• Super User

    La storia della carriera è decisamente particolare.

    Si potrebbe intendere una donna in carriera in due modi, una che pensa SOLO a quello come tanti uomini e lascia indietro tutto il resto. Io personalmente non lo condivido ne nell'uomo ne nella donna, ma sono scelte personali.

    Un altra visione della "carriera" è l'idea che una donna/persona abbia una passione, studi anni per arrivare a fare un lavoro che gli dia cmq soddisfazione e se lo fa bene gli venga riconosciuto il suo merito e di rimando "faccia carriera". A volte ho la sensazione che per donna in carriera non si indichi solo la prima ipotesi, ma bensì anche la seconda. E dunque quasi un voler negare che la donna possa fare qualcosa di diverso da quello che è lo stereotipo classico donna/casa/famiglia.
    Ci sono tanti uomini, perfortuna, che trovano "bella" una donna che si sente felice e realizzata per quel che fa e le scelte che ha potuto in libertà prendere.

    Ora mi chiedo, come si può pensare di poter "concedere" o "chiedere" diritti sanciti peraltro dalla costituzione italiana partendo dalla domanda "do fastidio a qualcuno?". In verità me ne frega poco se il maschilista retrogrado si trova in difficoltà, è un problema suo, ne tanto meno ho interesse a piacere a un uomo simile. Per altro non capisco bene da dove esca l'idea che una donna voglia piacere a TUTTI gli uomini, ci sono certe bestie in giro. Così come non credo un uomo voglia piacere a tutte le donne... e poi siamo sempre li, uomo-donna. Io non voglio piacere a TUTTE le persone aldilà del loro sesso.


  • User Attivo

    ?Il freudismo è una teoria scientifica che prende il nome dal suo primo esponente.?
    Dopo di che ogni individuo dovrebbe sentirsi ? veramente! ? più cognitivo e realizzato.

    ?Il caso ?Freud? non è, tuttavia, il caso di cui parli.?
    Per me Freud non costituirà mai un ?caso?, tanto meno il caso che mi attribuisci. Io ho detto precedentemente ?? in ogni errore che si fa, piccolo o grande che sia, c'e sempre una ragione. Il mio/piccolo, in questo caso [ma intendendo errore grammaticale: amantide per mantide], lo spiego come un lapsus freudiano...? E lo dispiego anche. D?altra parte so bene che l?espressione latina suona ?lapsus linguae?, ma si usa dire anche lapsus freudiano in quanto, per Sigmund Freud , chi fa errori parlando/scrivendo, o agendo, dimostra conflittualità interne e inconsce tali per cui si va a dire/scrivere o fare proprio quello che non si vorrebbe. E lo ri/dispiego e lo ri/dispiego!?

    ?ritengo [prego ? l?iniziale maiuscola!] le lingue una massa fluida? Il nostro è un periodo storico fortemente condizionato dall'Europa Unita? Quindi penso sia normale fare nostri alcuni vocaboli di lingue? riassumono in una parola quello che in italiano sarebbe dato da un concetto.?
    Per come vanno le cose, ne devo prendere atto (purtroppo). Io, tuttavia, non mi rassegno a che la nostra lingua diventi un mucchio di foglie secche che va imputridendosi alle prime piogge: ogni lingua/madre resta per me la vera anima del popolo che l?esprime.

    ?Non hai risposto ai tanti punti del mio post, limitandoti a quello meno importante...?
    Quali? Del tipo: "se leggi bene quello è quello che ricordavo io? posso ricordare anche male. Poi google ha fatto la sua funzione!"? Devo dire la verità: non riesco ad entrare ? per i miei limiti ? in questo tipo di codice del linguaggio. Una cosa tuttavia vorrei aggiungerla: ho capito finalmente che in questo topic di Andrez (che ha preso spunto da alcune mie frasi provocatorie) non si è sviluppata equilibratamente la disputa ?filosofeggiante? ed ?estetizzante? (e pur sempre in chiave provocatoria e paradossale) che erroneamente ? mea culpa! ? avevo immaginato/previsto. Ma gli interventi sono stati etici, a volte seriosi, perfino moralistici; ed io? Beh, un tipo come son fatto, in una discussione come questa, è poca cosa, perfino inopportuna e fa bene a soprassedere.
    eu.ro


    Buonanotte!? (Ad un prossimo topic.)


  • User Attivo

    Nel mio post del 21-11-07, 18:03 penso d'aver parlato abbastanza da meritare qualche riposta 🙂
    Rileggendo non concordiamo su "i disastri di Umanità e Terra", sul "modello biologico" e su come mi sei sembrato con quella frase 🙂 ...pensavo di continuare a parlare di questi punti. 😉

    Comunque...

    ?Il freudismo è una teoria scientifica che prende il nome dal suo primo esponente.?
    Non volevo scoprire l'America, ma solamente spiegare perchè si chiama freudismo. Visto che te stavi criticando sulla scelta di nomi derivanti da lingue straniere. E anche per questo l'ho chiamato "caso". Non perchè volessi sminuire Freud, ma perchè per supportare la tua tesi hai scelto un esempio sbagliato. E' come se in Inghilterra parlando della Breccia di Porta Pia, dicessero "I GaribaldAIni" perchè non vogliono prendere parole dall'Italia. Sul caso di "clown" che si può dire anche pagliaccio è già diverso...
    Caso freudismo
    Caso GaribaldAIni
    Caso clown
    Per questo l'ho chaimato caso!

    La lingua è una caratteristica della nazione che la parla. Senza dubbio. Hai ragione. Ma penso che sia, comunque, in continuo cambiamento. In Italia c'erano tanti dialetti poi l'italiano. In Francia lingua d'oc e d'oil che è diventato il francese, tra qualche decennio è probabile si scriva qualcosa misto tra inglese e francese, magari con la trasformazione di alcune parole grazie al linguaggio degli SMS: "Cmq/tt bene/grz/msg" etcetc. Ovviamente ipotizzo.

    La cosa che più mi dispiace è (nel caso abbia contribuito anche io:) ) la demotivazione di euroscini nel seguitare la discussione.

    A Vamp dico che ovviamente una persona ha bisogno anche di altre soddisfazioni oltre alla sua priorità. Se una donna è in carriera non le basterà essere realizzata solo lì. Cercavo di estremizzare proprio per dare risalto al fatto che a questo estremo era ancora meno importante piacere a tutti gli uomini. Giustamente è giusto ( 🙂 ) fare casi reali. Quindi ipotizziamo (se vogliamo continuare questo esempio) di una donna che ha come priorità la carriera per il 70% e nel 30% ci sono: un uomo, un figlio e genitori. Va bene come caso classico? 😄
    Anche in questo caso non vedo la voglia di piacere a tutti o tanti uomini. Ciao Vamp 😉


  • Super User

    Voglio anch'io ringraziare Euroroscini per averci dato l'opportunità, diciamo lo spunto, di approfondire la tematica relativa agli ultimi e più recenti aspetti di questi decenni di emancipazione femminile, rapportandoli al concetto di essere donna-femmina; dell'essere donna e femmina.

    La descrizione introduttiva di Andrez, per certi versi agghiacciante, ci mostra un quadro d'insieme dove alla donna semplicemente non è stato concesso di essere in quanto tale ma solo di esprimere precisi modelli preconfezionati e ad essi attenersi scrupolosamente.

    Era questa una situazione abbastanza diffusa nel mondo occidentale ma che ha trovato in Italia particolari favori grazie alla forte influenza della Chiesa da una parte e delle classi borghesi dall'altra.

    Per chi per tanti anni è stato abituato a non avere liberi riferimenti d'appartenenza, modelli da valutare ed eventualmente seguire ma solo l'obbligo di adeguarsi a quelli imposti, diviene tutt'altro che facile inventarne e costruirne uno e poi rendergli pure possibile l'interagire, in modo competitivo (!) con la società.

    Può darsi che alcune donne che hanno scelto il modello carrierista, ed i modi duri e senza scrupoli che esso pretende, abbiano perso (o solo distratto) l'immagine tipicamente femminile dell'affettuosa dolcezza da Angelo del Focolare, tuttacasaechiesa-acquaesapone che molte di noi hanno avuto da bambine e che altrettanti maschietti hanno adottato come riferimento-obiettivo di quella che doveva divenire la madre dei loro figli.

    E' evidente come tanti di loro oggi debbano fare i conti con una situazione frustrante di perdita di riferimenti; chi sono loro maschietti realmente oggi?

    E che modello di donna cercare per affidargli la crescita (!!) dei propri figli?

    Che le carte andassero rimescolate non vi sono dubbi.
    Il difficile ora semai è ricostruire questi modi di essere per entrambi, sia dell'uomo che della donna. Individuare obiettivi di convivenza compatibili con la reciproca dignità.

    Ho avuto più volte nella mia vita l'opportunità di vivere intense esperienze di vita come manager assieme ad un maschietto ( 😄 ) ed è stato per tante volte veramente gratificante per entrambi accorgerci di come le nostre particolari differenze (io molto più dubbiosa e riflessiva, lui più tenace e pronto all'azione) ci consentivano di vedere le varie realtà dei fatti e delle cose da punti di vista molto diversi e complementari, e consentire così, l'uno all'altra, di meglio comprendere e completare analisi che singolarmente sarebbero state spesso inefficaci ed a volte errate.

    Ed ottenere a volte complici successi, spesso usati come esempio di convivenza con i nostri figli 🙂

    Recentemente una di queste esperienze mi ha permesso di vivere a stretto contatto con le donne Thai.

    L'immagine che arriva in Europa non è proprio corrispondente alla loro reale realtà.
    Pudicissime e fortemente morigerate, lo sono di fatto per scelta soggettiva e mai per imposizione della società, che è anzi estremamente tollerante e comprensiva di ogni differente e particolare scelta individuale.

    Mostrano un rapporto assolutamente alla pari con l'uomo al quale sanno essere letteralmente devote in modi a noi inimmaginabili, quando lo amano contraccambiate, ma pronte e riprendersi la loro piena autonomia alla fine di un rapporto.

    Questa loro profonda e sincera quanto passionale capacità alla devozione del loro uomo (ma sempre con un altissimo livello di dignità) è il vero motivo di preoccupazione per le donne occidentali che di fronte ad esse sentono pesantemente di non saper più essere donne in quel modo, e che porta tanti ragazzi europei a fare scelte drastiche e cambiare la loro vita.

    Mi hanno insegnato molto.
    Ed ho capito quanto sia possibile essere donne manager e pure fare carriera senza dimenticare la nostra interiore femminilità, ognuna nella sua atipica e particolarissima soggettività, e ritrovando dentro di noi l'ancestrale potenza del saperci dare con tenera dedizione ed amare profondamente, con tutte noi stesse chi ci ama, ci rispetta e crede in noi.


  • Super User

    Quello che ha detto Mamilu mi fa pensare a quanti trovano la propria donna della vita fuori dall'Italia, e quante volte ho sentito le italiane dire "solo perchè quelle -riferito soprattutto alle donne dell'est- si fanno sottomettere e fanno le schiave". Questo fa capire come in Italia essere devoti al proprio uomo, ma anche alla propria donna, alle volte non è segno di amore ma di "sottomissione". La concezione che ho appena espresso è nata quando la donna ha male interpretato il suo ruolo da emancipata.
    Libertà femminile che non passa nel rinunciare a fare il pranzo al maschietto che torna da lavoro o a spalmargli gli unguenti sulla schiena, ma nel sapere quando questo diventa un servizio a senso unico, ovvero quando oltre a lavorare DOBBIAMO fare questo o quello senza che dall'altra parte vi sia risposta positiva o atteggiamenti simili.

    Il giusto sta nel mezzo, ma molte donne ancora non lo sanno o lo sanno ma non possono mettere in pratica quello che hanno appreso, vuoi l'ostilità di alcuni ambienti di lavoro, vuoi la stessa ostilità da parte di altre donne che sempre più spesso fanno gruppo solo per andare ad intaccare colleghe ben viste dal capo o comunque capaci di vincere senza alzare la gonna.
    Per costituire una politica femminile bisogna essere come gli uomini che quando c'è da fare gurppo sono i primi.

    L'altro giorno io e il mio maschietto servitore ( se fossi una che la pensa in tali modi direi che è lui la femmina in casa) eravamo al bar, mentre sbavavo danti la cofana (che itaGliano :D:D) dei tramezzini, notavo un gruppo di maschiettoni giocare a biliardo, ho immaginato le loro donne...sole a casa a guardare Maria De Filippi, incapaci di divertirsi e sole, anche su questo punto di vista c'è da ragionare...le donne ad una certa età sembrano incapaci di divertirsi...forse perchè ancora è radicata l'idea che quando una donna si diverte vuol dire che si concede in alcuni sensi...altrimenti nulla, come se l'essere donna ci esclude dalla categoria del divertimento strano, quel divertimento che va oltre la canasta, la balera o il circolo del ricamo.

    Ma prima di poter dire o fare bisogna convincersi a non andare contro noi stesse, se una collega vince o un'amica ha successi, non è costruttivo storcere il naso o darsi una giustificazione cattiva per la cosa.
    Parte delle mie amicizie donne le ho perse così, più andavo su e più cadevano dal pallottoliere le amiche...da una parte è stato un bene, dall'altra uno sconforto.


  • Super User

    Ecco i motivi per cui una manifestazione del genere non doveva essere fatta.
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=222973
    Ancora le donne non sono pronte a questo soprattutto se poi una manifestazione pubblica diventa di un solo colore... come se la libertà fosse solo di sinistra. Non mi è piaciuto affatto.

    Non è di certo cacciare gli uomini dalla manifestazione che si creerà una nostara politica.
    Che vergogna.
    Mi vergogno profondamente per quelle povere femmine che non hanno capito il senso di quella manifestazione.
    Bruciare i reggiseni o cacciare i maschi dalle manifestazioni non è libertà femminile, è dimostrare stupidità.


  • Super User

    Per equità e per chiarire la situazione mi pare giusto anche riportare la voce delle organizzatrici e delle partecipanti cosa che IlGiornale si è guardato bene dal fare.

    Centomila in corteo a Roma contro la violenza sulle donne. Contestate le ministre

    'La violenza degli uomini comincia in famiglia e non ha confini'. Con questo striscione si è aperta a Roma la manifestazione contro la violenza sulle donne "Era dagli anni '70 che non si vedevano cosi' tante donne in piazza". Dacia Maraini, scrittrice, tra le anime dei movimenti di donne degli anni '70 paragona la manifestazione di oggi contro la violenza sulle donne a quelle degli anni '70. "Secondo i calcoli che facevamo allora potrebbero essere 200 mila. E' una cosa commovente che non mi aspettavo".
    Secondo la scrittrice questo dimostra che "il problema della violenza le donne lo sentono moltissimo, e' dentro l'inconscio di ognuna, anche quando non la subiscono in prima persona. E' un problema culturale". Anche l'aumento del numero delle violenze di questi ultimi anni e' secondo Maraini causato dalla "cultura tradizionale che abbina amore con possesso"..

    Gli ultimi dati Istat sottolineano come solo nel 24,8% dei casi la violenza e' stata compiuta da uno sconosciuto. Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un 'reato', mentre il 44% lo giudica semplicemente 'qualcosa di sbagliato' e ben il 36% solo 'qualcosa che e' accaduto'. Infine, solo un quarto degli autori dei fatti, quando vengono denunciati, viene imputato e solo l'8% di essi e' condannato.

    Dai camioncini i rappresentanti di 'Controlaviolenza.org', il cartello di associazioni e collettivi che ha organizzato la manifestazione, ricordano le cifre di una violenza che "uccide piu' del cancro e degli incidenti stradali".
    "L'assassino non bussa: ha le chiavi di casa": e' lo striscione dietro il quale sfileranno le manifestanti della Casa internazionale di Roma.

    A sfilare, donne di tutte le eta' e di tutte le nazionalita', un burqa fa capolino da dietro allo striscione, insieme a qualche "strega" e qualche parrucca colorata. Anche qualche rappresentante del 'sesso forte' tra le centinaia di donne che si stanno lentamente avviando verso via Cavour.

    Un gruppo di giovani donne rom residenti all'interno del campo nomadi di Cesare Lombroso di Monte Mario a Roma hanno aderito alla manifestazione. Le giovani rom, indossando abiti tradizionali del loro Paese, in attesa della partenza del corteo, si sono esibite in balli tipici tradizionali. Il gruppo di donne ha anche esposto uno striscione "Siamo qui per esprimere solidarieta'
    ad Emilia, la donna che ha denunciato l'assassino di Giovanni Reggiani", in segno di solidarieta' verso la donna, Emilia, che ha permesso di rintracciare l'assassino di Giovanna Reggiani.

    Contestate la Prestigiacomo e Mara Carfagna
    "Fuori i fascisti da questo corteo". E' lo slogan scandito contro Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna, esponenti di Forza Italia, che stanno
    partecipando alla manifestazione.
    "Dell'onorevole Prestigiacomo, che e' arrivata alla manifestazione con le guardie del corpo, e' stata evidente la provocazione. E' arrivata al centro del corteo e, sempre con le guardie del corpo, cercava di raggiungere la
    testa e lo striscione". Cosi' Monica Pepe, una delle promotrici
    della manifestazione in corso a Roma, ricostruisce le contestazioni che hanno riguardato la parlamentare di Forza Italia.

    Contestate le ministre
    Le ministre della Salute Livia Turco, delle Attivita' giovanili Giovanna Melandri, e delle Pari opportunita' Barbara Pollastrini, sono state duramente contestate dal gruppo delle organizzatrici della manifestazione
    nazionale contro la violenza sulle donne che hanno interrotto la diretta Tv, in corso a Piazza Navona. Nonostante la sua partecipazione all'intero corteo, anche la ministra Livia Turco e' stata contestata e ha osservato che contestazioni del genere vanno a scapito di tutte le donne.
    Mentre la piazza continuava a riempirsi con l'arrivo delle manifestanti, le tre ministre si sono allontanate.

    "Quella di oggi e' stata una manifestazione bellissima che mi riempie di gioia". Purtroppo, lamenta, le intemperanze che si sono verificate al termine della manifestazione, cosi' come quelle all'interno del corteo che hanno visto la contestazione della parlamentare di Forza Italia Stefania
    Prestigiacomo "vanno a scapito della forza di tutte le donne".

    "Un corteo lungo, festoso, giustamente arrabbiato e impegnato contro violenza e molestie. Al suo interno si e' tuttavia verificato un episodio che condanno e che mi e' molto spiaciuto". Cosi' la ministra per le Pari
    Opportunita' Barbara Pollastrini ha commentato il corteo e la contestazione ricevuta dalla deputata di Forza Italia Stefania Prestigiacomo. "Le donne - prosegue Pollastrini - hanno sempre avuto le capacita' di unirsi e vivere le loro differenze come una ricchezza. Ho apprezzato che Stefania Prestigiacomo fosse presente, anche perche' sul tema della lotta alle molestie e alla violenza lei ha dato il suo impegno".

    Due cronisti maschi di agenzie di stampa e un fotografo sono stati allontanati a spintoni dal corteo contro la violenza sulle donne in corso a Roma. "Siete uomini uscite da questo corteo" cosi' sono stati apostrofati i cronisti che hanno replicato: "siamo qui per lavorare e per informare i cittadini delle vostre proteste".

    Controviolenzadonne fa dei distinguo: "rifiutiamo l'adesione all' iniziativa di soggetti politici che hanno costruito ed aderito al Family Day che disconoscono l'autodeterminazione delle donne e sostengono le politiche razziste, familiste e ostili al riconoscimento dei diritti e della liberta' di lesbiche, gay e trans della destra reazionaria, praticate in grande stile anche da un governo che si definisce di sinistra". Esecutivo che si e' reso "protagonista negli ultimi mesi di campagne repressive contro i migranti strumentalizzando la violenza alle donne". "Benvengano pero' i ministri - dicono gli organizzatori -
    purche' la loro presenza sia senza ambiguita' ma di stimolo a politiche serie, non legate all' emergenza e soprattutto senza ricorso alla sola repressione".

    Le donne della Sinistra Critica sono ancora piu' esplicite: "No alla deriva razzista di Prodi. La manifestazione sara' un momento per opporsi fermamente al clima repressivo e securitario alimentato dal governo e dal sindaco di Roma, con il Pacchetto sicurezza, che non hanno esitato ad utilizzare cinicamente il corpo martoriato di Giovanna Reggiani per lanciare una campagna razzista contro gli stranieri che svia l'attenzione pubblica dalle reali responsabilita' della violenza contro le donne, quelle degli uomini e del loro preteso controllo sulle vite di mogli, figlie, compagne".

    Fonte: RaiNews24


    Non è che mi sento di dare loro proprio tutti i torti!!!
    Non mi pare che in tutti questi anni lo Stato abbia fatto nulla per le donne e posso anche ben capire che non volessero esponenti di governo ne tanto meno donne che quando si tratta di dare libertà ad altre donne (pensiamo solo alla fecondazione assistita) se ne fregnao altamente. Hanno dato filo da torcere sia a destra che a sinistra mi pare.

    E i media cosa hanno riportato di una manifestazione di tale portata? Solo quello che gli faceva comodo per far passare le donne come femministe sclerate. Non mi pare cambi proprio nulla.

    Per altro da quel che si legge la contestazione agli uomini era solo verso alcuni giornalisti, perchè nel corto alcuni uomini erano.

    Pika, gioia, cominciamo anche a vietare le manifestazione e siamo proprio a posto è! 😉


  • Super User

    @Vampiretta said:

    ...

    Non è che mi sento di dare loro proprio tutti i torti!!!
    Non mi pare che in tutti questi anni lo Stato abbia fatto nulla per le donne e posso anche ben capire che non volessero esponenti di governo ne tanto meno donne che quando si tratta di dare libertà ad altre donne (pensiamo solo alla fecondazione assistita) se ne fregnao altamente. Hanno dato filo da torcere sia a destra che a sinistra mi pare.

    E i media cosa hanno riportato di una manifestazione di tale portata? Solo quello che gli faceva comodo per far passare le donne come femministe sclerate. Non mi pare cambi proprio nulla.

    Per altro da quel che si legge la contestazione agli uomini era solo verso alcuni giornalisti, perchè nel corto alcuni uomini erano.

    Pika, gioia, cominciamo anche a vietare le manifestazione e siamo proprio a posto è! 😉

    Vampi, ma ho detto forse di vietare le manifestazioni?
    Ho detto che ancora molte donne non sono pronte a questo tipo di eventi, non ho escluso che ci fossero persone tranquille che hanno manifestato magnificamente, sia chiaro. Tra ieri e oggi ho visto giornali e tg dare informazioni constrastanti, per uno è andata così, per altri è andata colà...io alla manifestazione non c'ero e non so come effettivamente sia andata, una mia amica che ha partecipato mi ha riferito che di certo sono spuntate bandiere molto rosse....come si dice qui, famo a capisse.
    Questo è condannabile perchè tinge una manifestazione che non è ne di destra ne di sinista.
    Tuttavia ripeto che una passeggiata in piazza di un giorno non è mai servito a nulla, come gli scioperi di un giorno. Se si vogliono cambiare le leggi bisogna rischiare molto di più di una semplice giornata di lavoro.

    🙂


  • Super User

    Mi riferivo al tuo "Ecco i motivi per cui una manifestazione del genere non doveva essere fatta." 😉

    Un conti dire inutile un conto che non va fatta! Tutto li!


  • Super User

    @Vampiretta said:

    Mi riferivo al tuo "Ecco i motivi per cui una manifestazione del genere non doveva essere fatta." 😉

    Un conti dire inutile un conto che non va fatta! Tutto li!

    Non doveva essere fatta, non che doveva essere impedito di farla.

    Capire che ancora ci sono persone non capaci di comprendere tanti concetti e agire diversamente.


  • Super User

    @pikadilly said:

    Non doveva essere fatta, non che doveva essere impedito di farla.
    Ok avevo frainteso, scusami. 😉

    Io invece sono convinta abbiano fatta bene a farla, in quella manifestazione non ci sono stati solo gli episodi delle politiche contestate e cacciate, per altro avevano espressamento chiesto di non strumentalizzare la manifestazione e andare li a titolo personale.

    Ci sono state anche tante donne riunite insieme con le loro diversità per denunciare ciò che tutti i giorni subiscono fuori e dentro casa da decenni.


  • User Newbie

    Credo che ci sia molto di vero, ma penso anche che non si tratti di vera emancipazione.