• User Attivo

    Ciao abel76,

    Intanto il rapporto dell'acquisto online di servizi finanziari non credo proprio sia 1 su 50 ma 1 su 500, per svariati motivi, trattandosi poi di operazione complessa come il mutuo, tempi, documenti, valutazioni, garanzie, notai etc, credo proprio che si debba parlare solo di profitti da intermediazione, vale a dire ridirezionare l'utente presso una filiale bancaria che offre un determinato prodotto, quindi direi di scordarti quella marginalità da te citata.
    L'Intermediazione finanziaria è regolata da norme specifiche ed è esercitabile solo da coloro iscritti in appositi albi, questo vale anche per un sito internet che vende servizi finanziari.
    Per quanto riguarda il dominio, per esperienza diretta ti posso dire che i .it non hanno un gran traffico naturale (questo in generale) e anche quando si parla di discreto traffico il parking difficilmente converte.
    Quelle aziende che hanno acquistato domini .it pagando 5k-10k, non l'hanno fatto in funzione della redditività del dominio non sviluppato, ma solo in funzione di una strategia di migrazione di brand specifico in uno più generico ed adatto alla grande rete.
    Non ha senso paragonare scambi di domini con l'estensione .IT, ogni caso ha la sua storia, ogni dominio un suo perchè.
    Gli scambi avvenuti fino adesso (almeno quelli pubblici) sono veramente pochi, quelli che avvengono in sordina sono un pò di più ma sempre scarsi.
    In generale, come giustamente riportato da Giorgio Taverniti sul thread SEDO, e dallo stesso Simone Ferracuti (Country manager di Sedo per l'Italia), in questo momento siamo in una fase transitoria di sola acquisizione e di formazione del mercato.

    Saluti
    Luca


  • User Attivo

    abel76, io lavoro nel settore e prima lavoravo in una delle princiapli banche retail italiane, quindi "aggiusto" il tuo conto che è fantasioso.

    Tasso di conversione:

    • quanti chiedono un preventivo indicativo
    • quanti preventivi sfociano in una richiesta mutuo
    • quanti mutui richiesti sono ammissibili e quindi erogati

    Il rapporto di 1 a 50 tra visite e mutui erogati è assolutamente irreale, è molto più realistico un uno a 800.

    Mutuo da 100.000 euro al 5%
    Quel 5% non è tutto profitto, ma devi togliere il costo della rccolta di denaro per la banca su scadenza lunghe tipo 20, 25 o 30 anni(lo vedi dal tasso IRS, per i tassi fissi, sul giornale): ad esempio in quesot periodo l'irs a 20 anni è il 4,75%. Ergo prendo il 5% ma pago il 4,75% (e ti metto azero per semplicità il costo di struttura e il costo dell'insolvenza e il peso dell'assorbimento capitale con le regole di Basilea2 a cui sono sottoposte le banche)

    Forse i conti sono da rifare...


  • User

    @mauro1978 said:

    abel76, io lavoro nel settore e prima lavoravo in una delle princiapli banche retail italiane, quindi "aggiusto" il tuo conto che è fantasioso.

    Tasso di conversione:

    • quanti chiedono un preventivo indicativo
    • quanti preventivi sfociano in una richiesta mutuo
    • quanti mutui richiesti sono ammissibili e quindi erogati

    Il rapporto di 1 a 50 tra visite e mutui erogati è assolutamente irreale, è molto più realistico un uno a 800.

    Mutuo da 100.000 euro al 5%
    Quel 5% non è tutto profitto, ma devi togliere il costo della rccolta di denaro per la banca su scadenza lunghe tipo 20, 25 o 30 anni(lo vedi dal tasso IRS, per i tassi fissi, sul giornale): ad esempio in quesot periodo l'irs a 20 anni è il 4,75%. Ergo prendo il 5% ma pago il 4,75% (e ti metto azero per semplicità il costo di struttura e il costo dell'insolvenza e il peso dell'assorbimento capitale con le regole di Basilea2 a cui sono sottoposte le banche)

    Forse i conti sono da rifare...

    Ora comincio a capire qualcosa. Quindi mettiamo che 1 su 800 faccia il mutuo; mettiamo il 4% di guadagno quindi 4000 euro; ogni mese ci sono quindi circa 2 mutui stipulati al mese X 12 mesi (se facciamo che il sito fa 50 visite al giorno) = 24 mutui l'anno; 24 mutui X 4000 euro = 96.000 euro in un anno.
    Forse allora il prezzo giusto di mutui.it sarebbe 100.000. Che ne dite?


  • User Attivo

    scusa ma faccio una precisazione

    Per le visite ci siamo: 50 x 365 all'anno = 18250 visite
    Un mutuo erogato ogni 800 = 23 mutui anno

    Mutuo medio 130.000 euro (da 100.000 non se ne fanno più). La prassi è che la banca paghi una commissione upfront (Secca solo per il primo anno) a chi porta mutui (ad esempio promotori finanziari, consulenti vari, agenzie immobiliari).
    Tale commissione varia in base agli accordi, ma di solito è tra lo 0,50% e l'1%.
    Quindi se io agenzia immobiliare intermedio un mutuo da 130.000 euro prendo 1.300 euro di provvigione il primo anno (anno di erogzione) e basta dopo.
    Lato banca il margine della banca è indicato in via abbastanza precisa dallo spread (differenza tra tsso applicato al cliente e tasso di mercato di riferimento, IRS per i mutui tasso fisso e Euribor per i tv): oggi lo spread si aggira sotto l'1%. Quindi una banca su un mutuo da 130.000 euro, guadagna di interessi circa 1300 euro, gli anni dopo meno perchè cala il debito residuo. A tale margine di interesse vanno poi tolti i costi pro quota della struttura (filiali e personale, i costi del capitale - cica 0,20% - e il costo delle insolvenze).

    Torniamo all'ipotesi di sito gestito da un procacicatore e non da una banca diretammente. 23 mutui a 1.300 euro cad di provvigione sono 29.900 euro annui lordi di provvigioni


  • User

    @mauro1978 said:

    scusa ma faccio una precisazione

    Per le visite ci siamo: 50 x 365 all'anno = 18250 visite
    Un mutuo erogato ogni 800 = 23 mutui anno

    Mutuo medio 130.000 euro (da 100.000 non se ne fanno più). La prassi è che la banca paghi una commissione upfront (Secca solo per il primo anno) a chi porta mutui (ad esempio promotori finanziari, consulenti vari, agenzie immobiliari).
    Tale commissione varia in base agli accordi, ma di solito è tra lo 0,50% e l'1%.
    Quindi se io agenzia immobiliare intermedio un mutuo da 130.000 euro prendo 1.300 euro di provvigione il primo anno (anno di erogzione) e basta dopo.
    Lato banca il margine della banca è indicato in via abbastanza precisa dallo spread (differenza tra tsso applicato al cliente e tasso di mercato di riferimento, IRS per i mutui tasso fisso e Euribor per i tv): oggi lo spread si aggira sotto l'1%. Quindi una banca su un mutuo da 130.000 euro, guadagna di interessi circa 1300 euro, gli anni dopo meno perchè cala il debito residuo. A tale margine di interesse vanno poi tolti i costi pro quota della struttura (filiali e personale, i costi del capitale - cica 0,20% - e il costo delle insolvenze).

    Torniamo all'ipotesi di sito gestito da un procacicatore e non da una banca diretammente. 23 mutui a 1.300 euro cad di provvigione sono 29.900 euro annui lordi di provvigioni

    Quindi ditemi se sbaglio. Se una banca invece di investire in un procacciatore umano, si compra un sito come mutui.it , può investire questi 29.900 euro l'anno che tanto è uguale. O no? E se come ho letto in giro su forum specializzati in vendite, un dominio vale quello che ci si potrebbe guadaganre in 5 anni: 29.900 x 5 = 150.000 euro circa.
    Come la si vuole vedere sempre sui 100.000 euro il sito si potrebbe vendere.


  • User Attivo

    la valutazione dei x5 vale per parking su siti con alto traffico spontaneo in inglese. i pay per sale o payper lead sono diversi, danno uno stabilità dei flussi molto minore quindi li devi "pesare" meno. Molti siti italiani non si riescono a vendere con multipli x2
    Oltre al discorso del valore teorico, va poi fatto il conto con l'oste: quanti soldi girano?


  • User Attivo

    nel caso di excite é stato applicato un x9, chiaramente é un'altra cosa. Tra l'altro ad occhio ritengo che Excite sia stato pagato poco.


  • User Attivo

    comunque non é da escludere che tra qualche anno il mercato valuti 100.000 euro domini come mutui.it, adesso non c'è molta attenzione da parte di chi ha i soldi verso i domini. Ecco il problema è la disattenzione delle grosse società di capitali.


  • User Attivo

    excite è stato pagato x9 ma è uno dei leader di mercato.
    In tutti settori accade la stessa cosa: se la media ad esempio è x5, i leader vengono pagat ianche x10, ma i piccoli x2. Questo perchè i leader probabilmente offrono maggiore stabilità dei flussi di cassa (e quindi li paghi di più), perchè hanno strutture organizzative più solide, perchè hanno maggior profilazione clienti, perchè hanno band più forti e quindi estendibii e adtti per fare cross selling


  • User

    sempre rimanendo in tema di nomi buoni, conta molto se il dominio è "invariante" in tutte le lingue? Faccio un esempio pratico che mi viene in mente: il dominio madagascar.it (non sapendo se fa visite o no, solo che immagino sia abbastanza turistico), quanto può valere? Nell'ordine dei 100, 1.000 o 10.000 euro?


  • User Attivo

    l'invarianza nelle lingue vale solo per i suffissi non legati ad una nazione, cioè com net org info e mobi

    Prendi ad esempio vienna.net (passato di mano per 12.000 dollari circa), è il nome della capitale austriaca in molte lingue e quindi il peso della non varianza per le lingue conta. Non ha valore invece per sufficci nazionali (ad esempio per vienna.it non ha rilevanza) perchè il suffisso nazionale se da un lato genra type-in da uno stato dall'altro limita il mercato a quello stato


  • User

    @mauro1978 said:

    l'invarianza nelle lingue vale solo per i suffissi non legati ad una nazione, cioè com net org info e mobi

    Prendi ad esempio vienna.net (passato di mano per 12.000 dollari circa), è il nome della capitale austriaca in molte lingue e quindi il peso della non varianza per le lingue conta. Non ha valore invece per sufficci nazionali (ad esempio per vienna.it non ha rilevanza) perchè il suffisso nazionale se da un lato genra type-in da uno stato dall'altro limita il mercato a quello stato

    Alla luce delle tue parole allora probabilmente il sito madagascar.it non sarebbe buonissimo, o sbaglio. Quanto lo valuteresti?


  • User Attivo

    madagascar.ti è un bel dominio perchè del tipo stato.it , ma solo per il mercato italiano.

    Altra cosa rispetto ai mutlipli: rileggendo i post ho visto che si è fatta confusione tra reddito lordo e netto die domini/aziende. Ad esempio excite è stato pagato 9x il reddito netto. (resta valid oche i siti leader hanno multipli + alti dei siti piccoli)

    Quindi, tornand oall'esempio di di mutuo.it i 30.000 euro di commissioni attive diventano, in ipotesi di assenza costi e tassazione al 40%, un netto di 18.000. Il multiplo x si applica a 18.000, non a 30.000


  • User Attivo

    quando si parla di utile o meglio di ebit si parla di somme prima della tassazione, quindi il x9 si applica all'utile o qualcosa mi sfugge ?


  • User Attivo

    @business said:

    quando si parla di utile si parla di somme prima della tassazione, quindi il x9 si applica all'utile o qualcosa mi sfugge ?

    certo che no, l'utile netto è dopo le tasse, e il multiplo di excite da te caloclato (9x) è sull'utile netto


  • User Attivo

    mmmm scusami ma i 300.000 euro sono l'ebit di excite prova a dare un'occhiata poi dimmi. Può essere che mi stia confondendo ma mi pare strano


  • User

    @mauro1978 said:

    l'invarianza nelle lingue vale solo per i suffissi non legati ad una nazione, cioè com net org info e mobi

    Prendi ad esempio vienna.net (passato di mano per 12.000 dollari circa), è il nome della capitale austriaca in molte lingue e quindi il peso della non varianza per le lingue conta. Non ha valore invece per sufficci nazionali (ad esempio per vienna.it non ha rilevanza) perchè il suffisso nazionale se da un lato genra type-in da uno stato dall'altro limita il mercato a quello stato

    ma vienna non si dice così solo in alcuni paesi? rispetto a madagascar che è uguale in tutte le lingue, non è peggio?

    Cioè tra vienna.net a 12.000 dollari e madagascar.it , forse mi sbaglio ma vale di più il secondo...

    Un'altra domanda. E' vero che molti investitori americani si stanno affacciando ora sui domini .it perchè unendo una parola inglese + .it sembra un imperativo? (es: buy.it) E quindi riescono ad usare il sito come uno slogan? Non era già successo con il suffisso delle Western Samoa che molti hanno trasformato in Web Site?


  • User Attivo

    Salve abel76,

    Io farei parlare i numeri prima che il senso delle estensioni ...

    Domini .IT registrati ad oggi :
    ** 1,462,668 **
    numero domini presenti nel
    database alle ore 10:00 del 26/11/2007

    Vediamo un pò cosa succede per le estensioni principali :

    Changes are being tracked for (.COM, .NET, .ORG, .INFO, .BIZ, .US)
    Today's Date 11/26/2007 1:21 AM PST
    Status of domains on 11/25/2007
    71,126,233 .COM
    10,471,090 .NET
    6,325,121 .ORG
    4,913,356 .INFO
    1,890,277 .BIZ
    1,360,904 .US

    96,249,090 Total Domains

    Se si parla di valore di una estensione, si deve tenere in considerazione la difficoltà nel registrare un dominio data la presenza di milioni di nomi presenti nel database.
    I com sono diventati una rarità, rimangono solo nomi composti da più parole e termini fantasiosi ed inventati, tutto il resto è preso e ripreso.
    Volendo dare un valore alla estensione .it rispetto al .com diciamo che si potrebbe dividere il valore di un com per 71 milioni moltiplicarlo per 1,5 milioni e dividere il risultato per 5 (più o meno l' .it è al 5/6 posto in quella scala), e questo solo se il .it fosse gradito in ambito internazionale.
    Questo ragionamento non è mio ma di un amico domainer statunitense.
    Saluti
    Luca


  • User Attivo

    @abel76 said:

    Un'altra domanda. E' vero che molti investitori americani si stanno affacciando ora sui domini .it perchè unendo una parola inglese + .it sembra un imperativo? (es: buy.it) E quindi riescono ad usare il sito come uno slogan? Non era già successo con il suffisso delle Western Samoa che molti hanno trasformato in Web Site?

    Questo é un aspetto interessante. Bisogna informarsi di più al riguardo


  • User Attivo

    @business said:

    Questo é un aspetto interessante. Bisogna informarsi di più al riguardo

    L' it non è particolarmente interessante da usare come "domain hack".
    Un pò di storia...
    Tutto nasce con la popolarità di "de .li. cio .us" diciamo che lo spunto per molti sviluppatori nasce dalla possibilità di creare domini multipli sfruttando l'estensione.
    Questo ragionamento segue la logica del "Ext must fit the name" nel senso che :
    Com = commercial
    Net = network
    Org = organization
    e via dicendo ... il domain hacking reinterpreta questo concetto applicandolo sul significato del dominio compresa l'estensione.
    Ci sono vari domain hack con siti di successo sviluppati, cito un paio di esempi "who.is" e "whois.sc", e poi ancora unlock.it, e tanti altri.
    Dal punto di vista del traffico naturale è pressochè zero.
    Per quanto riguarda l'indicizzabilità, sono dei normali domini che seguono la logica dei contenuti di un eventuale sito.
    Sono facili da ricordare e sono brandizzabili, questo è il loro valore aggiunto.
    Per unlock.it c'e' da dire che il termini è molto di moda con riferimento allo sblocco dei telefonini, quindi come tale nicchia e non fà testo.
    Ma veniamo all'utilizzo dell' it come imperativo...
    siamo sicuri che sia interessante in via generale ?
    quanti utenti e aziende di lingua inglese apprezzerebbero domini come questi ?
    ci sono aziende Italiane che investirebbero su questo ?
    Agli americani interessano gli .it con traffico e nome in Italiano, poco importa del significato dell'hack.
    I .ws seguono la stessa logica, e così tutte le altre alternative, tutti i domini creati con estensioni minori sono buoni se di senso compiuto e con forte richiesta del mercato per quelle determinate keywords.
    Postate pure le vostre impressioni 🙂
    Saluti
    Luca:ciauz: