• User Attivo

    @Catone said:

    Uh avevo capito il contrario dal tuo primo post, scusa non ho letto bene. 🙂 Beh, in tal caso, io cercherei di evitarlo come la morte, ma Kya lo sai non sono un merchant, almeno per il momento! 😉

    Mea culpa Catone.

    Ho dato per scontato che fosse chiaro che se si emette fattura si è tenuti a richiedere il codice fiscale, al contrario di quanto accade se si tiene il solo registro dei corrispettivi. 🙂


  • User Attivo

    @Kya said:

    La tenuta del registro dei corrispettivi è tanto regolare quanto la fattura.

    Scusa... sono stato impreciso quando ho scritto... l'argomento mi interessava ma avevo anche un pò di sonno 😄

    Io facevo il paragone tra la fattura... ed il nero 😉
    Io preferisco la fattura e cerco di fare capire al cliente che per entrambi è importante.
    A seconda dei metodi di spedizione (così mi hanno spiegato alle poste), la fattura di accompagnamento è una prova per chiedere risarcimenti in caso di danni durante il trasporto, naturalmente se la spedizione è assicurata. 🙂


  • User Attivo

    Ciao,

    Premesso che esistono altri documenti di trasporto per comprovare la spedizione, ricezione etc ( vedi AWB, DDT, borderò) io dal 1° Gennaio eviterò di emettere fattura ai clienti italia come si evita la peste ed userò l'annotazione nel registro corrispettivi.

    No chiederò **mai **ad un cliente in procinto di acquistare da me nessun dato che non sia strettamente necessario.

    Manterrò invece la fattura accompagnatoria per clienti UE ed extra UE.


  • User Attivo

    @Catone said:

    In ogni caso credo sia un grosso errore richiedere l'inserimento di tutti i dati personali per il solo accesso al sito. Mi spiego: il mio ecommerce ideale dovrebbe essere navigabile immediatamente solo richiedendo login e password. Una volta che viene immesso il prodotto nel carrello, effettuata la fase di checkout, allora si possono richiedere i dati al cliente quali nome, cognome, piva o cod. fisc. In questo modo si è già conclusa il 50% della transazione e i ripensamenti dovrebbero essere in minima percentuale.

    Probabilmente non conosci tutti i casini delle espotazioni e delle triangolazioni.

    Se non conosci dove devi fatturare e dove spedire diventa arduo dare il costo reale dell'ordine specialmente se offri + metodi di spedizione.

    Da noi puoi vedere tutto il negozio e mettere i prodotti nel carrello il tutto IVA esente ma se non ti registri e ti logghi non conoscerai mail l'importo vero dell'ordine.

    Poi naturalmente dal 2° ordine tutto diventa veloce.

    Ciao

    Sèvero


  • Super User

    @Catone said:

    Dipende da come viene sviluppato il form di iscrizione/registrazione. Io sto pensando da giorni ad un form completamente in Ajax che, anziché sbatterti in faccia tutti i campi in una volta sola, ti richieda la compilazione interattiva di un campo alla volta, con continui help in linea e un controllo della digitazione in tempo reale.

    Peccato che non abbia nessun sito di E-Commerce in gestione!😢

    io ci metto l'ecommerce e tu il form in ajax. ci stai? 😄


  • User Attivo

    Non mi risulta che i baristi si segnino il codice fiscale di centinaia di clienti ogni giorno, se vendi ad un privato dovrebbe bastare il registro di corrispettivi.
    Comunque credo che nel forum fisco oppure dal tuo commercialista puoi avere una risposta più certa della mia.


  • User Attivo

    @RockyMountains said:

    Non mi risulta che i baristi si segnino il codice fiscale di centinaia di clienti ogni giorno, se vendi ad un privato dovrebbe bastare il registro di corrispettivi.
    Comunque credo che nel forum fisco oppure dal tuo commercialista puoi avere una risposta più certa della mia.

    A parte il fatto che i baristi non svolgono attività di e-commerce, è certo che nel commercio online basta la tenuta del registro dei corrispettivi. Non è questo il problema in discussione.

    Il fatto è che la maggior parte dei merchant ha sempre utilizzato la fattura perchè estremamente più comoda del registro, ma è anche vero che fino ad ora la fattura non richiedeva necessariamente l'indicazione del codice fiscale. Dopo l'entrata in vigore di questa norma invece le cose sono cambiate.

    Qui si stava discutendo dell'opportunità di utilizzare un metodo piuttosto che l'altro (ragionando sulla psicologia del cliente) partendo dal presupposto evidente che sono entrambi validi dal punto di vista fiscale.


  • User Attivo

    Si, ma i negozianti e gli esercenti che hanno clienti privati (fra cui i baristi x fare un esempio) in genere non fanno fattura anche se potrebbero farla, probabilmente LORO trovano più comodo il registro dei corrispettivi (+ scontrino x loro), così LORO non sommergono il commercialista di un numero esagerato di fatture e quindi di registrazioni.

    Non so per quale motivo, ma dando per scontato che invece per te ed altri gestori di siti di e-commerce è più comoda la fattura, comunque dal punto di vista psicologico come privato l'unica cosa che non mi piacerebbe è che tu comunichi al fisco le mie generalità come tuo cliente (quindi se fai la fattura, sempreché pure i privati vadano segnalati).


  • Super User

    il vero punto della questione, a mio avviso, é: ma siamo sicuri che serve il codice fiscale per emettere fattura?


  • User Attivo

    @RockyMountains said:

    Si, ma i negozianti e gli esercenti che hanno clienti privati (fra cui i baristi x fare un esempio) in genere non fanno fattura anche se potrebbero farla, probabilmente LORO trovano più comodo il registro dei corrispettivi (+ scontrino x loro), così LORO non sommergono il commercialista di un numero esagerato di fatture e quindi di registrazioni.

    Per ilcommercio diretto è obbligatorio il Registratore di cassa, eid oltre non devono gestire il Diritto di regesso, per tuttue leforme di commercio Indiretto l'unico obbligo vero è il Registro dei Corrispettivi che puoi non tenere se emetti fattura.

    @RockyMountains said:

    Non so per quale motivo, ma dando per scontato che invece per te ed altri gestori di siti di e-commerce è più comoda la fattura, comunque dal punto di vista psicologico come privato l'unica cosa che non mi piacerebbe è che tu comunichi al fisco le mie generalità come tuo cliente (quindi se fai la fattura, sempreché pure i privati vadano segnalati).

    Guarda che sino a non molti anni fà era obbligatorio specificare in fattura il CF, ma poi era stato tolto.
    Se emetti fattura in ogni caso comunichi al fisco i dati dei clienti sia privati che non.
    La norma non altro che reintrodurre il CF.

    Ciao

    Sèvero


  • User Attivo

    @must said:

    il vero punto della questione, a mio avviso, é: ma siamo sicuri che serve il codice fiscale per emettere fattura?

    Si Must. Questo è l'unico punto fermo. 🙂

    Nel momento in cui lo stato ti richiede con la recente riforma di trasmettere l'elenco clienti/ fornitori (anche privati) con cui hai intrattenuto rapporti commerciali nell'anno precedente e ti chiede di inserire in quell'elenco i loro dati compreso il codice fiscale, direi che il problema non si pone nemmeno.


  • User Attivo

    @RockyMountains said:

    Si, ma i negozianti e gli esercenti che hanno clienti privati (fra cui i baristi x fare un esempio) in genere non fanno fattura anche se potrebbero farla, probabilmente LORO trovano più comodo il registro dei corrispettivi (+ scontrino x loro), così LORO non sommergono il commercialista di un numero esagerato di fatture e quindi di registrazioni.

    Non devi equiparare i negozianti normali (tra cui i baristi) con chi vende online, le normative da seguire sono diverse!
    Chi vende su internet deve garantire al cliente la possibilità di esercitare il diritto di recesso. Se uno mi fa recesso ed io non ho emesso fattura non posso nemmeno emettere la nota di accredito ed ho dei grossi problemi con l'IVA.

    Non so per quale motivo, ma dando per scontato che invece per te ed altri gestori di siti di e-commerce è più comoda la fattura, comunque dal punto di vista psicologico come privato l'unica cosa che non mi piacerebbe è che tu comunichi al fisco le mie generalità come tuo cliente (quindi se fai la fattura, sempreché pure i privati vadano segnalati).

    Togli pure il *sempreché pure i privati vadano segnalati. *Vanno segnalati, punto.

    Se l'idea che io comunichi i tuoi dati al fisco non ti piace sei sempre libero di non comprare online. Ma fino ad oggi la maggior parte dei negozi che vendono su internet ha sempre fatto fattura, e quindi il nome dei clienti era comunque visionabile da qualsiasi controllo di tipo fiscale.


  • User Attivo

    @Kya said:

    Ma fino ad oggi la maggior parte dei negozi che vendono su internet ha sempre fatto fattura, e quindi il nome dei clienti era comunque visionabile da qualsiasi controllo di tipo fiscale.

    Un conto è che le mie generalità finiscano stampate nella tua fattura conservata presso il tuo commercialista e quindi che si può sapere che sono tuo cliente (ma non si può risalire facilmente a tutti i negozi presso i quali ho acquistato) nella poco probabile ipotesi di un controllo (non informatico) da parte della finanza.
    E questo per le vecchie fatturazioni e per chi usa il reg. corrispettivi.

    Un altro conto è che le mie generalità finiscano nell'elenco dei clienti che il tuo commercialista trasmetterà via telematica all'amministrazione finanziaria, e che quindi, ipoteticamente, qualcuno senza spostarsi dal computer potrebbe sapere tutti i negozi online (che fatturano ai privati) presso i quali ho acquistato.

    Le uniche variabili che metti in gioco sono
    fornire il codice fiscale <- vs -> perdere tutti i vantaggi della fattura
    e tutti gli altri sono punti fissi

    Io invece non ho problemi a fornire il mio codice fiscale.
    I problemi per me sono altri, ma li ho già detti.


  • User Attivo

    O sono OT i miei neuroni (beh, di domenica sera... sì, probabile) o forse c'è finito il 3d: il focus di questa discussione non era sull'elemento psicologico della richiesta del codice fiscale come inibizione alla vendita?
    Poi magari ho capito male io. 🙂

    Punto fermo: il codice fiscale sarà obbligatorio.
    La Legge 248/06 reintroduce l?obbligo da parte dei titolari di p. iva di presentare gli elenchi di fornitori e clienti, non ci piove.

    A questo punto, come questo fattore influenzerà le vendite?


  • User Attivo

    Mi scuso se ho introdotto nuovi elementi di valutazione x la scelta "fatturazione <> reg. corrispettivi" oggetto del topic, quale quello della privacy, con tutti questi vs punti fermi i margini di discussione sono veramente ridottissimi.
    [/OT]
    Per me calano le vendite, ma di poco poco.
    OK?
    Ciao


  • User Attivo

    @RockyMountains said:

    Mi scuso se ho introdotto nuovi elementi di valutazione x la scelta "fatturazione <> reg. corrispettivi" oggetto del topic, quale quello della privacy, con tutti questi vs punti fermi i margini di discussione sono veramente ridottissimi.
    [/OT]
    Per me calano le vendite, ma di poco poco.
    OK?
    Ciao
    I punti fermi li mette la legge.
    Indubbiamente sarebbe più comodo per tutti (cliente e merchant) non richiedere niente al privato, ma da gennaio non si potrà più fare.

    Comunque è probabile che richiedendo tutti i negozi il codice fiscale, in modo particolare i big, effettivamente non si registrino delle difficoltà nelle vendite e il cambio non sia poi così traumatico, soprattutto se il form di richiesta dei dati per la fatturazione sarà ben fatto.

    Eventualmente potrebbe essere carino implementare nel form un js che spieghi con chiarezza e semplicità al cliente il motivo della richiesta del codice fiscale: verificando la correttezza e puntualità del rivenditore, non vedo perchè il cliente dovrebbe abbandonare l'acquisto.

    Certo che se poi buona parte dei merchant continua a non richiedere il codice fiscale, come sta accadendo per la fuffa della privacy nei confronti della quale la maggior parte dei siti (e-commerce o meno) non è in regola...


  • User Attivo

    @'Alessio [OkPrezzi.it said:

    ']I punti fermi li mette la legge.
    Indubbiamente sarebbe più comodo per tutti (cliente e merchant) non richiedere niente al privato, ma da gennaio non si potrà più fare.

    Si infatti, sto punto fermo è proprio scomodo, ma è diverso da quello di Kia il quale stabilisce che se si passa al registro dei corrispettivi non c'è bisogno di chiedere il codice fiscale.
    Dopo tutte le risposte sbagliate che ho dato (vabbé, che volete, c'ho provato!) sono curioso di sapere la risposta giusta alla domanda del topic:

    Conviene fatturare (con codice fiscale) o passare al registro dei corrispettivi (senza codice fiscale)?


  • User Attivo

    @RockyMountains said:

    Si infatti, sto punto fermo è proprio scomodo, ma è diverso da quello di Kia il quale stabilisce che se si passa al registro dei corrispettivi non c'è bisogno di chiedere il codice fiscale.

    Guarda che è vero, stando alle attuali normative, se non emetti lafattura ma compili il librodei corrispettivi non devi chidere il CF.
    E' solo l'emissione della fattura che lo rende obbligatorio.

    Ciao

    Sèvero


  • User

    vedo che nn sono l'unica a pensare che il codice fiscali ostacoli le vendite. Per ora noi gestivamo l'emissione delle fatture per ogni singola vendita. Ora vi pongo 2 domande:

    1. Evitando l'emissione delle fattura rimane: ricevuta fiscale - nota spesa ?? Differenze e registrazione nei corrispettivi? Ci saranno delle voci imponibile e altre no.. vedi spese di spedizione addebitate al cliente
    2. come gestisco i resi?

    Grazie


  • Bannato Super User

    Il codice fiscale viene generato secondo dei parametri ben precisi, delle regole insomma....

    Infatti quando si diventà papà e si devono fare per il pargolo tutte le registrazioni del caso, dati anagrafici ecc... nel momento in cui si richiede il codice fiscale, l'impiegato dell'ufficio utilizza un software e non certo dei codici random 😄

    Morale:
    http://www.linklavoro.it/index.asp?f=generatore_codice_fiscale.asp

    :ciauz:

    Io ho cercato di spiegare nei miei siti di ecommerce che è importante lasciarci il codice, però aggiungendo... se hai fretta dimmi almeno la tua data di nascita e luogo di nascita, penseremo noi per te a richiedere il CF al comune.