• Moderatore

    Coronavirus e Turismo, la chiave sarà l'organizzazione?

    Ciao ragazzi,
    lavorando nel settore montagna ho visto che ultimamente alcuni hanno lanciato il messaggio "dopo il covid la gente potrà trovare relax da noi", ovviamente non si tratta di messaggi ufficiali da parte di enti (che invece stanno in silenzio in modo intelligente).

    Si tratta di una modalità comunicativa simile a quella post zona rossa dove poi si sono registrati arrivi record nelle zone sciistiche...

    Io sono convinto che la chiave sia l'organizzazione e la sicurezza sanitaria, non alle bellezza delle zone.

    Posso desiderare di andare in vacanza in un determinato posto ma se vengo a sapere che quel posto non ha le giuste misure di sicurezza mentre il paese affianco si allora cambierò meta.
    Trovarsi nelle località isolate non sarà la discriminante in quanto se vado in una zona troppo isolata rischio di non avere una buona assistenza sanitaria in caso di necessità.

    In alcuni paesi del mondo si sta già pensando alla chiusura di grandi hotel a favore di una accoglienza distribuita sulle case vacanza, che risulterebbero dei "silos" dove poter contenere il virus in caso di contagio.

    Voi che ne pensate, quale sarà l'arma su cui le destinazioni dovranno puntare?


  • Moderatrice

    Ciao Davide,
    Si sicuramente il fattore sicurezza è fondamentale e si, alcuni dati fanno pensare che le case vacanze potrebbero essere una opportunità.

    Credo che nei prossimi giorni alcuni dati potrebbero essere utili.

    I test sierologici potrebbero (spero)
    Indicarci che una buona percentuale di persone risultano positivi alla presenza di anticorpi e quindi (verosimilmente) potrebbero muoversi con più libertà.

    Allo stesso tempo c?è un dato che reputo interessante.
    È un dato della Toscana e quindi mi farebbe piacere avere delle conferme anche delle regioni del centro sud.

    In Toscana medici e infermieri delle aree covid risultano in minima parte (3,5%) con tamponi positivi.

    Come leggere questo dato?
    Forse le attenzioni poste in essere (come mascherine più performanti), possono ridurre notevolmente la possibilità di contagio?

    E se la risposta fosse proprio in questo semplice oggetto?

    Che ne pensi?


  • Moderatrice

    Allo stesso tempo
    Dichiararsi ?località sicura? e lavorare su questo concetto, al primo contagio farebbe cadere tutto il progetto, lasciando il fianco scoperto a competitor agguerriti.


  • Moderatore

    La sicurezza sarà un fattore per decidere la località ma secondo me le persone hanno la memoria a breve termine leggermente fallata (scusate ma non riuscivo a tenermi), penso che si la sicurezza sanitaria sarà importante ma non così tanto quanto andare in un determinato posto soprattutto dopo mesi chiusi a sognare di camminare per le strade di quella cittadina o nuotare in quel determinato mare di quella determinata zona.

    Per quanto riguarda la struttura immagino che ognuno si attrezzerà in maniera puntuale rispetto le linee guida obbligatorie e di conseguenza la scelta si sposterà sul modo di comunicare. Ecco secondo me sarà la comunicazione una delle chiavi più importanti.

    Naturalmente IMHO

    Stefano


  • User

    Ciao,

    anche io concordo sul discorso sicurezza, per le strutture che seguo e con altri "amici" del settore tutti stiamo facendo focus sulla sicurezza e sulla comunicazione. Quest'ultima però sarà un riflesso degli enormi cambiamenti che metteremo in atto all'interno delle strutture tra distanziamento tra le persone, pasti in camera, dispencer per lavarsi le mani, pulizia extra e con prodotti appositi e così via. Lato nostro (ambito lusso) è una rivoluzione che si rifletterà anche sulle attività di acquisizione del traffico, stiamo infatti pensando di personalizzare i messaggi nei sitelink e brand protection.
    Sul discorso mare - montagna ho vari report tra McKinsey, Bain etc.. che affermano anche situazioni opposte, quello che è certo è il calo di fatturato totale dato da una domanda inesistente di questi mesi, un abbassamento dell'ADR (tariffa media) che impatta quindi sul RevPar (uno dei principali indici utilizzati per la valutazione delle performance). Dai report ufficiali STR vediamo un calo notevole del mercato cinese, ora in ripresa, in cui i tassi di occupazione sono ancora estremamente bassi.

    Sicuramente ci sarà una ripresa se il sistema Italia riuscirà a rivendersi ma essendo composto al 95% da singoli albergatori individuali, quindi non facenti parti di una catena, trovo difficile poter fare sistema tutti insieme.

    P.s. parlerò di questo nella rubrica "Happy Hour 24" del Sole24Ore il 29 Maggio (qui maggiori info)


  • Moderatrice

    Ciao, molto interessante Edoardo.
    Il 29 maggio ti seguirò.


  • Moderatrice

    Ciao Edoardo, molto interessante.
    Il 29 maggio ti seguirò.


  • User

    Questa emergenza ha cambiato e cambierà la scala dei valori per decidere in quale struttura e non località recarsi per le vacanze.

    Gli hotel dovranno farsi paladini di tutti quegli obblighi normativi che verranno, ma per distinguersi dovranno essere anche virtuosi nel proporre altre accortezze rispetto al resto del mercato.

    Le case vacanza e Airbnb in particolare in questa fase saranno sicuramente più svantaggiati rispetto gli hotel, perché molto probabilmente non avranno la forza economica di sobbarcarsi i costi per stare a norma.

    Ma fino a quando non comunicheranno le direttive per la fase 2 sono tutte parole al vento.


  • Super User

    Il sommarsi di mancati introiti, alti costi fissi strutturali, riduzione dei posti letto/tavoli disponibili, eventuali adeguamenti normativi ecc pongono le strutture ricettive in un oggettiva difficoltà.
    I prestiti che se ho ben capito posso essere erogati a supporto della situazione non mi appaiono risolutivi ne sufficienti, spero di sbagliarmi.
    Infine pur concordando che l'aspetto sicurezza sia veramente importante, temo che per una larga parte della popolazione non sia discriminante, a giudicare da quanti anche solo per pasqua hanno tentato una fuga verso il mare nonostante gli ovvi divieti, credo che in molti non abbiano la minima percezione del rischio e si fionderanno sulle offerte più economiche disponibili, disincentivando i meccanismi virtuosi


  • User

    Quanti interrogativi ci si troverà a dover affrontare nei prossimi mesi. Sicuramente al momento è tutto teorico, in attesa che gli enti diano le linee guida e i calendari che bisognerà rispettare. Come sempre penso che sarà una buona campagna promozionale quella che darà al turista la percezione o meno della sicurezza di un luogo. Questo ovviamente sperando nella serietà, professionalità e buona fede di chi promuove una campagna. Il turismo è un sistema per cui il primo passo lo devono fare gli enti: una destinazione verrà percepita sicura dai viaggiatori se tutta la sequenza viaggio-ristorazione-soggiorno-spiaggia/monti/monumenti garantiscono standard sanitari uniformi. La struttura o l'impresa turistica che voglia distinguersi rispetto alle altre della propria destinazione penso possa farlo offrendo accorgimenti in più, oltre a quelli a norma di legge e mettendoli in risalto a livello promozionale. Io lavoro nel campo delle visite guidate e pensiamo ad esempio di puntare (e promuovere) visite per individuali o di gruppo con very small groups garantiti e alcune altre soluzioni aggiuntive che garantiscano il distanziamento sociale e che in fase di promozione facciano capire al potenziale cliente che siamo informati e attenti al problema.


  • Moderatore

    Ciao ragazzi,
    ritorno dopo l'esperienza vinta con la brutta bestia e con qualche aggiornamento:

    1. Alcuni albergatori non riapriranno.
      Alcuni dei miei clienti hanno deciso di tenere chiusa la stagione estiva. Si tratta di strutture a gestione familiare con dipendenti stagionali (che non saranno assunti) e con strutture senza mutui sulle spalle. Dicono che si preparano piuttosto alla stagione invernale e che i costi sarebbero troppo alti con le misure previste.

    2. Misure di sicurezza ancora non pervenute
      Altri albergatori si preparano a riaprire ma con misure di sicurezza scarse a mio avviso, stanno cercando di seguire le direttive dei propri territori e qualche piccolo tocco tipo amuchina e protezioni varie ma resta sospeso il tema sanità. Ad oggi non ho ancora trovato qualcuno in grado di rispondermi alla domanda "e dal punto di vista sanitario cosa succede se si ammala di covid un ospite" ?

    3. Ripresa delle visite ma prenotazioni ko
      Nei miei siti di montagna ho notato una inversione di tendenza, non solo le visite sono tornate ai livelli prelockdown ma sono pure in aumento su base annua.
      Tuttavia le prenotazioni sono praticamente ferme. C'è qualche ardito ma ancora tutto fermo.

    4. Budget ADV fermi o quasi
      Eppur si muove ma sostanzialmente i budget adv li vedo ancora bloccati, diversi programmi di affiliazione e network di prenotazione hanno ancora i budget bloccati e non si sa quando li sbloccheranno.

    Voi avete novità?


  • User

    Ciao,

    dalle mie parti per il turismo ci sono ben poche novità e molte notizie confuse che si sovrappongono in vista dei prossimi mesi, riguado ai punti citati da Van Basten:

    • Non ho notizie dirette dagli hotel ma penso che per quanto possibile cercheranno di riaprire tutti anche perchè la stagione alta qui è l'estate e semmai è d'inverno che diverse strutture preferiscono rimanere chiuse. Non credo che nessuno abbia ancora ricevuto delle linee guida chiare, almeno stando al silenzio che noto nelle locali associazioni di categoria

    • Dal punto di vista dei visitatori del sito internet gli ultimi due mesi sono stati al minimo storico. Qualche ripresa da ieri, alla vigilia della fase 2 ma soprattutto relativamente a pagine del blog con informazioni generali su località naturalistiche. Probabilmente in vista di "scampagnate" autonome da parte di autoctoni in vista della riapertura. Mancando al momento ogni data o linea guida è difficile programmarsi o fare promozione. Sono convinto che come dicono in molti, l'estate sarà quasi esclusivamente fatta da turismo di prossimità a meno che nelle prossime due settimane (magari complice anche il clima) il virus non tenda a sparire del tutto ridando fiducia ai viaggiatori.

    • Nessuna nuova prenotazione di servizi turistici in vista dei prossimi mesi anzi, continuano le cancellazioni che ormai si estendono anche per la fine di maggio. La mia regione sta pensando a un piano di supporto con il preacquisto di voucher turistici per dare immediata liquidità al settore ma al momento non si hanno ancora indicazioni chiare.

    Dal mi punto di vista, occupandomi di visite guidate ed escursioni, sarebbe almeno importante avere alcune indicazioni di massima: previsioni sulla ripresa dei collegamenti nazionali e internazionali, data indicativa per la riapertura di musei e monumenti (sembrerebbe il 18/5) ma specificando anche le modalità di fruizione in sicurezza. E' ovvio che in base all'evolversi dell'epidemia tutto potrebbe poi slittare ma anche sapere solo le tappe teoriche della riapertura e le misure da adottare aiuterebbe molto a programmare il futuro.