• Super User

    A me di facebook piace (parlo logicamente da quarantenne quale sono) la possibilità di inoltrare qualcosa a più persone contemporaneamente, che sia una battuta, che sia un link che ci ha colpito ... l'immediatezza del tutto; come un salotto di amici che si arricchisce dai diversi contributi che riceve man mano.
    Mi piace la brevità dei commenti che solitamente si usano (non sempre), per dire o rispondere, che costringono a sintesi interessanti.
    Mi piace insomma in quanto strumento in perfetta linea con il mondo odierno, in cui si corre e in cui c'è una fortissima tensione all'espansione.

    Non comprendo, forse e appunto perchè di un'altra generazione e formazione, il bisogno di condivisione dell'intimo, di quella zona molto interna e molto cara di noi che tuteliamo non per paura ma per amore verso noi stessi e quelle persone a cui -invece- permettiamo l'accesso.

    Delle storie di amore di alcuni ragazzi (che ho tra gli amici, in quanto figli di amici) -volente o no- oramai so tutto: quando litigano, cosa hanno fatto il giorno prima quando si sono visti, quanto si amano, come si chiamano nell'intimità, quante telefonate si mandano o sms si scambiano, cosa piace a uno dell'altro, come si vestono e addirittura si spogliano ... se si lasciano ...

    Questo mi fa pensare che i ragazzi hanno -oggi più che mai- bisogno di urlare chi sono, hanno bisogno di chiarezza a tutti i costi, vogliono dire e sapere tutto subito, durante, dopo?

    Ecco, forse è proprio questa la distanza che avverto io tra le generazioni e l'uso di fb, come un approccio al contrario: per me il web, lo scrivere, l'aver tempo di ragionare prima che i miei pensieri raggiungano l'altro, è un'occasione di riflessione, di scelta quindi e magari anche di cambiamento; i giovani, invece, mi sembra, siano più immediati, veri e diretti su fb che quando li incontri per strada.
    Sul web esternano -a tutti- quello che sono e soprattutto quello di cui hanno bisogno e, credo proprio, che in questo modo rendano la vita più facile a chi intende approfittarsi di loro.

    Quando, poi, trovi un adulto che su facebook si comporta come un adolescente ... :lipssealed:


  • Super User

    Discussione interessante!

    Personalmente sono iscritto a Facebook (ma le mie impostazioni sulla privacy sono "particolari" :giggle: ) e lo trovo un'ottimo strumento. Credo che la sua potenza stia proprio in ciò per cui è stato aperto: ritrovare vecchi amici. Appena ti iscrivi e dai qualche generalità sul tuo passato, ti vengono presentati diversi "possibili amici" da aggiungere.

    In seguito si sono aggiunte molto possibilità fra cui condivisione di foto, gruppi... fino a veri e propri giochi online! Insomma, Facebook è un po' come una stanza virtuale, dove si può chiacchierare, arredare la propria parte e fare attività in compagnia. Sotto questo punto di vista, Facebook sembra proprio un'ottima invenzione!

    si evidenziano dei lati negativi:
    grooming (adescamento online di minori)
    cyberbullismo
    adolescenti ingenui
    discorsi banali

    Questi non sono problemi causati da Facebook, semplicemente sono più evidenziati li (come in altri social network) a causa della grande quantità di giovani presenti che interagiscono fra loro.

    Non si può accusare Facebook di essere responsabilità di "discorsi banali" o "adolescenti ingenui". Questi sono i risultati della nostra società, di ciò che viene mostrato come "migliore" e di dove le mode stanno portando. Facebook è solamente il riflesso di tutto questo.

    Rispetto al cyberbullismo e il grooming, in effetti il problema si pone. Come ogni luogo popolato e "selvaggio", Facebook è una discreta calamita per la "malagiente". Dai semplici troll fino ai criminali professionisti, una buona fetta della malavita del web si riunisce su facebook.

    Come risolvere il problema?

    La question è delicata, penso che la migliore protezione per gli utenti sia... se stessi! Bisogna scegliere come impostare il proprio profilo (di default solo gli amici lo possono vedere) e a chi rendersi visibile nei risultati di ricerca. Ma sopratutto, chi accettare come amico. Se di una persona non si ci ricorda e non c'è nessun amico in comune, forse non si perde poi tanto a rifiutarne l'amicizia. 😉

    Diverse organizzazioni (fra cui anche il corpo di polizia italiano) hanno aperto delle "sedi virtuali" per essere presenti sul posto, ma nessun umano può controllare i milioni di profili, messaggi e istanze chat che avvengono ogni giorno sui server di Facebook... e i bot automatici non sono abbastanza sofisticati per questo genere di lavoro...

    E ci sarebbe comunque chi non gradirebbe che qualcuno "osserva" il suo profilo di nascosto per "proteggerlo", del resto i vigili per strada non ci chiedono mica di leggere i nostri messaggi sul cellulare... perché dovrebbero farlo su Facebook?

    Delle storie di amore di alcuni ragazzi (che ho tra gli amici, in quanto figli di amici) -volente o no- oramai so tutto: quando litigano, cosa hanno fatto il giorno prima quando si sono visti, quanto si amano, come si chiamano nell'intimità, quante telefonate si mandano o sms si scambiano, cosa piace a uno dell'altro, come si vestono e addirittura si spogliano ... se si lasciano ...

    E' interessante come molte persone (sopratutto adolescenti) pubblicano su Facebook cose che nella vita vera non ammetterebbero mai (o almeno non così liberamente), quasi dimenticandosi che tutto quello che scrivono può essere visto da chiunque hanno fra gli amici (o anche di più...). Magari anche parenti... "amici" di cui non si ci ricorda e altre persone...

    Alla fine, Facebook in se (come la tecnologia in generale), non penso sia ne "buono" ne "cattivo". Dipende tutto da che uso se ne fa.

    :ciauz:


  • Consiglio Direttivo

    Personalmente sono arrivata su FB senza avere un'idea nemmeno minima di cosa fosse: non sapevo nemmeno cosa fosse un social. Mi iscrissi solo per rivendicare la maternità della mia frase in firma [pratica-me-nte commercialista], usata per la creazione di un gruppo a tema.
    L'impatto non fu buono e tutt'ora non lo amo particolarmente, anche se ci vado giornalmente per seguire distrattamente bagliori di vite di amici e per giochicchiare con i vari giochi.

    Mi sono sempre sentita una privilegiata rispetto alla maggior parte dei miei contatti di FB; tale privilegio deriva dal fatto di esser parte di questo forum, dove semmai si è soverchiati di contenuti e materiale e persone da cui apprendere. Quando guardo a colleghi di ufficio o amici che hanno solo, o quasi solo, facebook per evadere e prendersi una pausa, non posso fare a meno di farmi prendere da questo pensiero.
    C'è un po' di presunzione nel profondo di questo ragionamento, ma me lo concedo lo stesso perché è il frutto di lavoro e passione.

    Di facebook non posso non apprezzare il fatto che ti offre una finestra su persone che sennò mai si sarebbero incontrate; certo, questo discorso può valere anche in negativo ma io preferisco vedere il bicchiere traboccante: non ci sarebbe un Bibliotecario ad aggirarsi per questi corridoi del Castello, se non ci fosse stato FB. 🙂

    E di nuovo da privilegiata GT, ne osservo l'uso professionale che i webmasters ne fanno e ringrazio di avere solo una bimba min chia nel mio streaming, che passa decisamente in secondo piano surclassata da delle vere perle di ironia ed arguzia.

    Però sento che potrei farne a meno senza tanti rimpianti e alla fine lo considero quasi un'alternativa al solitario, che comunque non mi diverto a fare.
    Ho anche diradato le comunicazioni personali su questo canale: ci carico foto, ogni tanto, ma coll'intento di condividerlo con poche persone, pur cosciente che non sarà così.

    Mi trovo d'accordo con Max che non condanna il mezzo ma l'uso: sta alla maturità delle persone saper scegliere. Certo a volte ho dato un'occhiata alla foto degli attuali liceali della mia scuola (io l'ho terminata da più di 10 anni) e mi percorre un brivido nello scoprire foto ed atteggiamenti decisamente troppo disinvolti. E meno male che ero al classico... 😮

    Trovo invece preistorici i commenti di quanti in televisione si innalzano sul pulpito per predicare contro questo social; alla fine facebook è decisamente meno peggio di altri social ai quali ho resistito solo pochi minuti iscritta.
    Insomma, tutto dipende dalla cerchia di amici che ti scegli, fuori e dentro facebook.

    Mi chiedo come si evolverà il suo uso. Staremo a vedere, no? 🙂

    P.S. Ho come l'impressione di aver espresso dei concetti ed il loro contrario. :(): La verità è che non esiste una verità su facebook.


  • Super User

    @Nimue del Lago said:

    Però sento che potrei farne a meno senza tanti rimpianti e alla fine lo considero quasi un'alternativa al solitario, che comunque non mi diverto a fare.

    Ciao Nimue,
    prendo spunto da questa frase perchè anch'io considero facebook l'alternativa al solitario o meglio al sudoku o parole crociate -con cui io, invece, mi diverto tantissimo- oltre all'enorme comodità di essere un'agenda vivente, che, per persone come me, che non si ricordano nemmeno dove hanno posato la testa (immagina i numeri telefonici) è davvero utile. :giggle:


  • Super User

    Ciao a tutti!

    Forse è solo una mia idea, ma ho l'impressione che Facebook abbia deviato parecchio dal percorso di "social" su cui era stato creato. All'opposto di molti social, che si limitano al dare agli utenti degli strumenti di comunicazioni, Facebook si è espanso fino ad offrire molti più servizi.

    C'è da chiedersi, Facebook è rimasto un "semplice" social network o si è evoluto in qualcosa di più? A volte ho l'impressione che dietro ad ogni quiz che faccio, ogni gioco a cui partecipo, ogni gruppo a cui mi iscrivo ci sia un fondo di "commerciale", come se fosse tutto mirato, alla fine, a fare soldi e a guadagnare.

    Indubbiamente trovo che gt sia un'ambiente molto più piacevole ed interessante rispetto al caos incontrollato di Facebook. 😄


  • Super User

    @max0005 said:

    C'è da chiedersi, Facebook è rimasto un "semplice" social network o si è evoluto in qualcosa di più? A volte ho l'impressione che dietro ad ogni quiz che faccio, ogni gioco a cui partecipo, ogni gruppo a cui mi iscrivo ci sia un fondo di "commerciale", come se fosse tutto mirato, alla fine, a fare soldi e a guadagnare.

    Indubbiamente trovo che gt sia un'ambiente molto più piacevole ed interessante rispetto al caos incontrollato di Facebook. 😄

    Ciao Max, apri un capitolo che era tempo che volevo discutere con voi.

    Mi chiedevo, infatti, se fossero completamente legali, appunto perchè frequentate da chiunque quindi anche da minori, le possibilità legate alle applicazioni di facebook (come in molto altri giochi che si trovano online) di acquistare cose e procedere più speditamente nel gioco usando il denaro.

    Qualunque applicazione a cui mi sono avvicinata, infatti, mira a questo. Se hai fretta di progredire o se vuoi alcuni oggetti esclusivi non basta applicarsi ma ci vogliono i soldoni :():.
    Lo stesso, come dicevo prima, succede anche in altri giochi che hanno come target principalmente i più giovani (un esempio è il gioco Miss Bimbo, gia presentato qui in pedagogia informatica).
    Tutto, assolutamente tutto, mira e spinge a usare i soldi in queste applicazioni, psicologicamente la spinta è molto forte; ora, se tutto questo, in un mondo di adulti può passare come libera scelta ... lo stesso non si può dire nei confronti di un minore (la cui unica fortuna -anche dei genitori- è che spesso, questi ultimi, non possiedono la carta di credito ne altre forme di denaro o di pagamento ...).

    Ecco, queste forme di pressione e sfruttamento .. anche se solo potenziali ... non mi piace siano tollerate nel web (e invece proliferano senza freni).


  • Super User

    Ciao Cherry,

    riguardo alle forme di commercializzazione "esplicita" (ovvero quella dove viene apertamente richiesto un pagamento), quando si arriva al punto in cui viene chiesto di fornire i dati della carta di credito (o di qualsiasi altro mezzo di pagamento) bisogna accettare una clausola che vieta l'utilizzo del servizio ai minori. Sotto questo punto di vista, credo sia tutto legale visto che comunque per il pagamento effettivo viene richiesto il consenso del possessore della carta di credito.

    Riguardo alle altre forme di pagamento più o meno occultate (che vanno dalla compilazione di sondaggi fino alla registrazione ad altri siti) sinceramente non saprei... In realtà non si può pagare di un vero e proprio pagamento visto che non c'è nessun trasferimento di soldi, tuttavia è anche vero che si spingono le persone a compilare dei sondaggi o comunque svolgere delle azioni a fini commerciali. Tralasciando, almeno per questo post, gli aspetti morali ed etici della vicenda, mi interesserebbe sapere cosa dice la legge riguardo a questo argomento. 🙂


  • Super User

    Per legge è sicuramente tutto lecito ... però ... però :).
    Io credo che come s'insorge contro il massacro di pubblicità a cui sono sottoposti i minori che guardano la televisione (che spinge molti genitori -giustamente- a far vedere solo dvd ai propri figli), si dovrebbe anche qui tentare di bloccare questo massacro psicologico.
    I genitori, come si sentono costretti a comprare l'ultimo giocattolo pubblicizzato, compreranno web-cose ai figli piagnucolosi ed insistenti anche su internet.

    Il fatto che, poi, un genitore minimamente consapevole, non lo farà, non esime chi di dovere dal tutelare e sanzionare il possibile/eventuale plagio picologico.

    Noo? :bho:


  • Super User

    Ciao Cherry.

    Il fatto che, poi, un genitore minimamente consapevole, non lo farà, non esime chi di dovere dal tutelare e sanzionare il possibile/eventuale plagio picologico.

    La domanda è: come si può fare? La pubblicità è ormai parte della nostra vita quotidiana... tanto che non ci facciamo più caso (e forse è anche per questo che funziona così bene). E, del resto, è anche un diritto dei proprietari inserire spazi pubblicitari all'interno dei loro siti. Certo, si possono installare programmi dedicati all'oscurare pubblicità, si possono vietare certi siti ai propri figli ma, alla fine, penso che la soluzione migliore sia quella di insegnare a tutti i nuovi internauti a ignorare certe porzioni della pagina. 🙂


  • Super User

    @max0005 said:

    Ciao Cherry.

    La domanda è: come si può fare?

    Mi vengono in mente alcuni facili esempi fattibilissimi:

    -Prima e dopo i programmi in tv per i bambini, introdurre una sigla pubblicitaria (come già avviene in canali come boing o similil) che può dare il tempo a chi vigila di cambiare canale o spegnere la tv.

    Quello che avviene, invece, è un passaggio repentino dal cartone alla pubblicità, senza nemmeno passare per la sigla o passando alla sigla dopo una pausa pubblicitaria -per così dire- a tradimento (come avviene spesso per quasi tutte le serie televisive serali).

    -Nei giochi, applicazioni o quant'altro su internet dedicato ai bambini (non c'entra poi che ci si intrattengano anche gli adulti, un esempio è la pet society su facebook che riprende il giochino dei pets della nintendo), si potrebbe mettere l'avviso (che ora non saprei formulare per bene su due piedi ma ci si può ragionare) che son giochi che possono essere pericolosi/dannosi per il pubblico giovane; il che indurrebbe i genitori a vigilare meglio o vietare.

    Inutile secondo me girarci intorno, se vuoi fare un gioco che mira a vendere lo devi fare per gli adulti e che sia chiaro sia solo per loro. Non dare pari opportunità -nel gioco- a chi non ha denaro e non palesarlo, secondo me è scorretto.

    Nel mondo dei bambini non faccio (non farei) grosse differenze tra illegale e fortemente diseducativo, nel senso che mi basta quest'ultimo per tentare una ribellione (attraverso la denuncia e la ricerca di adesioni o) quanto meno personale.


  • Super User

    Buongiorno! 😄

    Cherry tutto quello che dici è molto giusto, e sono completamente d'accordo. 🙂

    Mi è però sorto un "dubbio". Anche la pubblicità "per bambini", ad esempio quella che vende giocattoli o promuove materiale "per l'infanzia", non è forse un'aprofittarsi dei bambini? In fondo, sono comunque "vittime" di un qualcosa che li induce, inconsciamente, a volere degli oggetti per i quali è ovviamente necessario pagare.


  • Super User

    Si max hai perfettamente ragione.

    Viviamo in un mondo prezzolato 🙂 in cui pensare di poterne stare fuori è per me utopia. Per questo preferisco mostrare e guidare la scelta in questo modo più che vietare.

    Mi innervosisco però quando la scelta è minata sul nascere. Evito il più possibile la tv (diciamo almeno rai e mediaset) -con mio figlio- proprio per questo. Specie in questo periodo: Da inizio Novembre si pubblicizzano solo giochi per Natale (stanno, inoltre, facendo passare per nuovi alcuni giochi e gadget dell'anno scorso ma vabbè ...).

    La differenza però tra suggerimenti per gli acquisti e tartassamento psicologico studiato e mirato c'è.

    Un suggerimento se posso: a me è stato utile mostrare da subito la differenza tra ciò che si vede nella pubblicità e ciò che è reale.
    I bimbi vengono catturati dalle novità, dagli effetti speciali che vengono mostrati e che, la maggior parte delle volte, sono solo televisivi.
    All'inizio ho speso un po' per mostrargli la realtà 🙂 ma ho, poi, risparmiato nel tempo.
    Ora mio figlio sa bene capire la differenza, tra ciò che è possibile e ciò che viene millantato. Non per questo non è un po' succube di ciò che vede (basta un'edicola oggi, sono più "golose" di qualunque altra cosa e le trovi ovunque e con tutto in bella mostra) come lo siamo anche noi adulti.

    Comunque, forse perchè sono di quella generazione che in internet ha intravisto la possibilità di maggiore libertà e scelta ... sono ancora più dispiaciuta o infastidita nel vedere che anche nel web si ripercorrono le stesse identiche strade.


  • Super User

    Comunque, forse perchè sono di quella generazione che in internet ha intravisto la possibilità di maggiore libertà e scelta ... sono ancora più dispiaciuta o infastidita nel vedere che anche nel web si ripercorrono le stesse identiche strade.

    Per fortuna, non essendo Internet centralizzata o controllata da una singola compagnia non esiste nessun tipo di monopolio, ed esistono quindi delle aree "pulite" (come ad esempio questo Forum! :yuppi: ).

    Come in ogni situazione, ma forse in questo caso ancora di più, anche su Internet bisogna fare delle scelte su cosa aprire o non aprire, scaricare o non scaricare... con la differenza che la scelta è molto più ampia! 😄


  • Super User

    @max0005 said:

    Come in ogni situazione, ma forse in questo caso ancora di più, anche su Internet bisogna fare delle scelte su cosa aprire o non aprire, scaricare o non scaricare... con la differenza che la scelta è molto più ampia! 😄

    :sun: Siamo qui anche per questo, si e da questo nasce la mia passione per questa Sezione.
    Non pretendo di vietare giochi come Miss Bimbo ma nel caso qualcuno cercasse preventivamente informazioni, le nostre discussioni possono dare degli utili indizi per far si che sia -appunto ed in caso- una libera scelta (o più libera di quanto possa essere senza tali riferimenti).

    Se poi avete altri suggerimenti su come intervenire o provare a farlo (organi a cui denunciare, iniziative da intraprendere ...) ben venga ogni idea in tal senso.


  • User Attivo

    Come avete ben individuato Facebook ha allargato il suo utilizzo da Social Network all'e-Commerce.:vai:

    Ieri il TG illustrava uno degli ultimi giochi per minori:

    Mob Wars rappresenta uno dei giochi di maggior successo su piattaforma Facebook grazie allo stile ?criminale? dello stesso.
    La trama gira intorno alla vita di un aspirante boss mafioso, impegnato tra combattimenti, lavori più o meno illegali e l?acquisizione di un vero e proprio arsenale bellico per diventare il padrone di un distretto.
    Per far ?crescere? il nostro alter ego mafioso di livello e di esperienza dovremo guadagnare dollari attraverso vari lavori, acquisire armi di difesa e di attacco (pistole, fucili, giubbotti antiproiettile, spranghe) ed ovviamente combattere contro altri utenti di Facebook.

    Quindi dopo le veline/escort, i calciatori/cantanti nei miti dei giovani si induce a far spazio ai delinquenti!!!:o

    Vi sono poi altri utilizzi commerciali dedicati agli adulti, ma rimaniamo sui minori.

    Mi sembra che tutti concordiamo nella prevenzione: nel tentativo genitoriale di spiegare i pericoli ai propri figli, ma certo un aiuto dall'ambiente e dalla società sarebbe gradito.

    Vi faccio un esempio personale, venerdì mia figlia ha preso una nota a scuola insieme ad una altra ragazzina.
    L'ambiente classe influenza a distrarsi, i professori incapaci influenzano a distrarsi, la società che propone insegnamenti e metodi così distanti dalla realtà influenzano a distrarsi.
    Io e mia moglie abbiamo deciso d'intervenire e punire la ragazzina, ma gli altri genitori non hanno fatto altrettanto.

    Morale della favola/realtà nostra figlia tra prevenzione e punizione sta comprendendo quello che secondo noi è il comportamento corretto ovvero il fine dell'educazione: insegnare i comportamenti per affrontare la vita sociale; ma non è facile con un ambiente ed una società che ti contrastano.:x

    Per questo a volte penso che una censura di Stato per i minori aiuterebbe, non lasciando sulle spalle dei genitori il compito di censurare.

    Ci sarà un motivo perchè siamo tutti d'accordo ad utilizzare delle prese elettriche in sicurezza in cui non entrino le mani dei bambini, ma poi temiamo di fare un filtro psicologico contro tutta la pubblicità.

    Non è che troppo spesso in nome di una presunta libertà si accetta la violenza pubblicitaria e ...?

    ciao:ciauz:
    marlomb


  • User Attivo

    **Adolescenti: nel 2009 piu' Facebook e meno genitori **

    ROMA - E' Facebook l'indiscusso protagonista del 2009 tra gli adolescenti italiani: oltre il 50% dei ragazzi tra 12 e 14 anni ha la propria scheda sul popolare social network e il 17% dichiara di stare per iscriversi.

    E mentre aumentano gli adolescenti che hanno un computer e che si collegano, crescono i comportamenti a rischio, soprattutto tra chi passa piu' di tre ore al giorno su Internet o alla Tv. :mmm:

    Queste le abitudini degli adolescenti italiani fotografate dal rapporto annuale curato dalla Societa' Italiana di Pediatria (Sip). L'indagine 'Abitudini e stili di vita degli adolescenti' e' stata svolta su un campione nazionale di 1300 studenti delle scuole medie inferiori. Il rapporto sara' presentato domani nell'ambito del convegno 'La societa' degli adolescenti a Pisa. WEB E TV. Il 97% degli adolescenti, contro il 37% del 2000, ha un computer in casa e il 51%, contro il 5% nel 2000, ha navigato almeno una volta su internet.

    Su Facebook, pur di avere piu' amici possibile, i ragazzi dichiarano di proporsi a sconosciuti. :oTengono il passo chat e messenger, usati da oltre il 75% dei ragazzi, anche se, secondo la Sip, sono alti i comportamenti a rischio: il 31% degli adolescenti dichiara di parlare di sesso sul web e il 20,7% ha dato il proprio numero di telefono. Circa l'80% dei ragazzi usa You Tube e il 41% ha un blog. Dopo due anni di calo cresce il consumo di Tv: il 23% degli adolescenti la guarda piu' di tre ore al giorno. Un comportamento che, secondo la Sip, ha influenze negative come desiderare quello che si vede in pubblicita' (27,3%) e provare indifferenza di fronte alla violenza (51%).

    BULLISMO: Tv e web influenzano negativamente abitudini e comportamenti dei ragazzi.:sbav: Se, ad esempio, il 3,5% considera i bulli 'in gamba', la percentuale sale al 5% tra chi passa piu' di tre ore davanti alla Tv e al 10,6% tra chi trascorre piu' di tre ore in rete. Il 64% degli intervistati dichiara di aver assistito a fenomeni di bullismo, un dato in calo rispetto agli anni passati (75% nel 2007) anche se potrebbe essere dovuto ad una 'assuefazione'. Il 41% dei ragazzi dichiara che se fosse vittima di un atto di bullismo non lo direbbe ad un adulto. Il 20,7% degli adolescenti, inoltre, pensa che 'in alcuni casi e' giusto essere razzisti', percentuale che sale al 27,6% tra gli assidui frequentatori del web.

    DROGHE, FUMO E ALCOL. Il 29,5% dei ragazzi dichiara di fumare sigarette, una percentuale che sale al 43,2% tra coloro che stanno su Internet piu' di tre ore al giorno.:fumato: L'8% degli adolescenti (nel 2007 era il 4,7%, nel 2008 il 6,4%) fa uso di cannabis, ma tra chi si collega piu' di tre ore al giorno la percentuale sale al 15,6%. Il 5% degli intervistati ha amici che hanno fatto uso di ecstasy e il 9,1% ha amici che hanno provato la cocaina. Il 40% beve vino e il 50% birra.

    RAPPORTO CON FAMIGLIE E SOCIETA'. Per il 70% dei ragazzi le regole dei genitori sono adeguate, ma il 27% non le rispetta, una percentuale che sale al 43% tra chi passa piu' di tre ore al giorno su Internet. L'influenza dei genitori sulle decisioni dei ragazzi, pero', e' minore di quella che gli stessi adolescenti considerano ragionevole. Rispetto al 2008, la percentuale di adolescenti che si rivolgono alla madre e' scesa dal 42% al 36,4%; al papa' dal 20% al 16%; agli insegnati dal 3,3% al 2,6%, mentre aumenta il ricorso agli amici dal 44,7% al 50,2%. (ANSA)
    di Ansa

    Un altro rapporto che ci da spunti su cui riflettere.

    ciao:ciauz:
    marlomb