• User Attivo

    orientamento per entrate / uscite periodiche

    Salve,

    scrivo qua, sperando sia la sezione giusta (avrò fatto su e giù tra le sezioni n volte).

    Ho un dubbio veramente basilare a mio dire per chi tratta tale materia, però da neofita quale io sono, ve lo pongo.

    Mettiamo caso io abbia una srl con un altro collaboratore a 50%. Tale azienda ipoteticamente fattura al mese 10.000? lordi e ne spende tra affitto, utenze e spese simili al mese circa 2.000? (olè).

    Bene, come faccio a determinare mensilmente le tasse da versare allo stato e il compenso per ogni socio? Tale compenso è indi un compenso lordo, sul quale poi applicare le relative tasse secondo la propria condizione personale? Le spese in uscita son da conteggiare in qualche modo ai fini fiscali?

    Ho messo dei numeri giusto per avere qualche esempio pratico, non mi intendo molto del linguaggio tecnico usabile in queste situazioni.

    Grazie 🙂


  • Moderatore
    • Il conteggio delle "tasse" da versare allo Stato non è così immediato, tuttavia, simulando che i costi siano tutti deducibili, devi versare IRES al 27,50% e IRAP al 3,90%. Poi durante l'anno ci sono altre "tasse" per una SRL come la tassa vidimazione libri sociali (poco più di 300 euro) e il diritto annuale cciaa (dai 200 euro in sù).

    • I soci in quanto proprietari della società non hanno compensi ma possono distribuirsi dividendi. Ciò vuol dire che sull'utile netto dell'esercizio, è possibile operare una distribuzione pro quota a ciascun socio.


  • User Attivo

    Grazie per la risposta.

    Indi calcolate tasse e costi sull'incasso lordo, ciò che resta (il netto) è divisibile tra i vari soci i quali, poi, li segneranno come lordi nella propria denunzia dei redditi?

    Giusto per capire più o meno come funziona il sistema 🙂

    Grazie


  • Moderatore

    Dipende dalla partecipazione: se la partecipazione è qualificata, ciascun socio pagherà la sua IRPEF calcolata sul 49,72% dell'utile che gli è assegnato.
    Se la partecipazione è non qualificata, pagano il 12,50% a titolo d'imposta.


  • User Attivo

    Grazie per la risposta.

    Differenza tra partecipazione qualficata e non?


  • Moderatore

    Qualificata: superiore al 25% di quota del capitale o al 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria.


  • User Attivo

    Ok, mi son già perso...

    I soci saremmo 2 (o al massimo 3), indi le quote di ognuno sarebbero 50% l'uno (nel caso di 2 soci) o 45% (sempre i soliti 2) e 10% il terzo socio.

    Forse ci saranno dipendenti, ma al momento non sono contemplati.

    Da qui riesci a trarre se qualificata o meno? 🙂

    Rileggendo, mi è parso di capire che, una SRL versa già tasse di suo intorno al 30% + quei circa 500? annui. Poi, gli utili a ciascun socio subiscono un quasi 50% di IRPEF se la partecipazione è qualificata?

    Correggimi se sbaglio, ho messo su due calcoli per capire un pochino come funziona a livello generale.
    Indi, dai miei primi calcoli, se al mese di costi l'azienda spende circa 1800?, su un guadagno lordo di 10.000? ne restano circa 8.000? (ok, arrotondiamo giusto per l'esempio).
    Indi di tasse al 30% su 8.000? (o 10.000??) si verserebbero circa 2.400?, restano allora 5.600?. Ci aggiungiamo i -40? mensili circa (i famosi 500? / 12 per la tassa vidimazione libri sociali et similia), indi resterebbero 5.560?.
    Di questo valore, diviso tra due soci, resterebbero 2.780? a capoccia, sui quali calcoliamo un IRPEF del 49,72%. Allo Stato andrebbe 1382,22? e al socio 1397,78?.
    È corretto? Altrimenti, dove ho sbagliato? Un'azienda del genere è in salute?

    Grazie


  • Moderatore

    I due soci col 45% pagheranno l'IRPEF se si distribuiscono dividendi come descritto sopra.
    Il terzo socio pagherà invece il 12,50% secco.

    Nel tuo esempio, le tasse le calcoli su 8.000.
    Non calcoli l'IRPEF del 49,72% ma sul 49,72% dell'utile distribuito.

    Es.: sui 2.780 euro che distribuisci, il socio paga la sua IRPEF su 1.382 euro. Mettiamo che abbia solo questo reddito, pagherà quindi il 23% (primo scaglione di aliquota IRPEF) su 1.382 euro, 318 euro circa.
    Il netto diventa di 2.462 euro a testa.

    Si, direi che è in salute 🙂


  • User Attivo

    Grazie per la risposta.

    Ho inteso il tuo post, indi la situazione è molto più chiara adesso.

    Ci pondero su un momentino anche con il compare socio 🙂

    Altro quesito:
    ad esempio vorrei conservare una % del netto per degli ammortamenti ed eventuali spese future. indi distribuire di meno ai soci e lasciare una certa somma all'azienda, pronta pronta poi per essere investita quando questa toccherà la cifra che serve. Indi nessuno metterebbe mani a questa somma conservata di mese in mese. Mettiamo caso si debba comprare attrezzatura costosa e cose così. Si potrebbe fare una cosa del genere, senza che si incorra in tasse in più? Cioè, se io distribuisco il 75% del netto generato, i soci pagherebbero le proprie IRPEF su quanto effettivamente ricevuto; mentre l'azienda a prescindere versa il suo 30% + spiccioli. O no?

    Grazie


  • Moderatore

    Quello che non distribuisci è ovviamente a disposizione dell'azienda per fare investimenti.
    Non c'è un obbligo di distribuzione degli utili.

    La società però ogni anno sul reddito realizzato verserà le sue tasse ossia IRES e IRAP.


  • User Attivo

    Ok, scusa se rimarco il concetto (che poi debbo fare da portavoce), però le tasse di ogni socio sono calcolate sull'ammontare esatto distribuito, indi se l'azienda, fatturasse 10.000? ma di questi ne distribuisse 5.000? ai 2 soci, loro andranno a pagare le tasse sui 2500? effettivamente ricevuti, è corretto?


  • Moderatore

    Sì e precisamente sempre su quel 49,72% (nell'esempio, 49,72% di 2.500 euro) di cui parlavo sopra.


  • User Attivo

    Ok, gentilissimo, ho compreso tutto, e preso anche appunti giusto per poi farci due calcoli a tavolino 🙂

    Ah! Ok, sarà discorso futuro questo, ma mi piacerebbe sapere questo a livello generale, senza entrare troppo nello specifico: un dipendente o collaboratore lo devo includere tra le spese? cioè se di quei 8.000?, 2.000? son di stipendio lordo per un dipendente collaboratore (indi, % netta al lavoratore, altra % di tasse per lo stato sulla sua bustapaga), tutti i calcoli fatti finora si dovranno applicare sempre su 8.000? o sui restanti 6.000??


  • Moderatore

    I costi del dipendente sono appunto costi per cui l'utile si riduce e quello che ti resta nell'esempio è 6.000.


  • User Attivo

    Ok, perfetto, grazie.

    Per ora non ho nessuna domanda... In settimana dovrò affrontare l'amministrazione pubblica, ma ci andrò maggiormente preparato

    :ciauz:


  • User Attivo

    Dubbio: trattandosi di un'azienda che vende servizi via web e anche prodotti (forse questi attraverso un e-commerce o attraverso negozi reali), l'IVA in addebito (soprattutto) e in accredito, come viene calcolata, sempre in base all'esempio fatto in questo topic?


  • Moderatore

    A livello IVA non ci sono problemi.
    Acquisti con IVA e tale imposta la detrai.
    Vendi con IVA e quest'altra imposta la devi versare all'Erario, diminuita dell'IVA sugli acquisti che, come scritto, la detrai.


  • User Attivo

    Quindi, escludendo il caso di IVA in accredito (per l'acquisto di attrezzature e cose simili), per avere i 10.000? dell'esempio, dovrei in realtà fatturare, presumendo un'IVA al 20%, circa 12.000??


  • Moderatore

    Sì, se comprendi l'iva allora sono 12.000 euro.
    Ma lascia perdere l'iva: per te non è un costo in acquisto e non è un ricavo in vendita, quindi ragiona sempre senza iva.


  • User Attivo

    Ok, grazie per la risposta 🙂

    Terrò bene a mente.