<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0"><channel><title><![CDATA[[Lingua italiana] Alcune nozioni su usi e valori dell&#x27;accento]]></title><description><![CDATA[<p dir="auto">Salve. <img src="https://connect.gt/plugins/nodebb-plugin-emoji/emoji/android/1f642.png?v=gca7n9pp8gc" class="not-responsive emoji emoji-android emoji--slightly_smiling_face" title=":)" alt="🙂" /></p>
<p dir="auto">Allo scopo di venire incontro a tutti coloro che, per mestiere o passione, sono soliti creare contenuti testuali da inserire nella Rete, continuiamo il viaggio nell'universo della nostra splendida lingua nazionale e forniamo un condensato di semplici regole per rendere i brani più corretti, precisi e conformi alle norme dell'Italiano.</p>
<p dir="auto">Stavolta è di scena l'<em>accento</em> e il suo corretto / scorretto posizionamento. Discuteremo regole generali ed eccezioni. Non mancheranno rivelazioni piuttosto sorprendenti.</p>
<p dir="auto">Nella lingua italiana, l'<strong>accento</strong> è un segno che denota convenzionalmente la vocale della sillaba sulla quale, leggendo una parola, la voce del lettore si eleva di tono e quasi sembra fermarsi.</p>
<p dir="auto">Tale sillaba si chiama <em>sillaba tonica</em> (leggere: tònica), mentre tutte le altre (sulle quali la voce non cambia né si arresta) sono dette <em>sillabe atone</em> (leggere: àtone).</p>
<p dir="auto">Ne consegue che tutte le parole hanno un proprio <strong>accento tonico</strong>, nato ed usato proprio per designare la corretta pronuncia di ciascun vocabolo.</p>
<p dir="auto"><strong>Attenzione!</strong> L'accento tonico ha a che fare con la <em>pronuncia</em> delle parole (Fonologia, Ortoepia), <em>non con la loro scrittura</em> - infatti l'accento che abitualmente conosciamo è posto <em>solo su alcune parole</em>, non su tutte.</p>
<p dir="auto">L'accento che troviamo esplicitamente indicato in parole come <em>più</em>, <em>così</em>, <em>però</em>, <em>là</em>, <em>è</em> etc. si chiama <strong>accento grafico</strong>: esso coincide in posizione con l'accento tonico (che invece non si indica), ma contiene alcune informazioni in più.</p>
<p dir="auto">Se infatti esiste in italiano <em>un solo tipo</em> di accento tonico, esistono ben <em>tre accenti grafici</em>:</p>
<ul>
<li>
<p dir="auto">L'accento <em>grave</em> (<strong>`</strong>)</p>
</li>
<li>
<p dir="auto">L'accento <em>acuto</em> (<strong>?</strong>)</p>
</li>
<li>
<p dir="auto">L'accento <em>circonflesso</em> (<strong>?</strong>)</p>
</li>
</ul>
<p dir="auto">Di questi, il terzo ormai è molto poco usato, mentre i primi due hanno l'importante funzione - quando scritti su "e" ed "o" - di chiarire se si tratti di vocali rispettivamente <em>aperte</em> (e allora si usa l'accento grave, come in però, parlò, è, tè) o <em>chiuse</em> (subentra l'accento acuto, come in móndo, tóndo, perché, poiché, né, sé).</p>
<p dir="auto">Cli accenti grafici che permettono tale distinzione vengono anche chiamati <strong>accenti fonici</strong> (leggere: fònici).</p>
<p dir="auto">Riassumendo: l'Italiano ha <em>un</em> accento tonico, <em>due</em> accenti fonici e <em>tre</em> accenti grafici; quelli che si segnano sono gli accenti grafici, con valore di volta in volta fonico (distinguere il carattere chiuso / aperto delle vocali) o tonico (indicare dove si arresta e sale di tono la voce nel leggere il vocabolo).</p>
<p dir="auto">Vediamo ora le regole relative al posizionamento dell'accento, che può essere obbligatorio, facoltativo o vietato.</p>
<p dir="auto"><strong>[CENTER]Norme relative agli accenti.[/CENTER]</strong></p>
<p dir="auto">a) L'accento grafico è <strong>obbligatorio</strong>:</p>
<ul>
<li>Sulle parole polisillabiche con accento tonico sull'ultima sillaba (dette <em>tronche</em>); scriveremo dunque:</li>
</ul>
<p dir="auto"><em>però</em>, <em>partì</em>, <em>rarità</em>, <em>condurrò</em>, <em>trallallà</em>, <em>perché</em>, <em>sicché</em>, etc.</p>
<ul>
<li>Nei monosillabi in cui ci sia un <em>dittongo raccolto</em> (cioè una coppia di due vocali vicine di cui la prima è <em>i</em>, <em>u</em>, la seconda <em>a</em>, <em>e</em>, <em>o</em>); avremo pertanto:</li>
</ul>
<p dir="auto"><em>ciò</em>, <em>già</em>, <em>giù</em>, <em>può</em>, etc.</p>
<ul>
<li>Nei monosillabi che, una volta accentati, hanno diverso significato rispetto a quelli non accentati. Ad esempio:</li>
</ul>
<p dir="auto"><em>dà</em> (voce del verbo dare; <em>gli dà uno zuccherino</em>) contro <em>da</em> (proposizione semplice; <em>vengo da Trapani</em>)</p>
<p dir="auto"><em>è</em> (verbo essere; <em>è incantevole</em>) contro <em>e</em> (congiunzione; <em>Luca e Paolo</em>)</p>
<p dir="auto"><em>né</em> (congiunzione avversativa; <em>né di destra, né di sinistra</em>) contro <em>ne</em> (particella pronominale; <em>ne prendo due</em>)</p>
<p dir="auto"><em>là</em> (avverbio; <em>guarda là</em>) contro <em>la</em> (articolo o pronome; <em>guarda la casa</em>)</p>
<p dir="auto"><em>lì</em> (avverbio; <em>vengo da lì</em>) contro <em>li</em> (pronome; <em>li vedrei bene in una foto</em>)</p>
<p dir="auto"><em>sì</em> (affermazione; <em>ti ho detto di sì</em>) contro <em>si</em> (particella pronominale; <em>si dice che</em>...)</p>
<p dir="auto"><em>sé</em> (pronome riflessivo; <em>parla sempre di sé</em>) contro <em>se</em> (congiunzione condizionale; <em>se tu parlassi bene</em>...)</p>
<p dir="auto"><em>sù</em> (avverbio: <em>sali sù da me</em>) contro <em>su</em> (preposizione: <em>la penna è su una mensola</em>)</p>
<p dir="auto">b) L'accento grafico è <strong>facoltativo</strong>:</p>
<ul>
<li>Su tutte quelle parole che, con diversa accentazione, cambiano significato; avremo quindi:</li>
</ul>
<p dir="auto"><em>àncora</em> e <em>ancóra</em>, <em>càpitano</em> e <em>capitàno</em>, <em>pèrdono</em> e <em>perdóno</em>, <em>sùbito</em> e <em>subìto</em>, <em>circùito</em> e <em>circuìto</em>, <em>pèsca</em> e <em>pésca</em>, etc.</p>
<ul>
<li>In alcuni casi di unificazione di due consonanti identiche; ad esempio nella parola <em>principio</em>, il plurale porge <em>principii</em> (se fosse <em>principi</em>, una <em>i</em>, sarebbe il plurale di <em>principe</em>), ma si può anche scrivere <em>principî</em>, con una sola <em>i</em> e l'accento circonflesso; stesso caso con alcune voci del del verbo <em>odiare</em> (<em>che tu odî</em> o <em>che tu odii</em>, ma anche <em>tu odî</em> o <em>tu odii</em> - poiché "<em>odi</em>" con una sola <em>i</em> è il plurale di <em>ode</em>).</li>
</ul>
<p dir="auto">c) L'accento grafico è <strong>vietato</strong>:</p>
<ul>
<li>
<p dir="auto">Su <em>qui</em> e <em>qua</em>; infatti, diversamente da quanto possa sembrare, la "<em>u</em>" in <em>qui</em> e <em>qua</em> <em>non è una vocale vera e propria</em>, ma un segno convenzionale che segue la "q" con valore di semiconsonante, quindi è inutile accentare una parola con una sola vocale.</p>
</li>
<li>
<p dir="auto">Sui monosillabi <em>do</em>, <em>sta</em>, <em>sto</em>, <em>fa</em>, <em>va</em>, <em>no</em>, <em>so</em>, <em>sa</em>, etc.</p>
</li>
</ul>
<p dir="auto">(Sono pertanto da considerarsi <strong>errori gravi</strong> forme come <em>dò</em>, <em>stà</em>, <em>fà</em>, <em>nò</em> etc.)</p>
<p dir="auto"><strong>Nota:</strong> alcuni sostengono che l'accento andrebbe posto anche su parole come <em>do</em> e <em>fa</em> per evitare di confondere tali monosillabi con le note musicali; questo, però, è errato per due motivi:</p>
<ol>
<li>
<p dir="auto">È generalmente molto facile, in un contesto, capire se "do" indica una nota musicale o il verbo "dare"; idem per "fa".</p>
</li>
<li>
<p dir="auto">Secondo questo criterio, per distinguere il "<em>la</em>" nota dal "<em>la</em>" ordinario occorrerebbe accentare il secondo, ma in questo modo si otterrebbe "<em>là</em>", che dal precedente sappiamo essere un avverbio, non il "<em>la</em>" articolo. Stesso discorso con il "<em>si</em>".</p>
</li>
</ol>
<p dir="auto"><strong>[CENTER]Nota finale (per veri intenditori :D).[/CENTER]</strong></p>
<p dir="auto">Nelle tastiere per computer si trovano normalmente le seguenti lettere accentate (oltre ad <em>è</em> / <em>é</em> ed <em>ò</em><img src="https://connect.gt/plugins/nodebb-plugin-emoji/emoji/android/1f61e.png?v=gca7n9pp8gc" class="not-responsive emoji emoji-android emoji--disappointed" title="):" alt="😞" /></p>
<ul>
<li>
<p dir="auto"><strong>à</strong></p>
</li>
<li>
<p dir="auto"><strong>ì</strong></p>
</li>
<li>
<p dir="auto"><strong>ù</strong></p>
</li>
</ul>
<p dir="auto">Si ha dunque <em>lo stesso accento grafico</em> (grave) per le vocali <em>a</em>, <em>i</em> , <em>u</em>. Ciò, tuttavia, corrisponde ad una <strong>convenzione errata</strong>, ed il motivo è semplice.</p>
<ul>
<li>
<p dir="auto">La vocale "<em>a</em>", per sua natura, ha sempre suono <em>aperto</em>, dunque si indica correttamente con l'accento grave e si scrive <em>à</em> (sarebbe un errore, almeno in italiano, scrivere <em>á</em>).</p>
</li>
<li>
<p dir="auto">Viceversa, però, le vocali <em>i</em> ed <em>u</em> hanno per loro natura suono <em>chiuso</em>, dunque sarebbe lecito aspettarsi (e più corretto scrivere) <strong>ú</strong> ed <strong>í</strong> con accento <em>acuto</em>, invece invece di <em>ù</em> ed <em>ì</em> con il grave come si fa abitualmente.</p>
</li>
</ul>
<p dir="auto">In tempi recenti, alcune case editrici più serie stanno adottando il criterio di scrivere le vocali <em>i</em> ed <em>u</em>, quando accentate in testi italiani, sempre con accento acuto, lasciando solo la <em>a</em> con il grave.</p>
<p dir="auto">C'è da augurarsi che anche gli standard sulla costruzione delle tastiere e sulla programmazione informatica cambino presto, tornando ad adeguarsi finalmente alle regole della Grammatica.</p>
<p dir="auto">Buona scrittura a tutti. <img src="https://connect.gt/plugins/nodebb-plugin-emoji/emoji/customizations/6551d194-c64c-4e45-9dcf-2a85dc41b3fb-sun.gif?v=gca7n9pp8gc" class="not-responsive emoji emoji-customizations emoji--sun" title=":sun:" alt=":sun:" /></p>
<p dir="auto"><strong>Nota Bibliografica:</strong> L'esposizione dell'argomento e alcuni esempi sono ispirati da:</p>
<p dir="auto">Silvestro, G.: <em>Il Segno dell?Uomo. Grammatica Italiana per le Scuole Medie Superiori</em>. Loﬀredo, Napoli, VI ed., 1984.</p>
<p dir="auto">Ceppellini, V.: <em>Il Dizionario pratico di Grammatica e Linguistica</em>. De Agostini, Novara, I ed., 1996.</p>
<p dir="auto">Matteucci, P.: <em>Accento graﬁco su i e u: grave o acuto?</em> (Articolo on-line) 27 Marzo 2004; reperibile presso: <a href="http://achyra.org/matteucci/files/iu.pdf" rel="nofollow ugc">achyra.org/matteucci/files/iu.pdf</a></p>
]]></description><link>https://connect.gt/topic/108002/lingua-italiana-alcune-nozioni-su-usi-e-valori-dell-accento</link><generator>RSS for Node</generator><lastBuildDate>Wed, 16 Sep 2026 11:53:40 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://connect.gt/topic/108002.rss" rel="self" type="application/rss+xml"/><pubDate>Mon, 10 Aug 2009 15:29:25 GMT</pubDate><ttl>60</ttl></channel></rss>