• Consiglio Direttivo •

    Ciao ing_elvis1 e benvenuto nel Forum GT:
    rispondo per punti:

    1. E' necessaria la partita iva;
    2. Dipende: se gli importi sono molto bassi il regime ordinario è più conveniente, studi di settore permettendo; il regime dei minimi conviene per la semplificazione di molti adempimenti contabili.
    3. Dovrai versare il 2% ad inarcassa e presentare la dichiarazione annuale; inoltre dovrai versare i contributi inerenti i redditi da partita iva alla gestione separata inps, non avendo le condizioni di iscrivibilità ad inarcassa, con aliquota ridotta che se non erro è del 17%
    4. Per quanto riguarda assegni familiari e detrazioni non perdi il diritto, visto che puoi dedurli dal reddito di lavoro dipendente; per la cassa integrazione non saprei.

  • User Attivo •

    @lorenzo-74 said:

    1. se gli importi sono molto bassi il regime ordinario è più conveniente, studi di settore permettendo.

    Se gli importi sono molto bassi conviene il regime dei minimi. Secondo me gli conviene a prescindere vista la situazione di avere un reddito da dipendente. Il regime dei minimi di fondo è nato per tali tipologie di contribuenti.

    @lorenzo-74 said:

    1. Per quanto riguarda assegni familiari (omissis) non perdi il diritto

    Attenzione. Gli assegni familiari spettano se il reddito da lavoro dipendente è pari al 70% di quello complessivo.


  • User Newbie •

    mi dicono che si può avere la gestione separata INPS senza aprire la p.iva...:bho:


  • Consiglio Direttivo •

    No, non puoi. 😞
    Come ingegnere iscritto all'albo non puoi emettere ricevute di prestazioni occasionali nè avere contratti a progetto (ossia: gest. separata senza partita iva). La partita iva è l'unica via percorribile.


  • User Newbie •

    @lorenzo-74 said:

    1. Dipende: se gli importi sono molto bassi il regime ordinario è più conveniente, studi di settore permettendo; il regime dei minimi conviene per la semplificazione di molti adempimenti contabili.

    Perchè? Gli importi saranno bassisimi.

    Grazie per le risposte tempestive:ciauz:


  • Consiglio Direttivo •

    Prendi per buona la puntualizzazione di acconto. Non avevo considerato che, essendo dipendente, col regime ordinario i due redditi (da dipendente e da partita iva) si sommano. Quindi è giusta l'indicazione di scelta del regime dei minimi. 🙂


  • User Newbie •

    La situazione si ingarbuglia::x
    una amica mi espone la sua sitazione:
    commercialista iscritta all'albo, anche dei revisori dei conti, dipendente a tempo determinato, svolge attività di revisione per aziende e enti pubblici occasionalmente, senza p.iva:bho:
    non solo: liquida molte prestazioni professionali in questa stessa situazione:?
    mi dice che la gestione separata serve solo se superi i 5000?, e che l'unico elemento necessario è l'occasionalità.

    attendo risposte...:?


  • Consiglio Direttivo •

    Sono in molti che evitano di aprire partita iva rilasciando ricevute per prestazioni occasionali. Il fatto che lo facciano in molti non vuol dire che sia lecito.
    Naturalmente sta a te decidere.


  • User Newbie •

    Salve a tutti,
    Desidero conferma che il tetto max di 30,000 Euro per rimanere nel regime dei minimi, sia riferito alla sola parte di lavoro autonomo e non alla somma di quello dipendente ed autonomo. Scusate la domanda che per molti sarà banale.
    grazie


  • Consiglio Direttivo •

    Ciao Gabrielef, Benvenuto nel Forum GT, e buon anno.
    Il tetto dei 30000 euro riguarda solo i compensi da partita iva ;).
    Le due tipologie di redditi (dipendente ed autonomo) col regime dei minimi non si sommano e quindi sono tassati separatamente.