• User Attivo

    Purtroppo la situazione non è così semplice...e trovo quantomeno contestabile il comportamento di "non pagare tanto probabilmente non dovresti esservi soggetto"...
    Comportamento più prudente semmai è quello di pagare e poi fare ricorso o istanza di rimborso...

    Personalmente ritengo "rischioso" non pagare l'irap e magari avere cespiti da ammortizzare in inventario i quali potrebbero in fase di contenzioso essere indicatori di autonoma organizzazzione...

    Per i professionisti si sta attendendo una decisione in merito ( o quanto meno un'indicazione) da parte della comunità europea...

    Fino ad allora conviene pagare..purtroppo...


  • User Newbie

    Grazie Martina della gentile risposta,
    posso chiederti cosa intendi per 'autonoma organizzazione' ?

    Io non ho mai fornito compensi a nessuno, lavoro da solo e i beni strumentali presenti sono quelli che utilizzo io.

    Grazie,
    Stefano

    PS: la sentenza a cui mi riferivo è quella della corte di Cassazione, sezione Tributaria, n. 21203 del 5 novembre 2004.


  • User Newbie

    Scusa Martina,
    ma quando dici "Per i professionisti si sta attendendo una decisione in merito ( o quanto meno un'indicazione) da parte della comunità europea..." vuol dire che la sentenza 82/2006 del 3 Ottobre 2006 della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (quella che dichiara la compatibilità dell'IRAP col diritto comunitario) non ha definitivamente fatto chiarezza sulla questione, bocciando i ricorsi pendenti?
    O ti riferisci ad un'altra decisione?

    Grazie,
    Stefano.


  • Super User

    Quella decisione ha detto che l'irap è in linea di principio legittima. La norma dell'Irap però lascia uno spiraglio (individuato peraltro dalla corte costituzionale e da una prima sentenza di cassazione) a che il "piccolissimi" contribuenti non vi siano soggetti e ciò dunque prescinde dalla legittimità dell'imposta.

    Questione aperta, è ancora possibile fare ricorso.

    Paolo


  • User Newbie

    Ciao Paolo e grazie per la risposta.

    Dato che il mio commercialista non me l'ha mai fatta pagare cosa mi consigli di fare?
    Pagare tutto l'arretrato e poi chiedere rimborso? Sarei ancora in tempo?
    Oppure non pagare l'arretrato e aspettare le novità (ma nel frattempo le richieste passano in esattoria) ?

    Grazie,
    Stefano


  • User

    Anche secondo me, il comportamento tenuto, non è dei migliori.

    Avrei pagato e subito dopo, avrei inviato istanza di rimborso e a seguito di diniego o, più probabile, silenzio dell'Agenzia, avrei inoltrato il ricorso.

    Che genere di lettera hai ricevuto nel 2005? Se era un avviso impugnabile, avresti quantomeno dovuto fare ricorso contro di esso, contestando la mancanza di organizzazione della tua attività; adesso, per il 2001, temo non ci sia nessun rimedio

    Potresti impugnare la successiva cartella che ti verrà notificata, ma per motivi che attengono alla stessa e che prescindono da quelli che ti hanno spinto a non pagare l'IRAP a suo tempo.

    Per gli anni che vanno dal 2002 al 2005, non puoi più ravvederti essendo decorso il termine lungo per usufruire delle sanzioni ridotte; il 2006 non è ravvedibile comunque

    Le soluzioni sono quindi:

    • per il 2001, visto che da quello che ho letto è già decorso il termine per impugnare il provvedimento, sei costretto a pagare quanto richiesto

    • per gli anni fino al 2006, puoi aspettare l'avviso dell'Agenzia delle Entrate con il quale ti richiederanno l'imposta e fare immediato ricorso alla CTP

    • per gli anni a seguire, è consigliabile pagare e presentare successiva istanza di rimborso

    La mancanza di organizzazione, è riscontrabile, tra le altre cose, dall'assenza di beni strumentali;se possiedi dei cespiti, questi non deporranno a tuo favore in sede di contenzioso

    Ultima cosa, una volta ricevuto l'avviso e impugnatolo, la procedura esecutiva proseguirà, l'Amministrazione Finanziaria, provvederà quindi all'iscrizione a ruolo dell'importo richiesto; sarebbe buona cosa chiedere in sede di ricorso, la sospensione dell'esecuzione

    Ciao!


  • User Newbie

    Grazie Fulvio per la risposta.

    Riguardo ai beni strumentali, oltre al computer che effettivamente utilizzavo figurano due computers acquistati uno 7 anni prima e l'altro 5 anni prima e mai dismessi.
    Questo è anche causa di un contenzioso aperto con l'Agenzia delle Entrate che ha notificato un accertamento derivante da uno studio di settore non congruo.

    La funzionaria mi ha fatto capire che nell'accertamento con adesione posso tentare di dimostrare la rapida obsolescenza dei beni strumentali (in effetti, nel 2002, che è l'anno sotto esame, un computer acquistato nel 1995 non è più produttivo per chi si occupa di programmazione; anche l'evoluzione dei sistemi operativi concorre a rendere quel computer obsoleto).

    Se la tesi fosse accolta dall'Agenzia delle Entrate, potrei utilizzarla anche per questo caso?

    Grazie,
    Stefano.


  • User

    Certamente si

    Pensavo avessi altri beni strumentali, invece, la presenza del solo computer, non dovrebbe porre alcun problema ai fini della dimostrazione della mancanza di un'organizzazione


  • User Newbie

    Grazie Fulvio per la risposta.

    Se può servire come case history, terrò al corrente il forum degli eventuali sviluppi.

    Auguro a te e a tutti i frequentatori del forum un felice anno nuovo.

    Stefano.


  • Super User

    @Steo said:

    Dato che il mio commercialista non me l'ha mai fatta pagare

    😮 😮 😮 😮 😮
    Spero almeno che ti abbia reso conscio di quanto puoi richiare in termini di sanzioni.

    Paolo