• User

    io collaboro con soggetti con pIVA e io invece non possiedo pIVA.

    Solitamente, una volta finito il lavoro, rilascio una dichiarazione di ritenuta d'acconto, una sorta di modulo di autocertificazione dove dico:
    faccio un esempio:
    imponibile: 375 ?
    rit acc 20%: 75? (il 20% dell'imponibile e non del netto)
    netto a mio favore: 300?
    IVA 0% in quanto sono esente.

    Il limite non è in termini di "somma di denaro" bensì si ha un limite in termini di "numero di certificati di ritenute d'acconto" all'anno.
    O meglio, il limite non viene fissato, si dice semplicemente:
    un numero massimo che faccia capire che si tratta di lavori occasionali.

    In sintesi:
    1 dichiarazione da 1 milione di euro SI
    100 dichiarazioni da 10 euro l'una (tot 1000 euro) NO
    è assurdo ma è così.

    Poi, la percentuale di rit acc (i 75 euro dell'esempio) li deve versare il datore di lavoro (il sogg con pIVA) tramite il suo commercialista, in favore di chi ha percepito il compenso e l'anno successivo dovrà inviargli (il datore di lavoro) il cedolino dell'agenzia delle entrate.

    Io lo faccio da qualche anno è non ho mai avuto problemi.

    Fonte di tutto ciò:

    • Internet
    • Commercialista di famiglia
    • Addetti dell'agenzia delle entrate (Lombardia ma credo che valga un po' per tutte le regioni d'italia).

    Se poi chi ha percepito il compenso rientra in un totale abb basso (non so se sotto i 5000 euro/anno o i 7500 euro/anno), l'anno successivo può richiedere all'agenzia delle entrate il rimborso delle ritenute d'acconto versate l'anno prima. Ovviamente deve recarsi all'agenzia con i cedolini che gli saranno stati recapitati a casa (solitamente entro aprile dell'anno in cui si deve fare richiesta).
    Ok, i soldi verranno rimborsati, lo stato non se li può tenere, ma arriveranno non prima di 3 anni...azz..cmq meglio che niente.


  • User Attivo

    a determinate condizioni potresti sottoscrivere un contratto a progetto (diverso da un cococo).

    Le condizioni sono che a questa persona deve essere assegnato un progetto o una fase di esso e la sua retribuzione è legata alla realizzazione del progetto e non al tempo di lavoro.
    naturalmente vi possono essere più progetti consecutivi.

    Questa persona deve rispondere a te solo nella misura della "qualità" del progetto che realizza e non deve essere legata strettamente a orari di lavoro.
    Può assentarsi senza che questo comporti chiedere permessi (salvo il naturale coordinamento del lavoro) e, soprattutto, senza che questo comporti riduzioni della sua retribuzione.

    Sul compenso del progetto (che può essere pagato anche con anticipi) dovrai pagare i contributi INPS (circa il 24%) di cui 2/3 a carico tuo, un terzo a carico suo.
    Lui poi dovrà pagare le tasse su quanto guadagna.

    Il progetto deve essere scritto.
    Comunque è meglio che ti rivolgi ad un consulente del lavoro per tutti i dettagli.


  • User Attivo

    PER POLDO:

    Questo che dici vale se il committente è un consulente
    e se tu svolgi consulenze
    oppure una prestazione occasionale per una persona che svolge tutt'altro lavoro.

    Nel caso in questione il committente è un artigiano (disegnatore grafico)
    e il lavoro del prestatore d'opera sarà nello stesso settore immagino.

    per il committente non è un fatto occasionale fare disegni grafici, quindi non regge la prestazione occasionale dal punto di vista previdenziale.

    Forse va bene dal punto di vista fiscale, non per l'INPS


  • User

    ottimo post Un poldo. intanto grazie per le info. questi compensi vanno scaricate dalle tasse ?


  • User

    scusa ma, se io faccio un sito web per una società che si occupa di siti web, posso o non posso considerarla prestazione occasionele?

    Se faccio un sito web per un negozio d'abbigliamento (quindi tutt'altro settore dal mio) posso o no fare ritenuta d'acconto?

    è giusto per chiarire.
    Io ho sempre (sempre per modo di dire ma ormai da qualche anno) lavorato rilasciando certificato di rit acc come collaborazione occasionale per qualsiasi settore.
    E all'agenzia delle entrate non mi hanno mai fatto problemi (e se non mi dicono nulla lì, chi potrebbe obbiettarmi qualcosa?)


  • User

    @julesfall said:

    ottimo post Un poldo. intanto grazie per le info. questi compensi vanno scaricate dalle tasse ?

    ma, a rigor di logica sì.
    Tu sei il datore di lavoro e "acquisti del lavoro".
    Se fai delle spese x la tua attività, dovresti poter scaricare, come l'acquisto della carta o dei computer o delle attrezzature per il tuo lavoro.
    A patto che non rientri nel regime forfettario che c'è da poco (mi sembra i 30.000 euro/annui.


  • User

    Grazie mille. si infatti era una domanda mia un po stupida. ma sai con quest'agenzia delle entrate e questi commercialisti che prendono soldi senza affiancare i loro clienti , succede solo questo.
    grazie tante per tutti chiarimenti


  • User

    no no aspetta. Non prendere ciò che ti dico io come "oro colato", io ragiono e tiro le mie conclusioni.
    Senti anche pareri di gente più esperta di me.


  • User Attivo

    Per UN_POLDO
    Precisazione: io ti parlo dal punto di vista previdenziale!

    @un_poldo said:

    scusa ma, se io faccio un sito web per una società che si occupa di siti web, posso o non posso considerarla prestazione occasionele?
    NO! Per la società nonè affatto occasionale che tu faccia siti web.
    E' a tutti gli effetti una collaborazione a progetto (quando non è lavoro dipendente mascherato) su cui vanno pagati i contributi previdenziali.

    @un_poldo said:

    Se faccio un sito web per un negozio d'abbigliamento (quindi tutt'altro settore dal mio) posso o no fare ritenuta d'acconto?

    SI' Se fare siti web non è la tua attività prevalente e continuativa.
    Intendo dire, se lo fai e resti a numeri modesti (qualche sito nel corso dell'anno) va bene.
    Se però è la tua attività continuativa sei a tutti gli effetti un lavoratore autonomo e devi essere iscritto alla CCIAA e all'INPS

    @un_poldo said:

    è giusto per chiarire.
    Io ho sempre (sempre per modo di dire ma ormai da qualche anno) lavorato rilasciando certificato di rit acc come collaborazione occasionale per qualsiasi settore.
    E all'agenzia delle entrate non mi hanno mai fatto problemi (e se non mi dicono nulla lì, chi potrebbe obbiettarmi qualcosa?)

    L'INPS ad esempio! :quote:
    Così a naso mi pare tu sia un evasore dal punto di vista contributivo 😮
    Poi dipende anche dal fatto se tu hai un'altra attività prevalente o meno e a quanto ammonta questo tuo impegno!


  • Consiglio Direttivo

    Salve a tutti!
    Aggiungerei che la prestazione occasionale non è l'alternativa più comoda e meno onerosa alla partita iva! 🙂

    Quindi, parlando dal punto di vista fiscale, valuterei bene che l'attività sia effettivamente *occasionale

    *Per quanto riguarda i consulti dati dall'Agenzia delle Entrate, direi che un conto sono i consigli dati a voce presso uno sportello (che non possono che essere generici) un conto è l'attività di controllo sulle dichiarazioni.Quindi valuterei bene la situazione e, se la prestazione non è occasionale, aprirei partita iva