- Home
- Categorie
- Impresa, Fisco e Leggi
- Consulenza Fiscale, Imprese, Startup e P.Iva
- Dipendete + libera professione: come la mettiamo con il fisco?
-
Dipendete + libera professione: come la mettiamo con il fisco?
Ciao a tutti,
sono ingegnere dipendente presso una azienda privata ed avrei intenzione di svolgere anche la libera professione nei ritagli di tempo.
L'attività riguarderebbe la certificazione energetica degli edifici (non in conflitto con quanto svolgo presso l'azienda da cui dipendo).Da un punto di vista fiscale, come gestire la libera professione, ipotizzando volumi di fatturato bassi (3-5mila euro/anno)?
Non sono titolare di partita IVA, nè sono iscritto ad Inarcassa, risulto iscritto all'albo degli ingegneri della mia città.Ci sarebbero diverse opzioni ma ciascuna mi lascia perplesso:
- Ritenuta d'acconto (fatturo con ritenuta d'acconto a chi può essere sostituto d'imposta o senza RA se il committente è un privato, poi le dichiarazioni di prestazione le porto al CAF unitamente al CUD per la redazione del 730). Questo per volumi inferiori ai 5mila euro all'anno. Ma come conciliare la cosa con il fatto di essere iscritto all'ordine? Tengo a precisare, inoltre, che le prestazioni non uscirebbero con il timbro di ignegnere, ma con quello dell'albo dei certificatori energetici, non so se in questo caso la prestazione occasionale possa essere deontologicamente lecita.
- Contribuenti Minimi (come requisiti ci sono, ma vvale la pena per volumi bassi? Immagino che ci vorrà pure un commercialista, e per poche migliaia di euro di fatturato all'anno non credo che ne valga la pena. In aggiunta, sono sposato con un figlio a carico, se non sbaglio perderei il diritto a tali agevolazioni).
- Partita IVA (per 3-5mila euro all'anno di fatturato direi che non è per nulla conveniente, sbaglio?)
Ci sono altre opzioni?
Quale la più praticabile?
O devo per forza rinunciare all'idea di svolgere libera professione ed accontentarmi della attuale situazione da dipendente?Grazie in anticipo per ogni risposta.
Saluti.