• User

    dichiarazione fine anno e Ritenute d'acconto

    Nel 2008 ho effettuato prestaz. occasionali per circa 4000 euro.
    Io compilavo e consegnavo una lettera con oggetto, importo e rit. d'acconto, il cliente me ne dava copia e con essa l'assegno dell'importo decurtato della ritenuta d'acconto.
    Ora mi chiedo se a fine 2009 devo compilare dichiarazioni e in caso fosse così di quale documentazione ho bisogno.

    Grazie


  • User

    Beh, se i redditi da prestazioni occasionali sono stati percepiti nel periodo di imposta 2008, credo proprio che tu (o chi per te) li abbia fatti confluire nella tua dichiarazione dei redditi presentata nel 2009: il tuo cliente (c.d. sostituto di imposta) inoltre, entro il 28/02/2009, si presuppone ti abbia inviato la certificazione dei compensi corrisposti e delle ritenute effettuate l’anno precedente dalla quale devono risultare le generalità dei percipienti corredata da indirizzo e comune di iscrizione anagrafica, l’ammontare delle somme corrisposte sia al lordo che al netto della ritenuta d’acconto, l’importo della ritenuta d’acconto, eventuali somme non assoggettate a ritenuta d’acconto e la causale del pagamento.
    Quindi, per rispondere alla tua domanda: NO, alla fine del 2009 non hai alcun adempimento in merito alle prestazioni occasionali del 2008.


  • User

    ok! grazie per l'esauriente risposta!!! ovviamente

    altra domanda circa una collaborazione di 3000 euro fatta nel 2007.
    Inviai al cliente di milano una dichiaraz. per coll. occasionale della durata di 30 giorni. fui pagato con 2 assegni, ma della rit. d'acconto nessuna notizia.
    Io tra l'altro no ho fatto dichiarazioni nè nel 2007 nè 2008 perchè all'epoca ero assunto e quindi pensava a tutto l'azienda.
    Il lavoro da 3000 era extra rispetto allo stipendio.

    Domanda:
    di quei 3000 posso recuperare la rit. d'acconto?


  • User

    Mi ero quasi dimenticato di questa discussione, per cui rispondo alla tua domanda con notevole ritardo: avendo prestato una prestazione professionale connaturata dal carattere di ocassionalità, si presuppone tu abbia consegnato al tuo committente una ricevuta per prestazione occasionale con l'indicazione della ritenuta del 20%: nello specifico, avendo tu incassato €3.000,00 dovresti aver emesso una ricevuta con l'indicazione di €750,00 di ritenuta, come nell'esempio che segue

    1.IMPONIBILE PRESTAZIONI €3.000,00
    2.RITENUTA ACCONTO 20% €750,00
    3.TOTALE RICEVUTA €3.750,00
    4.**NETTO A PAGARE ** €3.000,00

    Quei €750,00 dovrebbero essere stati versati per tuo conto dal committente (sostituto di imposta) entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento della tua prestazione: benchè ci siano pareri a volte discordanti, non sei obbligato in solido con il sostituto di imposta per il versamento delle ritenute, il che vuol dire che in sede di dichiarazione dei redditi le scomputi comunque, a prescindere dal fatto che il sostituto di imposta l'abbia effettivamente versata.

    Spero di esserti stato utile...ciao!


  • User

    si si molto chiaro ed esaustivo.
    Nel tuo ragionamento, non se sei un commercialista o cmq lavori nel settore, hai considerato la prestazione = al netto da pagare dal committente.
    Parecchi pareri discordanti a riguardo mi confondono le idee.
    Parecchi chienti,quasi tutti, abituati all'iva che essendo di giro è come se non ci fosse, pretendono di dover includere nel netto a pagare anche la ritenuta d'acconto, considerandola x loro una spesa effettiva, poichè non la considerano al pari dell'iva e quindi sono stato costretto, spero ingiustamente, a dover chiedere X e poi vedermi pagato x-20%.
    Domanda finale: la rit. d'acconto pur essendo a carico del committ., è da considerarsi in + rispetto al prezzo vivo della prestazione??

    spero di essere stato chiaro.


  • User

    Buongiorno Barubba,
    anche se da poco, sono dottore commercialista abilitato all'esercizio della professione.
    La questione del calcolo della ritenuta d'acconto è concettualmente semplice se si considera che, differentemente dall'IVA, la ritenuta si calcola sul LORDO e non sul NETTO: nonostante ciò, spesso si fa confusione nella sua determinazione. Il sottoscritto, per "tagliare la testa al toro", chiede sempre quanto il professionista vuole mettersi in tasca: se, per esempio, Lei vuole guadagnare €300,00 dovrà emettere ricevuta/fattura per €375,00 di cui €300,00 per Lei rappresenteranno un guadagno (e per il committente un costo) ed i restanti €75,00 un acconto dell'IRPEF che si troverà eventualmente a pagare in sede di dichiarazione dei redditi. Quei €75,00 rappresentano un costo (o meglio, un'imposta) solo ed esclusivamente per Lei, a nulla rilevando che sia il sostituto di imposta a versarli per Suo conto: per rispondere alla sua domanda se la ritenuta d'acconto debba considerarsi un costo aggiuntivo rispetto alla prestazione per il committente (e quindi sia da considerarsi in più rispetto al prezzo vivo della prestazione) basta rifarsi alla definizione di sostituto di imposta che è colui che "in forza di disposizioni di legge è obbligato al pagamento di imposte in luogo di altri, per fatti o situazioni a questi riferibili ed anche a titolo di acconto". (Art.64, comma 1, Dpr 600/1973). Il sostituo di imposta TRATTIENE una somma a titolo di acconto dall'importo della ricevuta/fattura: da ciò discerne, e questa è una mia opinione, che il fatto di chiedere X e vedersi corrisposto X - 20% sia del tutto logico.

    Spero di esserLe stato utile.