• User Attivo

    @gonkit said:

    Non sono d'accordo con l'amico Archimede2007.
    Non è questa la sede per un processo.

    Non mi sono spiegato: non è assolutamente mia intenzione "farti un processo", ma esponevo quello che sarà con quasi certezza il punto di vista dell'INPS, che (se se ne accorge) ti considererà un evasore e ti sanzionerà.

    La questione è sicuramente controversa.

    E nelle questioni fiscali controverse è sempre il caso di mantenere un "profilo basso"...

    • Chiudo p.iva perchè devo essere assunto come dipendente

    E già qui non ci siamo: il fatto di avere una partita IVA non è incompatibile con il fatto di esser dipendente (salvo che per i dipendenti pubblici).
    Quindi, manca un diretto nesso di causalità.
    Inoltre, se anche fosse, l'incompatibilità c'è per l'ESERCIZIO della professione; se la partita IVA la mantieni aperta per esigenze puramente "amministrative", ma senza esercitare, non c'è nessun problema di incompatibilità.

    • Per chiuderla sono obbligato a fatturare tutto

    Bene, nel farlo tu rinunci al principio della competenza di cassa (questo è assodato: il meccanismo della "notula-preavviso di fatturazione" concesso ai professionisti serve proprio ad evitare che i professionisti debbano rinunciare al principio di cassa; se invece della notula emettono fattura, questa segue il principio di competenza e non di cassa - e questo è pacifico).
    Quindi, se hai emesso fatture nel 2008, avresti dovuto considerarle di competenza 2008 indipendentemente dal fatto che ti siano state effettivamente pagate o meno.

    • Tanti professionisti con cassa previdenziale inseriscono nel quadro RL i compensi incassati successivamente, compensi magari percepiti dopo 2-3 anni, e non pagano alcun contributo avendo chiuso la posizione previdenziale ed essendo il quadro RL relativo ad "entrate occasionali".

    Attento, parliamo appunto di crediti recuperati "anni dopo". Ovvero di un professionista che chiude l'attività, e sgli restano crediti difficilmente esigibili o in contenzioso che riscuoterà (se li riscuoterà) anni dopo. E che NON ha ancora fatturato...
    Pretendere di voler applicare questo meccanismo ad un arco temporale di un paio di settimane (o giù di lì), per crediti che non sono in contenzioso e che sono già fatturati è un po' azzardato...

    • Piuttosto vorrei chiedervi come farebbe l'Inps a contestarmi il non pagamento di contributi: incrociando in maniera automatizzata (=sicuramente) il 770 del committente sulle fatture pagate a me, oppure con un accertamento a campione?

    Le vie dell'INPS sono infinite.
    Se una qualche documentazione serve per riconoscerti un servizio (es. pagamento indennità di malattia), chiederanno a te di fornire tutta la documentazione possibile ed immaginabile "per fare prima".
    Ma se gli serve per un accertamento... l'INPS accede in tempo reale a tutti i database dell'agenzia delle entrate, e lo fanno.
    Il fatto che nel tuo specifico caso se ne accorgano... non è certo, ma probabile.
    E perchè?
    Perchè c'è la questione delle ritenute pagate a gennaio, su fatture che i tuoi clienti hanno però registrato a dicembre.
    Sono cose che, solitamente, fanno drizzare le orecchie a chi effettua i controlli... ovvero da qualche parte si accende una lucina rossa.
    Quasi sempre l'ADE si limita a chiedere al cliente (o a te) copia della documentazione, e la cosa finisce lì (tutto sommato, non vi è nulla di irregolare...) Però nel tuo specifico caso (che hai emesso fatture nel 2008 ma non le hai considerate ai fini dei ricavi) potrebbero decidere di indagare un po'... e ci andrebbero a nozze.

    Riassumendo:

    • tu hai fatto un errore non tanto nel chiudere anticipatamente la p.IVA, quanto nel voler assoggettare ad un principio di cassa delle fatture già emesse (e che quindi dovevano seguire il principio di competenza)
    • le probabilità che ADE e/o INPS se ne accorgano, IMHO, non sono bassissime
    • non so di quali importi si stia parlando, e quindi non saprei quantificare le sanzioni - che però, in casi del genere, finiscono per sommarsi ed ammontare anche a svariate migliaia di euro
    • se invece sei ancora in tempo per un ravvedimento operoso, la sanzione per l'ADE sarà solo del 20% dell'omessa imposta (quindi il 20% del 20% dell'importo, ovvero il 4% - vado a memoria, fai verificare dal tuo commercialista) + i relativi interessi - per l'INPS invece non so

  • User Attivo

    @Archimede2007 said:

    Bene, nel farlo tu rinunci al principio della competenza di cassa (questo è assodato: il meccanismo della "notula-preavviso di fatturazione" concesso ai professionisti serve proprio ad evitare che i professionisti debbano rinunciare al principio di cassa; se invece della notula emettono fattura, questa segue il principio di competenza e non di cassa - e questo è pacifico).
    Quindi, se hai emesso fatture nel 2008, avresti dovuto considerarle di competenza 2008 indipendentemente dal fatto che ti siano state effettivamente pagate o meno.

    Chiedo scusa Archimede2007,
    daresti a tutti noi qualche riferimento a proposito?
    Ho sempre saputo che, se un professionista emette fattura, il relativo compenso, ai fini reddituali, va dichiarato sempre seguendo il principio di cassa.:ciauz:


  • User Attivo

    @serdep said:

    Ho sempre saputo che, se un professionista emette fattura, il relativo compenso, ai fini reddituali, va dichiarato sempre seguendo il principio di cassa.:ciauz:

    Ai fini IRPEF, si: vale il principio di cassa...
    Ai fini IVA invece no: vale la competenza della data in cui viene emessa la fattura (ed è appunto per questo che esistono le notule-preavvisi di fatturazione).
    E visto che l'imposta del 20% del regime dei minimi è sostitutiva anche dell'IVA, ne consegue che facilmente l'accertatore applicherà lo stesso principio (e probabilmente anche a ragione).

    Il fatto che la stessa ADE abbia dato tre risposte differenti e discordanti a proposito, è sintomo del fatto che non esistono certezza; ed in casi del genere, in caso di accertamento, nel dubbio sanzionano... lasciando che poi sia il contribuente ad eventualmente sbrigarsela in sede di contenzioso.
    E ad andare in contenzioso... a parte il fatto che gli argomenti da addurre mi sembrano obiettivamente debolini, il costo delle spese sarebbe almeno uguale alla sanzione... e quindi... :arrabbiato:


  • User Attivo

    @Archimede2007 said:

    Secondo me, per chiudere la partita IVA nell'anno 2008 avresti dovuto considerare tutti i crediti come già incassati...

    Ai fini IRPEF, si: vale il principio di cassa...

    ..tu hai fatto un errore non tanto nel chiudere anticipatamente la p.IVA, quanto nel voler assoggettare ad un principio di cassa delle fatture già emesse (e che quindi dovevano seguire il principio di competenza)

    Bene, nel farlo tu rinunci al principio della competenza di cassa (questo è assodato: il meccanismo della "notula-preavviso di fatturazione" concesso ai professionisti serve proprio ad evitare che i professionisti debbano rinunciare al principio di cassa

    Quindi, se hai emesso fatture nel 2008, avresti dovuto considerarle di competenza 2008 indipendentemente dal fatto che ti siano state effettivamente pagate o meno.

    E visto che l'imposta del 20% del regime dei minimi è sostitutiva anche dell'IVA, ne consegue che facilmente l'accertatore applicherà lo stesso principio (e probabilmente anche a ragione).

    Riporto alcuni passi di tuoi post in cui affermi che per i professionisti vale il principio di cassa e poi che, senza ombra di dubbio, gli onorari delle fatture emesse e non incassate nello stesso anno seguono, ai fini reddituali, il principio di competenza.
    E' su questo che volevo chiarimenti e/o riferimenti.
    Il fatto che l'Ade abbia dato risposte differenti è normale (avranno risposto tre persone differenti !!!), ma non conosco nessun riferimento normativo, circolare o risoluzione che impone o presume il principio di competenza per il caso in questione.:ciauz:


  • User

    @Archimede2007 said:

    E già qui non ci siamo: il fatto di avere una partita IVA non è incompatibile con il fatto di esser dipendente (salvo che per i dipendenti pubblici).
    Quindi, manca un diretto nesso di causalità.
    Inoltre, se anche fosse, l'incompatibilità c'è per l'ESERCIZIO della professione; se la partita IVA la mantieni aperta per esigenze puramente "amministrative", ma senza esercitare, non c'è nessun problema di incompatibilità.

    INtanto vi ringrazio per l'interessamento: per me il confronto di più posizioni è oro.
    Sono stato assunto come dipendente regionale, e mi è stato chiesto di produrre il documento di chiusura p.iva.
    Se poi tale richiesta sia corretta o no, ora pongo anche io i miei dubbi. ma questo è successo ed ora devo trovare la soluzione migliore.

    @Archimede2007 said:

    Bene, nel farlo tu rinunci al principio della competenza di cassa (questo è assodato: il meccanismo della "notula-preavviso di fatturazione" concesso ai professionisti serve proprio ad evitare che i professionisti debbano rinunciare al principio di cassa; se invece della notula emettono fattura, questa segue il principio di competenza e non di cassa - e questo è pacifico).
    Quindi, se hai emesso fatture nel 2008, avresti dovuto considerarle di competenza 2008 indipendentemente dal fatto che ti siano state effettivamente pagate o meno.

    Mi starebbe benissimo assoggettare tali compensi (?. 3800) nell'anno di competenza 2008, anche con ravvedimento operoso. Sarebbe anche la meno dispendiosa per me, perchè mi permetterebbe di godere degli assegni familiari dal 1 luglio del 2010, cosa che con l'altra scelta sarebbe ritardata di un ulteriore anno.
    Però mi sembrava la meno corretta, incrociando risposte dell'ade e posizioni di alcuni esperti dei forum.
    Ora arriva anche la risposta di "inps risponde" che mi dice che sarebbe ovvio assoggettare tali compensi all'anno 2008.
    Volendo seguire tale strada, chiedo anche al gentilissimo Serdep di illustrarmi quali sono i problemi a cui potrei andare incontro.
    Ad esempio per il problema del controllo su ritenute versate dal committente e dichiarate da me in anni diversi, sarei soggetto a sanzioni?
    Attendo vostre reply, grazie mille.


  • User Attivo

    Ti ringrazio.
    Come è chiaro, ormai, la soluzione non è chiara!!!
    Il tutto dipenderà dalla soluzione che vorrai adottare, dagli eventuali controlli degli enti coinvolti e dalla loro interpretazione del caso.
    Io propenderei per la soluzione che ti ho prospettato in precedenza.
    Non capisco perchè avresti diritto agli assegni già nel luglio 2010 se dichiari tali compensi nel 2008 anzichè nel 2009.
    Spiegamelo un po'.:ciauz:


  • User

    @serdep said:

    [***]

    Se dichiaro quegli utili con competenza nel 2009, anno di riferimento per l'erogazione degli assegni familiari dal 1 luglio 2010 al 31 giugno 2011, succede che più del 30% del mio reddito sarebbe dovuto a compensi derivanti da lavoro occasionale e autonomo (per cui NON dipendente).
    Sicchè non ne avrei diritto: è il requisito per ass.nucleo fam. sia per inps che per inpdap (la mia cassa attuale di previdenza).
    Visto che per l'anno 2008, anno di riferimento per ass.fam. dal 1 luglio 2009 al 31 giugno 2010, sono già "bruciato" (troppo utile derivante da attività autonoma), aggiungere tali compensi non mi cambierebbe niente.

    Per quanto riguarda la scelta di assoggettare i compensi all'anno 2008, secondo voi nell' integrazione dell'unico 2009 dovrei segnalare anche le ritenute del 20% relative a quei compensi, anche se esse sono state versate nel 2009 dal committente? Altrimenti dove segnalarle? E vi risulta che tali trattenute subite nel 2009 possa utilizzarle nell'F24 in compensazione a partire dal 1 gennaio 2010?
    :gthi:


  • User Attivo

    Ok. per il discorso degli assegni.

    Per ciò che concerne le ritenute subite, credo che non le potresti indicare giacchè risulterà uno sfasamento tra le ritenute da te dichiarate per il 2008 e quelle che risulteranno dai 770 dei tuoi committenti per cui, in fase di controllo, l'Ade non le accetterà.
    Eventuali crediti di cui si è sicuri possano scaturire in sede di dichiarazione, possono essere utilizzati già a partire dal 1° gennaio dell'anno in cui la dichiarazione deve essere presentata (salvo modifiche intervenute).
    Dove indicarle?
    Mi sembra che direttamente nel quadro RN non si può, in quanto nel rigo RN30 confluiscono le ritenute subite in relazione ai relativi redditi dichiarati nei quadri ad essi dedicati.
    Se fosse così, dovresti compilare un quadro (ad esempio CM o RL) indicando solo le ritenute.
    Indicandole nel CM verrebbe fuori un credito da contribuente minimo (rigo RX17); indicandole in altro quadro, le ritenute confluirebbero in RN30 e l'eventuale credito nel rigo RX1).:ciauz:


  • User

    Grazie Serdep. Tutto sempre più confuso!! 🙂
    Allora chiedo all'amico Archimede2007 di dirmi come compilerebbe l'integrazione e dove inserirebbe tali ritenute.
    Grazie.


  • User

    Per dovere di completezza e sperando che tale discussione possa essere d'aiuto ad altri utenti, riporto le conclusioni a cui è arrivato un commercialista esperto a cui mi sono affidato vista la mole di opinioni contrastanti:

    • scelta di assoggettare i compensi all'anno di emissione delle fatture (2008): la peggiore. Perchè l'assoggettamento è solo ai fini iva, mentre riguardo all'irpef continua a valere il principio di cassa. In caso di accertamento (probabilissimo per difformità delle ritenute d'acconto dichiarate) è la scelta peggiore in quanto l'ade richiederebbe il pagamento dei tributi + sanzioni come se andasse assoggettato all'anno 2009 e io dovrei richiedere il rimborso per ciò che avrei pagato in più nel 2008, rimborso con tempi lunghi e probabilmente dall'esito non scontato (si andrebbe probabilmente in contenzioso).
      Essendo dunque corretto l'assoggettamento all'anno di imposta 2009, ecco i sucessivi 2 casi:
    • scelta del quadro CM: non sembra corretto.L'attività nel 2009 è cessata;
    • scelta del quadro RL: il più corretto. In questo caso, per quanto riguarda il problema dei contributi inps per un eventuale sforamento dei 5000 euro,nel mio caso, essendo lo sforamento di soli 1000 euro,la scelta migliore è attendere un eventuale comunicazione con sanzione dell'inps.

    Saluti,
    Marco.


  • User Attivo

    Non mi sembra che qui ci sia stata una mole di opinioni contrastanti (solo due). Comunque, grazie per l'approfondimento del commercialista esperto.
    Opinione che non si discosta dai pareri da me espressi che, peraltro, si rifanno (giusta o sbagliata che sia) all'interpretazione dell'ADE.
    Quando si raffrontano due possibilità e si dice che l'una sembra più corretta di un'altra, allora ho ragione nel dire che c'è chiarezza per il caso in questione.
    Potrebbe anche essere più corretto indicare tali compensi nel quadro dei redditi occasionali, ma i committenti, comunque, li indicheranno nel 770 come compensi per prestazioni professionali (non occasionali). Vi sarà discordanza (ma non mi sembra così grave).


  • User

    @serdep said:

    Non mi sembra che qui ci sia stata una mole di opinioni contrastanti (solo due). Comunque, grazie per l'approfondimento del commercialista esperto.

    Per esattezza: la mole si riferisce alle 2 interpretazioni di questa discussione + le 3 dell'Ade + un'altra fornita da Inps. Tutte diverse, alcune di poco, altre di tanto. 6 risposte differente non mi sembrano poco....

    Saluti,
    Marco.


  • User Attivo

    Hai già deciso come precederai?
    Se ti va, faccelo sapere.


  • User

    @serdep said:

    Hai già deciso come precederai?
    Se ti va, faccelo sapere.
    Si: quadro RL senza pagare i contributi inps. mi riserverò di tenere una quota su credito irpef per eventuali sanzioni (stiamo parlando di cifre basse).
    Ho già stampato le diverse risposte dell'Ade e dell'inps: la commercialista dice che dimostrare eventualmente la buona fede e la confusione delle norme (e qui ce n'è abbastanza) serve molto.
    Grazie, saluti,
    Marco.
    :ciauz:


  • User Newbie

    Ciao a tutti,
    mi trovo quasi nella stessa identica situazione di gonkit, solo che la partita iva cessata nel dicembre 2008 rientrava nel regime agevolato nuove iniziative. Ho dovuto chiuderla perche assunto nella PA a dicembre 2008 e contestualmente ho emesso le ultime fatture, 2 di queste sono state incassate nel 2009. Seguendo il principio di competenza per l'iva, ho fatto confluire l'iva anche di queste ultime 2 fatture nel unico 2009.
    Potrei forse inserire i compensi nel quadro RL, ma 1) dal committente risulta un pagamento effettuato ad una partita iva, quindi ad un lavoro abituale 2) pagherei quei compensi ad una tassazione maggiore di quella agevolata del 10% ( il 20%?) 3) tale reddito da lavoratore autonomo non abituale mi incide sul reddito complessivo non permettendomi di fruire di alcune detrazioni.
    Siete a conoscenza di novità rispetto a quanto già detto precedentemente nel post?
    Avreste qualche consiglio da darmi?
    Vi ringrazio molto
    Giuseppe