• User

    Scusatemi se riapro questo post ma qui mi scatta la domanda

    • chi linka il file illegale in teoria non risponde di nulla, ma in pratica può essere chiamato a rispondere di agevolazione nel reato.
      e chi lo vede?

    Nel senso, megavideo deteriora la qualità del film..
    Quindi potrebbe essere legale essendo una copia deteriorata?
    Illuminatemi...


  • User

    Se non erro megavideo lucra facendo pagare un tot ai visitatori che guardano i film che si blocca dopo un'ora di visione, forse ha stretto accordi economici con la siae per pagare i diritti di visione.


  • User

    Pagare?
    Il limte dei 72 lo conosco..
    Ma questo di pagare mi mancava..


  • User

    ho trovato un articolo molto interessante e che mi sembra anche ben circostanziato sull'argomento: [...]

    Riporto:

    linkare un'opera audiovisiva protetta da copyright è reato, come si evince dalla pagina di F.A.Q. della FAPAV (Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva):[INDENT] Posso inserire nella mia pagina web dei link per dei siti che consentono di scaricare opere audiovisive?
    No, anche il sistema di *linking *costituisce violazione della legge sul diritto d?autore, secondo le norme vigenti della più recente giurisprudenza italiana.
    [/INDENT]e poi

    Un ultimo "appiglio" a cui molti si aggrappano riguarda la questione della qualità degradata: i film, o, in generale, le opere audiovisive in bassa risoluzione o degradate posso essere utilizzate in Internet senza scopo di lucro per usi didattici o scientifici (Legge 22 aprile 1941 n. 633 - Art. 70). Questo *escamotage *rimane, appunto, senza fondamento per due motivi: il primo riguarda il presunto uso didattico che non sembra essere il "principale" scopo di siti che raccolgono centinaia, se non migliaia, di link a film in visione gratuita, né di chi li guarda. Il secondo, riguarda la "cosiddetta" qualità **degradata: **la maggior parte dei film che troviamo in streaming sono rippati da DVD o registrati da Sky ed hanno, quindi, una qualità buona se non ottima.


  • User Attivo

    Ciao a tutti,
    sono molto interessato all'argomento, e purtroppo dopo aver letto tutti i post non ho ancora le idee chiare in merito.
    In ogni caso, c'è un elemento che non è stato ancora trattato in merito alla legalità o meno delle varie attività riguardanti la condivisione del materiale coperto da copyrigt, ossia, la competenza giurisdizionale, infatti la legge italiana ha competenza solo sul territorio italiano, pertanto se i server di megaupload o simili si trovano su server che fisicamente si trovano in altre nazioni, dove magari è tutto regolare, credo proprio che la giurispludenza italiana abbia poco da ridire riguardo alla legittimità dei file presenti in essi. Mi sbaglio?
    Poi riguardo alla violazione che si configura linkando una risorsa illegale ho delle serie perplessità, sarebbe come dire che sarei incriminabile se dico a qualcuno che sparando in faccia ad un uomo lo si uccide, darei un informazione ma non commetterei alcun reato, parimenti se ti dico che in questo server si trova il film"X" non credo di aver commesso reati. Le mie sono solo considerazioni logiche che non recepite da alcun articolo di legge.
    Cosa ne pensate?


  • User

    Penso che finchè si cercherà di paragonare l'attività di file sharing ad altri reati si è fuori strada. Non c'è una legge unica che regola tutti i tipi di "misfatti", ma ognuno ha il proprio....per cui ammesso (e per me ce l'ha) che sul piano della logica abbia senso la seguente affermazione:

    sarebbe come dire che sarei incriminabile se dico a qualcuno che sparando in faccia ad un uomo lo si uccide, darei un informazione ma non commetterei alcun reato, parimenti se ti dico che in questo server si trova il film"X" non credo di aver commesso reati.sul piano legale non vale nulla. La legge italiana sostiene che condividere materiale coperto da copyright è illegale (per trarne profitto). Indicare dove è possibile trovare materiale da copyright è illegale. Se poi dal punto di vista logico non regge...pazienza, ma davvero si vuole rischiare qualcosa di fronte ad un giudice per il quale invece il ragionamento fila a perfezione?
    Vorrei inoltre ricordare che il Web purtroppo ha solo la memoria a breve termine....nel lontano 2004 esisteva un bel forum (EdonkeyWebsite) che era cresciuto tanto a tal punto da diventare punto di riferimento per la comunità P2P che utilizzava Emule e i suoi link. Pertanto il forum non "hostava" in nessuna maniera materiale protetto da copyright....ebbene il forum fece il "botto" per via di una denuncia. Sito sequestrato e un paio di persone imputate (di cui non ho saputo più nulla....sarebbe interessante sapere come si è conclusa la storia). E da allora di casi simili ce ne sono stati a bizzeffe per arrivare ai giorni nostri con i motori di ricerca per file torrent. PirateBay, Mininova, non "hostavano" materiale protetto da copyright ma solo link a queste risorse....e sapete bene che fine hanno fatto.
    Il fenomento dello streaming è "abbastanza" recente ma passerà poco prima che anche i vari Megavideo abbiano dei problemi (che in realtà già mi risulta che abbiano). Tuttavia Megavideo e Co. vi fanno firmare al momento della sottoscrizione una policy che attribuisce agli utenti la responsabilità di cosa è "uppato". Il povero utente di turno che domani dovesse essere tirato in ballo per questioni di diritti d'autore al massimo potrà avvalersi di un misero avvocato, Megavideo invece ne avrà ben più di uno tutti a cercare di far valere quella clausola di "responsabilità"....

    Insomma.....mi sento di poter dire che a "linkare" streaming di materiale coperto da copyright SI DEVE essere consapevoli che si può andare incontro a problemi. Dico si PUO' ( e non lo dò per certo) solo perchè c'è sempre quel certo margine di discrezionalità nell'applicare la legge per cui con la giusta fortuna magari la si passa liscia, e dico si PUO' perchè comunque finchè SIAE e compagnia bella non si muovono la pacchia può continuare....al primo "scossone" viene giù tutto 🙂

    Quindi, di fronte alla certezza della legge e alla possibilità (o meno) della sua applicazione, vale la pena tutto ciò? Boh! 😄

    PS: tutto quanto riportato sopra è in parte la MIA opinione (escluso quella sulla legge, dove le cose sono scritte in qualche decreto legge), ci tengo a sottolinearlo solo per evitare di finire accoltellato in qualche rissa 😄

    PSS: la giurisdizionalità è, a mio modo di vedere, opinabile. Megavideo è in Uganda? Bene la legge italiana non può farci nulla se non

    1. oscurare il sito (tipo come con i siti di scommesse esteri)
      2)perseguire gli utenti di Megavideo che hanno commesso "il fattaccio" dal suolo italiano!

    Megavideo sopravvive, l'utente italiano pure ma con qualche problema!


  • User Attivo

    @CineMatto said:

    a. La legge italiana sostiene che condividere materiale coperto da copyright è illegale (per trarne profitto)

    Ma se la segnalazione del file non avviene per scopo di lucro la cosa cambia?


  • User

    attenzione....con il famoso decreto Urbani la formula non è più che si può perseguire chi lucra...ma chi trae profitto. Il concetto è più sfumato. Lucro è far soldi con qualcosa che non ti appartiene, ma il profitto....è un concetto più ampio e discutibile....Quel decreto lo hanno pensato per benino 🙂

    E poi, se per esempio, sul sito che contiene i link hai della pubblicità che ti remunera....quello potrebbe essere profitto (attiri click utilizzando materiale coperto da copyright). E chi ci dice che profitto non possa essere semplicemente i 6.50euro del biglietto che risparmio non andando al cinema? Non è lucro perchè non incasso denaro, ma potrebbe essere dipinto come Profitto da un esercito di avvocati delle Major? io temo di si:(


  • Super User

    Dunque, vediamo di chiarire alcune cose, in merito a quanto detto da Klyde sopra.
    In merito alla competenza per territorio, perchè un reato sia perseguibile in Italia è sufficiente che parte della condotta sia compiuta in Italia. La visione da parte di un italiano di un video posto su server estero potrebbe essere considerata sufficiente, quindi, per perseguire il reato. Il danno, infatti, si realizza in Italia.
    In ogni caso la legislazione in materia è praticamente identica in tutta la UE e gli USA.
    Per il secondo punto ho già risposto più sopra. La differenza sta nel fatto che il link sia una agevolazione o meno al reato. Se io metto un film online, immediatamente visibile da tutti, un link a quel sito non dovrebbe essere ritenuto illecito, è sicuramente illecito se lo metto su un sito di file sharing dove non è visibile a meno che non si ha il link apposito.
    Secondo altri giudici l'agevolazione c'è comunque, anche se il video è immediatamente visibile, in quanto la pubblicità (il link) che faccio a quel video agevola l'aggravamento del reato.


  • User Attivo

    Se cosi è come mai tutti quei siti che linkano risorse illegali, come software craccati e film prima visione continuano a farlo liberamente senza che nessuno li ostacoli? e parlo di molti siti italiani che godono di ottima visibilità, grazie proprio alla moltitudine di link a queste risorse depositate in file server come Megaupload.


  • User

    A che serve sapere perchè esistono ancora e linkano liberamente? Probabilmente o sono ignoranti delle norme vigenti, o sperano nella fortuna di passare inosservati (visto la vastità del fenomeno), o ritengono un giorno di poter far valere le proprie ragioni di fronte ad un giudice:bho:
    Oppure perchè sul web si è sempre condiviso tutto a qualunque costo;)


  • User Attivo

    Dando per assodato che linkare risorse illecite è illegale, e considerando l'incisività che un solo sito possa avere nella diffusione di un file illegale in un universo strapieno di link e file illegali (quindi direi quasi nulla), quale tipo di condanna potrà essere inflitta al gestore del sito?

    Mi spiego meglio:

    Se un sito linka una risorsa come ad esempio un software craccato che costa un sacco di soldi ed è l'unico a metterlo a disposizione, quindi se lo si vuole avere craccato bisogna andare per forza su questo sito "X", il danno che quest'ultimo crea alla software house è molto rilevante perché il 100% degli utenti che hanno preferito scaricarlo craccato anziché acquistarlo è passato dal sito "X", in questo caso il danno procurato può attestarsi a svariate migliaia di euro.

    Altro caso,

    mettiamo che il sito "X" linka un Mp3 di Vasco Rossi, o un divx del Titanic, commetterebbe la stessa violazione dell'esempio precedente, ma in questo caso il danno procurato è praticamente nullo, poiché il link inserito sarebbe uno dei tanti milioni presenti in rete, che tutti assieme hanno procurato il danno patito dalla casa discografica o altri a seconda dei casi.

    Io credo che il motivo per cui tantissimi siti anche italiani, continuino a pubblicare link a risorse illecite senza essere disturbati è proprio questo, ossia, l'impossibilità di perseguire tutti coloro che commettono questo tipo di illecito (perché perseguirne uno è assolutamente inutile) e perché le pene da infliggere sarebbero assolutamente irrisorie, a fronte di una mole di lavoro immensa per le varie procure.

    Sbaglio?


  • Super User

    Sinceramente non credo sia questo il luogo dove discutere del perchè alcune persone preferiscono violare le leggi. Quello che posso dire io è che le pene non sono certo basse, in considerazione del fatto che oltre al reato penale (in alcuni casi si ha pena detentiva, in genere sono pene pecuniarie anche salate) sussiste anche l'illecito civile, dal quale deriva la condanna al risarcimento del danno al titolare dei diritti. Risarcimento che generalmente è davvero molto elevato.


  • User Attivo

    Scusate se riprendo il discorso ma ho un dubbio, se un utente di Facebook con il profilo pubblico, linka file illegali chi è responsabile Facebook , l'utente o entrambi?


  • Super User

    Sicuramente l'utente.
    Facebook, sulla base della normativa attuale, dovrebbe essere ritenuto responsabile solo se, una volta avvertito della presenza di reati, non si attiva per collaborare con l'autorità giudiziaria.
    Devo però avvertire che le recenti sentenza in materia (sbagliando secondo me) si stanno orientando per verificare caso per caso la eventuale irresponsabilità degli intermediari della comunicazione.


  • User Attivo

    Quindi, parimenti, se io fossi proprietario ed amministratore di un social, o comunque di un sito su cui sono gli utenti a scrivere non sarei responsabile di nulla, almenochè mi opponga alla rimozione di un link o di un articolo che mi venisse segnalato come illecito?


  • Super User

    La cosa è un po' più complessa. Un social network è sostanzialmente un provider di servizi (content provider), e come tale rientra nelle esenzioni di cui alla legge 70 del 2003.
    In sintesi non è responsabile dei contenuti immessi dagli utenti, fintanto ché si mantiene neutrale rispetto a questi contenuti. Non vi è obbligo di ricercare attivamente contenuti illeciti, ma un obbligo di cooperazione con l'autorità giudiziaria.
    C'è da aggiungere che recenti sentenze in materia hanno un po' stravolto la normativa:(, e i giudici tendono a valutare caso per caso se un provider rientra sotto l' "ombrello" della legge succitata. Infatti YouTube è stato condannato di recente a rimuovere contenuti che violavano il diritto d'autore.


  • User Newbie

    Salve a tutti...Noto che l'ultimo messaggio di questa discussione e decisamente "datato" ma , dato che la mia domanda rientra perfettamente nello stesso contesto ho ritenuto saggio continuare il dibattito...spero che qualcuno sia ancora vivo da rispondermi;)

    Leggendo domande e risposte da voi date fin'ora mi è chiaro che:

    **- **Stiti che ospitano sul proprio server materiale coperto da copyright sono illegali e quindi perseguibili dalla legge.

    [LEFT]**- **Siti che ospitano sul proprio server materiale coperto da copyryght con "residenza" estera (Megaupload, Veoh ecc...) sono illegali , ma non perseguibili dalla legge italiana in quanto fuori dalla nostra giurisdizione.[/LEFT]

    **- **Siti che linkano questo materiale in teoria (molta teoria) non sono perseguibili dalla legge, ma rischiano cmq, a seconda dei singoli casi, di essere accusati di favoreggiamento o concorso di reato , punito con relativa sanzione pecuniaria.

    Fin qui tutto chiaro...e sono del parere che se devono darti problemi, in un modo o nell'altro ci riescono...
    dando per corretto tutto quello che ho appena menzionato mi chiedevo:

    E se noi (e per NOI intendo: web master che decidono di pubblicare in rete un sito che LINKA su server esteri questi illegali contenuti) "regolassimo" tutto con un regolamento interno o un disclaimer???

    So già che un disclaimer non è un vero e proprio regolamento. Esso in un certo senso "avvisa" i suoi utenti di non essere responsabili dei contenuti che il suo sito offre ad essi , cercando (e ripeto cercando) di sollevarsi in parte dalle responsablità.

    Difatti come menziona Wikipedia:
    "La presenza di un disclaimer in una relazione non garantisce necessariamente che in una eventuale contesa legale i termini in esso contenuti siano riconosciuti come vincolanti per le parti, né che sia riconosciuta la sua validità in quanto limitazione di reponsabilità."

    Alcuni siti cercano di salvaguardarsi con questa soluzione e vorrei sapere secondo voi quanta validità possa avere?
    Inoltre...
    Chi adotta un disclaimer solitamente non obbliga i suoi utenti a leggerlo o consultarlo prima di offrire il proprio servizio...e magari è proprio per questo che non ha grande "peso" nel contesto legale...quindi ho pensato:

    E se si trovasse il modo di far "accettare" all'utente il proprio "REGOLAMENTO"? non dico con una registrazione al sito (che forse sarebbe la cosa piu adeguata) , ma che magari sia obbligato a leggere ed accettare il regolamento prima di usufruire al servizio ??? (cioè al "link" nel nostro caso)

    Immaginate di "oscurare" i link che danno accesso alle pagine di Megaupload ,e renderle accessibili solo ed esclusivamente se l'utente accetta il di prendersi le responsabilità dettate dal nostro regolamento...

    SAREBBE UNA SOLUZIONE EFFICENTE PER RISOLVERE IN PARTE IL PROBLEMA??O E' SOLO UN ULTERIORE TENTATIVO DI ATTENUARE LA PENA??

    spero di ricevere una vostra risposta...e ringrazio cmq tutti coloro che mi risponderanno...grazie e a presto.


  • Super User

    Ciao Stephano,

    benvenuto nel ForumGT. 🙂

    Credo che ci siano diverse precisazioni da fare.
    Siti che ospitano materiale coperto da diritto d'autore non sono necessariamente illegali, dipende se è il titolare del sito a inserire quei contenuti. I contenuti sono illeciti, ma se si tratta di un sito che ospita contenuti di terzi, senza selezionare tali contenuti, allora il sito di per se non è illecito, in quanto il titolare del sito non partecipa all'illecito.
    Quindi, chi inserisce contenuti coperti dal diritto d'autore senza averne il diritto (consenso) compie un illecito. Se il titolare del sito è partecipe del fatto, allora concorre nell'illecito.
    Inserire un disclaimer non ha alcun valore legale, se commetti un illecito non ti puoi salvare dicendo che la colpa è di un altro. Il disclaimer serve solo a precisare, nei confronti degli utenti, quali diritti e doveri sono previsti, in modo che gli utenti sappiano a cosa vanno incontro nell'utilizzo del sito.
    Quindi, se io (titolare del sito) inserisco un disclaimer sul mio sito, il quale precisa che se un terzo inserisce contenuti illeciti la responsabilità è sua, ha valore perchè così dice la legge, a meno che non vi sia partecipazione cosciente da parte mia. In questo caso io ne sono responsabile anche se il disclaimer dive diversamente.
    Spero di aver chiarito almeno il succo del discorso che è abbastanza complesso.


  • User Newbie

    Innanzitutto la ringrazio di avermi risposto...
    E grazie del benvenuto...;)

    Capisco bene,come ha correttamente mensionato gia lei, che il discorso è piuttosto vasto e complesso. Lei stesso ,in delle precedenti risposte a questo post (o almeno mi pare sia stato lei a darle ed in caso contrario le chiedo scusa.) metteva in paragone i "siti-streaming" con i maggiori motori di ricerca. In sostanza mi sembrava di aver capito che il danno procurato dai "siti-streaming" sia lo stesso procurato da google, in quanto mezzo fondamentale al raggiungimento dei siti stessi (ed in alcuni casi direttamente del materiale illegale). In teoria ,non sarebbe possibile creare un sito che contenesse i link di altri "server" (da cui è possibile raggiungere questi file illegali) solo ed esclusivamente "a titolo informativo"??? ...e regolare tutto con un contratto che ci solleva dall'utilizzo che l'utente possa fare di questi link???.......:?

    la ringrazio ancora della disponibilità e gentilezza
    a presto
    Stephano...