• User

    il dropship lo pratico già,
    ma non posso fatturare solo la provvigione,
    perchè il cliente paga il prezzo intero a me, ed io a mia volta faccio il pagamento al fornitore(che spedisce la merce) trattenendo la provvigione

    ad esempio,
    su 100.000 euro l'anno di fatturato che i clienti versano a me, io compro la merce dal fornitore per 95.000 euro, e mi rimangono di guadagno 5.000 euro dai quale devo togliere 1.100 euro di iva.
    Non posso fatturare solo le 5.000 euro, perchè i clienti versano anche il costo della merce a me, non solo il guadagno.
    Dovrei far pagare direttamente il fornitore, e chiedere poi al fornitore di versare la provvigione a me, un accordo che si potrebbe pure fare,
    ma così facendo dovrei dare i dati del fornitore ai miei clienti, che furbamente con gli ordini successivi si rivolgerebbero direttamente a lui per risparmiare.
    Fatturando 100.000 euro con il regime forfettario, incasserei 5.000 euro per il lavoro fatto, e ne pagherei 6.000 di tassa,
    il regime forfettario è solo una porcata, tassa sul fatturato non tenendo conto dell'effettivo guadagno.
    I Campioni del PD che l'hanno ideato, ovviamente non hanno pensato di tassare sull'effettivo guadagno, ossia sui 5.000 euro, invece che su 100.000 di fatturato,
    in quel caso il 15% del 40% sarebbe stato di 300 euro di tassa, non 6.000 euro, più di quanto ho guadagnato.
    A quel punto preferisco pagare 1.100 euro di IVA.

    Il forfettario èottimo ad esempio per parrucchieri e altri lavori di manodopera,
    ma per chi fa lavori di rivendita merce con alti fatturati a basso guadagno, è un suicidio, si rischia di pagare di tasse più di quanto si guadagna


  • Bannato Super User

    Buongiorno @informatic

    Le faccio i miei auguri di trovare uno studio commerciale che l'assista adeguato per le sue richieste.

    Un Cordiale Saluto


  • User

    guadagnaeuro, visto che lei èprepararo sul regime forfettario, posso farle uma domanda?

    lei ha presente che noi venditori acquistando notebook con la normativa attuale, li acquistiamo in reverse charge, per cui senza IVA,
    ma nel momento della vendita dobbiano aggiungere il guadagno e versare l'iva,
    ad esempio, acquistiano un notebook da 200 euro in reverse, e poi lo rivendiamo ad esempio a 270 euro, perchè aggiungiamo le 44 euro di iva e 26 euro di guadagno.

    col regime forfettario come funziona?
    se si acquista un notebook a 200 euro in reverse, si può vendere anche a 210 euro guadagnandoci anche solo 10 euro? o l'iva non pagata all'acquisto, va versata lo stesso?


  • Bannato Super User

    Buonasera @informatic

    E' un piacere darle un consiglio.

    Quando si acquista in reverse charge (avviene anche quando acquista in Europa) il forfetario dovra applicare il reverse charge e dunque richiedere al fornitore la non applicazione dell'iva in quanto operazione in reverse charge, paghera al fornitore importo della fattura senza addebito di iva e dopo annoterà in fattura iva italiana e la versera entro il 16 del mese dopo allo stato italiano, dunque iva il forfetario la versa direttamente allo stato italiano.

    Dunque in realta anche per il forfetario iva è un componente negativo che andra valutato quando decidera il prezzo finale.

    Un Saluto


  • User

    la ringrazio per la risposta,
    avendo appreso questo, sono ancora più contento di aver deciso di rimanere nel regime ordinario,

    un negozio di informatica vende soprattutto Notebook, Smartphone, Tablet e anche CPU dei pc fissi,
    prodotti che si acquistano in reverse,

    dato che anche col regime forfettario (già considerato da me una porcata per via della tassazione forfettaria al 15% su un ipotetico guadagno del 40% del fatturato, cosa che ormai con la crisi di mercato che c'è, centri commerciali ecc, questo guadagno è solo nell'immaginazione di Renzi)
    avrei dovuto pagare l'IVA sui prodotti che un negozio di informatica vende di più (il 70/80% delle sue vendite),
    sono ora più convinto di aver fatto la scelta giusta rimamendo nel regime ordinario.


  • Bannato Super User

    Buonasera @informatic

    Sicuramente sarebbe dovuto passare ugualmente al regime ordinario in quanto il regime forfetario per la vendita al dettaglio prevede come massimo che si incassa 50.000 euro l'anno (per altre attivita è 30.000 euro) dunque col suo fatturato sicuramente sarebbe fuoriuscito dall'anno successivo.

    Nel regime forfetario bisogna avere un fatturato medio-basso con poche spese (perche non le deduce) dunque attivita con oltre il 25%-30% di spese/costi (affitti, materie prime, costi contabili etc..) sono poco conveniente in regime forfetario per via della impossibilita di deduzione di tali spese e costi.

    In ogni caso anche il regime ordinario è un regime rischioso per via di tanti aspetti contabili complessi come gli studi di settore (non immagina quante persone ho conosciuto che hanno pagato anche non avendo guadagnato pur di adeguarsi agli studi di settore) per non parlare dello spesometro trimestrale che prevede 25 euro di sanzione per ogni fattura trasmessa in modo errato (immagini chi ha migliaia di fatture quanti errori puo commettere nel trascrivere i dati di ogni singola fattura per la trasmissione, magari anche sviste in buona fede).

    Il regime forfetario è stato creato per fare cassa perche su tutto cio che incassa alla fine paga, indipendentemente dai costi che sostiene e non puoi dedurre neppure spese mediche, mutuo, familiari a carico, addirittura neppure affitto e le bollette del locale del negozio, è un modo sicuro per far pagare dato che conta solo incasso dunque se non si fanno molto bene i calcoli si puo persino rimettere.

    Di solito chi adotta il forfetario sono professionisti che lavorano professionalmente dunque non dovendo comprare nulla hanno un ricarico quasi del 100% ma per molti tipi di attivita il regime forfetario puo persino portare alla perdita di esercizio.

    Un Saluto


  • User

    ma questi studi di settori che cavolo sono?
    in questi ultimi 3 anni il commercialista mi ha ripetuto ogni fine anno che secondo gli studi di settore avrei dovuto guadagnare di più, e cercava di spingermi ad entrare nel forfettario,
    ma per i motivi spiegati io nel forfettario non ci entro, ci perderei, già devo muovere molti soldi per guadagnare 6 o 7000 euro all'anno.
    Secondo lei rischio sanzioni?
    mi porterebbero a chiudere l'attività, e non ho un altro lavoro


  • Bannato Super User

    Buongiorno @informatic

    Gli studi di settore sono delle analisi statistiche da cui escono dei risultati per stabilire se una attivita è congrua, coerente e normale, significa che paragonano la sua attivita ad altre simili (tramite dei programmi informatici) se la sua attivita risulta non congrua, coerente e normale potrebbe essere oggetto di un accertamento e dunque ispezione presso i locali, controllo approfondito della contabilita, valutazioni di profili di irregolarita, ricostruzione del reddito fatto dall'amministrazione finanziaria che si sostituisce a quello da lei dichiarato, etc..

    Gli studi di settore danno una possibilita, adeguarsi, significa che il programma automatico (di chiama GERICO) per la crazione degli studi di settore indica che pagando una cifra stabilita dal programma lei si adegua e dunque "ammette" di aver dichiarato poco e provvede al pagamento di tutto cio che non è stato dichiarato (secondo il programma) e in questo modo è piu difficile che facciano un accertamento dato che ha ammesso e pagato tutte le imposte e iva adeguandosi.

    Alcuni contribuenti si adeguano proprio perche hanno paura che durante un accertamento le sanzioni siano ancora piu pesanti della cifra necessaria per adeguamento e dunque preferiscono pagare proprio per allontanare la possibilita di un accertamento.

    Il discorso studio di settore è molto delicato perche in caso di errore nella compilazione possono scattare anche accertamenti elevati e poi occorrono avvocati e tributaristi per difendersi che costano migliaia di euro e si rischia anche di perdere il ricorso perche spesso è difficile dimostrare perche si guadagna poco (non basta dire che è colpa della crisi bisogna dimostrare perche si guadagna meno degli altri).

    Inutile dirle che un bravo commercialista deve spiegare questo rischio e tocchera a lei difendersi dalla presunzioni, solitamente fanno firmare la scelta di adeguarsi o meno al contribuente cosi in caso di accertamento il problema è suo dato che ha firmato di trasmettere questi dati statistici in questo modo.

    E' un argomento molto complesso proprio perche chi valuta la situazione finanziaria dell'azienda è un programma e ogni negozio è diverso dall'altro.

    Da quest'anno 2017 gli studi di settore sono stati abrogati ma ora hanno introdotto gli indici di compliance che dovrebbero stabilire il grado di affilidabilita di un contribuente (sempre tramite programmi automatici) ma al momento nessuno sa come funzionano e che risultati daranno.

    Si faccia una ricerca con motore di ricerca per leggere tante notizie relative gli studi di settore che per il 2016 ancora dovra compilare (modello unico 2017) dato che sono una parte importantissima della contabilita.

    Se rischia sanzioni solo il suo commercialista puo saperlo, controlli nelle dichiarazioni dei redditi se risulta congruo, coerente e normale, in caso contrario è possibile che ricevera un accertamento o richieste di chiarimenti, verifichi anche se si è adeguato in passato o meno, dipende probabilmente anche dalla cifra che si discosta, ma sono tutti argomenti che deve discutere col suo commercialista che ha in mano i conteggi e conosce la situazione della sua azienda.

    Oggi grazie al cielo esiste internet dove si possono studiare vari argomenti, dunque bisogna informarsi perche il lavoro è una cosa seria e non interessarsi della contabilita della propria azienda spesso puo portare anche a disastri irriparabili (spesso leggo i post di contribuenti che dopo anni di non interessamento alla contabilita chiedono come sanare anni di arretrati ed errori ma dopo anni spesso diventa impossibile risolvere situazioni di errore e mancati pagamenti),

    Le mando un Cordiale Saluto


  • User

    mi è venuta un pò di paura,
    ogni anno il mio commercialista dice che per gli studi di settore, il mio guadagno è troppo basso,
    ma purtroppo è vero che guadagno poco, da quello che mi ha detto lei, potrei essere sottoposto a controlli e rischiare sanzioni, nonostante sia in buona fede.

    Ogni giorno mi chiedo se vale la pena tenere aperta la mia attività o se è meglio chiudere e cercare un posto altrove,
    ho tenuto duro fino ad ora, ma se entro quest'anno o il prox non fanno un regime veramente agevolato per noi poveracci, chiudo una volta per tutte e mi levo questo peso di dosso.


  • Bannato Super User

    Buongiorno @informatic

    Il tema studio di settore è troppo complesso per essere affontato in poche righe in un forum.

    Si parla con proprio commercialista, si chiede, ci si consiglia per valutare come gestire al meglio la propria azienda, meglio del commercialista nessuno puo spiegarle questi argomenti.

    In linea di massima lo studio di settore è una presunzione semplice che viene incrociata con altri dati (ad esempio spesometro, redditometro, movimenti bancari, tenore di vita, auto posseduta, spese sostenute etc...).

    Un Saluto