• User

    Concordo pienamente con Nelli, la difficoltà principale dei cinesi che vogliono viaggiare all'estero sono ostacoli esterni alla Cina, molto più che barriere di ordine politico-dittatoriali. Ho avuto clienti a cui non sono stati concesso il visto anche se erano illustri personaggi dell'economia locale, o adirittura manager di grandi entità industriali.

    @Karapoto: è interessante la tua visione del mercato, ma probabilmente non hai tenuto in considerazione un elemento fondamentale del Marketing Web finalizzato al SEO, questa oggigiorno si tratta principalmente di Marketing diretto, che per tanto dev'essere esteso in multilivello coinvolgendo a macchia d'olio più persone possibili nel contributo SEO! Da questo punto di vista se entrerai in competizione con un'entità SEO cinese, non hai la possibilità di competere, la "manod'opera" istruita alle attività di marketing diretto è così economica ed abbondante che sarà praticamente impossibile operare in un confronto diretto. Sicuramente in una simile situazione più proficuo potrebbe essere un'affiliazione diretta con entità SEO cinese, lavorando coordinatamente ad esso qua ci si preoccupa soprattutto di preparare logisticamente la contropparte italiana, mettendola in condizione di interfacciarsi in modo rapido ed efficiente con l'organizzazione cinese.


  • User Attivo

    i cinesi parlano e scrivono male l'inglese, parlo di gente tra i 30 e i 50....probabilmente le nuove generazioni lo parlano meglio di noi! 😄

    Ma attenzione, credo saranno i cinesi tra qualche anno a fare i siti in italiano per avere la nostra attenzione e nn il contrario! 😄

    Cmq sì, il mercato Cinese è grande, e bisogna impegnarsi adesso che è agli inizi per accalappiarlo!

    Chi si sta impegnando ennl'ottimizzazione dei siti in Cinese sta facendo un affare! 😉


  • User Attivo

    Piccolo Ot sulla scia dell'argomento: secondo voi, quali sono i possibili business orientati alla cina, oltre al turismo ed all'ecommerce da attuare a livello internet?


  • Super User

    ...secondo voi, quali sono i possibili business orientati alla cina, oltre al turismo ed all'ecommerce da attuare a livello internet?
    Dai un'occhiata qui 🙂


  • User Attivo

    @Mamilu said:

    Dai un'occhiata qui 🙂

    Perdona 😄 , non mi è arrivato il senso... che vedo in particolare?:D
    Sarebbe l'offerta attuale che c'è sul web inerente l'argomento?


  • User Attivo

    fai un portale di cibo italiano in cinese ! 😉


  • Super User

    man mano che mi sveglio mi vengono altre cose per la testa....

    Abbiamo fino ad ora parlato del problema traduzione italiano -> cinese....e bene o male ci si riesce ad organizzare....

    abbiamo discusso l'aspetto SEO.... e probabilmente abbiamo bisogno di una SEO-friend cinese 😄

    e se volessi fare delle landing page in cinese?....voi probabilmente mi direte:"vabbè le faccio in italiano e poi le faccio tradurre"....mmmm :mmm:

    e chi vi dice che una landing stile madri sia efficace per il cinese come per l'italiano o l'americano di turno?

    come fate a sapere cosa emotivamente scuote un cinese a differenza di un italiano? altra cultura, altre usanze, altri modi di fare etc etc etc.....

    personalmente non credo sia tanto banale...
    sempre che non siate disposti a delegare l'80% del vostro lavoro ad una webagency cinese di cui per forza di cose vi dovrete fidare....(o potreste anche andare a vivere in Cina 🙂 )


  • User

    @alexs2k said:

    sempre che non siate disposti a delegare l'80% del vostro lavoro ad una webagency cinese di cui per forza di cose vi dovrete fidare....(o potreste anche andare a vivere in Cina 🙂 )
    L'hai detto, secondo me è l'unica soluzione plausibile, rimane ora l'ultimo problema della comunicazione fra te e e tale Webagency, se sarete in grado di coordinarvi bene, sarete dei leader, ma ti assicuro che non è assolutamente facile, te ne parlo come esperienza personale, io conosco la lingua cinese, ed è quasi un anno che cerco di far qualcosa con la Cina, ma purtroppo non c'è nulla di scontato quando mi trovo ad affrontare degli argomenti con la Cina. Ah e per inciso: neanche i professionisti del web conoscono così bene l'inglese, questa capacità è un appannagigo esclusivo dei laureati nel campo linguistico, quindi non illuderti di fare niente solo con l'italico inglese. E' semplicemente impossibile!


  • User Attivo

    @alexs2k said:

    e chi vi dice che una landing stile madri sia efficace per il cinese come per l'italiano o l'americano di turno?

    come fate a sapere cosa emotivamente scuote un cinese a differenza di un italiano? altra cultura, altre usanze, altri modi di fare etc etc etc.....
    Considerando che ogni accoppiata prodotto/target necessita di uno studio specifico per la progettazione della relativa landing page, personalmente ci andrei con i piedi di piombo nel sostenere che nel belpaese, negli US o in qualunque altra parte del mondo sia sempre una sola tecnica comunicativa a funzionare e che, trovata quella, abbiamo a disposizione la panacea per tutti i mali del web di quel paese.

    Nel campo del conversion enhancement, disciplina che studia come incrementare le conversioni di un sito, non si da mai per scontato che una tecnica funzionerà meglio di un'altra.
    Un professionista navigato può intuire come alcune forme espressive si adattino meglio di altre al contesto comunicativo circoscritto (es vendita di viaggi sul mercato online cinese), ma lascia sempre aperta la possibilità di fare test per verificare come alcune variazioni all'idea iniziale possano portare a miglioramenti anche notevoli.

    Quello che un operatore del web, sia esso cinese o italiano, dovrebbe fare nell'approcciare un nuovo mercato è ammettere che non si può conoscere a priori quale sarà la landing che convertirà di più: per incrementare via via le conversioni sarà necessario progettare un sistema ciclico di testing e analisi che comporta un notevole dispendio di tempo ed energie.
    Affidare totalmente questo compito ad un'agenzia autoctona può portare alcuni vantaggi in termini di tempo dedicato allo studio dei competitor e di rapidità (e dunque costi inferiori) nel raggiungere i volumi di vendita prefissati.
    Non possiamo escludere però che anche un operatore italiano possa essere in grado di portare vantaggi al sito, seppure a costi superiori (maggior numero di ore dedicate all'analisi iniziale) e in tempi più lunghi (necessità di un numero di test superiore a causa dell'assenza di un background culturale in linea con quello del target).


  • Super User

    Concordo Fuffissima :), ovviamente il mio riferimento ad una tipologia di landing era a titolo di esempio ;)....

    Quello che un operatore del web, sia esso cinese o italiano, dovrebbe fare nell'approcciare un nuovo mercato è ammettere che non si può conoscere a priori quale sarà la landing che convertirà di più: per incrementare via via le conversioni sarà necessario progettare un sistema ciclico di testing e analisi che comporta un notevole dispendio di tempo ed energie.

    è vero che per le landing è sempre necessario un sistema di testing come è vero che serve pur sempre un punto di partenza.... una prima landing da testare....

    Voglio dire che "io italiano" potrei essere condizionato, motivato, stimolato da elementi sostanzialmente differenti dal cinese. Da qui nasce l'esigenza della stretta collaborazione con chi in Cina ci è nato o almeno ci vive.... ovviamente parere personale 😉


  • User

    Qui in Australia il turismo cinese è elevato, anche perchè la comunità cinese è numerosissima (a Melbourne i cittadini di origine asiatica sembrano addirittura la maggioranza): l'Asia è il partner preferenziale e la Cina è comunque uno dei paesi geograficamente più vicini.

    Nonostante questo i cinesi che arrivano sono soprattutto in visita a familiari emigrati o fuggiti qui, e non sono certo di alto profilo economico.

    Inoltre nelle zone più avanzate della Cina (vedi Puhdong, la città del futuro di Shanghai) l'inglese è la lingua più usata, anche per la numerosissima presenza di aziende, tecnici e manager occidentali.

    Temo che il cinese che non parla inglese mediamente non abbia neppure la certezza di poter comperare cibo sufficiente ad arrivare alla fin del mese, figuriamoci prenotare un albergo italiano online...


  • User

    @Karapoto said:

    Ciao conterroneo 🙂

    Fortunatamente ho persone che il cinese lo conoscono alla perfezione e quindi pian piano posso fare esperienza.

    Al momento non ho niente online ma in futuro sicuramente vi farò vedere quello che son riuscito a combinare.

    Sto cercando di creare sinergie con seo/sem cinesi, vi terrò informati 😉

    Mi scuso se questa mia richiesta risulti abbastanza ombellicale.. ma mi chiedevo, Gentilissimo Karapoto , se è possibile sottoporre ai tuoi amici una traduzione in cinese di una serie di siti? E' paradossale ma su internet ho trovato ben poco che riguardi la traduzione (seria) da italiano a cinese. Se mi passi email o contatti, sarebbe il massimo

    Grazie


  • User

    Quindi voi dite che basterebbe fare un sito in inglese (visto che il cinese che non sa l'inglese si presume che non abbia i soldi per venire ed alloggiare in italia) e poi posizionarlo nei motori di ricerca cinesi? ma se lo si fa in inglese, come si può pensare di posizionarlo nei motori cinesi?


  • Bannato User

    con tutto il rispetto nessuno di voi ha le idee molto chiare sul mercato cinese.

    tradurre un sito europeo in cinese e' impensabile, ai cinesi come ai koreani e ai giapponesi piacciono layout assurdi pieni di animazioni in flash, scritte lampeggianti, e strapiene di cazzate fino all'inverosimile, che poi e' una cosa in comune coi negozi giapponesi e non solo.

    un sito che in italia e' "elegantemente minimale" in Cina non puo' avere successo.

    basta che diate un occhio ai maggiori portali cinesi come Sina o Sohu o 163 o i giornali online cinesi.

    parere mio e' assolutamente impossibile per un buon grafico italiano anche solo "adattarsi" ai gusti cinesi (e non parliamo di quelli giapponesi...)

    seo/sem : il mercato del search non e' assolutamente importante come in europa.

    la gente usa internet in primis per IM (specie con QQ) e pirateria di ogni tipo.
    il motore piu' usato per la ricerca (Baidu) ad esempio offre un ottimo "mp3 search".

    ci sono ottimi siti di video sharing come Tudou con quasi 100 milioni di utenti

    gran parte dei siti stranieri sono assolutamente sconosciuti in cina, youtube compreso, checche' funzionino (quasi) tutti.

    google lo usano in pochi, yahoo ha un brand fortissimo invece specie in giappone e korea dove e' nr.1 assoluto.
    .
    i forum sono enormi e spesso illeggibili perche' appunto ai cinesi le cose semplici sembra che proprio non vadano a genio, bisogna districarsi tra tonnellate di banners, flash, smilies, e roba che in europa farebbe chiudere il browser a chiunque dopo 2 secondi.

    quindi, come minimo per fare un sito in cinese bisogna fare da zero un concept pensato esclusivamente per la Cina e quindi pagare qualcuno in cina che conosce il mercato e i gusti cinesi nonche' almeno un inglese basic per colloquiare via email o su QQ.

    turismo e booking online : assurdo, i cinesi vanno SEMPRE in giro in comitiva , tour groups, o almeno in 2 persone, e si avvalgono di norma di agenzie
    di viaggio anche perche' le carte di credito in cina non le usa nessuno (discorso diverso per debit-cards che sono diffusissime anche per comprare 2-3 euri di roba al supermercato).

    Ebay per esempio ha avuto enormi problemi in cina e ha gettato la spugna.

    TaoBao che e' il clone cinese di Ebay invece funziona alla grande, premesso che qui i pagamenti sono quasi sempre "cash on delivery" visto l'enorme numero di truffe e scams di ogni tipo.

    (c'e' comunque chi usa Paypal, E-Gold, etc)

    in sostanza : la vedo molto dura se non del tutto impossibile per gli occidentali di anche solo sognarsi di entrare nel mercato cinese senza avere dei soci cinesi che sanno esattamente il fatto loro.

    tra l'altro ripeto, e' assolutamente ridicolo immaginarsi che un cinese possa prenotare un hotel in italia dalla cina !

    primo, perche' per i pagamenti all'estero non tutte le banche lo consentono, secondo perche' non hanno le credit cards, terzo perche' i cinesi sono enormemente diffidenti verso l'e-business anche se la cosa sta cambiando molto in fretta almeno nel range giovanile.

    l'inglese lo parlano solo gli universitari e i giovani che hanno studiato e si pagano le lezioni ma tranne rari casi non si puo' fare grandi discussioni.

    a parte l'inglese non troverete nessuno che parla francese o tedesco o spagnolo o (figurarsi !) italiano...

    potrebbe darsi che qualche cinesi in italia possa dare un aiuto ma si tratta in primis di cinese del Guangdong che probabilmente hanno un ricordo "romantico" della patria e non sono allineati all'attuale situazione che e' diversissima da gia' solo 5 anni fa.

    i libri di Terzani li ha scritti nel 1983 e la Cina di allora NON esiste piu'.
    leggerli nel 2008 vi puo' solo confondere ulteriormente le idee come gia' fanno gratuitamente il 99% dei medias europei e americani.


  • User Attivo

    Bellissima discussione che mia auguro continui dopo l'intervento assai interessante di CecoBeppe, il quale sgombra il campo da molti preconcetti, ma rischia di essere anche ultimativo nella sua perentorietà.


  • Bannato User

    @Camillo Galante said:

    Bellissima discussione che mia auguro continui dopo l'intervento assai interessante di CecoBeppe, il quale sgombra il campo da molti preconcetti, ma rischia di essere anche ultimativo nella sua perentorietà.

    beh rimane sempre il mercato di honkong, taiwan, singapore, malaysia, che non sono certo da buttar via anzi, ma anche li' hanno gusti estetici diciamo "esotici", in compenso sono molto piu' avanti di noi nell'uso di credit cards e servizi web di ogni tipo.

    chiaro che allora anziche' in mandarino la pagina dovra' essere in Cantonese (o meglio ancora cantonese E mandarino, due lingue ben diverse, non certo "dialetti").

    non assolutamente detto che il cinese si scriva in verticale, anzi, nel web la norma e' in orizzontale, vedasi ad esempio sina.com che e' il portale nr.1 in china, o cn.yahoo.com

    in ogni caso c'e' un enorme problema di copywriting : tradurre un sito dall'italiano o inglese al cinese semplicemente non funziona perche' il messaggio sara' palesemente tradotto in maniera accademica, non sara' mai efficace come quello di un copywriter cinese che conosce il mercato.

    google ad esempio usa il nome "GuGe" che in cinese ha avuto pessimi risultati, conclusione era sconosciuto prima e ora dopo aver speso cifre folli ha solo circa il 25% del mercato search che comunque e' un mercato secondario in cina dove chi comanda sono i mega portali tipo Sina o Sohu e Yahoo.

    Baidu oltre al 60% del mercato search ha gia' il suo pay-per-click e sara' molto dura per google risalire la china.

    purtroppo capire la cina e i cinesi e' molto ma molto difficile, non dico che fanno tutto al contrario ma i gusti sono veramente diversissimi dai nostri e non solo nei siti web ma quasi in tutto.

    windows ha il monopolio quasi totale degli OS e il browser IE si puo' dire abbi a piu' del 90% del mercato quindi se non altro chi sviluppa siti non deve impazzire con 5-6 browser diversi.

    i costi di hosting in china sono ridicolmente alti e i siti stranieri sono decisamente lenti rispetto a quelli cinesi.

    registrare un dominio in cina e' molto costoso e burocratico, ragion per cui e' normalissimo che vi diano biglietti da visita con l'email su yahoo o sina o hotmail e che vengano usate pure per siti aziendali.

    i fantomatici "200 milioni di ricchi cinesi" li devo ancora vedere, e' una nota leggenda urbana, anche se a pechino e shanghai i ricchi non mancano ne' la classe media.

    (per classe media si intende salario netto mensile sui 3-500 euri)

    certo che se si pensa che un cinese spenda 100 euro a notte per un hotel in toscana stiamo freschi, qui un discreto 3 stelle viene 30-40 euri e 20-30 in zone rurali.

    non parliamo di sistemazioni low-cost, gli ostelli in media vanno sui 4-5 euro a notte, con picchi di 1 euro/notte in zone tipo lo Yunnan o il Tibet rurale.

    allo stesso tempo ci sono hotel da 1000 euro a pechino o shanghai, la scelta e' vastissima ma il potere di acquisto di un cinese medio e' come minimo 3-4 volte inferiore a quello italiano.

    i cinesi poi sono estremamente mercantili e amano contrattare
    fino all'ultimo centesimo, altro motivo che non li invoglia certo a comprare sul web a prezzi fissi, anche se le cose ripeto stanno cambiando in fretta ma indubbiamente il cinese prova gusto a "fare l'affare" e perdere 2 ore contrattando anche se poi magari spende di piu', forse questo spiega il successo di siti di aste come Taobao e il fallimento di altri siti di e-commerce che fuori dalla cina funzionano alla grande.

    paese che vai...


  • User

    @CecoBeppe said:

    certo che se si pensa che un cinese spenda 100 euro a notte per un hotel in toscana stiamo freschi

    Per chi non lo sapesse, i gruppi Cinesi nei 4 stelle Toscani pagano dai 15 ai 30 Euro x pax/notte colazione compresa. Di più per ora non si può chiedergli perchè il loro budget è bassissimo, e molti hotels group-oriented ne prendono qualche pullmann a settimana solo per fare occupazione.
    Di Cinesi leisure (che vengono dalla Cina per vistare l'europa in una settimana) per ora ci sono solo i gruppi e sono veramente low-cost, anzi, low-profit per gli albergatori, e sono tutti in mano a grossi operatori, nessuno può ancora venire da solo per via del visto.

    Per me la Cina può aspettare ancora qulche anno, nel frattempo c'è ancora tanto di quel mondo da far venire in Italia...

    Se comunque a qualcuno interessa un mio ex-socio ha aperto un booking on-line in Cina per alberghi Cinesi, quindi rivolto prevalentemente al mercato domestico, con un socio Cinese, softwaristi e SEO Cinesi che parlano Inglese e ormai quasi bene anche l'Italiano... Lui conferma che basta un minimo investimento e metti in piedi un azienda ed un mega-ufficio con quanti dipendenti Cinesi vuoi.
    L'unico neo, a conferma anche di quanto diceva CecoBeppe, è che non esistono carte di credito, e per farsi pagare dagli alberghi bisogna avere delle persone che fanno il recupero crediti porta a porta, in stile "mi manda Picone", perchè il concetto di "provvigione" all'intermediario sembra non esistere.


  • User Newbie

    [edit]no promozione


  • User

    è molto interessante questa discussione. Quello che pensavo riguardo piccole-medie attività ricettive era: ma chi parla con il cliente potenziale on line ? Ci vuole qualcuno che risponda alle mail (per esempio) in lingua. Quindi diventa una spesa in + per il proprietario e magari scaricabile su poche prenotazioni...
    No?