• User

    Copia di pagina web con valore legale

    Per chi fosse interessato a come avere una copia con valore probatorio di una pagina web, segnalo questo articolo sul sito dei Carabinieri, in particolare al punto 4:
    carabinieri.it/Internet/Editoria/Rassegna+Arma/2012/1/Studi/02_studi.htm


  • Super User

    La parte veramente interessante non è il punto 4 ma il punto 6 ... he he he ...
    **6. Conclusione
    **
    A conclusione di questo articolo, risulta utile definire una checklist delle operazioni da svolgere per un'indagine informatica in ambito Network Forensics. A tal proposito l'investigatore deve "sperare" che:

    • il server ove sia presente la risorsa d'interesse per le indagini sia presente nel territorio italiano, o in un paese ove è prevista la rogatoria internazionale e che comunque questi collabori con le FF.PP.;
    • non siano state adottate tecniche di anonimizzazione;
    • siano rispettati i tempi di data retention, ovvero non sia passato più di un anno in modo tale da avere la certezza che l'ISP non abbia cancellato il proprio traffico telematico;
    • l'ISP non abbia utilizzato una tecnica di mascheramento dell'IP, come ad esempio il sistema NAT;
    • il titolare dell'utenza residenziale o business abbia fornito dati non mendaci, o sia in vita o non essere residente all'estero;
    • il titolare dell'utenza Internet abiti da solo o che la macchina connessa alla rete in quel periodo sia stato esclusivamente nella sua disponibilità;
    • il titolare dell'utenza Internet abbia adottato delle misure minime di sicurezza in modo tale da vietare a terzi non autorizzati l'uso della propria connessione.

  • Super User

    @criceto said:

    il titolare dell'utenza Internet abiti da solo o che la macchina connessa alla rete in quel periodo sia stato esclusivamente nella sua disponibilità;

    Ma davvero questo hanno scritto sul sito dei CC ?
    Se l'hanno scritto ...beh c'è da dire che il titolare di un utenza , a meno che non dimostri che il collegamento gli è stato estorto con violenza o con raggiro, è sempre responsabile direttamente dell'uso stesso dell'utenza.

    Per rendere più comprensibile facco un esempio estremo : da un utenza telefonica parte una telefonata anonima , tipo diciamo terroristico.
    Il titolare dell'utenza , anche se abita con altri è sempre responsabile dell'uso della stessa , anche se convive con terzi a meno non provi che la telefonata gli è stata estorta con violenza, minacce, inganno o metodi fraudolenti.
    Salvo poi eventualmente risalire al reale responsabile .
    Altrimenti io commetto un reato mediante il telefono e poi dico che ospito frequentemente parenti e amici a casa mia e quindi non sono responsabile ?
    😄


  • User Attivo

    La responsabilità penale è personale, e deve essere provata al di là di ogni ragionevole dubbio. L'intestatario della linea deve tenere un comportamento responsabile, quindi non far entrare chiunque passi per strada in casa per fare chiamate o connettersi a internet, così come mettere una password al wi-fi. Ma poi si sa che le chiavi di rete possono essere facilmente bucate (c.d. wardriving), e che deve fare l'intestatario, assumere un esperto di informatica per sigillare la sua rete?

    Più volte sono state assolte persone intestatarie della linea perchè era impossibile chiarire oltre ogni ragionevole dubbio chi fosse l'autore del reato.


  • Super User

    Zeta sono d'accordo con te a meno di alcuni punti.

    A parte il fatto che in Italia si assolve ...vogliamo dire "troppo facilmente" ( ? ) anche in presenza di chiare responsabilità, ma questo è un altro argomento, il problema vero è che la Giustizia italiana su certi argomenti è troppo "ferraginosa" e impreparata.

    Faccio un parallelo stupido : se tu sei proprietario di un auto e con questa viene fatta una rapina, se non provi con i "fatti" che l'auto ti è stata sottratta con violenza (furto o rapina ) o con l'inganno, in teoria dovresti beccarti come minimo il "concorso" in reato.
    Ovvio che la responsabilità è personale : ci mancherebbe.
    E' come custodire un arma da fuoco : se con quell'arma viene commesso un reato e non provi che ti è stata sottratta e che l'hai diligentemente custodita il "ragionevole dubbio" propende che il reo è il proprietario stesso dell'arma.

    Purtroppo , ma non sono un esperto ma solo uno del "popolino", troppo spesso il "ragionevole dubbio" e la troppa ferraginosità della mentalità di certi giudici fa tutto il resto.
    E basta seguire alcuni forum dove la gente si insulta, si offende, si calunnia ecc. e chi lo fa si sente in una botte di ferro in nome ...di un eventuale ragionevole dubbio o dell'anonimato.

    Certo il proprietario di una rete wi-fi domestica non deve assumere un esperto informatico per sigillare la propria rete ...ma come per un arma è tenuto a custodirla gelosamente e con diligenza.
    Altrimenti passa l'idea ...che se sono diligente o non lo sono tanto resto impunito ...tanto vale la pena non darsi pensiero.
    Al contrario devi vedere quanti genitori, mariti ecc. diventerebbero di colpo molto più responsabili dell'uso che se ne fa delle proprie utenze.


  • User Attivo

    Ci sono beni concreti e con beni astratti, beni comuni e beni soggetti a leggi particolari.

    Se mi rubano la macchina o un arma, ho l'obbligo di denunciare immediatamente l'accaduto. Proprio perchè beni particolari (la macchina è un bene mobile, ma soggetto a regole come se fosse un bene immobile, come registrazione e quant'altro).
    Se mi rubano un coltello dalla cucina, non ho l'obbligo di denunciarlo, e non sono responsabile se con quel coltello verrà fatta una rapina il giorno dopo.

    La rete è qualcosa di astratto. Ti accorgi subito (o meglio, al risveglio) se ti hanno rubato la macchina. Non ti accorgerai mai se ti hanno bucato la linea telefonica. In questo momento qualcuno potrebbe usare la mia wi-fi e io non potrei saperlo.
    Vige la regola del "buon padre di famiglia" o "accortezza dell'uomo comune". Ovvero usare una linea wi-fi protetta da password. Non devo agire in modo che sia una rete impenetrabile, ma appunto, da buon padre di famiglia che prende quelle misure di sicurezza dettato dal buon senso. Ma senza arrivare alle misure di sicurezza a prova di tutto.

    Questo non significa che sia automaticamente responsabile di cosa accade, se qualcuno entra nella mia rete e commette illeciti, non posso esserne responsabile.
    Altrimenti si finisce nel pericoloso "qualcuno deve pagare, non importa chi".
    Così come se è stato un membro della famiglia, va identificato "Chi" oltre ogni ragionevole dubbio, altrimenti non può esserci condanna...non vale il "se non troviamo chi è stato di voi 4, paga il padre di famiglia"


  • Super User

    Vedo che non avete letto con cura il punto 6) ...
    Dice che SOLO SE si verificano i punti citati è possibile procedere con speranza di successo ... quindi praticamente mai se l'utente non confessa spontaneamente ...


  • User Attivo

    Si avevo letto, ma non mi torna molto. In pratica, se così fosse, basterebbe un "non ricordo" o un "non sono stato io".
    Mi sembra strano che tutte le condanne che si sono lette sulla stampa siano basate sulla confessione.

    Propengo a pensare che vengano riportate in sede processuale tutte le analisi descrite nel link e "ipotizzata" una ricostruzione dei fatti, senza, per ovvi motivi, la prova regina che inchioda l'imputato (a meno che non ci sia un file sul PC che inchioda). E il giudice, sugli indizi, decide se la ricostruzione è al di là di ogni ragionevole dubbio o meno. Almeno penso, perchè non riesco a credere che tutto si basi sulla speranza di un autoconfessione.


  • Super User

    E' stato ammazzato uno con una pistola presente sul tavolo di una stanza, stanza affittata da uno ma non chiusa a chiave e dove potevano entrare in molti ...
    Tra i sospettabili nessuno aveva legami o motivi di odio per la vittima ...
    Nessuno di essi è positivo al test sulla polvere da sparo
    Non esistono testimoni
    Ovviamente l'arma non appartiene a nessuno di loro ed ha la matricola abrasa.
    Trovami un colpevole ....

    Ovviamente un giudice potrà anche condannare uno a caso ... ma poi la sentenza verrà cassata.

    Ovviamente non deve verificarsi nessuna delle ipotesi del punto 6) ... ovvero .. verrà incastrato il pollo ma chi avrà commesso il tutto con cognizione di causa e intenzionalmente non verrà colpito.
    Tragica verità ....


  • User Attivo

    Sarebbe interessante a questo punto avere una statistica di tutte le condanne (in questo caso in ambito virtuale) su quali dati si è basato il processo. Se appunto, considerando il punto 6, è difficile o addirittura impossibile stabilire il colpevole, e quindi nella maggioranza delle volte si va ad archiviazione, oppure si colpisce il più probabile tramite indizi. Opto per la prima, ma non avendo sottomano nessuna statistica, non so cosa succede prevalentemente in aula.

    Sarebbe di certo ingiusto basarsi solo su indizi senza prova madre (anche se quasi totalmente assente in ambito virtuale, eccetto "pollo" come citato sopra), ed è sempre meglio un colpevole assolto che un innocente condannato.