• User

    Gestione dei link in affiliazione e NoFollow

    Ciao a tutti 😎
    domanda, in particolare come conseguenza dei cambiamenti recenti dell'attributo "NoFollow" : quale è la migliore pratica per la gestione dei link esterni in affiliazione?

    Ossia quando inseriamo nelle nostre pagine un link di affiliazione esterna (che sia generato da un network di affiliazione o con affiliazione diretta con un partner) collegato ad esempio ad un pulsante con la classica CTA "Scopri di più" è preferibile:

    1. dare al link di affiliazione il rel=nofollow

    2. collegare al pulsante con CTA un link interno al nostro sito con redirect 302. Ad esempio link miosito_it/visita_partner che fa redirect a link affiliazione e quest'ultimo con redirect al sito sito del partner finale.

    3. come soluzione al punto 2 ma sostituendo codice 302 con il 301

    4. dare al link di affiliazione il nuovo rel=sponsored

    Che ne pensate?


  • User Attivo

    Ciao,

    per i link in affiliazione, da quello che si è capito, è quasi la stessa cosa lasciare nofollow o sponsored (anche se quest'ultimo è più che altro per i link sponsorizzati o comprati).


  • Community Manager

    Io userei sponsored, così quando un giorno inventeranno il rel=affiliate potrai cambiarli in automatico tutti 🙂


  • Moderatore

    Ciao, io onestamente non farei nulla. Almeno finchè non è chiaro come Google si comporti davanti a questi nuovi tag.

    Loro stessi nelle faq hanno detto di non modificare nulla sui link già esistenti, eventualmente per i nuovi, ma come ho già detto, finchè le cose non saranno più chiare io continuo a comportarmi sempre allo stesso modo.


  • Moderatore

    Ciao zelico,
    @zelico said:

    Ciao a tutti 
    domanda, in particolare come conseguenza dei cambiamenti recenti dell'attributo "NoFollow" : quale è la migliore pratica per la gestione dei link esterni in affiliazione?

    Ossia quando inseriamo nelle nostre pagine un link di affiliazione esterna (che sia generato da un network di affiliazione o con affiliazione diretta con un partner) collegato ad esempio ad un pulsante con la classica CTA "Scopri di più" è preferibile:

    1. dare al link di affiliazione il rel=nofollow

    2. collegare al pulsante con CTA un link interno al nostro sito con redirect 302. Ad esempio link miosito_it/visita_partner che fa redirect a link affiliazione e quest'ultimo con redirect al sito sito del partner finale.

    3. come soluzione al punto 2 ma sostituendo codice 302 con il 301

    4. dare al link di affiliazione il nuovo rel=sponsored

    Che ne pensate?
    Faccio notare che 2. e 3. sono errati secondo le linee guida di Google, o meglio mancanti di un importante pezzetto: la pagina intermedia che fa redirect deve essere bloccata da robots.txt (e a quel punto il tipo di redirect non importa).

    fonte: https://support.google.com/webmasters/answer/66356?hl=it

    Puoi impedire il trasferimento del PageRank in diversi modi, ad esempio:

    • Aggiungendo un attributo rel="nofollow" al tag <a>
    • Reindirizzando i link a una pagina intermedia con accesso bloccato ai motori di ricerca mediante un file robots.txt.

    la stessa risorsa non è stata ancora aggiornata con il nuovo "sponsored", ma sappiamo ci dicono di usare in alternativa "sponsored", oppure "nofollow sponsored" o semplicemente possiamo lasciare "nofollow".


  • Moderatore

    Ciao ho appena controllato il sito di un mio cliente che ha link sponsorizzati Amazon e sono con il nofollow. Nulla vieta che tra 6 mesi sia necessario fare cambiamenti usando i nuovi Tag rel.


  • User

    grazie a tutti per le risposte ed a Federico per la precisazione sui punti 2 e 3.

    al momento l'idea che avevo in mente, considerando anche la novità recente dei nuovi attributi, è quella di lasciare il NoFollow.

    La cosa che ancora mi sdubbia sullo "sponsored" è riferita al messaggio che passiamo a Google.

    Mi spiego meglio (e premetto che non voglio fare dietrologia).

    L'attributo sponsored ha una sua bella differenza sostanziale se si riferisce a un link che pubblico a pagamento sul sito (pratica tra le altre cose da sempre vietata) rispetto a un link di affiliazione.

    Se lo trovo corretto come attributo proprio per un link di affiliazione (anche se come dice Giorgio non mi stupirebbe se uscisse in futuro un bel rel affiliate) non c'è il rischi che il rel sponsored possa penalizzare sia il sito che ospita il contenuto che quello che lo riceve?

    Insomma non si possono (o meglio potrebbero...) comprare link e adesso invece si invita a mettere un bello sponsored sui link venduti (o che comunque rientrano nell'ambito di una transazione commerciale).

    Che ne pensate?


  • Moderatore

    @zelico said:

    Insomma non si possono (o meglio potrebbero...) comprare link e adesso invece si invita a mettere un bello sponsored sui link venduti (o che comunque rientrano nell'ambito di una transazione commerciale).

    Che ne pensate?

    Penso che Google sia in "Conflitto di Interessi" ma non solo per questo ma per tante altre cose. Resta comunque un azienda che offre servizi eccezionali.


  • Moderatore

    @zelico said:

    [...]
    La cosa che ancora mi sdubbia sullo "sponsored" è riferita al messaggio che passiamo a Google.

    Mi spiego meglio (e premetto che non voglio fare dietrologia).

    L'attributo sponsored ha una sua bella differenza sostanziale se si riferisce a un link che pubblico a pagamento sul sito (pratica tra le altre cose da sempre vietata) rispetto a un link di affiliazione.

    Se lo trovo corretto come attributo proprio per un link di affiliazione (anche se come dice Giorgio non mi stupirebbe se uscisse in futuro un bel rel affiliate) non c'è il rischi che il rel sponsored possa penalizzare sia il sito che ospita il contenuto che quello che lo riceve?

    Insomma non si possono (o meglio potrebbero...) comprare link e adesso invece si invita a mettere un bello sponsored sui link venduti (o che comunque rientrano nell'ambito di una transazione commerciale).

    Che ne pensate?
    Scusa zelico, ma mi sembra si faccia un po' di confusione qui.

    Google** non ha mai vietato la compravendita di link**, ha però sempre chiesto di fare in modo che non passassero PageRank (con nofollow, o redirect da pagina bloccata da robots.txt).

    Passare da nofollow a sponsored non cambia nulla, un link a pagamento marcato per non passare PageRank non ti penalizzava prima e non ti penalizza oggi, sia esso rel="nofollow" che rel="sponsored".
    Diverso sarebbe non marcarli in alcun modo. Allora quando un omino di Google va a controllare a manina i link per vedere se ci sono link a pagamento non marcati né con nofollow né con sponsored, sì che ti può punire.
    Ma chi dice all'omino Google di andare a controllare a manina? Può essere una segnalazione utente, o può essere - quello che Google preferirebbe per gestire le cose in larga scala - un sistema di allarme automatizzato che analizza il link privo di attributi nofollow/sponsored, lo riconosce come sospetto link a pagamento e fa partire un controllo manuale.

    Il problema è che in Google anni fa hanno fatto un errore: nofollow era suggerito per diversi utilizzi, e apparentemente così suggerendo si sono trovati - questa è una speculazione, che condivido - a non riuscire in modo efficace a discriminare i vari casi d'uso dell'attributo nofollow.

    Sì, anche i link di affiliazione sono link a pagamento, ma non sono il problema più grosso; sono facilmente riconoscibili anche da algoritmi tradizionali senza tanta intelligenza artificiale:
    hanno degli identificativi riconoscibili, e seguendo i link si arriva a reti di affiliazioni ben note.
    Il problema grosso per Google è riconoscere quei link a pagamento "nascosti" da link editoriali. A volte è facile per noi bipedi riconoscerli a colpo d'occhio, altre volte meno e richiede un po' di indagine anche ai più esperti per avere se non la certezza assoluta almeno un più che ragionevole sospetto.

    Soluzione? Chiedono ai webmaster che hanno voglia e tempo di farlo e che già obbedivano alle loro linee guida di cambiare i link a pagamento da nofollow a sponsored.
    A quel punto l'intelligenza artificiale dei loro sistemi antispam si può concentrare su una casistica di pagine sicuramente più ridotta (non tutti cambieranno in sponsored, e già ben pochi marcano i link a pagamento perché vendere link senza nofollow fa guadagnare di più), ma di cui in Google sono ragionevolmente sicure si tratti di link a pagamento (perché sono i webmaster stessi a dirlo).

    **Nessun pericolo per i coloro i quali hanno marcato **con rel="sponsored" i loro link a pagamento/affiliazione (né per quelli che tengono i rel="nofollow"), però ora Google ha una casistica più affidabile da paragonare con i casi di link esterni non marcati. Il paragone dei casi di link a pagine sospette con una "firma" ricavata dall'IA sui casi noti sarà più affidabile, e Google spera di divenire più efficace nel riconoscere i link a pagamento.

    Dove si arriverà?
    A mio avviso dapprima ci sarà un periodo di apprendimento per tarare i loro sistemi; poi vedremo un po' di penalizzazioni manuali per fioccare quando il sistema inizierà a segnalare in modo abbastanza affidabile i link a pagamento "in incognito"; e - spero - a regime non sarebbe male che il sistema diventi tanto affidabile da togliere in automatico il passaggio del PageRank senza dover tormentare i webmaster a mettere attributi.

    Che ne pensate?


  • User

    grazie per la tua risposta così dettagliata Federico e devo ammettere che per la fretta non avevo approfondito un punto fondamentale del mio discorso.

    Sto parlando del fatto che chi vende link lo fa senza attributi (o con il "fantomatico" follow, che appunto non esiste :D).

    Quello che volevo dire è chi mai si mette a segnalare come NoFollow / Sponsored un link editoriale venduto a pagamento considerando che ne guadagnerebbe molto meno?

    Ossia Google non si semplifica la vita, visto che comunque sarebbe richiesto un controllo umano. Certo si fa pulizia nella confusione di utilizzo del NoFollow, su questo sono d'accordo.


  • Moderatore

    @zelico said:

    Ossia Google non si semplifica la vita, visto che comunque sarebbe richiesto un controllo umano.
    Penso l'obiettivo a lungo termine sia rendere il sistema sufficientemente affidabile da togliere in automatico il passaggio di PageRank a link riconosciuti in automatico come a pagamento, senza avere più bisogno di penalizzazioni (manuali e non).

    Ciao!