• Super User

    questo post mi ricorda un'interminabile thread dove si chiedevano chiarimenti in merito, ma qualunque cosa si dicesse ognuno restava sulle proprie posizioni.
    Come ho più volte consigliato in quel thread, se si ha qualche dubbio in merito è bene farsi dare un parere dall'Agenzia alle Entrate, tra l'altro rispondono gratuitamente.
    Se non hanno le idee chiare loro, non so proprio chi può averle. :ciauz:


  • User

    Io avevo le idee chiare anche prima, ed ho più volte indicato che molti commercialisti stessero prendendo una cantonata.
    Ora questo programma mette in luce due posizioni e possibilità diverse e di azione: 1) inserisci gli script adsense ma non vendi personalmente la pubblicità che passa sulle tue pagine; 2) inserisci gli script di Ad Manager e vendi direttamente la tua pubblicità. Sono due posizioni totalmente differenti e che riflettono proprio le azioni che facciamo: affittiamo uno spazio del nostro sito ad un'azienda (Google) che ne farà quel che vuole, al prezzo che vuole; accettiamo di inserire nei nostri spazi web delle pubblicità che gestiamo e vendiamo direttamente, decidendo il prezzo (fattore determinante) e i termini del servizio.
    Insomma nella primo caso non intraprendi un bel niente, subisci, e sei libero solo di concedere gli spazi in formati preorganazzati da Google (scegli gli script ma non puoi modificarli); nel secondo caso intraprendi (non subisici) azioni determinanti alla tua azienda ricercando le aziende da inserire, fissandone il prezzo e magari i contenuti e testi che saranno visualizzati sui banner.
    A mio avviso l'equivoco nasceva dal fatto che molti commercialisti stabiliscono, ritenendo che sia equivalente, cosa fai (impresa o no) dall'effetto finale, ma penso sia più corretto stabilire cosa fai dalle azioni che intraprendi quotidianamente. Osservare l'effetto può essere fuorviante, come nel caso di Adsense, mentre stabilire le azioni che intraprendi è determinante, come nel caso di Ad Manager.
    Naturalmente qualcuno potrebbe dire che sono due diversi tipi di impresa. Questo è falso, perchè nel primo caso vengono meno tutte le caratteristiche dell'intraprendere, ossia dell'essere l'imprenditore l'unico e solo responsabile della propria impresa - sia per i prezzi fissati, sia per i servizi offerti - cosa che invece non è con Adsense.


  • User Attivo

    Si ragazzi, ma non si capisce più nulla, almeno io.
    Avrò trovato e letto decine di post soltanto su questo forum, che trattano il suddetto argomento, e non si riesce a giungere ad una conclusione univoca. Dico io è mai possibile??? Tra l' altro il 99% dei thread reindirizzano ad altri thread, che a sua volta reindirizzano... ecc.. ed uno sta continuamente a cambiare pagina senza trovare risposta...

    Vorrei capire, e sarebbe utile mettere in risalto.

    1. Chi deve avere la P.IVA e fatturare, con adsense?
    2. A cosa serve la possibilità di inserire il Cod fiscale al posto della partita IVA?

    Io dico quello che so io sull' argomento:
    Sotto una cifra annua di 3000 euro (cifra indicativa, ma io ci rientro molto più che tranquillamente...:x) di incasso derivante da qualsiasi attività, non risulta necessario pagare i contributi sulla cifra. Superata quella cifra si deve aprire una P.IVA e fatturare il guadagno, almenochè non si sia dipendenti pubblico o privato in cui si devono versare soltanto i contributi.
    Da quello che mi sembra di capire la P.IVA serve per potere emettere regolare fattura, la quale non ha altro che la funzione di consentire allo stato di sapere quanto realmente si guadagni. Infatti se io avessi un negozio, e non avessi P.IVA non potrei dichiarare il mio reale incasso, ricevendo di fatto i soldi a mano e non tramite assegni, bancomat o altri mezzi tracciabili e quantificabili. Se non emetto fattura, becco una multa.
    Nel caso di adsense, mi sembra ovvio che sia facilmente quantificabile l' importo annuo ricevuto ed emettere fattura non servirebbe a nulla. Superata la cifra limite (per esempio 3 mila euro /anno), per lo stato la nostra non è più un' attività casuale, bensì un' attività lavorativa a tutti gli effetti, diventiamo cioò dei liberi professionisti, proprio come quelli che vendono vestiti, profumi, caffè ecc...
    Tra l'altro mettendo annunici adsense sul proprio sito, non è che si sa, se guadagniamo 1 10 0 1000 euro al mese. Potremmo guadagnarne un mese 10, un altro 100, un altro ancora 1000. Pertanto ciò che si deve valutare è ciò che abbiamo guadagnato complessivamente in un anno. Avendo sforato quella cifra limite, saremo costretti ad aprire una P.IVA

    Questo è quello che ho capito io, e sono sicuro che al 99% ho capito male. Però io lo sto sottolineando. Vedo spesso invece persone che scrivono pareri completamente opposti sostenendo entrambi di conoscere la verità. Ciò è ovviamente impossibile ed è chiaro che uno dei 2 sta dicendo più inesattezze dell' altro.

    1. Ma non c'è un modo per sapere con precisione assoluta e senza possibilità alcuna di interpretazione, come stanno le cose???
      Non so andando all' agenzia delle entrate per esempio. Io appena posso, ci passo e mi faccio spiegare bene, la situazione, proprio come feci quando volevo avere informazioni sul bollo ( a chi competeva per quell' anno, se era possibile dilazionarlo, quando scadeva ed entro quando bisognava pagarlo per non andare in mora) di una moto usata. A suo tempo chiesi notizie anche qui, e quei pochi che mi risposero avevavno poche idee ma ben confuse.
      Se qualcuno ha la possibilità di informarsi, lo faccia sapere a tutti noi, riportando tutto. Sono sicuro che l' Admin sarà ben lieto di mettere la discussione in evidenza.

    Saluti


  • User

    Purtroppo la questione è controversa, non per me. E' controversa nel senso che alcuni commercialisti sentenziano in un modo ed altri in modo diverso. Chi non ragiona da sé prende per buono quello che dice il commercialista di sua fiducia, anche se magari gli sta dicendo una fesseria grande come una casa.
    Altri invocano il potere dittatoriale dell'ufficio entrate e di conseguenza si avvalgono di queste potere per spaventare e sentenziare a loro favore (cioè secondo la tesi che sostengono).
    Io personalmente, per motivi che ho ben spiegato, ragiono così:

    1. Utilizzando solo Adsense do in uso uno spazio del mio sito che non gestisco più in nessun modo, se non per il fatto di togliere lo script. Per me è evidente che non sono azienda ma sto affittando una spazio. Dunque non sono azienda e non mi serve la partita iva. Devo dichiaare quello che guadagno come redditi di locazione o redditi diversi.
    2. Oltre ad Adsense utilizzo anche AdManager o altri sistemi in cui vendo direttamente i miei spazi sul sito, stabilendo dunque il prezzo il formato e assumendo tutte quelle funzioni che fanno di un privato cittadino un imprenditore. Dunque sono impresa e mi serve la partita iva, l'iscrizione alla Camera di Commercio, pagare i contributi ecc.
      Per me il problema è più che risolto e da tempo. Ciò non significa che dimostrare queste tesi in una sede opportuna sia facile. Probabilmente difronte ad un funzionario delle A.E. non informato su questioni di internet e che continui a minacciare sanzioni e problemi si possa cedere e abbandonare. Allo stesso modo qualche commercialista invece di ammettere di aver affrontato male il problema potrà continuare a sostenere che si tratta in ogni caso di impresa. Ma credo che l'esame della questione da parte di un gruppo di esperti non possa che mettere in luce quanto da me, e da altri, evidenziato.
      Io ho detto il mio parere, ognuno si adoperi secondo scienza e coscienza.

  • User Attivo

    @PBstaff said:

    Ma non c'è un modo per sapere con precisione assoluta e senza possibilità alcuna di interpretazione, come stanno le cose???
    Non so andando all' agenzia delle entrate per esempio. Io appena posso, ci passo e mi faccio spiegare bene, la situazione...
    Io ci andrò nei prossimi giorni e sai cosa penso?
    Penso che, anche in questo caso. tu ed io torneremmo con due risposte diverse e magari anche opposte.
    Questo perchè di adesnse e di guadagni provenienti da internet pochi, o nessuno, sa qualcosa.
    Al momento di sanzionare, invece, stai tranquillo che diventano tutti esperti.

    La tesi di Arturobamo, mi piace molto... ed anche il mio commercialista è di quell'opinione. Ma si tratta appunto di opinione ed è lui il primo ad ammetterlo.


  • User Attivo

    Si ma dico io, allora facciamocelo mettere per iscritto.
    Perchè non è che me ne faccia molto di quello che dicono a voce. A voce mi possono dire tutto ed il contrario di tutto, anche perchè come dice Arturobamo, in questo campo non ne sanno molto, e magari tendono a dirti lascia perdere, per evitare noie. Loro devono darmi una risposta unica!!! sia a Palermo che a Milano, porca miseria. Non è possibile che ancora stiamo qui a dare interpretazioni. La legge dovrebbe essere oggettiva e non soggettiva!


  • User Attivo

    Quello che dici è tutto vero ma, purtroppo, l'evidenza dimostra il contrario. :gtsad:
    Il mio obiettivo è proprio averlo per iscritto, ma ho letto da qualche parte che in questo caso è il commercialista che deve interpellare l'agenzia delle entrate.
    Intanto comincio ad interpellarli io che so di che cosa si tratta. Se poi sarà il caso, passerò la palla al commercialista.


  • User Attivo

    Ottimo Bluc.
    Farò io lo stesso.
    Mi raccomando teniamoci in contatto, che può risultare utile avere un' inquadratura più ampia.
    Saluti


  • User Attivo

    Oggi ho telefonato all'agenzia delle entrate.
    Sono stati molto disponibili. Chissà perchè me li aspettavo sgarbati.

    Comunque la cosa che abbiamo appurato è che a loro, dell'iscrizione o meno alla camera di commercio non gliene può fregare di meno. A loro interessa solamente che uno dichiari TUTTI i redditi.
    Il fatto che derivino da una attività o da un'altra influisce solo sullo studio di settore in cui si ricade.
    Se si sceglie il regime dei minimi e quindi non si cade negli studi di settore, per loro non cambia nulla.

    A questo punto la palla torna alla camera di commercio.
    Mi avevano già detto che per loro, quello che facevo NON era attività di impresa. Quando però ho chiesto se me lo mettevano per iscritto, avevano tentennato ed avevano chiesto se potevo fornire qualche documentazione in più per cercare di capire il tipo di attività.
    In alternativa, mi avevano detto: potresti fare domanda di iscrizione, così noi te la rifiutiamo e sei a posto.

    Comunque adesso tornerò anche da loro. Purtroppo ho la macchina diesel euro 1 e loro sono in zona a traffico limitato, che per noi "barboni" senza SUV è zona off limits fino ad aprile. 😞

    Per un lavoratore dipendente, si potrebbe pensare che se:

    • per la camera di commercio NON è impresa (come mi hanno "provvisoriamente" detto)
    • per l'agenzia delle entrate è sufficiente che uno dichiari TUTTO
      si potrebbero aggiungere i proventi di adsense tra i redditi diversi del 730.

    Dico "si potrebbe" perchè non credo sia regolare in quanto gli studi di settore sono stati evitati solo grazie alla scelta del regime dei minimi che è una conseguenza della partita IVA...

    :ciauz:


  • User

    ciao,sono nuovo del forum e del mondo web, ma ho postato una domanda che parte da queste problematiche. Vi sarei grato se voleste condividere tutti gli sviluppi sulla questione, anche se penso andrò anch'io, magari con qualche info in più di ora, all'agenzia...Saluti e grazie.
    ALE.


  • ModSenior

    Ciao alexandr1 e benvenuto nel Forum.

    Sposto la discussione nella sezione più appropriata.