• User Newbie

    Ingegnere dottorando

    Salve a tutti, sono un giovane ingegnere (tra pochissimo iscritto anche all'ordine) che sta facendo il dottorato di ricerca.
    Causa dottorato, quindi, sono iscritto alla gestione separate INPS.
    Bene, sono alcuni giorni che sto studiando e, quindi, ricapitolerò cosa ho pensato di fare... chiaramente se commetto degli errori siete invitati tutti a correggermi.
    Siccome non è possibile eseguire prestazioni professionali come occasionali è necessario che io, nel caso in cui voglia esercitare la professione, apra la partita IVA.
    Avevo pensato (visto il volume di affari che mi immagino avrò) di aprirla in regime dei minimi (a proposito, quanto costa farlo? posso farlo da solo?).
    Aprire una partita IVA comporta l'iscrizione alla cassa, ma, per chi è già iscritto alla gestione separata, INARCASSA consente di non iscriversi a patto di versare il 2% ( a prescindere) per ogni prestazione svolta alla stessa. Vi risulta???
    Nel caso in cui io, dopo tutto, non riuscissi a svolgere nessuna prestazione professionale sono tenuto al pagamento di qualcosa? Mi pare di no, vero?
    Nel caso (che mi auspico) invece in cui riuscissi a svolgere delle prestazioni professionali una fattura tipo dovrebbe essere questa (partendo da 1000 euro):
    Compenso 1000 euro+
    Contributo INARCASSA 2% 20 euro;
    Rivalsa INPS 4% = 40 euro-
    Ritenuta d'acconto 20%= 208 euro (calcolata senza tenere conto del contributo INARCASSA);
    Netto a pagare 852 euro.
    A questo punto sulla cumulata annuale immaginiamo 13520 euro, tolte le spese (sempre per esempio) 3520 euro, dovrei versare all'INPS il 17% cioè 1700 euro.
    Tutto giusto????
    Grazie a chi avrà la bontà di rispondermi!:ciauz:


  • User Attivo

    ****Gestire la partita Iva e le imposte personalmente, anche se nel regime dei minimi, comporta sempre dei rischi nell’applicare le norme correttamente. Si può pagare di più del dovuto e/o incorrere in sanzioni. Per questo comunque ti puoi far assistere presso l’Agenzia delle entrate. ****
    Non c’è un costo di imposte e contributi predeterminato perché tutto dipende dall’andamento della tua attività. Per i contribuenti minimi si paga sul reddito netto l’imposta sostitutiva del 20%.
    ****L’obbligo dell’Inarcassa sorge con l’iscrizione all’albo degli ingegneri. Non vedo, comunque, in che modo tu possa esercitare la professione di ingegnere senza essere iscritto all’albo e quindi all’Inarcassa. ****
    Puoi aprire una partita Iva senza essere iscritto ad albi. Dipende dall’attività che eserciti.
    ****Se la tua attività non è quella dell’ingegnere e versi alla gestione separata Inps, il contributo che pagherai sarà del 26,72% con possibilità di riaddebito del 4% al cliente. ****
    ****Il 2% integrativo è previsto sul fatturato degli ingegneri iscritti che non versano all’Inarcassa. Non puoi addebitare al cliente contemporaneamente il contributo Inarcassa del 2% e la rivalsa Inps del 4%. Uno esclude l’altro. ****
    La gestione separata Inps è prevista:
    ****1- per coloro che non sono iscritti ad alcuna forma previdenziale ****
    2- per coloro i cui compensi che, in parte, non rientrano nell’attività per la quale sono obbligatoriamente iscritti ad altra forma pensionistica.
    Il contributo del 17% è appunto riferito alla seconda ipotesi. Ma non sembra il tuo caso.
    I contributi e le imposte vanno pagati sul reddito netto (compensi meno spese inerenti) e non rilevano affatto le ritenute d’acconto esposte in fattura.
    La ritenuta d’acconto del 20% è appunto un acconto sulle imposte, che si può utilizzare in fase di dichiarazione annuale in diminuzione di imposte e contributi da pagare.
    Anche se non comprendo l’importo finale del tuo reddito ipotetico i contributi Inps del 17% si riferiscono a coloro che hanno già una contribuzione obbligatoria.
    Nel caso che tu non emetta neanche una fattura, con l’Inarcassa dovresti pagare un minimale di € 1.760. Con la gestione separata non pagheresti nulla.
    Spero di essere stato chiaro
    saluti