• Super User

    A meno che tu non ti fai tagliare in due e ti fai attribuire un codice fiscale diverso ad ogni tua parte.....
    :arrabbiato: pessima battuta da commercialista!!!!

    Si un solo modello unico (740) con la compilazione di diversi quadri però, quello per lavoro dipendente e quello per lavoro autonomo.

    Figurati per le info.

    :ciauz:

    Paolo.


  • User Attivo

    Riprendo questo topic per continuare il discorso ed approfondirlo.

    Il mio caso è simile, ma vorrei maggior chiarimenti.

    Attualmente sono in possesso di P.iva e lavoro come libero professionista mi occupo di grafica; collaboro da un paio di mesi con una azienda realizzado prodotti grafici facendo fattura.
    Loro mi hanno proposto un contratto a tempo determinato da avviare il prossimo anno come grafico, ma quello che mi domando è se posso mantenere aperta la p.iva.

    Come ho letto nel contratto non ci devono essere note di esclusività, ma quello che mi domando è se posso stipulare il contratto senza dover far presente all'azienda se ho chiuso o meno la P.iva e se non ci siano problemi di conflittualità.

    Io ho la p.iva da Gennaio di quest'anno a regime agevolato, perciò il prossimo anno sarò soggetta alla riceca di mercato altra preoccupazione non salirebbero troppo i contributi?

    Se nel 2006 riesco a stipulare il contratto e amantenere la p.iva, se non fatturo, ma guadagno come dipendente cosa succede con la ricerca di mercato?

    Spero di essere stata chiara nel formulare le mie domande e di aver dato tutti i dati disponibili per capire la situazione.

    Affronterò l'argomento anche con il mio commercialista, ma vorrei sentire anche un altro parere.

    Grazie per l'eventuale risposta


  • Super User

    Ciao Sa23, non chiarissima, ma penso di aver capito (ps per ricerca di mercato penso tu intenda studi di settore, mi sbaglio?).

    Sinceramente quale mia opinione personale non aderirei ad un contratto di lavoro dipendente determinato se il mio futuro è e voglio che sia quello di lavoro autonomo. ma se a te interessa far questo direi che:

    • riterrei compatibile l'essere assunto quale dipendente per la tua attività per un anno come dipendente e contemporaneam. tenere aperta la p.Iva, con cui magari fare qualche parallelo lavoretto per altri committenti.
      Non ho mai esaminato casi del genere (oggetto professione preesistente = oggetto lavoro dipendente sopravvenuto) e sinceramente non so se esistano norme o interpretazioni ufficiali in merito, ma mi rifaccio alla mia categoria... dove alcuni svolgono sia l'attività di lavoro dipendente (a volte quali tecnici pubblici) che la libera professione... e l'oggetto dell'attività è il medesimo.

    • non mi preoccuperei per gli studi settore poichè anche ove contestassero gli inesistenti o bassi ricavi potresti validamente dimostrare (con certificazione del datore di lavoro) che tu per 8 ore sei dipendente, ma lo sei a tempo determinato.
      Potrai dunque far capire che questo periodo corrisponde ad una specie di "pausa di riflessione" nel tuo lavoro professionale, oppure una occasione di fare esperienza che potevi cogliere solo da dipendente e che poi si rifletterà positivamente (per l'esperienza acquisita) nel tuo futuro professionale , che tornerai a portare avanti tra un anno.

    • certo in assenza di ricavi sarei molto cauto sia nella deduzione dei costi che dell'iva ad essi connessa... limiterei al massimo se non non lo farei proprio.

    Paolo.


  • User Attivo

    Ti ringrazio infinitamente per la risposta.... scusami ma effettivamente ho sbagliato io intendevo gli studi di settore ho fatto confusione con un termine che uso nel mio ambito lavorativo.

    Solo mi chiedo come mai sottponendo il problema al mio commercialista lui non abbia contemplato entrambe le situazioni, ma mi a dichiaratamente detto che se accettavo la loro proposta di informarlo che avviava le pratiche per chiudere la partita iva.

    Non capisco :mmm:

    Che forse per lui non conviene affatto dal punta di vista economico :mmm:

    vedrò di riaffrontare con lui l'argomento e capire meglio.


  • Super User

    Certamente... potrebbe essere che ha fatto calcoli e che sia svantaggioso economicamente parlando, io quei calcoli non posso farli perchè non ne ho gli elementi (tuoi specifici).
    Dipende anche dai ricavi professionali paralleli che riusciresti ad avere... dipende anche da cosa tu hai detto di persona... parlarsi di persona fa capire taaaaante cose che qui sul forum certamente mi sfuggono.... magari sono io che ho mal interpretato il tuo quesito.

    Ti consiglio anche io di riapprofondire la possibilità di parallelo mantenimento della P.IVA con tuo commercialista.

    :ciauz:


  • User

    Unica pecca dovrà avere molto probabilmente una doppia copertura previdenziale e quindi 2 contributi .... ma anche 2 pensioni.

    i2m4y Le faccio una domanda...
    Mi pare di capire da quello che ha scritto lei che se uno ha una doppia copertura previdenziale avrà diritto, in sede di pensione, ad una doppia pensione...
    Giusto???

    Faccio questa domanda perchè mio padre, andato in pensione lo scorso anno, ha 37 anni di contributi come dipendente ed inoltre per 11 anni ha avuto una doppia copertura previdenziale, in quanto, oltre a lavorare come dipendente, aveva un negozio.
    In sede di calcolo di pensione però gli 11 anni non gli sono stati calcolati e gli hanno detto che erano persi...
    Quindi le chiedo... C'è la possibilità che si siano sbagliati e che quindi la pensione che stà ricevendo è di importo minore rispetto a quello che gli spetterebbe???
    Grazie per la risposta


  • Super User

    Ciao Christian, per prima cosa dammi del tu 😄 .

    Sicuramente si dovranno aver maturati i requisiti minimi per l'erogazione delle due pensioni secondo le norme vigenti (ad esempio INPS dipendenti e gestione separata INPS, che normalmente vengono poi cumulate in unico assegno).
    Purtroppo però io poco mi intendo di pensioni perchè seguo gli aspetti previdenziali solo per ciò che concerne poche categorie, nella fase di versamento e non di riscossione (solo professionisti) e non sono consulente del lavoro.

    I miei consigli nel tuo caso sono:

    1. verificare bene la nuova norma sulla totalizzazione dei periodi contributivi (in pratica la ricongiunzione dei contributi versati in più enti) che nel tuo caso sarebbe anche agevolato dal fatto che dovrebbero essere sempre verso INPS. E' stata notizia sulla stampa economica di un mesetto fa. Il perido minimo contributivo per la totalizzazione non ricordo bene ma era di 6 o 7 anni.
      Penso che qualche ricerca internet con le parole sottolineate ti darà molte notizie in merito.

    2. rivolgersi ad un patronato od ad un consulente del lavoro che possono darti una consulenza in merito (prediligerei il patronato).

    :ciauz:

    Paolo


  • User

    i2m4y Grazie 1000

    Già stamattina andrò ad un patronato inca per chiedere info maggiori 😉


  • Super User

    Questo ed altro era riportato dal Sole dell'ultimo periodo:

    http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.1560284784&DocRulesView=Libero&chId=30

    Anche qui nel forum c'è un topic con la notizia di Spiderpanoz.

    Figurati, in bocca al lupo.

    Paolo


  • User

    No, purtroppo al patronato INCA mi hanno detto che non è possibile totalizzare i doppi contributi previdenziali riferiti ad uno stesso periodo 😞


  • Super User

    Peccato!

    Ma hai fatto presente anche il progetto di legge in via di approvazione???


  • User

    Si, anche se sinceramente mi ha dato l'idea di non conoscere pienamente il progetto di legge in via di approvazione :mmm:
    In ogni caso appena la legge verrà approvata ci ritorno 😉
    Grazie ancora!


  • Super User

    Figurati, perfetto te lo avrei consigliato io, magari senti anche un secondo patronato, a legge approvata.

    Paolo


  • User

    Ok, Grazie :ciauz:


  • User Newbie

    Salve a tutti,
    sono nuovo di qui, quindi nn pikkiatemi a sangue se faccio cilecca al primo colpo :sbonk:

    La mia situazione è questa: attualmente sono dip. a tempo indet. con contratto commercio IV livello. Da gennaio vorrei aprire una piva per fare vendita ed assistenza su PC: voglio sondare il mercato per aprire eventualmente un negozio di informatica fra qualche tempo.

    Dando per scontato che ci sia compatibilità (o almeno sul testo del contatto nn ho visto niente che mi induca a pensare il contrario, pikkiatemi se mi sto sbagliando...), vorrei comunque fare una qualche tipo di comunicazione alla mia azienda perché da me sono un po' bastardelli e vorrei evitare coltellate alle spalle.

    Come mi consigliate di muovermi?
    Grazie in anticipo.


  • Bannato Super User

    io ti consiglio di parlare con il tuo superiore gerarchico
    poi cmq fai una lettera scritta
    carta manent verba volant


  • User Newbie

    intervengo nella discussione, alquanto interessante anche per me.
    io sono un lavoratore dipendente e dovrei aprire una partita iva. la cosa non è incompatibile con il mio CCNL.
    cosa devo fare?
    e soprattutto, mi conviene aprire una partita iva per un ricavo lordo di 10.000/15.000 euro annui?
    grazie, edita


  • User Newbie

    Sono assunto come commesso (addetto alle vendite informatica) contratto del commercio
    possono dirmi qualcosa se apro come consulente informatico? o come webmaster? grazie


  • User

    Un medico che è stato assunto come dipendente da una struttura ospedaliera pubblica può mantenere la P.IVA?


  • User Newbie

    Ciao, io sono assunta presso una azienda traita coperativa di lavoro quindi sono un socio lavoratore. In precedenza ho lavorato come grafico in un paio di redazioni, con una di queste la collaborazione continua e vengo pagata in ritenuta d'acconto...ora però mi sono state proposte altre collaborazioni con altri studi e volevo sapere se ho la possibilità di aprire una partita Iva in maniera tale da non avere più il problema del superamento dei 5000 euro lordi per la ritenuta d'acconto.
    Vorrei anche sapere i costi...o comunque dove mi posso rivolgere.

    Grazie mille