Non sono sicuro che il mio quesito riguardi proprio questo forum, ma dal momento che riguarda il Web, in particolare il pagamento elettronico sul Web, e la legge, in particolare le leggi di tutela dei cittadini, non penso di essere proprio nel posto sbagliato.
Vado dritto al problema: alla fine di settembre ho acquistato un componente hardware presso un nota ditta che vende articoli informatici sul web.
Ho pagato tramite carta di credito e ho fornito gli estremi per la fatturazione per poter scaricare l'iva sulla mia attività.
Dopo 40 giorni dalla data di ordino e pagamento dell'articolo e dopo 7 email inviate per chiedere informazioni sulla spedizione del pacco, a cui loro hanno risposto una sola volta in modo molto vago, ho deciso di contattare il call-center della ditta per chiedere spiegazioni: dopo due telefonate effettuate, la loro risposta è sempre la stessa "lasci un recapito telefonico che le faremo sapere":x. Quello che volevo sapere è come potevo fare per far valere i miei diritti per i gravi disagi arrecatomi: come ci si comporta per la mancata consegna, visto che sono passati ben 40 giorni? A questo punto gradirei essere rimborsato della somma pagata.
Grazie mille a chiunque vorrà rispondermi.
fabio8019
@fabio8019
Post creati da fabio8019
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Chiedere Rimborso Per Mancata Consegna
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RE: Che senso ha quel 4% in fattura?
Gentile Dott. Malagoli, grazie per la competenza e tempestività con cui scioglie i miei dubbi fiscali.
Grazie ancora e cordiali saluti. -
RE: Che senso ha quel 4% in fattura?
Gentile Dott. Malagoli, grazie per la competenza e tempestività con cui scioglie i miei dubbi fiscali.
Grazie ancora e cordiali saluti. -
Che senso ha quel 4% in fattura?
i lavoratori autonomi sono obbligati al versamento, per la gestione separata INPS, del contributo del 10 % commisurato ai redditi netti risultanti dalla dichiarazione annuale resa ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e degli accertamenti definitivi. Come previsto dal DL n. 295 del 1996, i lavoratori autonomi "hanno titolo" (è a loro discrezione) ad addebitare ai committenti, in via definitiva, una percentuale nella misura del 4% per cento dei corrispettivi lordi.
Vado alla mia domanda:far valere tale diritto in fattura può costituire convenienza per il lavoratore, in quanto costituisce maggiorazione, ma, se in base a direttive di contratto, ci si deve muovere all'interno di una somma ben precisa, quale utilità può esserci ad addebitare al committente questo 4% quando questo è introdotto dallo scorporo della base imponibile?
Mi spiego meglio: se un contratto prevede, a fronte di un servizio, l'elargizione ad esempio di 10.000 euro in rate bimestrali, quindi un imponibile di 1.666,67 euro a bimestre, che senso ha, come ha fatto il mio commercialista, far presente questo 4% sotto la voce "Contributi Prev.le L. 335/95 pari al 4%, quando questo 4%, in questo caso 64,10 euro, è ricavato dal 1.666,67 euro (1.602,57 + 64,10), quindi non costituisce maggiorazione, invece che aggiungerlo a 1.666,67? A mio parere, se impossibilitato a far valere quel 4% come maggiorazione sui compensi lordi, perché ci si deve muovere all'interno di una somma fissata in contratto, che senso ha farlo presente in fattura, visto che sempre e comunque i contributi previdenziali sono sempre e comunque io, il lavoratore autonomo, tenuto a pagarli?
Spero che qualcuno abbia sufficiente pazienza, e perché no compassione:), per risolvere questo mio dubbio.
Grazie di cuore e cordiali saluti. -
Scrivere Appunti Con Tavoletta Grafica
Ciao a tutti.
Sto cercando disperatamente, visto che non mi è stato fornito con l'acquisto della penna grafica (Wacom - Volito2), un software, possibilmente freeware, per scrivere appunti sul pc come su un block notes: cosa mi consigliate?
Inoltre, mi potete consigliare i migliori programmi freeware per utilizzare la penna grafica per scrivere promemoria, appunti ecc.
Grazie mille.Fabio
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RE: Vi prego aiutatemi, sono disperato: quel maledetto 4%
Grazie mille per la risposta.:)
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RE: Vi prego aiutatemi, sono disperato: quel maledetto 4%
Dopo aver lasciato questo messaggio nel Forum ho trovato questo link (*) su internet in cui si spiega che il professionista ha facoltà, ma non l'obbligo, di porre il 4% sull 'imponibile come Contributo Previdenziale.
Dal momento che mia intenzione è conservare il rapporto di lavoro ed essere pagato, e non fare della cosa una questione di principio, tutto sta a capire come posso riemettere le vecchie fatture pagando una "piccola" multa:
voi cosa ne pensate? Grazie mille. -
Vi prego aiutatemi, sono disperato: quel maledetto 4%
Volevo porre alla vostra attenzione il mio problema.
Diversi mesi fa stipulai con un' Università Statale un "contratto di affidamento incarico" per svolgere mansioni di tipo segretariale per la durata di 1 anno. Al fine di svolgere la mansione precedentemente menzionata dovetti aprire la partita iva (libero professionista con gestione INPS separata senza regime fiscale agevolato). Il contratto prevedeva l'importo del compenso al lordo delle ritenute fiscali + IVA e l'elargizione del medesimo in rate bimestrali. La fattura, compilata da un commercialista, prevedeva contributi previdenziali al 4 % sull'imponibile lordo, come prescrive la legge 335/95.
La prima e la seconda fattura vennero pagate, ma i problemi sono iniziati a nascere alla presentazione della terza fattura.:xInfatti, alla presentazione di quest'ultima, perfettamente uguale alle prime due, mi venne contestata però la presenza nella fattura della voce che faceva riferimento alla percentuale del contributo nella misura del 4 per cento dei compensi lordi. Inoltre, mi venne contestato anche il calcolo della ritenuta d'acconto del 20%, in quanto, a parere del personale addetto al pagamento della fatture, non doveva essere calcolato anche su quel 4%, ma su l'imponibile, decurtato di quel 4 %, perché loro si appellavano a "fantascientifiche norme interne": in pratica loro volevano che io calcolassi la ritenuta d'acconto sull'imponibile senza quel 4 percento. A quel punto chiesi spiegazioni al mio commercialista che mi confermò che io, in quanto soggetto di attività autonoma, dovevo sottostare alla legge 335/95 pertanto quella percentuale posta sulla fattura era legittima.
Però La risoluzione 11.07.1996, n. 109/E, fornitami dal commercialista per motivare il suo operato, dice che "I professionisti...hanno titolo ad addebitare ai committenti, in via definitiva, una percentuale del contributo nella misura del 4 per cento dei compensi lordi. [...] tale maggiorazione, addebitata in fattura e acquisita a titolo definitivo dal professionista, non può essere considerata alla stregua dei contributi previdenziali che non costituiscono compenso ai sensi dell'articolo 50, comma 1, del T.U.I.R, ma - facendo parte integrante del compenso - deve essere assoggettata al prelievo alla fonte di cui all'articolo 25 del citato D.P.R. N. 600 del 1973 e CONCORRE, inoltre, A FORMARE LA BASE IMPONIBILE DELL'IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO, a norma dell'articolo 13 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.": qui si parla di 4% che "concorre a formare la base imponibile dell'imposta del valore aggiunto" e non della ritenuta d'acconto.Il personale preposto al pagamento, una volta fatte quelle contestazioni sulla formulazione della fattura, mi disse che, non solo dovevo rifare le due fatture vecchie (dopo aver già pagato l'IVA sulle 2 fatture nel mese di Agosto:o) già pagate (senza accorgemene, avevano effettuato il bonifico con l'importo da loro voluto e non quello riportato sulla mia fattura) calcolando la ritenuta d'acconto e il TOTALE DA DARE in base al procedimento sopradescritto, ma, inoltre, se non avessi apportato le modifiche da loro volute, non mi avrebbero pagato e avrebbero chiesto anche l'annullamento del contratto.:o
Ma le loro contestazioni alla mia fattura sono legittime? Possono chiedermi di riformulare la fattura secondo I loro criteri?:?
Per aiutarmi vi faccio vedere la fattura fatta dal mio commercialista:
Maggio- Giugno 1.602,57
Contributo Prev.le L.335/95 pari al 4% 64,10
Totale imponibile 1.666,67
IVA 20% 333,33
TOTALE FATTURA 2000,00
a detrarre ritenuta d'acconto 20% 333,33
TOTALE VS. DARE 1666,67Il personale preposto al pagamento delle fatture vuole
che al posto di 333,33, come ritenuta d'acconto, metta 320,51
e al posto di 1666,67, come TOTALE VS. DARE, metta 1679, 49:
chi ha ragione e chi ha torto? Ma se riemetto le prime fatture con gli importi
da loro voluti, dopo aver versato già l'IVA, non corro il rischio di pagare una multa?
Grazie di cuore per il tempo che vorrete concerdermi.