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  • User

    Lavoro Artistico con Pubblicità, senza P.IVA

    Ciao sono Pamela, sono una disegnatrice, illustratrice, fumettista e pittrice.

    Vorrei essere informata su come poter operare in sicurezza, eseguendo dipinti e ritratti da privato a privato.

    Mi spiego meglio.

    Sono iscritta all'ufficio di collocamento, non sono iscritta a nessun albo e sono "figlio carico".

    Mi sono informata sulle ricevute per "prestazione occasionale" e sia su questo forum (veramente molto ben fatto 🙂 ) che su altri siti, ho scoperto che la ricevuta per prestazione occasionale, si può fare tra privato e privato e senza la ritenuta d'acconto, in quanto il privato essendo sprovvisto si P.IVA, non può trattenere o versare la R.A. La cosa rimarebbe legale e documentata. Fin qui tutto bene.

    Ora il problema sorge nel fatto che io vorrei, si, lavorare da privato a privato con prestazione occasionale, ma vorrei farmi pubblicità con volantini e locandine.

    Ipotizzo che nel momento in cui si faccia questo, si determini una documentazione che comprovi l'intenzionalità a svolgere attività, cosa ben diversa dal lavorare "occasionalmente".

    E quindi si entra in conflitto??

    Tuttavia il lavoro occasionale rimarebbe però tale, nonostante l'attività pubblicitaria.

    L'attività pubblicitaria non interviene nella funzione occasionale, perchè se così fosse vorrebbe dire che determina i rapporti lavorativi nelle loro "qualifiche", mentre l'attività pubblicitaria può eventualmente aumentare il numero dei lavori "occasionali" ma è forse lei che determina la "continuità" dei rapporti lavorativi con un singolo ente o privato?? E' forse la pubblicità a "trasformare" la tipologia di lavoro, tramutandolo da occasionale a continuativo???

    Se non è lei a determinare questo, quale sarebbe l'aspetto che determina il conflitto con la pubblicità??

    Tuttavia io vorrei sapere come fare per agire nel modo più corretto, vorrei sapere se c'è o ci sono altri modi di agire, anche al di là di questo.

    Prima di aprire una P. IVA, vorrei per lo meno vedere come potrebbe andare quest'attività e quindi di conseguenza ponderare e valutare di aprirla, ma allo stato attuale delle cose (non ho neppure iniziato, figurarsi avere un materiale da valutare e prendere in considerazione), non credo che mi convenga aprirla. Comunque sia, vorrei trovare un modo "legale" per poter fare questo, senza negarmi la possibilità di fare pubblicità.

    Cosa potrei fare in tal senso?

    L'associazioni no-profit, possono essere d'aiuto?
    Se così fosse, in che misura?

    Spero di poter avere dei chiarimenti e soprattutto dei "suggerimenti".

    Vi ringrazio fin da adesso della vostra disponibilità.

    Cordialmente

    Pamela 🙂


  • Super User

    Ciao e benvenuta,
    se hai letto il topic in evidenza sulle collaborazioni occasionali avrai chiarito bene tale concetto.
    Detto questo a mio avviso la pubblicità è un mezzo per uscire dall'occasionalità. Mi spiego meglio la pubblicità può aiutarti ad incrementare il tuo giro di clienti e quindi a superare quella soglia ipotetica di 4 o 5 lavori all'anno che delimitano l'occasionalità.
    Quindi fai pure pubblicità e il costo potrebbe essere dedotto dai compensi occasionali che percepisci, ma tieni presente che oltre i 5 lavori all'anno (limite non scritto ma sensato) dovrai regolarizzare diversamente la tua attività.
    Lascia stare le associaizioni non profit che per defiizione non hanno scopo di lucro.

    Fabrizio


  • User

    Ma allora che cosa determina l'"Occasionalità" del lavoro???

    Da quello che ho letto e sto leggendo su questo forum (ricchissimo d'informazioni) e su altre ricerche in rete, la definizione che viene data di lavoro occasionale è ridimensionata essenzialmente in due aspetti:

    • tetto massimo di entrate annue (5.000 euro)
    • tempo massimo per singola prestazione (30 gg)Tuttavia non si parla di *numero *di prestazioni.

    Quindi potrebbero variare dall'uno o anche centro prestazioni annue, basta che siano singolarmente svolte in un limite di tempo di 30 gg e che "nell'insieme" non superino i 5.000 euro.

    Grazie Fab per il benvenuto 🙂 e per avermi gentilmete risposto.

    Aspetto nuove chiarifiche.

    Pamela.

    p.s.

    Se veramente la pubblicità è un mezzo per uscire dall'occasionalità, come puoi suggerirmela? 🙂


  • Super User

    Non è proprio così. Puoi ad esempio fare un'unica prestazione di 10000 euro in un anno e resti nell'occassionalità ma per la parte superiore a 5000 euro devi versare i contrubuti inps.
    Il limite di 30 giorni vale per le collaborazioni occasionale mentre la tua attività pur potendosi configurare come occasionale non rientra nel concetto di collaborazione.
    Per la pubblicità non è che te la consiglio, ti dico solo che non è il fatto di farsi pubblicità che fa uscire dall'occasionalità ma il numero di prestazioni svolte.

    Fabrizio


  • User

    @fab75 said:

    la tua attività pur potendosi configurare come occasionale non rientra nel concetto di collaborazione.

    che vuol dire???? non l'ho capito

    @fab75 said:

    Per la pubblicità non è che te la consiglio, ti dico solo che non è il fatto di farsi pubblicità che fa uscire dall'occasionalità

    però tu prima ma'vevi detto di si 😄

    @fab75 said:

    ma il numero di prestazioni svolte.

    Fabrizio

    quindi quante?

    chi è che lo stabilisce??

    Vorrei sapere se nella definizione di lavoro occasionale non viene menzionato il numero delle occasioni di lavoro, come si può stabilire???

    Ti ringrazio in anticipo della disponibilità:)


  • Super User

    Per collaborazione si presuppone che ci sia un'azienda o comunque un soggetto per il quale si collabora, la tua attività invece la inquadrerei più come "attività commerciale svolta occasionalmente".
    Come ti ho già detto non c'è un limite numerico fissato dalla Legge oltre il quale l'attività non è più occasionale ma a mio parere oltre la 4 o 5 vendite c'è il rischio che l'Agenzia delle Entrate ti contesti la non occasionalità.

    Fabrizio


  • User

    @fab75 said:

    Per collaborazione si presuppone che ci sia un'azienda o comunque un soggetto per il quale si collabora, la tua attività **invece **la inquadrerei più come "attività commerciale svolta occasionalmente".

    La collaborazione c'è sempre, perchè è un "rapporto" lavorativo. Anche chi svolge un lavoro occasionale attiva una collaborazione, perchè altrimenti lo farebbe a se stesso per se stesso, quindi a gratis, non ci sarebbe bisogno di nient'altro, a meno che non lo faccio a gratis e quindi mi faccio un quadro e poi me lo pago. eh???

    C'è per forza una collaborazione con un altro.

    Non capisco.

    Però tu mi dici che la collaborazione c'è solo in una determinata condizione.

    E che l'inquadratura dei miei rapporti lavorativi è diversa, perchè non "collaboro con altri"?

    Spiegami, per quale motivo è diversa??

    Inoltre che differenza c'è tra "attività commerciale svolta occasionalmente" e "lavoro occasionale"??
    Perchè da come dici tu, mi fai capire che ci sia una differenza, per lo meno così capisco.

    @fab75 said:

    Come ti ho già detto non c'è un limite numerico fissato dalla Legge oltre il quale l'attività non è più occasionale ma a mio parere oltre la 4 o 5 vendite c'è il rischio che l'Agenzia delle Entrate ti contesti la non occasionalità.

    Fabrizio
    Quindi questo lo farebbe sia se io mi facessi pubblicità o meno? giusto?

    Ti ringrazio in anticipo per la disponibilità:)


  • User

    Ho provato a rileggere la discussione e a vederla sotto un'altra luce, ma mi risulta difficile capire queste tipologie lavorative.

    Da quello che mi hai detto ho capito che:

    • ciò che stabilisce l'occasionalità non è il superamento del tetto massimo dei 5.000 euro, in quanto un lavoro può essere occasionale anche se supera quella cifra. Cio che va oltre quel tetto massimo, si paga all'inps.
    • l'occasionalità si determina dal "numero" del lavori, ma nell'occasionalità nessuno ne stabilisce la quantità. Ma secondo me non è quello che lo determina, ma l'"intenzione".
    • quel che andrei a fare è occasionale, ma non è una cosidetta "prestazione" occasionale. Ma non ho capito per quale motivo non lo sarebbe. E' perchè mi farei pubblicità???o per un altro motivo??
    • non ho capito cosa s'intende per collaborazione, per i motivi suddettiNel momento in cui faccio pubblicità, l'occasionalità del lavoro resta, ma allora che cosa cambia???

    La pubblicità non ti da nessuna garanzia. Può esistere un contatto come non esistere. Può darsi che uno faccia pubblicità, ma non lo chiama nessuno, come il contrario, che uno faccia pubblicità e lo chiamano, ma rimane tutto "ipotetico", non c'è garante. Quindi la natura dei contatti rimane "fortuita", occasionale, quindi che cos'è che cambia???


  • Super User

    Solitamente sono chiaro ma oggi si vede che non mi riesce.
    La tua è una prestazione occasionale ma secondo me non è una collaborazione occasionale il che non la fa sottostare al limite dei 30gg lavorativi nell'anno.
    L'occasionalità non nasce dal fatto che uno può chiamarti o meno ma dal fatto che tu completi un numero limitato di lavori nell'anno.
    La pubblicità non c'entra nulla puoi publicizzarti oppure no ma l'importante è che completi pochi lavori nell'anno altrimenti devi inquadrare il lavoro con partita iva.

    Fabrizio


  • User

    Ho capito!!!!!!!!!!!!!!!:yuppi: grazie!!!! 😄

    🙂

    30 giorni annuali ok.

    Faccio delle prestazioni che messe insieme non devono superare 30gg in un anno (la natura occasionale). Se quello che guadagno supera i 5.000, quello che va oltre lo pago all'inps. Inoltre non entro in conflitto se faccio pubblicità.

    Giusto?

    Dimmi se ho capito, soprattutto la parte della pubblicità.

    Dammi conferma.

    Ti ringrazio, aspetto conferma

    Pamela.


  • Super User

    Ok.
    dimenticati il limite di 30gg e ricordati di non fare più di 4 o 5 lavori all'anno.
    Per il resto va bene.

    Fabrizio


  • User

    grazie 🙂


  • User Attivo

    Secondo me dal momento in cui ti fai pubblicità perdi il regime di occasionalità delle prestazioni.

    Il concetto di occasionalità non è un concetto prettamente numerico ma esprime una non organizzazione dell'attività. E' quindi ininfluente se di fatto il numero di prestazioni è basso, anche se non capisco che senso abbia farsi pubblicità per mantenere poi lo stesso business!?!?.

    Per il fisco hai dato inizio ad una attività imprenditoriale nel momento in cui proponi offerte al pubblico in modo organizzato (volantini, sito web, biglietti da visita etc etc)


  • User

    Se uno ad esempio fa un'attività in cui non da un prezzo o un listino prezzi neanche di base, ma l'offerta è libera la fa chi prende il prodotto, si può considerare attività "commerciale"??

    e soprattutto, in che modo si può configurare quest'attività se si fa pubblicità?

    Cambia qualcosa???

    Fa differenza se nella pubblicità si scrive che non c'è un listino prezzi, ma solo offerta???

    Spero di avere al più presto risposte.

    grazie :ciauz:

    Essenzialmente vorrei capire se la pubblicità fa diventare comenrciale quello che non lo è ....


  • User Attivo

    Non esiste il concetto di offerta libera nella prestazione professionale, ancorchè occasionale, ma ciò non vuol dire che praticandola non si è comunque imprenditori, commercianti o liberi professionisti qualora questa attività sia organizzata e continuativa.
    Direi che verrebbe commessa una irregolarità amministrativa sanzionabile in una cornice comunque di attività imprenditoriale.

    Talune offerte libere sono tuttavia tollerate, come gli zingari che lavano i vetri al semaforo o che si ebisiscono in spettacoli itineranti ma stiamo parlando di attività border line che nulla hanno a che fare con il commercio.

    In buona sostanza se esegui qualche ritratto o dipinto occasionale tra privato e privato nessuno ti dirà mai nulla, ma se ti fai pubblicità allora il rapporto diventa tra professionista e cliente in quanto la pubblicità ripeto è un'offerta al pubblico.

    L'amico che ti ripara lo scarico del lavandino intasato non è certo un libero professionista, ma se lo stessa persona distribuisce bigliettini da visita offrendo "pronto intervento idraulico a offerta libera" difficilmente potrà spiegare alla Guardia di Finanza che non è tenuto ad avere la partita IVA in quanto riceve solo mance volontarie.


  • User Newbie

    Salve a tutti, mi sono appena iscritta perché mi sembra che riusciate a dare consigli molto utili.

    Il mio è "problema" simile a karamella-S/Pamela, anche se io avrei intenzione di aprire nei futuri mesi un'attività ufficiale con tanto di P. Iva, non farlo occasionalmente.
    LAVORO UFFICIALE: impiegata.
    LAVORO DESIDERATO: decoratrice, pittrice, disegnatrice, restauratrice di ceramica (per cui mi sono fatta un mazzo così a crearmi Un Inutile Buon Curriculum).

    Mi sono già informata a dicembre da un giovane commercialista, molto disponibile. Non per colpa sua ma per pensarci a fondo, al momento ho sospeso il discorso per valutare le informazioni che mi ha fornito con fotocopie e appunti.

    Cosa molto importante, mi ha detto che non c'è conflitto di interessi tra le mie due occupazioni, perciò non incorrerei in problemi nel caso in cui volessi, per un periodo iniziale, portare avanti parallelamente l'attività artistica e quella di segretaria (che per ovvi motivi di mantenimento, mi serve ancora).

    IL MIO PROBLEMA PRINCIPALE È SCARICARE LE SPESE, che attualmente rimangono completamente a mio carico (benzina per recarmi sul luogo dell'evento, tele, colori, pennelli, argilla, strumenti vari, corsi di specializzazione, iscrizioni a sale espositive/concorsi e mercatini, ecc.).

    La Ritenuta d'Acconto mi permette di scaricare queste spese? Crederei di no…
    Come devo compilarla, faccio dei miei fogli al computer di auto-certificazione che poi presento a chi mi fa la dichiarazione dei redditi o devo comprare uno di quei registri pre-stampati che vendono nelle cartolerie?

    Da tanto vorrei aprire una Partita Iva, ma come dovrei inquadrarmi? Sembra non esista una normativa specifica, in questo Bel Paese che si vanta del proprio passato culturale!!!
    Ognuna delle mie attività, a dire del commercialista, richiederebbe un tipo di partita Iva diversa (ad esempio: restauro o ceramica rientrano nell'Artigianato, la pittura nelle "Opere intellettuali bla bla bla…").
    Se dovessi fare una scelta di fondo, (nel caso in cui la cosa stia effettivamente così), preferirei dedicarmi alla realizzazione di PEZZI UNICI, piuttosto che IN SERIE, anche per il relativo poco tempo che mi rimane uscita dall'ufficio e per la maggior soddisfazione che mi darebbe.

    In pratica, faccio mercatini d'hobbista, mostre d'arte, lavori su idee di committenti, decorazioni per un mobilificio.
    Cerco di partecipare ad eventi gratuiti che permettono agli hobbisti di vendere o con piccole cifre d'iscrizione e durante l'anno di certo non raggiungo le 500-700 Euro di guadagno (sembra una bugia, ma la mia clientela si è rivelata assai taccagna finora, e... faccio pure prezzi non eccessivi, per un mio scrupolo che può far ridere), salvo per eventi eccezionali capitati occasionalmente. Però con la Partita Iva potrei entrare nelle fiere precluse agli hobbisti e farmi pubblicità a livello più professionale. Oltre a poter giustificare agli acquirenti un prezzo ufficiale che, diversamente, mi contestano immancabilmente!!!
    È come un cane che si morde la coda: non posso rendermi visibile e "forte" senza P Iva - ma avendola, incorro in controlli e se non guadagno il tetto previsto dagli studi di settore, me la farebbero chiudere, a quanto mi hanno detto.

    Inoltre, un'altra informazione volante che ho saputo, è che per dare in giro miei biglietti da visita o depliant dovrei possedere la P. Iva, sennò rischio multe.

    Inoltre, ho un piccolo sito web non commerciale, ma se volessi renderlo commerciale, dovrei perlomeno esporre il mio Codice Fiscale o è obbligatorio il n. di Partita Iva?
    

    Grazie per i vostri consigli. Chissà se mi sono spiegata bene…
    Anto.


  • Super User

    Ciao,
    fai rifermento al commercialosta che potrà studiare bene tutte le tue esigenze.
    Ti chiarisco intanto alcuni punti.
    Con ricevute per prestazione occasionale puoi scaricare le spese inerenti e ricondicibili a quei redditi. Le ricevute le puoi fare tu in word.
    Nessuna ti farà chiudere la partita iva se non raggiungi un tetto minimo di ricavo ma potresti subire dei controlli, però potresti aprire partita iva aderendo al nuovo regime dei minimi in tal modo non sei soggetta a studi di settore.

    Fabrizio


  • User Newbie

    Ok, farei io ritenuta in Word (credo esisteranno dei modelli cui riferirmi in manuali o sul web?)
    Ho trovato questo riferimento "Il regime dei ?contribuenti minimi e marginali? nella Finanziaria 2008" (su vari siti, basta digitare le parole su un motore di ricerca), che mi dovrò leggere per bene.

    Altro punto riguardo LE SPESE: chi avrà in consegna la mia documentazione, troverà affidabile i costi riportati?
    Credo che tutti gli artisti comprino in più posti il materiale. Io sono una che ama girare in più posti alla ricerca di prezzi buoni e che conserva tutto, perciò gli scontrini li dovrei avere da parte. Li devo riportare insieme alla ritenuta o dovrei farmi rilasciare una ricevuta al posto dello scontrino dalla ditta da cui li compro?
    Oppure guardo il prezzo attuale da un listino, (ma nel frattempo può essere aumentato rispetto al costo effettivamente pagato)? Di certo, i colori e i pennelli non si esauriscono in una volta e serviranno per un lavoro successivo. La tela o la cornice invece saranno più semplici da calcolare, rimanendo del tutto in possesso dell'acquirente?

    Poi SUL PREZZO DA APPLICARE SUI FUTURI PEZZI REALIZZATI ho un altro dubbio: io ho sempre fatto somma dei costi x 2 (consigliato da un ceramista) che dovrebbe comprendere anche il costo del tempo. Ma sarà un metodo valido?

    Ma senz'altro chiederò al commercialista. Per ora, grazie dei consigli. :ciauz:


  • User Newbie

    Ciao di nuovo, ancora non ho avuto tempo di contattare il commercialista.
    Per fortuna, sono capitate quasi casualmente 2 mostre di pittura, per cui avrei bisogno di chiedere due ulteriori informazioni al volo:

    1. la contabilità per la RITENUTA D'ACCONTO si fa un anno per l'anno precedente, come la DICH. DEI REDDITI? Perché da gennaio 2008 ho pagato 2 corsi artistici cui mi sono iscritta (piuttosto cari) + ho avuto spese di materiali e se parto con le vendite durante queste 2 mostre, vorrei utilizzare le ricevute e gli scontrini per iniziare a fare le ritenute (per cui SPESE + eventuali GUADAGNI). Come decido quando iniziare?

    2. ho trovato un facsimile di una RITENUTA D'ACCONTO, ma le informazioni da immettere sono tante e senza i consigli del commercialista non so se me la saprei cavare. Se vendo un quadro ad un privato, per ora posso fargli una semplice RICEVUTA GENERICA (di quei blocchetti che si trovano anche nei supermercati) e poi utilizzarla nella contabilità?

      Scusate l'ingenuità delle domande e nel caso in cui l'argomento sia già stato affrontato, mi riportate il link?
      Grazie per tutto!
      :ciauz:


  • User Attivo

    Uno può farsi pubblicità quanto vuole ... non c'è alcun legame tra pubblicità è occasionalità.

    ES. Se investo 1000 euro in pubblicità quanti clienti in più avrò? 0 - 1 - 2 - 1000 - 100000 ?
    Questo lo posso stabilire solo a posteriori e non a priori, e se l'attività "rende" allora passerò da occasionale a professionale altrimenti avrò solo perso 1000 euro e questo l'agenzia non lo può contestare.