• Moderatore

    La nostra relazione con le fake news sui social

    Ciao a tutti,
    Domanda per tutti, da utenti: come vi comportate davanti alle fake news sui social?

    Mi spiego meglio.
    Frequento Facebook sporadicamente (ho ridotto i contatti a un centinaio) e vedo sul mio feed un particolare gruppo di persone che pubblica spesso fake news e poi si mette a litigare nei commenti. Difficilmente le persone sono aperte al dialogo, quindi anche provando a far notare una contraddizione o dire la propria, è facile che volino insulti beceri.

    Tra queste persone, però, ci sono anche degli onesti ignoranti, che non sanno come discernere una fake news, non si accorgono di evidenti fotomontaggi e non capiscono la differenza tra un testo giornalistico fazioso e un testo fatto bene.

    La mia domanda è questa: ci provate a dire la vostra, dove ritenete che possa in qualche modo aiutare, oppure lasciate perdere in partenza? ...o siete tra quelli che litigano nei commenti?

    Personalmente io provo a dire la mia, nel senso che faccio notare i punti critici, propongo un punto di vista diverso ed eventualmente offro dei link di approfondimento a sostegno del mio punto di vista.
    Lo faccio sperando che i miei toni pacati e i fatti concreti che porto sviluppino per lo meno una discussione sana. A volte capita a volte no.
    Secondo me farebbe bene a molte persone imparare a confrontarsi senza aggredirsi, e comunque non è il mio scopo cercare di far cambiare idea alle persone.

    Credete che sia tempo perso?
    Voi come la vivete?


    domenico.pacifico luqweb 2 Risposte
  • User

    @glanzi Dal mio punto di vista il problema più grande delle fake news è l'autorevolezza della fonte che da la fake news, non la fake news. Anche fonti istituzionali possono dare fake news, ad esempio per ignoranza o incompetenza. Non necessariamente per fare danno.

    Il danno è dato dall'autorevolezza di chi diffonde la notizia. Più una fonte è autorevole più fa danno. Nel calderone delle fake news - e le considero ben più gravi - metto tutte quelle notizie raccontate in modo distorto per ottenere effetti comandati da una logica nascosta.

    Non la vedo tanto una questione di confronto, ma più una questione di attribuire alle fonti la giusta autorevolezza. E' questo che manca di più al pubblico.

    Il mio è un discorso generale, se presentassi un esempio concreto potrei essere più specifico.


  • Moderatore

    Domanda difficilissima
    Non credo sia tempo perso, ma è faticossissimo anche solo psicologicamente visto l'orda di repliche poco gentili che è facile ricevere heehh
    In più serve tempo per riuscire a dare risposte il più possibili corrette, gentili e con fonti certe
    Ho altalenato periodi in cui mi ci dedicavo ottenendo solo il mio esaurimento nervoso a periodi in cui mi impongo di non replicare a nulla, sentendomi la coscienza sporca per non aver provato a arginare le fake news
    Il mio equilibrio è di dedicare solo qualche ora ogni tanto o finisco per soffrirci (se lo faccio troppo)


  • Super User

    Mamma mia che domandone...io penso che come nella vita reale ci si spiega con le persone che hanno voglia di ascoltare e capire. Spesso nei gruppi di Facebook le persone ci vanno per fare i "leoni da tastiera" scrivere senza documentarsi e discutere. La domanda che secondo me bisogna farsi a monte prima di iniziare una discussione in tali gruppi è:" ne vale la pena?".
    Lo si capisce anche dal tono di voce usato nei post precedenti.

    Anika


    glanzi 1 Risposta
  • Moderatore

    @anika ha detto in La nostra relazione con le fake news sui social:

    prima di iniziare una discussione in tali gruppi è:" ne vale la pena?"

    Ecco, un approfondimento su questo aspetto: Quando ne vale la pena? Come potremmo capire quale sia il nostro limite?
    Personalmente sono combattuto. Da un lato penso "certo, fintanto che fornisco valore aggiunto (fonti e punti di vista moderati), ne vale comunque comunque la pena".
    Ma dall'altro lato penso: tanto non cambiano idea, perché perderci anche quel poco di tempo che ci spendo?

    Io penso che, per quanto sia difficile e stancante, nel nostro piccolo (quindi nei gruppi in cui qualcuno conosciamo davvero, per esempio) sia giusto far sentire una voce di pacata discussione, per fare capire che un altro modo di confrontarsi è possibile.

    Tra quella fetta demografica di persone che non distinguono fonti e notizie autorevoli, purtroppo, ci sono anche i miei genitori, che pur essendo ricercatori antropologi (hanno studiato tutta la loro vita), cascano nelle stesse dinamiche perché per loro Internet rimane un luogo confuso in cui tutto è forse vero. Non capiscono le dinamiche dell'interazione con in contenuti, per esempio. Non capiscono che postare un video, anche per condanna, gli da' comunque visibilità che sarebbe meglio non avesse.

    Ecco, io penso che ne vale la pena fintanto che lo scopo che ci muove è quello di migliorare una situazione che ci sembra contorta, strana o malata.

    (Si fa solo un po' filosofia, eh, non è che pretendo di rifare le regole dei social. Dico solo per mettere in chiaro)


  • Super User

    Buongiorno,

    visto che hai citato i tuoi genitori perché non gli crei una lista di siti autorevoli dove poter andare a leggere le informazioni per loro interessanti o ancor meglio non gli insegni a capire quali sono autorevoli e quali no?

    Del resto, penso che solo con la condivisione della conoscenza si possa avere un internet migliore...


    glanzi 1 Risposta
  • Moderatore

    @anika Con loro lo faccio, anzi sono loro che ogni tanto mi chiamano e mi chiedono di parlare di un certo argomento per sapere come la penso io, come rappresentante di una fetta della popolazione diversa dalla loro.

    Purtroppo sembra che i miei "insegnamenti" non siano sempre seguiti o ricordati. Per dirti, una banalità: cercando di comprare dei libri in pdf (i miei consumano i libri come io le serie tv), spesso capitano su siti spam e non se ne accorgono, nonostante abbia mostrato loro più volte a quali indizi fare attenzione.

    Purtroppo sembra che la soluzione migliore sia sempre dire cosa fare, e non come capire da soli quale scelta operare.

    Ma a parte i miei, con cui ho un dialogo più semplice e non mediato da una tastiera, il che lo rende molto più complesso e funzionale, su fb cerco di fare la stessa cosa: offro un punto di vista a mio avviso più autorevole e promuovo la consultazione di fonti migliori, citandole.

    A volte è appagante, altre volte un disastro. Ho imparato a non rimanerne coinvolto personalmente, qualunque piega prendano le conversazioni.

    penso che solo con la condivisione della conoscenza si possa avere un internet migliore

    Sono pienamente d'accordo! E fino all'avvento dei social (fine anni '10), mi pareva che internet fosse più o meno così. 🙂


  • User

    @glanzi ha detto in La nostra relazione con le fake news sui social:

    te perdere in partenza

    ciao, ti dico la mia
    ogni tanto rispondo per segnalare la cxxxxxata se la news è riportata da un mio contatto.

    Tuttavia credo che la strategia migliore sia quella di ignorarle e ti spiego perché. Le fake news hanno un engagement elevato proprio perché spesso sono provocatorie o perché identificano un colpevole che per molti è comodo. Per questo motivo molti mettono like e molti che invece non sono d'accordo commentano per criticarle.
    Il fatto che generino engagement elevato fa si che l'algoritmo di facebook te le riproponga sempre più spesso. Di conseguenza l'effetto è di renderle virali.

    A questo va aggiunto anche l'effetto "bolla" di facebook, Effetto per il quale FB ti proporrà sempre post che ritine affini ai tuoi gusti. Ma come fa a capire quali sono i tuoi gusti? proprio in base alle tue reazioni.

    Questo è il motivo per cui se inizi a mettere like a un post sul terrapiattismo, col passare del tempo ti ritroverai inondato di post simili, e inizierai a pensare "ma guarda la maggior parte delle persone la pensaa come me, allora sono i media tradizionali che boicottano la verità per qualche loro interesse"


    glanzi 1 Risposta
  • Moderatore

    @daniele1974
    Sisi, sono consapevole di come funzioni il meccanismo. La mia domanda era più su un livello umano.

    Personalmente, con alcune persone o realtà, vorrei insinuare un germe di dubbio che quello che stanno mostrando sia falso, o che il tipo di informazione che stanno promuovendo è evidente assurdo.

    Ho capito che tu invece ignoreresti, ok.

    Allora provo a farti un'altra domanda per metterti nei miei panni: cosa faresti se il tuo migliore amico dalle superiori, che però non vedi molto spesso perché abitate in città differenti, iniziasse a pubblicare fake news o fuffa complottista? Non ti verrebbe voglia di spiegargli la situazione da un altro punto di vista?


    domenico.pacifico D 2 Risposte
  • User

    @glanzi Ho capito. Sei in modalità CIVILIZZATRICE 🙂

    Ho un amico PSICHIATRA. Per una settimana ha pubblicato sul suo profilo facebook il bollettino di guerra - covid - del suo comune. Non ci ho visto più perché oltre ad esserci un netto conflitto di interesse va contro il giuramento di Ippocrate. E' provato scientificamente che quei bollettini possono provocare ansia, attacchi di panico. Lui è PSICHIATRA quindi... mi sono arrabbiato parecchio. (Ha molti pazienti in cura per colpa del covid).

    Ora tu mi dirai cosa centra questo con una fake news? Attenzione perché -almeno questo è il mio pensiero - questo comportamento può stimolare le fake news e può stimolare la credenza popolare alle fake news. Le fake news più pericolose sono quelle che di primo impatto sembrano vere, sono quelle ben costruite a tavolino da professionisti. Per contrastare una fake news, che è un puntino all'interno di un cerchio, bisogna studiare tutta l'area del cerchio.

    Dopo esserci scontrati con diversi commenti sulla sua pagina facebook... io oltre ad aver perso tempo non ho ottenuto nulla. Lui continuava a pubblicare bollettini di guerra.

    Ma io non demordo.

    Ho fatto partire una campagna massiva su facebook nel suo comune: 4 campagne pubblicitarie a tema in contemporanea. Dopo 3 giorni di campagna ha smesso di comunicare in quel modo. E non solo: nei post successivi ha decisamente cambiato rotta. MISSIONE COMPIUTA.

    Questo per dirti che le MISSIONI CIVILIZZATRICI non sono mai semplici. Spesso il confronto diretto - anche con prove schiaccianti - non serve. Il difficile di queste missioni è trovare la via giusta da percorrere.

    Ne vale la pena? Se per te la persona è importante SI. E se non lo è... lasciala beata nella sua ignoranza.


    glanzi 1 Risposta
  • Moderatore

    Concordo con tutto quello che hai detto. La realtà che descrivi mi sembra proprio quella con cui mi scontro io: un gruppo FB locale della zona del mio paesino di provincia sugli appennini. Questo solo per dirti che hai centrato in pieno lo scenario.

    @domenico-pacifico ha detto in La nostra relazione con le fake news sui social:

    Questo per dirti che le MISSIONI CIVILIZZATRICI non sono mai semplici. Spesso il confronto diretto - anche con prove schiaccianti - non serve. Il difficile di queste missioni è trovare la via giusta da percorrere.
    Ne vale la pena? Se per te la persona è importante SI. E se non lo è... lasciala beata nella sua ignoranza.

    È la stessa conclusione a cui arrivo io. Non ti dico quante volte inizio a scrivere un commento dettato dalla rabbia dell'ignoranza dimostrata, ma poi mi fermo perché, in fondo, di quella persona / gruppo coinvolto / realtà locale mi interessa il giusto.
    Per fortuna il mio essere minimalista anche nel digitale, mi salva dalla vita sui social.

    La mia domanda iniziale, quella per cui ho aperto il thread, era per capire se fossi io un illuso, o se, anche agli occhi di altre persone di una comunità seria come questa, non fosse del tutto tempo sprecato.

    La tua storia mi ha dimostrato che ne vale la pena, grazie!
    È solo una goccia nell'oceano, ma è pur sempre un contributo a un ambiente meno tossico nei social.


  • User

    @glanzi ha detto in La nostra relazione con le fake news sui social:

    metterti

    Quando mi trovo in situazioni simili in più occasioni mi sono tolto i sassolini dalle scarpe ed ho risposto. Quando ce vo ce vo 🙂


    glanzi 1 Risposta
  • Moderatore

    @daniele1974
    Guarda, io mi sono appena accorto che un mio commento che indicava i punti deboli in un servizio sulle Iene sul plasma iperimmune era stato nascosto. Vorrei sottolineare che non insultavo nessuno, sottolineavo solo l'assenza di prove scientifiche e linkavo una ricerca.

    Altro che sassolino! Questi non c'hanno nemmeno la voglia di incazzarsi con chi non alza i toni come loro, va beh.


    domenico.pacifico 1 Risposta
  • User

    @glanzi Finché a nascondere i commenti sono i "proprietari delle pagine" ci può anche stare - usciamo dal campo torto/ragione. La pagina è loro e nell'ignoranza o nella ragione fanno quello che vogliono.

    Il problema più grande lo si ha quando a censurare è lo stesso social network.
    Poco tempo fa ho fatto alcune campagne pubblicitarie a tema COVID: informazioni scomode per i soliti noti ma... informazioni avallate da ricerche scientifiche e siti istituzionali. Risultato: tutte le campagne sono state bloccate e non solo. Mi è stato bloccato anche l'account pubblicitario. Chiamo Facebook e... oltre alle SCUSE riattivano tutto all'istante. Spiego loro che comunque non riattiverò le campagne perché non ho voglia di riperdere tempo.

    Ti ho raccontato questo perché anche questa fase fa parte del mondo delle fake news. Le fake news le nutri anche facendo cadere - come in questo caso - notizie valide che non violano alcuna norma. Questo è un grande problema che i social network dovrebbero iniziare a risolvere. Tanto per cominciare potrebbero chiudere gli account che segnalano in modo fraudolento.

    Altro problema: e se a censurare non è il pirla di turno che ti segnala ma è l'omino che ha conoscenze nella stanza dei bottoni? E si, perché a sto mondo tutto è possibile ed è successo diverse volte.

    Come vedi la fabbrica delle fake news oltre ad essere molto redditizia è immensa. Puoi fare regole, controllare, multare ma... l'unica VERA via di uscita che IO vedo è quella più naturale: ognuno di noi deve aumentare le proprie conoscenze. La parola d'ordine è STUDIARE. Solo la conoscenza ti più salvare.


    glanzi 1 Risposta
  • Moderatore

    @domenico-pacifico
    Capisco il tuo punto di vista, e sono d'accordo. Purtroppo non possiamo pretendere che tutti si armino di libri e (ri)comincino a studiare.

    Io sono più per una soluzione più a lungo termine che passa per una ristrutturazione e svecchiamento del processo educativo, dai programmi scolastici alle metodologie di insegnamento. Ma stiamo andando di molto fuori tema.

    Giusto per chiudere la storia del teatrino del mio commento: è stato nascosto, e in realtà non posso essere certo su chi lo abbia fatto. Quello di cui sono certo è che la ricerca condivisa veniva da un rivista scientifica e che i toni con cui era stata proposta erano del tipo "questa fonte dice il contrario, quindi forse è meglio prendere il servizio delle iene con cautela".

    Alla fine, per fortuna, chi condivide queste cose rimane una minoranza, seppur rumorosa.
    Spero solo che ne usciremo più prima che poi, così posso tornare a ridere con la propaganda terrapiattista, piuttosto che farmi il sangue amaro con questi.


  • User Attivo

    @glanzi ha detto in La nostra relazione con le fake news sui social:

    La mia domanda è questa: ci provate a dire la vostra, dove ritenete che possa in qualche modo aiutare, oppure lasciate perdere in partenza? ...o siete tra quelli che litigano nei commenti?

    Sinceramente, rispondo solo quando ho tempo e quando sono convinto che quella detta sia una castroneria confutabile con dati oggettivi (spesso di prima mano). Chiaramente questo limite si può espandere in base a quanto sia "vicina" o meno la persona con cui parlo.

    Non sono un litigatore seriale, la vedo come una perdita di tempo, ognuno poi per me è libero di credere in quel che vuole (e a volte alla gente credere in alcune fake news fa anche comodo). Cerco anche di evitare di entrare a gamba tesa, provando a capire il "mondo" dell'interlocutore (per quanto mi possa sembrare fuori di testa).

    Secondo me non è tempo perso, per quanto tu non riuscirai a convincere l'interlocutore puoi sempre convincere chi leggerà dopo. Un po' come i cattivi commenti su FB, se anche chi ha commentato è un tuo hater, un punto di vista equilibrato può convincere gli altri che leggono.