• Moderatrice

    @scheggia said:

    Grazie tante Anna. Non posso però non chiedermi come mai allora lasciano così come sono tutti quei blog che a detta tua dovrebbero essere registrati come giornali... e soprattutto, un proprietario di blog, in buona fede, quando sa se è il caso, dall'apertura del blog, di andarlo a registrare?! Mistero! Eheh.
    Due ultime domande: il costo di registrazione di un blog corrisponde in tutto e per tutto a quello di un cartaceo? In queste testate speciali quali sono le clausole che fanno diventare dopo due anno il direttore responsabile pubblicista?
    Considerazione: quindi tutti i blogger dovrebbero prima diventare giornalisti per poter registrare il proprio blog... siamo abusivi! Ahah

    Beh, la legge c'è anche se molti fanno finta di non cederla. Solo quando si viene sanzionati ci si rende conto di quanto importante è rispettare le leggi. Ti faccio un esempio: molti sanno che Google non ama determinate tecniche, eppure tanti siti applicano tecniche illegali. Fino a quando Google non pone gli occhi su questi siti, tutto fila liscio. Nel momento in cui si viene penalizzati, tutto cambia.
    La registrazione di un blog non esiste, se vuoi chiamarlo blog libero di farlo. In realtà la registrazione è di una testata che ha la stessa procedura di una testata cartacea, con poche modifiche al momento della compilazione dei moduli (va indicato il provider e non lo stampatore). Al tribunale di competenza troverai queste indicazioni.
    Il costo di una testata digitale è lo stesso del cartaceo.

    Per quanto riguarda la domanda che mi fai sul direttore responsabile qui va chiarito che un direttore responsabile deve essere iscritto all'Albo dei Giornalisti (elenco pubblicisti o professionisti). Il direttore responsabile, a termine dei due anni, puo' riconsocere l'operato di un articolista (per articolista si intende colui che ha scritto per una testasta giornalistica, cartacea o digitale). Quest'ultimo potrà presentare la domanda di ammissione al Consiglio Regione dell'Ordine dei Giornalisti della regione di appartanenza. Tra i requisiti richiesti, oltre alla lettera del direttore, c'è la prova di pagamento durante il biennio (fondamentale) e le copie degli articoli scritti a propria firma. Ci sono anche altri documenti da inoltrare come "il casellario giudiziario", etc., l'Ordine dei Giornalisti potrà esserti più chiaro su questo. Quando l'articolista è diventato giornalista, puo' a sua volta dirigere una testata. Il direttore iscritto all'Elenco speciali non è equiparato al direttore responsabile iscritto all'Albo, quindi non essendo lui stesso iscritto all'Albo non puo' permettere che altri possano venire iscritti all'ODG.
    Dimenticavo: tra i documenti da inoltrare al Tribunale di competenza per la registrazione della testata, c'è anche il certificato di iscrizione all'Ordine dei Giornalisti del direttore responsabile, certificato che viene rilasciato dall'ODG di appartenzenza.
    Anna

    P.S. Posso conoscere il tuo blog al fine di capire se, a mio modesto avviso, viene contemplato tra le testate?


  • User Attivo

    Adesso inizio a fare chiarezza! Comunque adesso controlli non ce ne sono, ma leggevo che per il 2013 alcune cose verranno modificate, sia per quanto riguarda l'iter per diventare pubblcisiti, sia per i blog. Il mio è quello in firma. I costi di cui mi parli sono di circa 500 euro giusto?


  • Moderatrice

    @scheggia said:

    Adesso inizio a fare chiarezza! Comunque adesso controlli non ce ne sono, ma leggevo che per il 2013 alcune cose verranno modificate, sia per quanto riguarda l'iter per diventare pubblcisiti, sia per i blog. Il mio è quello in firma. I costi di cui mi parli sono di circa 500 euro giusto?

    Beh, quando qualcosa diventa esponenziale poi si corre ai ripari. Posso solo dirti che il dibattito è aperto nella "stanza dei bottoni".

    Per quanto riguarda il tuo blog, a mio avviso se i testi sono dei tuoi suggerimenti, non ha bisogno della registrazione. Se (come dici nello slogan) vuoi diventare una fonte di informazione, beh...allora il tuo sito diventa testata. Sì, i costi sono di circa 500 euro.

    Anna


  • User Attivo

    Grazie sei gentilissima, corro nella stanza dei bottoni a leggere. Ti chiedo solo un'ultima cosa: poniamo il caso che trovo qualcuno disposto a farmi da direttore responsabile, suuppongo che non lo farà gratis... che cifre chiede un giornalista per farlo? Supponiamo che, dopo averlo trovato, io inizio a scrivere per il giornale... per diventare io giornalista Devo essere pagata, ma essendo di mia proprietà il giornale..pagherei me stessa... quel che conta sono le ricevute... quindi dovrei pagare allo stato il 20% dell'iva? E...il minimo compenso per un articolo per far si che sia valido di quant'è???
    Se dovessi registrare il blog come testata e poi aprire pure con lo stesso nome un giornale cartaceo(o fare al contrario) devo registrare entrambi e quindi spendere circa 500+ circa 500?


  • Moderatrice

    @scheggia said:

    Grazie sei gentilissima, corro nella stanza dei bottoni a leggere. Ti chiedo solo un'ultima cosa: poniamo il caso che trovo qualcuno disposto a farmi da direttore responsabile, suuppongo che non lo farà gratis... che cifre chiede un giornalista per farlo? Supponiamo che, dopo averlo trovato, io inizio a scrivere per il giornale... per diventare io giornalista Devo essere pagata, ma essendo di mia proprietà il giornale..pagherei me stessa... quel che conta sono le ricevute... quindi dovrei pagare allo stato il 20% dell'iva? E...il minimo compenso per un articolo per far si che sia valido di quant'è???
    Se dovessi registrare il blog come testata e poi aprire pure con lo stesso nome un giornale cartaceo(o fare al contrario) devo registrare entrambi e quindi spendere circa 500+ circa 500?

    Non c'è un tariffario minimo per un direttore responsabile (è stato bandito nel 2007). Diciamo che si va a discrezione del giornalista che farà da direttore responsabile e, in quanto tale, ha delle responsabilità penali. Importante è conoscere anche la mole di lavoro. Tieni presente che un direttore puo' essere incolpato per omesso controllo cioè in caso di reato lui è colpevole perchè non ha controllato cosa scriveva l'articolsita. Non ricordo se questo reato è stato stralciato dalle testate online. In ogni caso, la cifra puo' andare da poche centinaia di euro al mese (200 euro minimo per piccoli lavori a un migliaio, non credo che quest'ultimo sia il tuo caso). La retribuzione puo' avvenire senza partita Iva ma con ritenuta d'acconto (qualche bravo commercialista di questo forum puo' darti una mano in tal senso) o addirittura con Diritto d'autore dove la ritenuta d'acconto del 20% va applicata sul 75% dell'imponibile. Per quanto riguarda la doppia registrazione, se hai intenzione di registrare entrambe le testate (cartaceo e digitale) io farei così. Se è più importante il cartaceo, registrerei questo giornale e sul digitale scriverei che è il supplemento del cartaceo. Viceversa se ritieni più importante il digitale. Quindi una sola registrazione.
    Mi sembra di capire che vuoi fare l'editore, pertanto ti consiglio di pensare bene all'attività che vuoi intraprendere. Se vuoi fare il giornalista (professione in crisi) ti consiglio di farti le ossa come articolista per una testata che ti paga e, soprattuto, ti insegna il mestiere.

    Ciao
    Anna


  • User Attivo

    Si mi piacerebbe poter fare l'editore... devo però sperare ti trovare, per iniziare qualcuno che non mi chieda quelle cifre che hai menzionato! Il blog non guadagna nulla... dovrei uscirli di tasca mia... vorrei creare un mensile cartaceo e tenere il blog per aggiornamenti quotidiani o quasi... Se non vado conotro nessuna legge allora registro il primo e il secondo lo definisco come "supporto". Perfetto! 🙂

    P.S: tutte le professioni sono in crisi..in Italia solo gli infermieri trovano lavoro con più facilità.Sigh.


  • Super User

    Salve a tutti,

    prima di tutto chiedo a tutti i partecipanti di non uscire al di fuori dell?argomento trattato, ad esempio in questa discussione non c?entra nulla il diritto d?autore, questo al fine di non determinare incomprensioni in chi legge. Vi sarei grato, inoltre, se evitaste di inserire informazioni non corrette o non confermate.
    Detto ciò provo a fare un po? di chiarezza, precisando che sul punto chiarezza non c?è, purtroppo, perché le leggi non sono del tutto chiare su quali norme della stampa si possano applicare al web.
    Un giornale si definisce tale se presenta alcune caratteristiche precise, laddove tali caratteristiche sono date non dalle leggi quanto soprattutto dalle decisioni giurisprudenziali. E sono il requisito ontologico (la struttura da giornale), e quello finalistico (lo scopo delle pubblicazione). in sostanza un giornale è tale se è contraddistinto da una testata costituente elemento identificativo, da una periodicità regolare (quotidiano, settimanale, ecc?), e dalla presenza di informazioni, commenti ed elaborazione critica di notizie di attualità dirette al pubblico.

    La Corte di Cassazione, inoltre, precisa che ?per l?esercizio del lavoro giornalistico di redattore ordinario, cioè del giornalista professionista stabilmente inserito nell?ambito di una organizzazione editoriale o radiotelevisiva, con attività non limitata alla mera trasmissione di notizie, ma estesa alla elaborazione, analisi e valutazione delle stesse, è necessaria l?iscrizione nell?albo dei giornalisti professionisti?.
    Il tribunale penale di Modica, ancora, evidenzia che le testate da registrare sono quelle pubblicate con periodicità, e caratterizzate dalla raccolta, dal commento e dell?elaborazione critica di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale, dalla finalità di sollecitare i cittadini a prendere conoscenza e coscienza di fatti di cronaca e di tematiche socialmente meritevoli di essere rese note.

    I dubbi sorgono nel momento in cui le norme estendono solo parzialmente la legge sulla stampa alla realtà editoriale in rete, per cui solo parte della normativa in questione si applica ai siti web che sono considerabili testate editoriali online.
    In sintesi le pubblicazioni non periodiche (paragonabili ad un libro di cui si stampano nel tempo successive edizioni) hanno l?obbligo di indicare il nome e domicilio dell?autore e del fornitore di hosting (che è accomunabile allo stampatore).
    Le pubblicazioni periodiche, diffuse al pubblico con periodicità e caratterizzate da una testata costituente elemento identificativo del prodotto, devono indicare sul sito nome e domicilio dell?autore e del fornitore di hosting, luogo e anno della pubblicazione, nome e domicilio dello stampatore e, se esiste, dell?editore, con in più l?indicazione del numero di partita IVA. Devono essere inoltre iscritte al registro della stampa presso il tribunale (che è cosa ben diversa dall?albo dei giornalisti!) del luogo di pubblicazione, per cui devono anche avere un direttore responsabile iscritto all?ordine dei giornalisti. L?indicazione della periodicità accanto alla testata è un ulteriore obbligo per questo tipo di pubblicazioni.

    Questo è quanto generalmente si sostiene, ma poiché le norme non sono chiare ci sono varie proposte di legge tese appunto a chiarire e modulare gli obblighi per le testate editoriali online.
    Infatti, una tesi alternativa, a quella da me esposta qualche rigo sopra, è quella che sostiene che le testate editoriali online non abbiano alcun obbligo di registrazione al registro della stampa tenuto presso le cancellerie dei tribunali, a meno che non chiedano fondi allo Stato ai sensi della legge 62 del 2001 (le provvidenze per l?editoria). Una recente ordinanza del GIP presso il tribunale di Como ha appunto sostenuto tale tesi, per cui ritenere, al momento, che un sito web costituente testata editoriale online debba essere iscritto o meno al registro della stampa, è da considerarsi a tutti gli effetti una valutazione personale e non certo un orientamento consolidato della giurisprudenza.

    Invito inoltre a non chiedere sul forum se il vostro sito è da considerarsi una testata editoriale oppure no, in quanto la valutazione di ciò è demandata alla magistratura, per cui ogni valutazione che possa essere realizzata in questo forum, anche se fatta da tecnici del diritto come me, è sempre è soltanto una valutazione esclusivamente personale.
    🙂


  • User Attivo

    Mi scuso se sono andata fuori tema. Lei ha parlto di fondi all'editoria e se non ho capito male ne può ufruire chi registra un giornale on line. Dove posso trovare maggiori informazioni a riguardo?


  • Moderatrice

    @scheggia said:

    Mi scuso se sono andata fuori tema. Lei ha parlto di fondi all'editoria e se non ho capito male ne può ufruire chi registra un giornale on line. Dove posso trovare maggiori informazioni a riguardo?

    Ho tre testate online registrate, non possiamo accedere ai fondi per l'editoria. L'avvocato che è più ferrato in materia potrebbe dare una risposta anche a me (non mi risulta che testate online, a meno di quotidiani e organi politici, possono usufuire di questi "benefici"). Preciso che le testate sono di una società editoriale (srl, per la precisione) ed è composta da un giornalista professionista (direttore responsabile) che corrisponde alla mia persona, da un redattore interno iscritto all'Ordine dei Giornalisti, e da due giornalisti esterni. Ad oggi, spulciando la legge, non sembra che ci siano possibilità di usufruire dei fondi sull'editoria.


  • Moderatrice

    @scheggia said:

    Mi scuso se sono andata fuori tema. Lei ha parlto di fondi all'editoria e se non ho capito male ne può ufruire chi registra un giornale on line. Dove posso trovare maggiori informazioni a riguardo?

    Se ti va di leggere, ecco il nuovo DPR 223-2010: Regolamento per l'erogazione dei contributi all'editoria ex art. 44 Dl 112-2008 fresco di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Come noterai, ai contributi accedono solo le grandi testate (quotidiani per lo più) e organi di partito.

    Mi fermo qui, tutte le altre indicazioni te le potrà dare l'avvocato che ne sa più di me.


  • Super User

    Le provvidenze per l'editoria sono previste dalla legge 62 del 2001, nela quale potrai trovare i dettagli. Eventualmente ci si può rivolgere al Ministero competente. In ogni caso se si accedono ai fondi in questione è obbligatorio iscriversi nel registro degli operatori della comunicaizone (ROC), tenuto dall'AgCom.


  • User Attivo

    Ho capito male o i finaziamenti vengono dati, come già sapevo, solo a giornali "grossi" con fatturati e distribuzione elevati?


  • Super User

    In genere ai grandi editori. Del resto è una cosa "politica" 😉


  • User Newbie

    Sul nostro sito pubblichiamo una newsletter che ha le caratteristiche della periodicità perchè la inviamo agli iscritti ogni due mesi. Ma non ha le caratteristiche della* informazioni legate all?attualità* perché tratta di letteratura teatrale e riportiamo scritti e saggi di vari autori, con i permessi degli editori, spesso di un lontano passato.

    In questo caso come si configura la newsletter ?

    Grazie

    Tom


  • Super User

    Non sono a conoscenza di pronunce giurisprudenziali su newsletter, ma credo che in teoria una newsletter possa essere considerata un giornale online, purchè sussistano tutti gli elementi: una testata, la struttura di un giornale, la periodicità, lo scopo finalistico, ecc...


  • User Newbie

    Grazie per la risposta.

    Mi riferivo anche a quello che lei scrive su informazioni legate all’attualità. Se questa è una caratteristica di un giornale on line noi non l'abbiamo perché trattiamo di letteratura teatrale spesso del primo novecento (il peridodo più fertile in questo campo), ma quanto pesano le informazioni legate all’attualità rispetto alle altre caratteristiche: periodicità ecc

    Grazie ancora

    Tom


  • Super User

    Ciao Tomek,

    non saprei che dirti, è una valutazione che spetta ad un giudice.


  • User Attivo

    Salve, un blog di calcio non aggiornato quotidianamente è considerato una testata giornalistica oppure no ?


  • User Attivo

    No non lo è considerato.


  • User Attivo

    grazie