• Super User

    Sul fatto che l'uomo è un guerrafondaio ci si può aprire un intera discussione.
    In un libro di Forster,"Casa Howard", una signora anziana era convinta che se il mondo fosse guidato dalle madri probabilmente non ci sarebbero guerre, sapendo che a morire mandavano i propri figli.
    Ma a parte questo, concordo con Eu.ro perchè dovrebbe essere vista così la donna che fa carriera, appunto, come qualcuno che fa carriera, ma molti sono ancora propensi a dire che la donna se fa carriera è perchè ha passato qualche letto, qualche capo. Se, al contrario, non da via il frutto, è perchè si è fatta uscire i cosidetti...e non dovrebbe essere così.
    Certo è che è ancora molto difficile per una donna affermarsi in qualsiasi ambiente, basti pensare anche ai cuochi, la maggior parte sono uomini anche se in cucina a casa ci sono sempre state le donne, i più grandi stilisti sono uomini anche se a casa il calzino lo rammendava la donna. L'uomo ha potuto sviluppare il suo ingegno per millenni e la donna comincia ora tra mille difficoltà e pregiudizi.
    Notiamo anche una nota di critica verso quelle donne che vogliono rimanere a casa a fare le casalinghe, sono donne molto giudicate, molto condannate dalle altre donne.
    Come ho detto in un altro thread, riusciremo a fare squadra quando non saremo più nemiche di noi stesse.
    😄


  • User Attivo

    Brava, Pikadilly!? La tua ?squadra? sarebbe già un inizio di storia nuova per le donne di oggi ? terrene e storiche, e aperte all?Infinito come ogni altro segmento infinitesimo dell?ESSERE (uomini compresi).
    😮

    Mi piacerebbe che tu spiegassi alla tua ?simile? ? Vampiretta ? dal nomignolo che suona tutto un programma? a proposito, Andrez: come si dice qui/in gergo ?nomignolo?? che non capisce il mio ragionamento (e neppure ? credo ? fa tanto finta di non capirlo) spiegare a Vampiretta ? se ci riesci ? che la coscienza di individuo, visto che anche lei parla di donna/individuo, si forma dopo quella di categoria, o classe, specie, razza? Qui stiamo parlando, a torto o a ragione, di uomini e di donne come di due categorie, classi, schieramenti, ecc. che si confrontano/affrontano/scontrano/?
    :ciauz:

    Pikadilly/fammi la cortesia!!!? Spiega a Vampiretta che il concetto/status di appartenenza è anteriore (né può essere coevo, né può essere successivo e né tanto meno succedaneo) a quello egocentrico di **individualità **(che intendo circolare e perfetta).
    :arrabbiato:

    Per cui io ? a dover fare un esempio dilatato e radicale, talmente spanciato da apparire ridicolo anche a me stesso ? soltanto considerandomi/sentendomi individuo coscienzialmente compiuto, prendo/posso prendere distanza dalla mia classe di appartenenza di uomo/maschio. Epperò ? aggiungo ? se non avessi avuto/non avessi precedentemente quell?altra coscienza più limitata ? non potrei sentirmi/definirmi se non un individuo sì maschio, ma ibrido, frammischiato, confuso; che dà una botta al cerchio e una alla botte dell?antropologia, della sociologia, della psicologia; che fa qua/qua/qua insomma? (Come ?codella? ? mi sembra!)
    :bho:

    eu.ro :vaiii:


  • Super User

    Pikadilly/fammi la cortesia!!!… Spiega a Vampiretta ...

    Ok, tento io 🙂

    ...Valentina, dice Eu.ro che l'essere Donna (in qualche modo) viene prima di essere te stessa.

    E' bene ricordare tutti però, come più volte abbiamo scritto, che in quest'Area discutiamo concetti e tesi, non di chi li presenta 😉


  • Super User

    @Andrez said:

    ...Valentina, dice Eu.ro che l'essere Donna (in qualche modo) viene prima di essere te stessa.
    Aaahhhh ora capisco... e appunto non concordo... l'ho già detto. 😄


  • Super User

    @Andrez said:

    E' bene ricordare tutti però, come più volte abbiamo scritto, che in quest'Area discutiamo concetti e tesi, non di chi li presenta 😉
    Non creso questo sia chiarissimo a molti purtroppo! 😉

    Cmq volevo anche aggiungere che forse prima può venire essere maschi e femminile nel senso più strettamente biologico di una determinata specie, in questo caso l'essere umano, e in questo posso concordare.

    Non si è prima uomo o donna secondo me, perchè uomo o donna implica già qualcosa in più che alla nascita non ci è dato di sapere. E sopratutto uomo o donna non possono rispondere a una generica idealizzazione del loro stato. Una donna dovrebbe scegliere una società pacifisca... ma mica tutte le donne sono pacifiste, così come non lo sono tutti gli uomini.


  • User Attivo

    @pikadilly said:

    Come la maggior parte delle volte quoto quello che dice Vampiretta, adesso che la donna, almeno sulla gran parte della carta, è libera ha la possibilità di far venire a galla il proprio io celato per anni sotto un cumulo di "non lo devi fare".
    Quando pensiamo ad una donna che si porta a letto tanti uomini non solo pensiamo di lei che è una "allegra" ma ci si fissa sulla convinzione che sta imitando l'uomo, ma se invece la donna è stata sempre così? Se anche lei ha il biosogno di legarsi a più partner come gli animali? Pensiamoci...
    Tutte le direttrici della scuola di mia madre erano maschi mancati, questo avviene perchè una donna troppo donna può non essere considerata seria, autorevole, ecco perchè si dice donna con i "cosìdetti", per me invece una donna capo deve essere femmina fino in fondo, deve non essere nervrotica per fare il verso al maschio, deve essere nevrotica se lo è di carattere e non per ricoprire un ruolo.

    Alla domanda se la donna moderna è emancipata risponderei di sì se non ci fossero degli impedimenti esterni che ancora la bloccano su cose che dovrebbero essere state superate da anni. Probabilmente se non si fossero comportate come maschi tante donne il successo non lo avrebbero avuto, ma, come ho detto prima, non è il modo questo ma nemmeno si può dire che la donna se irabonda scimmiotta il maschio...i sentimenti sono comuni a donne e uomini i caratteri idem. Ci sono donne, come me che sono acide di default e non hanno bisogno di scimmiottare i peggio comportamenti maschili per farsi rispettare.
    I gay sono stati da una parte più furbi, hanno detto o così o niente e ora pagano ma non si sono traditi, le donne sono scese a compromessi, ma secondo me ai tempi non si poteva fare altro...è ora che non si deve fare questo, è ora che si devono prendere le nostre belle gonne e far valere la nostra politica e non invitare lo spogliarellista di turno e far finta di eccitarci davanti alle sue mutande di tigre...considero quelle donne molto patetiche e non è un bel sentimento, ma è così perchè se è vero che potrebbero aver bisogno di darsi a molti maschietti è vero anche che, come donna, posso assicurare che non basta vedere un bel muscolo per andare su di giri...questo piega perchè molte belle donne sono accompagnate da uomini fisicamente orrendi...in questo devo dare ragione alla Ally Mc Beal che dice che una donna deve dare un carattere ad un uomo per poterlo apprezzare, a differenza degli uomini che possono eccitarsi davanti una foto.

    In summa potrebbe nascere qualcosa di bello se le donne odierne pensassero meno a scimmiottare gli uomini e a odiare le altre donne per la carriera, per l'amore, per tutto il resto.

    Io ci penso?

    Non sono un biologo, non sono uno zoologo; ma suppongo che la femmina dell?animale ? quando va in calore ? si accoppi (non ?si leghi?) a più maschi del gruppo cui appartiene, forse ritenendo ogni volta ciascuno più forte e possente del precedente. Perché?? Essa deve procreare ? lo sente: va a ricevere dentro di sé il seme di quel maschio speciale, come se esigesse che le sue creature nascano/diventino altrettanto forti e possenti?

    Allora, se non mi sbaglio, qui cosa c?entra la donna moderna che ci è dato conoscere? Niente!

    (O a dir meglio?) Questa donna ?che si porta a letto tanti uomini?, se lo fa sul serio (ma credo che sia la minor parte) imita sicuramente il maschio nella sua ricerca esclusiva ? così mi pare ? di piacere? (Il piacere che è orgasmo, in definitiva ? riconosciamolo: il problema eterno della donna ?emancipata?!) Tuttavia sono convinto che la maggior parte femminile ? le donne di tutto il pianeta ? rimanga in qualche modo legata al suo modello biologico.

    La donna, in genere, cerca altro: cerca il benessere? La distinzione dei due concetti ? piacere e benessere ? per me è netta e segna, come una linea di demarcazione, vuoi a livello di natura vuoi a livello di archètipo vuoi a livello di cultura, la differenza fra? L?uomo/il maschio cerca il suo piacere, la donna/la femmina cerca il suo benessere ? tutto qui.

    Ho capito questo ? sembrerà strano e ridicolo ? stando fra i miei olivi, in primavera/estate, a tagliar l?erba. L?erba vi cresce intorno con virulenza inaudita: io la taglio e lei ricresce/io la taglio e lei ricresce. Beh, ci vedo/ci leggo nella mia erba e nei miei olivi ? in quella ? resistenza, garanzia, perpetuità, la quantità che è ricchezza, la catena che è esplosione, lo spazio che si riempe stracolmo; in quelli ? immobilità, contorcimento, tendenza; un?architettura che s?impasta di aria, la forma solitaria che si staglia, la precarietà fatale dell?esito o morte.

    Ora, la ?donna? di cui stiamo parlando, ?rifondandosi?/se ne è capace come ho accennato, dovrebbe appunto? Ecco, dovrebbe secondo me concentrarsi e storicizzare ? cioè attualizzare, arricchire, ricostruire continuamente se stessa ? intorno a quel concetto tutto suo di benessere che la connota.

    eu.ro :vaiii::nonono::eheh:


  • User Attivo

    Ho capito questo ? sembrerà strano e ridicolo ? stando fra i miei olivi, in primavera/estate, a tagliar l?erba. L?erba vi cresce intorno con virulenza inaudita: io la taglio e lei ricresce/io la taglio e lei ricresce. Beh, ci vedo/ci leggo nella mia erba e nei miei olivi ? in quella ? resistenza, garanzia, perpetuità, la quantità che è ricchezza, la catena che è esplosione, lo spazio che si riempe stracolmo; in quelli ? immobilità, contorcimento, tendenza; un?architettura che s?impasta di aria, la forma solitaria che si staglia, la precarietà fatale dell?esito o morte. domandina offtopic .. non è che per caso sei cugino di valentinox? :lol:


  • User Attivo

    @Vernade said:

    domandina offtopic .. non è che per caso sei cugino di valentinox? :lol:

    No. Perché?...
    eu.ro
    ⭕cry::vai:


  • Super User

    @euroroscini said:

    Io ci penso?

    Non sono un biologo, non sono uno zoologo; ma suppongo che la femmina dell?animale ? quando va in calore ? si accoppi (non ?si leghi?) a più maschi del gruppo cui appartiene, forse ritenendo ogni volta ciascuno più forte e possente del precedente. Perché?? Essa deve procreare ? lo sente: va a ricevere dentro di sé il seme di quel maschio speciale, come se esigesse che le sue creature nascano/diventino altrettanto forti e possenti?

    ...

    Non tutte le "animalesse" fanno così...ci sono animali che si legano e stanno insieme in eterno...:D


  • User Attivo

    Io ci penso?
    Non sono un biologo, non sono uno zoologo; ma suppongo che la femmina dell?animale ? quando va in calore ? si accoppi (non ?si leghi?) a più maschi del gruppo cui appartiene, forse ritenendo ogni volta ciascuno più forte e possente del precedente. Perché?? Essa deve procreare ? lo sente: va a ricevere dentro di sé il seme di quel maschio speciale, come se esigesse che le sue creature nascano/diventino altrettanto forti e possenti?

    ...

    @pikadilly said:

    Non tutte le "animalesse" fanno così...ci sono animali che si legano e stanno insieme in eterno...:D

    si infatti... questa è una teoria biologica-evoluzionistica che non tiene assolutamente conto della vita sessuale dei papagallini ondulati :nonono:

    :lol:


  • User Attivo

    @Andreatop said:

    Come forse qualcuno ha già percepito io sono per la più completa libertà...
    se una donna si sente uomo
    se un uomo, donna
    se una donna, cane
    se un cane, uomo,
    se un cotechino, cappone...
    ...deve farlo!

    Non so stabilire se la donna scimmiotti l'uomo, forse in qualche caso, ma in generale, penso che stia dando espressione alle sue passioni. Noi adesso se vediamo una donna tentare di far carriera, diciamo che emula un comportamento maschile. Sarò contento quando diremo che una donna che vuole far carriera sta emulando una persona che vuol far carriera. Vorrà dire che quelle caratteristica non sarà più unicamente solo maschile. Uguale quando un maschio potrà fare la maglia all'uncinetto emulando un'essere umano che fa la maglia e non una nonn"A".
    Via libera ai caratteri personali delle persone... qualsiasi esseri siano!

    premessina filosofeggiante
    Facendo salva la libertà di ciascuno, ogni discorso è giusto in sé; ma se si guarda il risultato, alcuni dicono ?mi piace!?, molti ?forse?? e la maggioranza ?No/non mi piace.? Questo che vuol dire oggettivamente? Svariate cose: ognuno ci trovi la sua verità. Per me vuol dire che l?uomo in genere ? io ? parte da un postulato logico: ad esempio un imperativo di libertà che si ricava da sé. Su di esso, camminando, costruisce il proprio comportamento etico: cerca di dar fastidio al suo prossimo il meno possibile. E in fondo se ne compiace esteticamente: cioè vuole la sua emozione al positivo, desidera provare un senso/sentimento di piacere (che però può essere anche al negativo, un dispiacere). In altri termini io ragiono e mi organizzo così: la mia logica è fondante e viene prima della mia etica, la mia etica, mediana/mediatrice, mi spinge ineludibilmente verso la mia estetica ? il mio punto d?arrivo! (Potrei sintetizzare il discorso anche inquest?altro modo soltanto: prima penso, poi agisco, infine sono felice.)

    vengo al punto di Andreatop
    La donna in carriera è libera di fare quello che fa ? da un punto di vista logico non ci piove. Ma la donna che sceglie liberamente di far carriera sta nel giusto o no? ? questo il punto. Lei, con Andreatop, dice di sì; io dico invece ?forse?? perché ho prima da verificare che dia fastidio al suo prossimo/me compreso il meno possibile; ma un vecchio uomo antifemminista e retrivo dice di lei senz?altro che non è giusto perché una donna simile dà automaticamente (!) fastidio a lui e alla società. E concludendo: la donna che sceglie con libertà e nel giusto suo e di Andreatop di fare carriera è in ciò soddisfatta/contenta/felice (questo vuol dire estetica: provare emozioni?). Al riguardo Andreatop ? che è un idealista mite e tollerante ? dice di sì. L?ottuso retrivo ? per altro maleducato ? non ponendosi lontanamente il problema della contentezza di questa donna, dice che è una troia, sic et simpliciter. Io ? che sono uno scettico ottimista ? a questa donna in carriera libera/nel giusto preconizzo invece (senza volerle portare sfiga, anzi il contrario) una certa infelicità interiore? Naturalmente a questo punto Andreatop insorgerà: ?Perché?? Beh per il motivo ? lo so per certo ? che non piacerà a tutti gli uomini del mondo come vuole/vorrebbe ogni donna, perché almeno io ? uomo fra tanti ? la vedo/la vedrei brutta/decisamente brutta? (Quindi ?impraticabile? anche se è una gran f. ? è insomma il mito di Orfeo sbranato dalle Baccanti per la semplice ragione che non ci vuole fare l?amore.)

    eu.ro :figo::yuppi::rollo:


  • User Attivo

    Inizio facendo presente la difficoltà che ho nel leggere i post di euroscini. Mi impegno a capirli, ma sono molto articolati ed è probabile che in qualche punto abbia travisato. A me piace un linguaggio più semplice e comunicativo, però capisco la limitatezza di questo tipo di scelta. Ma trovo complesso ingarbugliare concetti e tendo a semplificarli. Riconosco che è un limite, ma ne migliora la comunicazione.
    Rispondo dato che euroscini ha quotato 2 volte il mio intervento.

    Intanto neanche io sono un biologo, però sapevo di un animale che dopo l'accoppiamento mangia o uccide il compagno... cercando su google mi è stato risposto che durante l'accoppiamento o dopo la mantide religiosa uccide il maschio. Già questo penso sia uno spunto in quanto anche in natura non si può generalizzare. E sono tante le eccezioni.
    Poi continuo con una banalità, ma che può farci ragionare. L'essere umano è un animale un pò atipico, in quanto dotato non solo dell'istinto. La ragione lo rende diverso dalle altre specie, proprio perchè può scegliere in ogni momento in quale dei due modi agire, se istintivo o ragionato. E i vari ragionamenti nei secoli passati hanno portato a questo tipo di società. Altrimenti potrei immaginare una società ferma all'era preistorica.

    Tuttavia sono convinto che la maggior parte femminile ? le donne di tutto il pianeta ? rimanga in qualche modo legata al suo modello biologico.
    Ti ho incollato questo per evidenziarti la mia posizione contrastante coon la tua. Come poi capire da quello che ti ho scritto finora, per me, non solo la donna, ma tutti gli esseri umani non sono proprio fermi al modello biologico. Sono il frutto di processi cognitivi lunghi secoli che hanno frantumato proprio questi modelli alla ricerca di una caratterizzazione individuale specifica di ognuno.

    Poi...
    Tu dici che una donna che decide di sua spontanea volontà di far carriera (il mio era un esempio tra tanti, ma lo continuo...) sarà infelice perchè non è lo standard che piace a tanti uomini? E questo dovrebbe dargli infelicità?
    Se è questo che dici, lo trovo davvero bizzarro. Perchè la donna in questione è partita da una libertà che gli ha dato modo di elaborare un desiderio. Desiderio che sta coltivando. Non è detto che il suo desiderio sia di piacere agli uomini. Anzi prendendo il caso di una donna in carriera, che ha scelto liberamente la sua vocazione, ritengo che la sua priorità sia proprio la carriera. E' logico. Quindi non il sesso, l'amore, l'accoppiamento o la famiglia, ma la carriera. E io una persona che lotta per ciò che vuole, la ritengo soddisfatta.

    Ti dirò di più... quando dici > ?Perché?? Beh per il motivo ? lo so per certo ? che non piacerà a tutti gli uomini del mondo come vuole/vorrebbe ogni donna, perché almeno io ? uomo fra tanti ? la vedo/la vedrei brutta/decisamente brutta? io ci noto ancora una visione non da ottimista scettico, ma da maschilista che ritiene la donna ancora animale nato per dare piacere al suo maschio.

    Poi magari non ho capito il tuo post... e allora ritiro tutto 🙂


  • User Attivo

    :ciauz:

    ?Ma trovo complesso ingarbugliare concetti??: forse intendevi dire ? amando il linguaggio ?comunicativo? ? che trovi ingarbugliante complicare il linguaggio come faccio?

    ?? sapevo di un animale che dopo l'accoppiamento mangia o uccide il compagno...?: perché non hai esemplificato ? in linea con il nostro contendere ? che sapevi di animali/femmine che dopo l?accoppiamento uccidono i loro maschi? (Ci leggo un po? di partigianeria. E comunque vallo a dire a pikadilly!)

    ?Già questo penso sia uno spunto in quanto anche in natura non si può generalizzare. E sono tante le eccezioni.? Beh, qui mi trovo invece io ?in difficoltà?, giacché il buon senso linguistico mi consiglia: ?Già questa amantide ? penso ? è un?eccezione in quanto ecc. e spunti del genere se ne trovano dovunque.?

    Inoltre posso condividere che l?uomo sia un ?animale atipico?; e sia dotato non solo di istinto, ma anche di ragione (tante grazie!? ? per quanto ho i miei dubbi). E perfino condividere che l?uomo possa scegliere di agire o istintivamente o razionalmente? (Su questo binario ? istinto e ragione ? ho scritto quasi un libro; qui mi limito a considerare l?istinto umano di derivazione animale sì ma, evolvendo, tale da proiettarci nel trascendente e nel divino; mentre la ragione ? finita a dogma ? ha gettato Umanità e Terra nei disastri che conosciamo) Pur tuttavia non è questo il punto? Ancora mi stupisco linguisticamente che ?? i vari ragionamenti nei secoli passati hanno portato a questo tipo di società.? ? frase che andrei decifrando nel modo seguente: ?È la ragione (non l?istinto) variamente praticata nei secoli che ci ha portato al tipo di società di oggi.? Per cui ancora grazie infinite: non lo sapevo. ?Altrimenti potrei immaginare una società ferma all'era preistorica.? ? ma no/che mi dici/mi sento toccato da una rivelazione?!!

    Che poi la tua posizione sia contrastante con la mia sono contento ? credimi. Però devo anche ammettere fra me e te una convergenza da sbraco quando mi dici: ?? non solo la donna, ma tutti gli esseri umani non sono proprio fermi al modello biologico.? Ennesima rivelazione/grazie: sapevo bene che potevamo anche andare a braccetto tranquillamente! E tuttavia una precisazione d?obbligo la devo fare, che ci riallontana: io non ho parlato di ?fermi? al modello biologico, ma di ?legati? al modello biologico. E tra fermo nel senso di calcificato/immobile (non esiste niente d?immobile nel mondo, neppure dio) e legato nel senso di derivato (non esiste niente nel mondo che non sia derivato da altro) ce ne vuole.

    E aggiungi altre cose ma mi sono stancato di tediarti.

    Dici ancora ?bizzarro?? Ed è vero, in parte.

    E mi dài infine del ?maschilista?? No/senti: puoi dirmi t. di c. e f. di p. (tante volte, per me stesso, mi dico che sono un esse/ti/erre); ma maschilista no/mai! Sono al contrario un femminista radicale? (Magari più intelligente, visionario alquanto e filosofo inaudito tanto che una femminista di quelle rancide/vecchia maniera se lo sogna/se lo sognerebbe.)

    eu.ro

    :ciauz::ciauz::ciauz:


    Buongiorno, vorrei dire al mondo che non c?è più crisi di mentalità chiusa!


  • User Attivo

    mi è arrivata l'email del tuo messaggio, mentre sono a lavoro? mi sono detto vado la leggo e poi gli rispondo stasera! Non ci sono riuscito! 😄

    Come prima cosa non volevo fare nessun tipo di rivelazione e mi scuso nel caso abbia detto banalità, ma mi sembravano concetti da puntualizzare e che non erano ancora venuti fuori.
    Quando ho detto ?ingarbugliare concetti? intendevo ingarbugliare concetti, altrimenti scrivevo ingarbugliare il linguaggio. A volte la forma è sostanza e nelle discussione spesso semplificare il linguaggio vuol dire semplificare il concetto. Ma non è questo il tema di discussione?

    ?? sapevo di un animale che dopo l'accoppiamento mangia o uccide il compagno...?: > perché non hai esemplificato ? in linea con il nostro contendere ? che sapevi di animali/femmine che dopo l?accoppiamento uccidono i loro maschi? (Ci leggo un po? di partigianeria. se leggi bene quello è quello che ricordavo io? posso ricordare anche male. Poi google ha fatto la sua funzione!

    ?Già questo penso sia uno spunto in quanto anche in natura non si può generalizzare. E sono tante le eccezioni.? > Beh, qui mi trovo invece io ?in difficoltà?, giacché il buon senso linguistico mi consiglia: ?Già questa amantide ? penso ? è un?eccezione in quanto ecc. e spunti del genere se ne trovano dovunque.? questo non l?ho capito, ma ti sottolineo (visto che te lo fai con me! :D) la parola ?mantide?.

    ha gettato Umanità e Terra nei disastri che conosciamo) non sono minimamente d?accordo. Non parlerei di disastri in quello che ha fatto l?uomo, anzi. Si è messo in moto per migliorare le sue condizioni e, nonostante debba fare ancora tanto, io penso che cose buone siano state fatte. ?meno male eri ottimista!!

    Su questo:

    io non ho parlato di ?fermi? al modello biologico, ma di ?legati? al modello biologico. E tra fermo nel senso di calcificato/immobile (non esiste niente d?immobile nel mondo, neppure dio) e legato nel senso di derivato (non esiste niente nel mondo che non sia derivato da altro) ce ne vuole. Posso darti anche ragione. Io ho sbagliato parola. Ma pensavo che, un essere umano filosofeggiante come te e che ha ben chiaro in mente che niente sia fermo/calcificato in natura, potesse arrivare a capire il senso della frase, invece che fermarsi alla parola. Ma hai ragione. Le parole sono importanti e mi correggo. Tuttavia riformulando viene che nel 2007 per me siamo ancora troppo legati al modello biologico di cui parli e che spero vada a sparire. Non dobbiamo essere legati a nessun modello. Quale modello?

    Infine?
    Io non volevo darti del maschilista, ma ho percepito dalle tue righe, che riprendo di nuovo,

    Beh per il motivo ? lo so per certo ? che non piacerà a tutti gli uomini del mondo come vuole/vorrebbe ogni donna, perché almeno io ? uomo fra tanti ? la vedo/la vedrei brutta/decisamente brutta? (Quindi ?impraticabile? anche se è una gran f. Che lei dovrebbe essere insoddisfatta perché te, uomo fra tanti, hai un altro modello di donna in testa. Il tutto perché fa della sua vita cosa vuole, ?far carriera?. Di conseguenza sono spinto a pensare che per essere bella per te e per i tanti uomini, debba rinunciare a fare carriera, quindi essere infelice perché non è quello a cui si vuole dedicare.


  • User Attivo

    Hai ragione!... nella scivolata in 'amantide' per mantide (che cade per altro nell'appunto che ti rivolgo meno opportuno) c'è un po' della mia saccenteria. E pur tuttavia in ogni errore che si fa, piccolo o grande che sia, c'e sempre una ragione. Il mio/piccolo, in questo caso, lo spiego come un lapsus freudiano... (pensando magari alla donna - pregiudizio!... lo riconosco - che in una ipotesi tra le migliori sa essere, con l'uomo, 'amante'/soltanto amante). Ciao, continua a correggermi - mi piace! eu.ro P.S. Ma vedi... - sopra stavo per scrivere 'froidismo' (sarebbe stato un altro lapsus, perché amo la mia lingua - che si pronuncia come si scrive in genere - e detesto tutte le altre che con barbarismi, prestiti ed invasioni la stanno distruggendo).

    :sbav::mmm::ciauz:


  • User Attivo

    ritengo le lingue una massa fluida in continuo cambiamento. Quindi non vedo niente da distruggere, ma un semplice e continuo rimodellamento dato dai tempi. Il nostro è un periodo storico fortemente condizionato dall'Europa Unita e dalla volontà di eliminare confini all'interno dell'area europea. Quindi penso sia normale fare nostri alcuni vocaboli di lingue molto usate e che spesso riassumono in una parola quello che in italiano sarebbe dato da un concetto.
    Il caso "Freud" non è, tuttavia, il caso di cui parli. Puoi dirmi di parole come business, feedback, stage, ma non del freudismo. Il freudismo è una teoria scientifica che prende il nome dal suo primo esponente. Non la potevi chiamare altrimenti.

    Non hai risposto ai tanti punti del mio post, limitandoti a quello meno importante...


  • Super User

    La storia della carriera è decisamente particolare.

    Si potrebbe intendere una donna in carriera in due modi, una che pensa SOLO a quello come tanti uomini e lascia indietro tutto il resto. Io personalmente non lo condivido ne nell'uomo ne nella donna, ma sono scelte personali.

    Un altra visione della "carriera" è l'idea che una donna/persona abbia una passione, studi anni per arrivare a fare un lavoro che gli dia cmq soddisfazione e se lo fa bene gli venga riconosciuto il suo merito e di rimando "faccia carriera". A volte ho la sensazione che per donna in carriera non si indichi solo la prima ipotesi, ma bensì anche la seconda. E dunque quasi un voler negare che la donna possa fare qualcosa di diverso da quello che è lo stereotipo classico donna/casa/famiglia.
    Ci sono tanti uomini, perfortuna, che trovano "bella" una donna che si sente felice e realizzata per quel che fa e le scelte che ha potuto in libertà prendere.

    Ora mi chiedo, come si può pensare di poter "concedere" o "chiedere" diritti sanciti peraltro dalla costituzione italiana partendo dalla domanda "do fastidio a qualcuno?". In verità me ne frega poco se il maschilista retrogrado si trova in difficoltà, è un problema suo, ne tanto meno ho interesse a piacere a un uomo simile. Per altro non capisco bene da dove esca l'idea che una donna voglia piacere a TUTTI gli uomini, ci sono certe bestie in giro. Così come non credo un uomo voglia piacere a tutte le donne... e poi siamo sempre li, uomo-donna. Io non voglio piacere a TUTTE le persone aldilà del loro sesso.


  • User Attivo

    ?Il freudismo è una teoria scientifica che prende il nome dal suo primo esponente.?
    Dopo di che ogni individuo dovrebbe sentirsi ? veramente! ? più cognitivo e realizzato.

    ?Il caso ?Freud? non è, tuttavia, il caso di cui parli.?
    Per me Freud non costituirà mai un ?caso?, tanto meno il caso che mi attribuisci. Io ho detto precedentemente ?? in ogni errore che si fa, piccolo o grande che sia, c'e sempre una ragione. Il mio/piccolo, in questo caso [ma intendendo errore grammaticale: amantide per mantide], lo spiego come un lapsus freudiano...? E lo dispiego anche. D?altra parte so bene che l?espressione latina suona ?lapsus linguae?, ma si usa dire anche lapsus freudiano in quanto, per Sigmund Freud , chi fa errori parlando/scrivendo, o agendo, dimostra conflittualità interne e inconsce tali per cui si va a dire/scrivere o fare proprio quello che non si vorrebbe. E lo ri/dispiego e lo ri/dispiego!?

    ?ritengo [prego ? l?iniziale maiuscola!] le lingue una massa fluida? Il nostro è un periodo storico fortemente condizionato dall'Europa Unita? Quindi penso sia normale fare nostri alcuni vocaboli di lingue? riassumono in una parola quello che in italiano sarebbe dato da un concetto.?
    Per come vanno le cose, ne devo prendere atto (purtroppo). Io, tuttavia, non mi rassegno a che la nostra lingua diventi un mucchio di foglie secche che va imputridendosi alle prime piogge: ogni lingua/madre resta per me la vera anima del popolo che l?esprime.

    ?Non hai risposto ai tanti punti del mio post, limitandoti a quello meno importante...?
    Quali? Del tipo: "se leggi bene quello è quello che ricordavo io? posso ricordare anche male. Poi google ha fatto la sua funzione!"? Devo dire la verità: non riesco ad entrare ? per i miei limiti ? in questo tipo di codice del linguaggio. Una cosa tuttavia vorrei aggiungerla: ho capito finalmente che in questo topic di Andrez (che ha preso spunto da alcune mie frasi provocatorie) non si è sviluppata equilibratamente la disputa ?filosofeggiante? ed ?estetizzante? (e pur sempre in chiave provocatoria e paradossale) che erroneamente ? mea culpa! ? avevo immaginato/previsto. Ma gli interventi sono stati etici, a volte seriosi, perfino moralistici; ed io? Beh, un tipo come son fatto, in una discussione come questa, è poca cosa, perfino inopportuna e fa bene a soprassedere.
    eu.ro


    Buonanotte!? (Ad un prossimo topic.)


  • User Attivo

    Nel mio post del 21-11-07, 18:03 penso d'aver parlato abbastanza da meritare qualche riposta 🙂
    Rileggendo non concordiamo su "i disastri di Umanità e Terra", sul "modello biologico" e su come mi sei sembrato con quella frase 🙂 ...pensavo di continuare a parlare di questi punti. 😉

    Comunque...

    ?Il freudismo è una teoria scientifica che prende il nome dal suo primo esponente.?
    Non volevo scoprire l'America, ma solamente spiegare perchè si chiama freudismo. Visto che te stavi criticando sulla scelta di nomi derivanti da lingue straniere. E anche per questo l'ho chiamato "caso". Non perchè volessi sminuire Freud, ma perchè per supportare la tua tesi hai scelto un esempio sbagliato. E' come se in Inghilterra parlando della Breccia di Porta Pia, dicessero "I GaribaldAIni" perchè non vogliono prendere parole dall'Italia. Sul caso di "clown" che si può dire anche pagliaccio è già diverso...
    Caso freudismo
    Caso GaribaldAIni
    Caso clown
    Per questo l'ho chaimato caso!

    La lingua è una caratteristica della nazione che la parla. Senza dubbio. Hai ragione. Ma penso che sia, comunque, in continuo cambiamento. In Italia c'erano tanti dialetti poi l'italiano. In Francia lingua d'oc e d'oil che è diventato il francese, tra qualche decennio è probabile si scriva qualcosa misto tra inglese e francese, magari con la trasformazione di alcune parole grazie al linguaggio degli SMS: "Cmq/tt bene/grz/msg" etcetc. Ovviamente ipotizzo.

    La cosa che più mi dispiace è (nel caso abbia contribuito anche io:) ) la demotivazione di euroscini nel seguitare la discussione.

    A Vamp dico che ovviamente una persona ha bisogno anche di altre soddisfazioni oltre alla sua priorità. Se una donna è in carriera non le basterà essere realizzata solo lì. Cercavo di estremizzare proprio per dare risalto al fatto che a questo estremo era ancora meno importante piacere a tutti gli uomini. Giustamente è giusto ( 🙂 ) fare casi reali. Quindi ipotizziamo (se vogliamo continuare questo esempio) di una donna che ha come priorità la carriera per il 70% e nel 30% ci sono: un uomo, un figlio e genitori. Va bene come caso classico? 😄
    Anche in questo caso non vedo la voglia di piacere a tutti o tanti uomini. Ciao Vamp 😉


  • Super User

    Voglio anch'io ringraziare Euroroscini per averci dato l'opportunità, diciamo lo spunto, di approfondire la tematica relativa agli ultimi e più recenti aspetti di questi decenni di emancipazione femminile, rapportandoli al concetto di essere donna-femmina; dell'essere donna e femmina.

    La descrizione introduttiva di Andrez, per certi versi agghiacciante, ci mostra un quadro d'insieme dove alla donna semplicemente non è stato concesso di essere in quanto tale ma solo di esprimere precisi modelli preconfezionati e ad essi attenersi scrupolosamente.

    Era questa una situazione abbastanza diffusa nel mondo occidentale ma che ha trovato in Italia particolari favori grazie alla forte influenza della Chiesa da una parte e delle classi borghesi dall'altra.

    Per chi per tanti anni è stato abituato a non avere liberi riferimenti d'appartenenza, modelli da valutare ed eventualmente seguire ma solo l'obbligo di adeguarsi a quelli imposti, diviene tutt'altro che facile inventarne e costruirne uno e poi rendergli pure possibile l'interagire, in modo competitivo (!) con la società.

    Può darsi che alcune donne che hanno scelto il modello carrierista, ed i modi duri e senza scrupoli che esso pretende, abbiano perso (o solo distratto) l'immagine tipicamente femminile dell'affettuosa dolcezza da Angelo del Focolare, tuttacasaechiesa-acquaesapone che molte di noi hanno avuto da bambine e che altrettanti maschietti hanno adottato come riferimento-obiettivo di quella che doveva divenire la madre dei loro figli.

    E' evidente come tanti di loro oggi debbano fare i conti con una situazione frustrante di perdita di riferimenti; chi sono loro maschietti realmente oggi?

    E che modello di donna cercare per affidargli la crescita (!!) dei propri figli?

    Che le carte andassero rimescolate non vi sono dubbi.
    Il difficile ora semai è ricostruire questi modi di essere per entrambi, sia dell'uomo che della donna. Individuare obiettivi di convivenza compatibili con la reciproca dignità.

    Ho avuto più volte nella mia vita l'opportunità di vivere intense esperienze di vita come manager assieme ad un maschietto ( 😄 ) ed è stato per tante volte veramente gratificante per entrambi accorgerci di come le nostre particolari differenze (io molto più dubbiosa e riflessiva, lui più tenace e pronto all'azione) ci consentivano di vedere le varie realtà dei fatti e delle cose da punti di vista molto diversi e complementari, e consentire così, l'uno all'altra, di meglio comprendere e completare analisi che singolarmente sarebbero state spesso inefficaci ed a volte errate.

    Ed ottenere a volte complici successi, spesso usati come esempio di convivenza con i nostri figli 🙂

    Recentemente una di queste esperienze mi ha permesso di vivere a stretto contatto con le donne Thai.

    L'immagine che arriva in Europa non è proprio corrispondente alla loro reale realtà.
    Pudicissime e fortemente morigerate, lo sono di fatto per scelta soggettiva e mai per imposizione della società, che è anzi estremamente tollerante e comprensiva di ogni differente e particolare scelta individuale.

    Mostrano un rapporto assolutamente alla pari con l'uomo al quale sanno essere letteralmente devote in modi a noi inimmaginabili, quando lo amano contraccambiate, ma pronte e riprendersi la loro piena autonomia alla fine di un rapporto.

    Questa loro profonda e sincera quanto passionale capacità alla devozione del loro uomo (ma sempre con un altissimo livello di dignità) è il vero motivo di preoccupazione per le donne occidentali che di fronte ad esse sentono pesantemente di non saper più essere donne in quel modo, e che porta tanti ragazzi europei a fare scelte drastiche e cambiare la loro vita.

    Mi hanno insegnato molto.
    Ed ho capito quanto sia possibile essere donne manager e pure fare carriera senza dimenticare la nostra interiore femminilità, ognuna nella sua atipica e particolarissima soggettività, e ritrovando dentro di noi l'ancestrale potenza del saperci dare con tenera dedizione ed amare profondamente, con tutte noi stesse chi ci ama, ci rispetta e crede in noi.