Quali sono i rischi di una ricerca “scientifica” sulle problematiche legate all’iperattività?

Recentemente i genitori dei bambini di alcune scuole elementari Vallagarina hanno ricevuto una richiesta di consenso al trattamento dei dati sensibili nell’ambito dello studio clinico “La testa altrove” – Indagine sul Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività.

Un genitore allarmato ci ha inviato questa richiesta chiedendo l’aiuto del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani. Il nostro comitato ha raccolto nel corso degli anni centinaia di denunce e tutelato i diritti di moltissimi cittadini vittime di abusi nel settore della salute mentale. In provincia di Trento si è distinto per una campagna informativa contro gli abusi di psicofarmaci ai bambini e i test psicopatologici nelle scuole, e per il sostegno a una legge Regionale che sostiene il divieto di somministrazione di test psicopatologici nelle scuole e il consenso informato scritto dei genitori per le cure a base di psicofarmaci.
La lettera inviata ai genitori contiene delle affermazioni sconcertanti. La prima affermazione che desideriamo commentare è la seguente: “L’importanza di raccogliere in maniera organizzata tali dati trova la sua motivazione nella possibilità di programmare delle risposte adeguate sia in termini di interventi, a carattere preventivo e curativo, sia in termini di un’adeguata organizzazione dei servizi: collaborazione tra scuola, famiglia e servizio sanitario…”
Qual è il vero significato di “interventi a carattere preventivo e curativo” e “collaborazione tra scuola, famiglia e servizio sanitario”?
Invitiamo ogni cittadino a riflettere sui seguenti punti:

Negli ultimi due anni in Gran Bretagna la prescrizione medica di psicofarmaci ai bambini è aumentata del 9200%, mentre in Germania è aumentata del 800%. Ora sta iniziando anche in Italia. A chi conviene tutto ciò? Non certo ai bambini…
Chiedetevi: come è possibile un così vasto aumento? Per convincere i genitori alla somministrazione, occorre PRIMA convincerli che i loro figli siano malati. A tal fine è in atto una precisa strategia di marketing:
*“L’importanza di raccogliere in maniera organizzata tali dati trova la sua motivazione nella possibilità di **CREARE un problema **per convincere la popolazione della necessità di interventi curativi che consisteranno anche nella somministrazione di psicofarmaci ai bambini, e di **organizzare nella scuola dei canali di marketing **volti al procacciamento di potenziali clienti (i bambini) che verranno poi indirizzati verso cure.” *
In pratica, questa indagine “scientifica” è volta a “dimostrare” che esiste un problema. Vi invito a vedere quali saranno i “risultati” di questa indagine… La scuola verrà quindi “ri-organizzata” per fare in modo che gli insegnanti non siano più degli operatori didattici ma dei promotori commerciali che segnalano i bambini ai servizi sanitari. I servizi sanitari quindi indirizzeranno il bambino verso una cura con degli psicofarmaci (Ritalin, Strattera, ecc.) noti per i loro gravi effetti collaterali tra cui il suicidio.
Tutto inizia, ed è iniziato, negli USA, in Inghilterra, in Germania e così via, con queste “innocue indagini per programmare risposte adeguate in termini di interventi, a carattere preventivo e curativo…”
Alcuni ulteriori elementi che sarebbe meglio conoscere.
Nei convegni ufficiali viene detto: “l’uso degli psicofarmaci è l’ultima risorsa”, “la cura è di tipo psicopedagogico”, “la famiglia è importante”... Ma allora perché, da quando sono stati rimessi in vendita, l’83% dei bambini diagnosticati iperattivi e con deficit di attenzione (ADHD) sono stati messi sotto psicofarmaci (Fonte: Istituto Superiore della Sanità)?
Oggi più di 17 milioni di bambini in tutto il mondo sono in “cura” psicofarmaci. Diversi enti di controllo dei farmaci hanno emanato direttive per limitare l’uso di psicofarmaci sui minori, poiché possono provocare comportamenti violenti ed anche condurre al suicidio.
In Italia, secondo uno studio dell'istituto Mario Negri, i minori sotto trattamento con psicofarmaci sono già oltre 30.000.
In trentino i bambini che assumono psicofarmaci sono 1.900. Mentre in Veneto 55.000 bambini “soffrirebbero” di disagi o turbe mentali e quindi sarebbero potenzialmente destinatari di terapie a base di psicofarmaci. Di questi ben 12.200 rischierebbero di essere etichettati come affetti da “Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività”.
Chi ci guadagna in tutte queste diagnosi?
Nella lettera inviata ai genitori della Vallagarina si dice anche: “La ricerca verrà condotta mediante la distribuzione di due questionari: uno rivolto ai genitori … uno rivolto agli insegnanti …” In pratica è un’indagine per conoscere le opinioni di genitori e insegnanti. Sono questionari soggettivi (che nonostante le nostre richieste non ci sono stati forniti) che non hanno nulla di scientifico. Del resto chiunque può dirvi che nella scienza sono sempre esclusi la soggettività, il giudizio e l’opinione personale. Quindi perché non chiamarla con il suo nome: un’indagine di mercato?
La domanda che sorge spontanea è: per vendere che cosa?
Gli psicofarmaci prescritti ai bambini hanno effetti collaterali dannosi! Il Ritalin (che appartiene alla famiglia delle anfetamine…) era stato ritirato dal mercato nel 1982 perché ritenuto tossico e dava dipendenza, mentre lo Strattera negli USA è stato messo in relazione con un altissimo numero di suicidi nei bambini. Si stima che gli antidepressivi abbiano causato 63.000 suicidi. Tra cui bambini di 5 anni. Se non fosse per i gravissimi effetti di queste sostanze non avremmo nulla da ridire, a parte lo spreco di fondi pubblici per un’indagine il cui valore scientifico è ZERO.
Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma di richiedere accurate analisi mediche. Inoltre ti ricordiamo che puoi rifiutarti di dare il tuo consenso a questo “sondaggio”. Certo è possibile che questa indagine sia animata da buoni propositi e probabilmente le persone coinvolte sono in buona fede. Ma prima di dare il tuo consenso a qualcosa che potrebbe rovinare il futuro di tuo figlio, ti consigliamo di informarti scrupolosamente.
Se desideri informazioni o ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus (www. ccdutrento.org).