• User Attivo

    Emily, dimenticata ai tempi suoi

    Ciao a tutti,
    Emily stasera ha fatto breccia nel mio cuore, leggendo alcune sue poesie una lacrima è scesa. La sua sensibilità unita alla semplicità delle immagini poetiche mi ha letteralmente stupefatta. Molti scrivono poesie pochi sono in grado di materializzare realtà attraverso parole semplici ma non banali.
    Questa poetessa è stata riscoperta in tempi relativamente brevi, si potrebbe dire che il tempo in cui è vissuta non era pronto per accoglierla.
    Trascorse tutta la sua vita nel suo luogo nativo e non ebbe possibilità di far valere le sue capacità, solamente sette delle 1175 poesie vennero pubblicate.

    Ne vorrei sottolineare due particolarmente toccanti, a voi i commenti...

    Se avessimo le ali
    per fuggire la memoria
    molti volerebbero.
    Abituati a esseri più lenti
    gli uccelli con sgomento
    scruterebbero la folla
    di persone in fuga
    dalla mente dell'uomo.

    SENSIBILITA'

    La natura talvolta fa seccare
    un arbusto, talvolta scalpa un albero-
    il suo popolo verde lo ricorda
    nel caso in cui non muoia.

    Foglie stremate alle nuove stagioni
    testimoniano mute -
    e noi che abbiamo un'anima moriamo
    più sovente, e non così vitalmente.

    Emily Dickinson


  • Moderatore

    A me stasera piace questa, che ho trovato proprio sbirciando Emily, grazie alla tua sollecitazione.

    "Ragiono, la Terra è breve -
    E l'Angoscia - assoluta -
    E molti soffrono,
    Ma, e con ciò?

    Ragiono, potremmo morire -
    La migliore Vitalità
    Non può vincere il Decadimento,
    Ma, e con ciò?

    Ragiono, che in Cielo -
    In qualche modo, ci sarà compenso -
    Qualche nuova Equazione, data -
    Ma, e con ciò?"

    Pungente, secondo me.

    🙂

    Qui anche in inglese.

    "I reason, Earth is short -
    And Anguish - absolute -
    And many hurt,
    But, what of that?

    I reason, we could die -
    The best Vitality
    Cannot excel Decay,
    But, what of that?

    I reason, that in Heaven -
    Somehow, it will be even -
    Some new Equation, given -
    But, what of that?"


  • User Attivo

    Assolutamente pungente a giusto fine, quello di far riflettere...
    Emily si pone uno scopo sui suoi ipotetici lettori, vuole che gli occhi si posino per porsi domande.
    Una buona poesia è l'inizio di una lunga riflessione al fine di aprire gli occhi e scarcerare pensieri.
    Non si legge mai solo per diletto, si legge per rafforzarci o metterci in discussione. Ma poichè l'animo dell'uomo non è quieto, e ovvio dedurne che spenderà parecchie parole e non si accontenterà di annuire.

    Forse con sue parole tutto apparirà più comprensibile.

    Temo l'uomo dal discorso frugale-
    temo un uomo silenzioso-
    l'arringatore- posso sorpassare
    il chiacchierone- intrattenere-

    Ma colui che pondera- mentre gli altri-
    spendono l'ultima lira-
    di quest'uomo- diffido-
    temo che egli sia grande-

    E. Dickinson

    E ancora...

    Una parola muore
    appena detta,
    dice qualcuno.

    Io dico che solo
    quel giorno
    comincia a vivere.

    E. Dickinson

    La parola per questa grande poetessa è come l'inizio del giorno: l'alba di una nuovo pensiero e il tramonto dell'indifferenza.
    é vobabolo portatore di vita, un riecheggiare oltre le normali vibrazioni delle corde vocaliche.


  • Moderatore

    :sbav:

    Fichissime queste due "perle" della Dickinson.

    Veramente da appuntarsele.

    Ma - come al solito - anche questa tua non è per nulla male....

    @dafne84 said:

    Ma poichè l'animo dell'uomo non è quieto, è ovvio dedurne che spenderà parecchie parole e non si accontenterà di annuire.


  • User Attivo

    La gente fugge dal dolore senza rendersi conto che fugge dalla felicità.
    La libertà, diceva il Fromm, non è quella "da" (fuggire dalla paura, dall'oppressione della vita quotidiana) ma quella "di" (fare, amare).

    Molti camminano con la spina staccata e alcuni ricordano gli amici vivi. Poi sposati, lontani dal cuore, son come foglie secche schiacciate dalle loro mogli in pantofole.

    Cosa cambia rendendosi conto che la vita è "finita" (in senso di "finitezza" cioè di non eterna) e con questo soffrire?
    Nulla, inutile pensarci più di tanto.

    Nessuna saggezza di vivere, sarenità, intensità (di vivere, cose bellissime peraltro) impediranno al tempo di fare il suo corso.

    Alla fine cosa ci aspetta, un luogo di felicità che ci ripagherà di tutti i torti subiti, dei dolori?
    Chi lo sà, bha.

    Siamo liberi di scegliere quello che "il sistema" ci offre: cioè non siamo liberi per niente e per di più siamo anche contenti di questa scelta "indotta".
    L'uomo che sembra democratico (ma che subdolamente ci "vuole" come a lui conviene - e lo fa amabilmente con la pubblicità - per di più subliminale) non è meglio di un nemico aperto da cui ci si può difendere. Così la grande America che si fa amare (almeno un tempo) è peggio di alcune dittature che possiamo odiare.

    Ogni attimo è già passato nel momento in cui lo viviamo. Sta alle spalle e non tornaerà più. Quello futuro non esiste e quando sarà, sarà già morto.
    Ma chi vive l'attimo presente, chi vive l'hic et nunc, chi coglie la vita, quello cambierà la sua vita.
    E con l'esempio anche il mondo.

    Io dico che solo
    quel giorno
    comincia a vivere