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    Dalla pratica alla teoria: un approccio "lupo solitario" alla GEO e ai Knowledge Graph

    Ciao a tutti,
    sono Alessandro Verri. Mi occupo di marketing strategico per PMI da 20 anni, lavorando sempre in modo indipendente e fuori dai radar delle community.

    Scrivo qui perché nell'ultimo periodo sono uscito dal mio "isolamento" tecnico con un progetto che vorrei sottoporre al vostro occhio critico. Tutto è nato a dicembre, quando ho iniziato a sviluppare un tool (AIM - AI Identity Manager) spinto dalla necessità di risolvere un problema concreto: il rumore semantico e le allucinazioni che i LLM incontravano analizzando i siti web dei miei clienti.

    Mentre mettevo a terra il software, nell'ultimo mese e mezzo è "precipitata" anche la parte teorica ed ho avuto una intuizione strategica che ho chiamato Controlled Algorithmic Proof.

    In sintesi, ecco su cosa mi sto sporcando le mani:

    • AIM (AI Identity Manager): Un plugin per wordpress che non si limita a iniettare Schema, ma costruisce Knowledge Graph univoci per entità, con mappature bidirezionali e ID unici (URL) per dare all'IA una "ground truth" solida in pratica trasforma qualsiasi sito da page centric ad entity centric.
    • Controlled Algorithmic Proof: Una strategia di conversione basata sul ribaltamento della fiducia. Visto che l'utente non crede più alla social proof classica, ingegnerizzo la domanda affinché sia la "sua" IA a validare il modello logico dell'offerta.

    Lavoro da solo e mi sono reso conto che ora ho bisogno di un confronto con chi mastica queste materie tecnicamente per capire se la struttura dei KG che sto creando è solida o se sto correndo troppo veloce in un vicolo cieco.

    Un saluto,
    Alessandro