- Home
- Categorie
- Impresa, Fisco e Leggi
- Consulenza Fiscale, Imprese, Startup e P.Iva
- Incasso dopo la chiusura della partita iva
-
La inserirei fra i redditi diversi (autonomo occasionale).
Se la prestazione (l'incasso) è riferito ad un privato, sai benissimo, la ritenuta non va applicata: avere o meno la partita iva non cambia nulla (se non per importi minimi).
-
La mia umile opinione, se è stato pagato in contanti fate una fattura al 31/12, ma immagino che già ci avete pensato. Inoltre anche se, come si legge nel sunto presente sulla sezione delle prestazioni occasionali, un professionista non può fare prestazioni occasionali nell'ambito delle proprie competenze, vi posso dire che il mio Ordine degli ingegneri interpellato mi ha risposto che invece si possono fare ovviamente rispettando i limiti, e inoltre la legge Biagi non è molto chiara su questo punto. Inoltre documenti sulla rivista fisco oggi dell'Agenzia dicono di si, insomma Io la farei nel vostro caso, poi se controllano gli si chiede a loro direttamente. smile
-
@criceto said:
Il lato professionale invece è ben più grave in quanto il soggetto non avrebbe alcn diritto di pretendere un compenso in quanto non potrebbe rilasciare una ricevuta professionalmente idonea. Non mi risulta infatti che attività da albo possano essere fatte senza iscrizione al'IVA.
.............
Ma secondo me non è professionalmente corretto e il cliente potrebbe ragionevolmente rifiutarsi di pagare in assenza di fatturo o peggioi pagare e poi andare a denunciare al fisco e all'ordine.
Dipende dai rapporti con il cliente.
Non sono affatto d'accordo su quanto postato.
La prestazione eseguita, va pagata.
Non mi sembra che si possa affermare la perdita del diritto al giusto compenso per l'opera prestata se non si emette regolare fattura.
La fattura va emessa se vi sono i presupposti, altrimenti una ricevuta è valida ad ogni effetto (non sarà dovuta l'iva).
Per quanto riguarda la competenza professionale (nel caso in questione, geometra), un soggetto può compiere prestazioni, anche occasionali, che rientrano nella sfera di competenza di quella professione se iscritto all'albo.
Non mi sembra che vi sia una norma che lo impedisca in assenza di partita iva. Questa è obbligatoria se la professione viene esercitata in modo abituale.
Conosco tanti ingegneri, architetti, commerciaisti, procuratori, avvocati, ecc..., iscritti all'albo e seza partita iva che (una, due, tre volte l'anno) eseguono prestazioni occasionali (anche perizie per conto dei Tribunali: i giudici li nominerebbero C.T.U. se fosse vietato?).
Quale atteggiamento è più corretto: quello del cliente che paga dopo circa un anno la prestazione ricevuta o quello del prestatore che ha aspettato vanamente di percepire il suo compenso e che poi rilascerà regolare ricevuta (naturalmente senza incassare l'iva)???
Infine, ritengo che le denunce all'ordine o al fisco non avrebbero alcuna conseguenza (se iscritto normalmente all'albo).
-
Dal quesito posto da Martina non ritengo di intravvedere un atteggiamento furbesco nel suo assistito (almeno voglio sperare).
L'emissione dei pro-forma è prassi del tutto legittima per le attività professionali (o per le prestazioni di servizi) in quanto ai fini iva l'operazione si intende eseguita al momento dell'incasso del corrispettivo. Pertanto, non vedo nulla di furbesco se si aspetta il pagamento della fattura: l'iva sarà dovuta da quel momento.
Per quanto riguarda le tasse (irpef), emessa o non emessa fattura, il professionista dichiara la prestazione in riferimento all'anno dell'incasso.
Quindi, se il nostro geometra l'ha incassata nel 2009, la dichiarerà per tale anno, anche se la prestazione è stata eseguita nel 2008 o anche prima.
Non riesco a capire perchè si parla di caste, oltretutto per i professionisti è prevista la tassazione in corso d'anno attraverso la ritenuta d'acconto del 20% sui compensi. Per tale ragione, essi spesso sono creditori verso lo Stato.
-
Molto probabilmente avrà avuto le sue buone ragioni per chiudere la partita iva. Non credo l'abbia fatto per capriccio o per non pagare le tasse (ad esempio un pubblico impiego).
Per quanto riguarda gli studi di settore, anche i professionisti ne sono soggetti e, molto spesso, proprio per il fatto di dichiarare per cassa non risultano congrui.
Senza parlare della possibilità di dedurre le perdite sui crediti per le imprese.
Comunque, potresti aprire una specifica discussione sull'argomento con un proprio titolo, così sentiamo altri pareri.
-
Beh, nel mio primo post sulla questione avevo indicato di restituire l'iva.
Rileggendo il post di Martina mi accorgo che non si riferisce al 2008 ma di una pro-forma del marzo 2007!!!!!!
A meno di uno sbaglio di Martina, mi sembra che il cliente abbia aspettato un po' tanto per pagare una prestazione per la quale doveva sborsare 100 e invece ora ha sborsato 80 (vista la svalutazione).