• User

    Magari diventasse un tormentone, per alcuni sarebbe fastidioso ma per altri chi sa e poi quando è il momento dell'acquisto magari il tormentone ti ritorna alla mente e potrebbe fare la differenza.


  • Super User

    @Hotshot said:

    Ciao ragazzi/e, secondo Voi che cosa è importante, o sarebbe meglio avere in un pay-off?
    Inizialemente secondo me dovrebbe:

    • fare rima con il nome del logo, perchè può crearsi una frasetta simpatica più facile da ricordare
    • che spieghi il principale servizio dell'azienda
    • che sia corto?

    Secondo voi?

    Grasiasss........

    Anche i giochi di parole non sono male (che ne so: per una birra, birra xyz: in bocca al luppolo..).... o ricorrere alle "frasi fatte" cambiando quel tanto che basta per inseririci il tuo nome....

    Sul tormentone occhio, rischia di diventare una nenia sensa senso per la troppa abitudine a sentirla, e inoltre ci vuole un gran dispendio di risorse, un martellamento che difficilmente riesci ad ottenere senza spendere grosse cifre.. 😉


  • User Attivo

    Ciao, il payoff dovrebbe esprimere al volo quello che fa l'azienda, ma nel senso emotivo del termine..."just do it"

    Ah, consiglio...se operi in italia...fallo in italiano...;)

    Tormentone?rischi di far ricordare il tormentone e non l'azienda e cmq, per creare un tormentone, servono molti soldi per far conoscere il pay off alla massa.


  • User Attivo

    @ideasnextdoor said:

    Ah, consiglio...se operi in italia...fallo in italiano...;)

    Su questo ci sto riflettendo, perchè ok, farlo in italiano, ti dà l'assoluta capacità di far capire alle persone che cosa vuoi dire, mentre con l'inglese la cosa è meno diretta 🙂

    Pero' un pay-off in inglese, può donare al brand un qualcosa di figo, di cool, di innovativo, almeno credo che questo sia un pensiero abbastanza comune,
    e che quindi potrebbe andare bene nel caso il servizio sia rivolto ad un certo tipo di target e che sponsorizzi un certo tipo di prodotto,

    nel senso che sarebbe assurdo sponsorizzare una confezione di Fagioli borlotti, con la scritta: Eats... Now!!!:)

    ma invece magari ci starebbe bene per sponsorizzare una maglietta di tendenza la scritta: my style... my true life!!!:)

    ccche dite?


  • User

    Quando si crea un pay-off ma questo vale tutto ciò che riguarda la comunicazione a partire dal marchio, alla grafica del sito, ai testi si pensa al target di conseguenza si sceglie una lingua piuttosto che un altra, parole e posizioni della stesse variano anche di conseguenza. Poi personalmente continuo ad essere favorevole all'idea del tormentone in realtà non'è una questione di soldi ma di creatività è realmente difficile creare qualcosa che diventi un tormentone perchè poi si diffonde quasi autonomamente. Ovviamente non dobbiamo dimenticare l'aspetto economico e di conseguenza ciò che creeremo sarà legato anche alla possibilità di investimento del cliente. Quindi riflettendoci un pò credo che non possiamo dire che il pay-off debba avere delle caratteristiche fisse o l'unica cosa fissa da tenere sempre a mente è: "cosa vorrebbe il mio potenziale cliente ?".


  • User Attivo

    @Hotshot said:

    Pero' un pay-off in inglese, può donare al brand un qualcosa di figo, di cool, di innovativo, almeno credo che questo sia un pensiero abbastanza comune,

    Guarda proprio perchè è un pensiero comune è soggetto ad una grande discussione. Immagina il tuo prodotto in una pubblicità alla radaio...tutto lo spoto in italiano che parla delle magliette, come hai suggerito tu..e alla fine "your life...your true life.."

    Ma dai...fa ridere...l'80% della popolazione non capirà una mazza.

    Un pòdi tempo fa con colleghi pubblicitari parlavamo della questione italiano-inglese. Sai perchè si tende a farlo in inglese? perchè è più facile, non perchè è più fico.

    Trova un pay-off fico in italiano...e vedrai come suona bene. Purtroppo i copy bravi stanno sparendo. La lingua italiana è bellissima, ricca, utilizzamola correttamente e vedrai che risultati straordinari si possono ottenere.

    L'inglese è più immediato, più facile, fa più fico...si, può darsi...ma non arriva come dovrebbe.

    E' estremamente complesso ideare un pay-off che funzioni, ma una volta trovato, può fare la differenza.

    Inoltre...perchè per la maglietta inglese e per i faggioli in italiano? capisci? è solo un luogo comune, in realtà, si fa molta più fatica a tirare fuori qualcosa di valido in italiano, tutto qui...troppo facile dire:"your life, your true life"...ma poi, la gente, lo capisce? lo legge? o lo vede solo come un qualcosa si scritto, solito...abitudinario?

    Un pay-off in italia in italiano, fatto bene, arriva.


  • Super User

    Questa è una santa verità che effettivamente spesso tendiamo ad ignorare.

    Come giustamente dici, un messaggio in lingua italiana può produrre un effetto emotivo che un'altra lingua non potrà mai ottenere....


  • User Attivo

    @ideasnextdoor said:

    Guarda proprio perchè è un pensiero comune è soggetto ad una grande discussione. Immagina il tuo prodotto in una pubblicità alla radaio...tutto lo spoto in italiano che parla delle magliette, come hai suggerito tu..e alla fine "your life...your true life.."

    Ma dai...fa ridere...l'80% della popolazione non capirà una mazza.

    Un pòdi tempo fa con colleghi pubblicitari parlavamo della questione italiano-inglese. Sai perchè si tende a farlo in inglese? perchè è più facile, non perchè è più fico.

    Trova un pay-off fico in italiano...e vedrai come suona bene. Purtroppo i copy bravi stanno sparendo. La lingua italiana è bellissima, ricca, utilizzamola correttamente e vedrai che risultati straordinari si possono ottenere.

    L'inglese è più immediato, più facile, fa più fico...si, può darsi...ma non arriva come dovrebbe.

    E' estremamente complesso ideare un pay-off che funzioni, ma una volta trovato, può fare la differenza.

    Inoltre...perchè per la maglietta inglese e per i faggioli in italiano? capisci? è solo un luogo comune, in realtà, si fa molta più fatica a tirare fuori qualcosa di valido in italiano, tutto qui...troppo facile dire:"your life, your true life"...ma poi, la gente, lo capisce? lo legge? o lo vede solo come un qualcosa si scritto, solito...abitudinario?

    Un pay-off in italia in italiano, fatto bene, arriva.
    Cool! 😄
    E' proprio vero quello che dici,
    io penso che siamo anche influenzati dalla grandi marche internazionali,
    che pur avendo anche il mercato italiano di riferimento,
    si rivolgono con un pay-off in lingua inglese,
    vedi "Nokia"(che è Finlandese) e Microsoft e altre....


  • User Attivo

    Si, bisogna usare la lingua italiana, differenziarsi...per assurdo, oggi utilizzare l'italiano vuol dire differenziarsi...

    Un esempio ne è la Renault (mi pare, l'ho vista due volte in tv):" provate ad immaginare tutto quello che Renault può fare per voi..."...

    si, ok, lungo..ma arriva, lo ascoltate...lo percepite, ci pensate...immaginiamo la stessa cosa in inglese...ok, magari suona piò fico ma chi lo capirebbe? il 10% di noi? lo percepireste come un riempitivo senza farci nemmeno caso...ma se lo sentite in italiano...allora si che lo sentite...e ascoltate, questa mia opinione da creativo.;)


  • User

    @ideasnextdoor said:

    il payoff dovrebbe esprimere al volo quello che fa l'azienda, ma nel senso emotivo del termine..."just do it"

    Ciao,

    sono quasi d'accordo, nel senso che non sempre il payoff dovrebbe sintetizzare l'attivita' dell'azienda, ma certamente dovrebbe sfiorare la sfera emotiva e conferire al marchio un che di "trascendente" (a questo proposito vedi No Logo di N. Klein).

    Alcuni creano i payoff sfruttando un linguaggio "ipnotico" o ericksoniano (milton model).

    Ecco alcuni esempi di pay off che non sintetizzano la sfera d'azione dell'azienda, ma conferiscono "trascendenza" al brand:

    Blu - Il futuro che non c'era

    ****Campari **- It's fantasy

    Microsoft** - Dove vuoi andare oggi? (vi prego risparmiatemi le battute, non l'ho coniato io)

    Siemens - Be inspired

    **Smart **- **Open your mind **

    Tim - Vivere senza confini


  • User Attivo

    @Gianluca.Celentano said:

    Ciao,

    sono quasi d'accordo, nel senso che non sempre il payoff dovrebbe sintetizzare l'attivita' dell'azienda, ma certamente dovrebbe sfiorare la sfera emotiva e conferire al marchio un che di "trascendente" (a questo proposito vedi No Logo di N. Klein).

    Alcuni creano i payoff sfruttando un linguaggio "ipnotico" o ericksoniano (milton model).

    Ecco alcuni esempi di pay off che non sintetizzano la sfera d'azione dell'azienda, ma conferiscono "trascendenza" al brand:

    Blu - Il futuro che non c'era

    ****Campari **- It's fantasy

    Microsoft** - Dove vuoi andare oggi? (vi prego risparmiatemi le battute, non l'ho coniato io)

    Siemens - Be inspired

    **Smart **- **Open your mind **

    Tim - Vivere senza confini

    Ciao Gianluca.Celentano,

    concordo con te,
    ma penso che ci sia da fare una distinzione tra grandi brand e piccoli brand, ovviamente in base ai media su cui veicolano la propria pubblicità.

    Purtroppo(dico purtroppo perchè mi piacerebbe avere più libertà creativa in tutti i campi), per quanto riguarda le piccole aziende che pubblicizzano scarsamente la propria immagine, l'importanza che il pay-off dica qualcosa di loro, di quel che fanno mi sembra quasi essenziale, dato che può succedere che il target veda una volta quel logo e poi mai più, e quindi in quell'unica volta dobbiamo dirli "noi facciamo questo".

    Detto cio', pero' la società dovrebbe pensare in grande e quindi dire : chissenefrega se adesso abbiamo poca visibilità , affidiamoci ad un pay-off "emozionale" che non spiega bene quello che facciamo, perchè tanto con gli anni la miglioreremo la nostra visibilità; oppure pensare in piccolo e non seguire la comunicazione che fanno i grandi brand???

    Ola'''


  • User Attivo

    Secondo me, esiste solo un payoff giusto, affidati a quello che ti dice il cuore, affidati a quello che senti faccia al caso tuo, affidati ad una frase che faccia percepire quello che sei, che sia il tuo specchio o le tue idee...le tue aspirazioni o le tue potenzialità...fai trasparire ciò che può dare, il tuo valore aggiunto...il tuo business deve avere un valore aggiunto, un chè di unico, anche un'ambizione va bene...visualizza questa ambizione e traducila in un payoff...

    Prendi un pezzo di carta, scrivi al centro il nome della tua attività e scrivi intorno tutto quello che ti viene in mente, collega i significati, entra nel dettaglio, trova le sensazioni...e partorisci il tuo payoff.;)

    Perchè puoi starne certo, un payoff che funziona è un vero parto...specie se soggetto alla critica di persone esterne...

    Ciao Gianluca, vedi tu dici che i payoff che hai scritto non sintetizzano la sfera d'azione dell'azienda ed anche io sono d'accordo in parte perchè ad esmepio Tim - **Vivere senza confini, **sintetizza in un modo meraviglioso la libertà di comunicare, quindi, sintetizza il fatto che con Tim, sei libero di comunicare...e così via per tutti gli altri...

    Dipende da cosa intendiamo per sintetizzare, ovviamente una società che fa web e ha come payoff:"web solutions" è un pò misero come payoff...


  • User

    @ideasnextdoor said:

    Tim - **Vivere senza confini, **sintetizza in un modo meraviglioso la libertà di comunicare

    Hai ragione, infatti questo *pay off *sfrutta diversi livelli della comunicazione, quello consapevole e quello inconsapevole, dal momento che stimola la ricerca transderivazionale.


  • User Attivo

    @Hotshot said:

    Ciao ragazzi/e, secondo Voi che cosa è importante, o sarebbe meglio avere in un pay-off?
    Inizialemente secondo me dovrebbe:

    • fare rima con il nome del logo, perchè può crearsi una frasetta simpatica più facile da ricordare
    • che spieghi il principale servizio dell'azienda
    • che sia corto?

    Secondo voi?

    Grasiasss........
    [DEFINIZIONE]Il pay-off è quella frase che si accompagna al nome dell'azienda o del bene e ne dfinisce la filosofia o la funzione. Serve per ricollegare tutti i messaggi di una campagna o di una azienda ad un unico denominatore comune. In italiano viane detta "frase di chiusura"[DEFINIZIONE]

    Specificato il cosa, eccoti il resto:

    • non deve necessariamente fare rima (io non useri una rima a meno che il messaggio sia eccezionalmente forte) ma si, deve farsi ricordare.
    • Neemeno qui dono d'accrodo. Più che spiegare i servizi, deve chiarirne il valore aggiunto.
      Deve essere corto, pena la non leggibilità.

    Un esempio? il mio:

    image

    AAA Copywriter
    TESTI MIRATI

    ...Hem, l'immagine non è comparsa esattamente dove me l'aspettavo, ma credo che si spieghi da se:il mio pay-off descrive il mio marchio...