissimo) preferisco usare la landing per selezionare il tipo di cliente con il quale ho voglia di avere a che fare, inserendo quindi una serie di contenuti che fanno leva su quel cliente ideale e non su tutti.

    Nel mio caso, soprattutto quando si parla di corsi dal vivo, attirare un cliente che non mi piace è un errore madornale.
    Ne parlavo proprio con Must al RadunoGT 🙂

    In questa luce anche l'approccio grafico diventa uno degli elementi della selezione, perché si può decidere di rivolgersi a clienti che si identificano solo in specifici core values.

    Per dirvi... mio padre guardando la landing più che trovarla "cool" avrebbe pensato "e che è questa cosa?" 🙂