• User

    Contribuente minimo o dipendente

    Buongiorno a tutti.

    A breve dovrò intraprendere una nuova attività con una azienda del terziario.
    Ho la possibilità di farlo come contribuente minimo o come dipendente, in quanto l'azienda mi dà libertà di farlo a parità di spesa, come da tabelle ministeriali (circa 16 euro/ora).
    Premetto che sono pendolare, e che percorro 100 km al girno per lavoro.
    Mi conviene aprire la partita iva per scaricarmi i costi, o è meglio farmi assumere a tempo indeterminato accollandomi circa 300 euro al mese di costi vivi (senza considerare il deperimento dell'automezzo)??
    Gradirei opinioni in merito. Capirete che la scelta è molto importante per me.
    Ringrazio anticipatamente


  • User

    Caro/a Gocciola... io direi che la scelta non si pone. Molto molto meglio essere dipendente a tempo indeterminato piuttosto che autonomo, soprattutto se hai intenzione di lavorare full-time per una sola ditta e non ti interessa veramente aprire un'attività! (Ma sei sicuro che ti assumerebbero a tempo INDETERMINATO? O è il solito contratto a progetto?)

    Per quanto riguarda le spese, è vero che in partita iva le scarichi, ma non credere di risparmiare poi molto!
    Puoi scaricare solo il 50% e inoltre i costi vanno detratti dai ricavi, e sulla differenza si applica la tassazione, quindi supponendo:
    1000 € - (300 €/2) = 850 € x 20% = 170 €
    mentre senza i 300 € di spesa
    1000 € x 20% = 200 €
    In pratica risparmieresti 30 euro al mese su 300 che ne spendi... Non mi pare un buon motivo per preferire la partita iva, che ti espone invece a molte incertezze!!!
    Tra l'altro in partita iva non potrai più scaricare le spese personali (mutuo, spese mediche, ecc) dalla dichiarazione dei redditi.

    Fammi sapere cosa decidi!! 🙂


  • User

    Grazie per la risposta!!
    Le tue considerazioni sembrano abbastanza corrette, ma se dovessi cambiare la macchina ???? La potrei portare come costo da detrarre al 50 %??.
    (Per fortuna ho finito di pagare il mutuo qualche anno fa !!!!)


  • User

    .... una ultima cosa.
    Ho nel modello unico una perdita derivante da attività di impresa risalente a qualche anno fa. Posso recuperarla nei futuri modelli Unico come contribuente minimo (scusate per il linguaggio poco 'tecnico', ma non sono ben addentrato nella materia!!)


  • User

    Se devi cambiare auto la puoi detrarre al 50%, certo... Ovviamente devi stare attento a non superare i 15.000 € di spese in 3 anni!

    Per le perdite, ti riporto la circolare dei contribuenti minimi:
    "4.3 Il trattamento fiscale delle perdite
    Con riferimento alla disciplina applicabile alle perdite fiscali realizzate nei periodi di imposta precedenti a quello da cui decorre il regime dei
    contribuenti minimi, il comma 107 dispone che le stesse possono essere computate in diminuzione del reddito prodotto nei periodi di imposta di
    applicazione del regime
    , secondo le ordinarie regole stabilite dal Tuir.
    Al riguardo si ricorda che l’articolo 8 del Tuir, nella formulazione vigente prima dell’entrata in vigore della legge Finanziaria 2008, stabilisce, al 26 comma 3, che le perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali nonché quelle derivanti dall’esercizio di arti o professioni (limitatamente a quelle prodotte nei periodi di imposta 2006 e 2007) sono computate in diminuzione dei relativi redditi conseguiti nel periodo d’imposta e, per la differenza nei successivi, ma non oltre il quinto, per l’intero importo che negli stessi trova capienza.
    Con riferimento alle attività di impresa e di lavoro autonomo trova, inoltre, applicazione per espresso rinvio del citato articolo 8 del Tuir anche il comma 2 dell’articolo 84 che disciplina il riporto illimitato delle perdite realizzate nei primi tre esercizi di attività. Pertanto, se le perdite riferite ai periodi d’imposta precedenti l’entrata nel regime sono state realizzate nei primi tre periodi di imposta di esercizio dell’attività, le stesse potranno essere portate in deduzione dai relativi redditi di impresa o di lavoro autonomo (sempre con riferimento alle perdite prodotte nei periodi di imposta 2006 e 2007) prodotti nel corso di applicazione del regime per l’importo che in essi trova capienza, senza tener conto di eventuali limiti temporali di riporto.
    Il comma 108 prevede che le perdite prodotte nel corso dell’applicazione del regime sono computate in diminuzione dei redditi di impresa o di lavoro
    autonomo prodotti nei successivi periodi d’imposta ma non oltre il quinto.
    Se la perdita è stata realizzata nei primi tre periodi di imposta in cui viene esercitata l’attività, resta ferma – anche a beneficio dei contribuenti minimi - la possibilità di applicare la disposizione contenuta nell’articolo 84, comma 2, del Tuir riguardante il riporto illimitato delle perdite."